Il territorio di Valdobbiadene e Conegliano
il microclima
La posizione tra il mare e le Prealpi assicura un clima temperato con una media annua di 12.3° C ed una costante ventilazione , che permette alle uve di asciugarsi rapidamente dopo le piogge. L’area è caratterizzata da frequenti acquazzoni estivi, con una piovosità media 1250 mm. Le colline si estendono da est a ovest, quindi hanno un versante esposto a sud, dove i vigneti godono della migliore esposizione solare, e un versante a nord, solitamente occupato da boschi. L’altitudine varia da 100 a 500 m e garantisce l’escursione termica facendo sì che si sviluppino gli aromi. Il vitigno Glera ha trovato su queste colline il suo ambiente ideale da più di tre secoli. Ama l’acqua ma teme il ristagno, e la pendenza delle colline assicura che la pioggia sia sempre drenata.
il Suolo
I suoli del Conegliano Valdobbiadene hanno un’origine molto antica, che risale al sollevamento dei fondali marini e lacustri. Una parte delle colline è stata rimodellata dai ghiacciai delle Dolomiti, che hanno portato a valle vari sedimenti. I suoli che ne derivano sono profondi, costituiti da conglomerati di roccia e sabbia con molta argilla e talvolta ferro. Dove il ghiacciaio non ha agito, si sono mantenuti suoli di origine marina, composti di marne e arenarie, meno profondi e più filtranti. Ciò determina una coesistenza di molti tipi di terreni diversi ma anche una diversa conformazione delle colline, ora più dolci, nell’area di Conegliano, ora più ripide e completamente esposte a sud in quella di Valdobbiadene. Tutte le combinazioni di pendenza, esposizione e suoli rendono ogni microzona diversa, come si scopre grazie alle tipologie Rive e Cartizze.
l'uomo
Uomo e paesaggio si sono modellati a vicenda: il vignaiolo ha lavorato le colline assecondandone le forme naturali, ricamandone le rive scoscese; le ripide colline hanno imposto alle famiglie contadine una viticoltura “eroica” , fatta di perizia manuale e fatica. Per questo diciamo che il Prosecco Superiore e fatto a mano. Il paesaggio e frutto di caratteristiche geomorfologiche e climatiche uniche, particolarmente favorevoli alla coltivazione della vite, che il lavoro dell’uomo ha in parte plasmata. Le sue forme particolari sono divenute connubio tra movimenti della crosta terrestre e strutture geologiche presenti, perpetratosi per milioni di anni. Il fenomeno si chiama hogback, e ha prodotto uno straordinario susseguirsi di colline orientate a corde parallele , di grande effetto scenografico che, combinato all attività umana, diventa unico nel suo genere.
il lavoro in collina
Sono almeno 600 le ore di lavoro necessarie per coltivare un vigneto in questo territorio, quattro volte il tempo impiegato per una viticoltura moderna meccanizzata. Questo ha fatto si che la maggior parte delle aziende fosse di piccole dimensioni, spesso a livello familiare. Sono oltre 3000 infatti, i viticoltori che custodiscono il Conegliano Valdobbiadene.
La cultura del Vino
La cultura del vino e radicata nel territorio da secoli. Da un lato, centri di eccellenza come la Scuola Enologica e il Polo Universitario, che hanno sede a Conegliano, danno una continua spinta verso l’innovazione e la ricerca, mentre i viticoltori si tramandano i segreti della tradizione di generazione in generazione.
Il Verdiso è un vitigno di buona vigoria con produzione costante e buona adattabilità ai diversi tipi di terreno. Il grappolo è di media grandezza, abbastanza compatto, di forma piramidale, spesso alato. L'acino è molto grande, di forma ellissoidale, con buccia di colore verde chiaro. Il vino Verdiso è di colore giallo paglierino, scarico, con riflessi verdognoli, dall'odore tenue, speziato, delicatamente fruttato con caratteristico sentore di verde. Il sapore è secco, vivace, asprigno, con ricordo di mela acerba, di corposità media, con retrogusto leggermente amarognolo.
Per tali caratteristiche entra nella composizione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e nella realizzazione degli spumanti. Attualmente il vino verdiso si presenta nelle versioni: tranquillo, frizzante, spumante e passito.
L'acino di Verdiso ha la polpa e la buccia molto coriacea infatti le pratiche agronomiche di scacchiatura e sfogliatura post allegagione sono fondamentali per garantire ai grappoli un microclima ventilato e asciutto durante la maturazione dell’uva.
L'esistenza del vitigno è accertata da un documento del 1788 con cui l'Abbazzia di Follina impose la coltivazione ai coloni. Altri storici ne confermano la presenza nei pressi di Conegliano.
EMOZIONE: UN AUTOCTONO FRESCO E PIACEVOLE
Degustazione: in cantina 26-06-2019 con uno dei titolari -Gabriele Toffoli -