Una breve storia dell’azienda:
La storia della Basia ha coinciso dalla sua nascita con la storia di Elena, la mamma. Dal 1975 Elena ha moltiplicato tempo ed energie insieme a papà Antonio tra La Basia coi suoi vigneti e la campagna, e la famiglia che a Milano cresceva finché i figli sono arrivati ad essere in cinque. Elena ha visto in queste campagne il luogo dove coltivare un progetto di agricoltura e di produzione di qualità, basata sul rispetto e sulla cura per il suolo, le piante e il territorio, diversificata e aperta all’ospitalità.
Nel 2013 Elena si è ammalata, e la sua tenacia non è bastata a sconfiggere la sua malattia. Dopo la sua dipartita i figli hanno deciso di raccogliere quanto ha lasciato continuando alla Basia il suo progetto. Nel 2014 Davide, Irene, Carla, Giacomo, Emilio e papà Antonio hanno prodotto la nostra prima vendemmia.
Venticinque ettari di proprietà nel Comune di Puegnago del Garda, un paradiso verde ormai pressoché unico perché incontaminato: prati, seminativi, boschi, vigneti. Un vero gioiello nel cuore della Valtènesi, da scoprire attraverso percorsi unici tra agricoltura, gastronomia e turismo. La viticoltura costituisce il cuore dell'attività agricola della Basia, con la prospettiva di un progressivo aumento della superficie coltivata a vigneto; ad oggi la produzione è limitata a circa 30.000 bottiglie per anno.
In conversione BIO.
I principi e l'idealità di questo piccolo produttore, comunicati in prima persona:
«Nel rispetto del territorio, in tutte le sue sfaccettature, condurre una agricoltura sostenibile, con uno sguardo al passato, ma tenendo ben saldi i criteri moderni di produzione e un modello operativo per il perseguimento della qualità e della massima salubrità.
Equilibrio e
armonia: ecco le parole che esprimono l’obiettivo da raggiungere con il mio lavoro sia in campagna (rispetto dei terreni con l’uso dell’inerbimento totale dei vigneti, rispetto delle piante con giusto rapporto tra sviluppo della pianta e carico produttivo), sia in cantina, lavorando solo uve altamente selezionate, raccolte manualmente, pigiate nel giro di poche ore dalla raccolta, che permettano la massima integrità del nostro prodotto finale: sano, integro, buono e tipico».
Così Elena raccontava il proprio lavoro. A oggi, siamo convinti che seguire il percorso che lei ha tracciato sia per noi la strada migliore da intraprendere.
Dal 2015 abbiamo deciso di certificare le pratiche agronomiche che da molti anni adottiamo, dando inizio ufficialmente alla conversione biologica.
EMOZIONE: UN ROSSO DI STRUTTURA E COMPLESSITA'
Degustazione: Chiaretto & Casaliva Experience 2019- Pugneago (BS) 25/08/2019