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    Home » Erioli: Maiolus Negretto Rosso Emilia IGT 2017 (autoctono)
    Rossi

    Erioli: Maiolus Negretto Rosso Emilia IGT 2017 (autoctono)

    19 Ottobre 2019Aggiornamento:28 Novembre 2023Nessun commento2 Minuti a Leggere
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    7.1
    • Profumo 7.0
    • Gusto 7.0
    • Emozione 7.5
    • Bevibilità 6.8
    • Colore 7.0
    • Le Classificazioni Degli Utenti (0 Voti) 0

    Aspetti positivi:

    Colore: rubino intenso abbastanza luminoso; Profumo: mirtillo, rosmarino, pepe verde, elegante; Gusto: ampio nell'apertura piacevole, corpo potente ed ampio, elegante, tannini abbastanza morbidi, spalla acida importante in evoluzione, sapido, caldo, coda di media struttura, lunga che si evolve in sottile e sinuosa gradevolezza, con tocchi di mandarancio, per variare nel finale in cannella, noce moscata, cacao e nocciola tostata. EMOZIONE: ELEGANTEMENTE CITRINO E PIACEVOLMENTE SPEZIATO

    Aspetti negativi:

    ancora giovane in evoluzione

    Cantina:

    Az, Agricola Malagutti Laura-Erioli -ERIOLI -

    Nome:

    Maiolus Negretto Rosso Emilia IGT 2017

    Annata:

    2017

    Gradazione:

    14°

    Provenienza:

    Via Monteveglio 64 Bazzano (BO) - SP28, 57, 40053 Valsamoggia BO - tel 051 830103 -E-mail: eriolivini@alice.it -

    Prezzo medio:

    circa 18-20 euro

    L'azienda nasce nel 1933 ad opera del nonno Vincenzo Malagutti, con il nome di Podere San Giuseppe, come citato da un atto di compra-vendita di  parte della tenuta Malvezza di Bazzano, che nel '600  risulta essere di proprietà della prestigiosa famiglia bolognese di origine medioevale dei Malvezzi (Malvicius). Prima di questo periodo essa faceva parte quasi sicuramente dei beni che ricadevano sotto la giurisdizione dell'Abbazia di Leno nel bresciano (documenti del 1192 d.C.) in quanto comprendeva anche l'antichissimo oratorio di San Vincenzo. Nel 1989, Giorgio Erioli, si appassiona al mondo del vino, si licenzia dal lavoro dipendente, subentra al “babbo” ridando vita ai vitigni autoctoni, con una produzione di dieci- dodici mila bottiglie all’anno che coprono prevalentemente un mercato locale e poche province limitrofe. Ma la forza che contraddistingue questo “vigneron”, è la rivalorizzazione di due antichi vitigni autoctoni, un tempo altamente coltivati nella pianura e nelle colline circostanti: l’Alionza uva a bacca bianca e il Negretto, uva a bacca nera. Un altro raro vitigno aziendale è il Negretto o Maiolo; un vitigno rustico, resistente alle malattie, dal grappolo compatto con acino grande, dalla buccia coriacea, nonostante povero di antociani, uno dei primi vitigni a invaiare, e cambiare colore durante la fase di maturazione. L’origine è ancora incerta; alcuni studi lo riconducono a Oriente, viste anche la resistenza all’oidio e alla siccità, tipiche delle zone a levante; oppure di origine spagnola, riconducibile al vitigno  Mourvedre con ricordi di olive nere in salamoia, sentore che si sviluppa solo in determinate annate. Il tannino è particolarmente presente nella beva, e quindi spesso è domato dall’assemblaggio con uve dalla delicata astringenza di altre varietà, donando al vino maggior equilibrio e facilità di beva. Il Neretto, così definito alla fine del quattrocento, pare debba il suo nome alla colorazione dell’uva particolarmente scura. EMOZIONE: ELEGANTEMENTE CITRINO E PIACEVOLMENTE SPEZIATO Degustazione: in cantina il 30-07-2019 con il produttore
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