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    Home » Zeni: Lealbere Teroldego Rotaliano DOC 2018 (BIO)
    Rossi

    Zeni: Lealbere Teroldego Rotaliano DOC 2018 (BIO)

    19 Ottobre 2019Aggiornamento:28 Novembre 2023Nessun commento2 Minuti a Leggere
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    7.0
    • Profumo 6.2
    • Gusto 7.5
    • Emozione 7.5
    • Bevibilità 7.0
    • Colore 7.0
    • Le Classificazioni Degli Utenti (0 Voti) 0

    Aspetti positivi:

    Colore: rubino intenso con unghia violacea; Profumo: tabacco, torba, cacao amaro, caffè; Gusto: ampia testa, corpo strutturato molto equilibrato, tannini presente ed in evoluzione ma non eccessivamente invasiva, leggermente sapidido, piacevole spalla acida, erbaceo, coda sottile, che per un attimo svanisce poi ricompare ampia, sinuosa e lunghissima, con speziatura di cacao amaro, pepe nero, prugna e finale di tabacco stagionato; EMOZIONE: UN GIOVANE PULEDRO DI RAZZA

    Aspetti negativi:

    Giovane

    Cantina:

    Azienda agricola Zeni

    Nome:

    Le Albere Teroldego Rotaliano DOC

    Annata:

    2018

    Gradazione:

    13,5°

    Provenienza:

    Via Stretta, 2, 38010 Grumo, San Michele all'Adige (TN) +39 0461 650456 info@zeni.tn.it

    Prezzo medio:

    dai 12 ai 16 euro circa

    8 DICEMBRE 1882 - La fondazione Roberto Zeni, dopo lunga fatica, domande e pratiche a non finire, aveva ottenuto dalla autorità rappresentanti, nel SudTirolo l’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe I d’Ausburgo e Lorena, la licenza di aprire una osteria nei pressi del ponte sull’Adige. Amici e conoscenti lo festeggiavano e in quella occasione, nonno Roberto Zeni, mesce un vino Teroldego ottenuto dalla prima vendemmia di alcune vigne in località "Pini". Il Campo Rotaliano, culla del Teroldego, nasce proprio in quel periodo... All’attualità il contesto famigliare rimane sempre alla base della loro attività, la produzione si è stabilizzata intorno alle centonovantamila bottiglie ottenute dalla lavorazione di una superficie vitata di circa venti ettari. Le innovazioni in vigneto in cantina e in distilleria non mancano grazie ad un continuo ammodernamento degli strumenti di lavoro oltre che della formazione professionale. Nel 1994 la conversione del vigneto Maso Nero inizia a dare i suoi primi frutti riuscendo a dare un’ulteriore impronta qualitativa a vini come la Nosiola, il Sauvignon Blanc,Pinot Nero e Moscato Rosa. Sempre nello stesso anno la volontà di credere in un vitigno e nella massima espressione del territorio  ha portato l'azienda a valutare le potenzialità dell’uva Nosiola come base di un vino spumante rifermentato in autoclave: nasce così Arlecchino , vino spumante ottimo come aperitivo ma anche da accompagnare a antipasti e primi piatti a base di molluschi e crostacei. Negli ultimi anni lo sforzo maggiore si è indirizzato su due fronti; il primo in vigneto, al fine di raggiungere una corretta maturazione dell’uva permettendo così di incantinare una materia prima molto zuccherina e nel caso dei vitigni a bacca rossa con dei tannini morbidi e complessi. Secondo e successivo fronte è la lavorazione delle uve con la tecnica dell’appassimento e il miglioramento della conduzione della fermentazione alcolica. L’appassimento è una tecnica molto diffusa nel panorama enologico mondiale ma in Trentino non ha mai preso piede, eccezione per la produzione del Vino Santo Trentino. Nell’anno 1999 si è deciso di attrezzarsi di un discreto numero di “arele” rivisitate in chiave moderna per poter mettere in appassimento l’uva Pinot Bianco; lo scopo era quello di incrementare i profumi di questo vitigno. Da profumi semplici ma eleganti siamo riusciti ad ottenere un bouquet di profumi incredibili quali ananas, albicocca, sentori di miele millefiori oltre che un’importante gradazione alcolica. Nasce quindi la nuova versione del Sortì, prodotto già dal 1976. I risultati di questo vino  hanno fatto guardare lontano e con un'altra azione pionieristica nel 2003 sono andati a vendemmiare qualche quintale di uva Teroldego per essere adagiata su queste arele moderne. Il risultato è stato sorprendente: il colore si concentra ancora e diventa impenetrabile dalla luce, profumo etereo, intenso di piccoli frutti, ribes nero,lamponi,ciliegia,leggermente speziato. Una tecnica quindi pienamente centrata ed utilizzata a due livelli: il Teroldego dopo solo 30 giorni è unito alla riserva di Teroldego Pini mentre quella parte di uva che viene lasciata in appassimento fino a Natale da alla luce Ororosso, ultimo nato di casa Zeni. Anche in distilleria le novità non sono mancate. Nel 1994 l’alambicco è stato modificato al fine di ottenere un prodotto ancora più puro, fine e in grado di trasmettere i profumi di una vinaccia fresca. Sempre nello stesso anno è stato ampliato il locale di invecchiamento dove viene affinata e invecchiata la grappa Pini; la prima grappa Pini nasce già nel 1984 con soli sei anni di invecchiamento in rovere per passare a quella di 10 anni. Obiettivo del futuro,magari della nuova generazione, sarà quello di una grappa invecchiata 20 anni. Qui presentiamo il Teroldego Rotaliano ovvero "Oro del Tirolo" da una probabile interpretazione del idioma "Tiroler Gold" I regnanti d’Austria, durante la loro reggenza in Trentino, considerarono infatti questo vino eccellente sia per il colore intenso e profondo, profumato di lampone e mora che per il sapore pieno rotondo giustamente acido e privo di tannini: appunto Oro del Tirolo. EMOZIONE: UN GIOVANE PULEDRO DI RAZZA Degustazione: Settembre Rotaliano  30-08-2019 degustazione onav Trento
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