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Location 8.0
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Ambiente 7.5
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Cortesia del personale 8.0
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Competenza del personale 7.0
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Organizzazione 8.0
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Immagine aziendale 8.0
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Qualita/Prezzo Vini 7.0
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Le Classificazioni Degli Utenti (0 Voti)
0
Aspetti positivi:
Location, ambiente, vigneti, personale
Aspetti negativi:
barricaia migliorabile rispetto l'azienda, l'illuminazione della sala degustazioni, la sala degustazioni piccolina.
Nome:
Allegrini
Vini Bianchi
Soave
Vini Rossi
La Grola, Amarone della Valpolicella, Valpolicella Superiore, Valpolicella classico, La Poja, Reciotto della Valpolicella, Palazzo della torre (ripasso), Fiera di Monte riserva (Amarone riserva)
Vini Rosati
no
Spumanti Metodo Classico
no
Spumanti Metodo Charmat
no
Ettari Vitati
26 ha
Vitigni:
Corvina. Corvinone, Rondinella , Oseleta, Garganega
n° Bottiglie per Anno
1.300.000
Ristorazione :
eventi su prenotazione
Pernottamento:
si, su prenotazione
Organizzazione:
8.0
Descrizione Cantina
La cantina è dislocata in punti diversi del del territorio in quanto in valpolicella non è sempre possibile costruire, ampliando la cantina esistente.
Il nostro viaggio in questo articolo, è uno di quelli che rappresentano la Storia della Valpolicella Classica, situata nella parte occidentale del Veneto, tra Verona e il Lago di Garda. Impostato il navigatore della macchina direzione Fumane, inizia la nostra avventura presso Allegrini, azienda condotta dalla famiglia da sei generazioni, e presente nel territorio fin dal 16° secolo.
Le vigne si trovano in collina, su terreni prevalentemente calcarei nei comuni della zona Classica, Fumane, Marano, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio di Valpolicella, raggruppando 150 ha di proprietà. Dal 2017, l’azienda ha ottenuto la certificazione “ Biodiversity friend”, simbolo del rispetto della biodiversità e del territorio, grazie all’habitat di animali e piante diverse, formando un ecosistema naturale a 360°.
Giovanni Allegrini contribuì alla valorizzazione della Valpolicella negli anni sessanta, adottando tecniche innovative e selezioni rigorose delle uve, mentre oggi i figli Franco e Marilisa hanno portato avanti lo spirito imprenditoriale, acquistando le tenute Poggio al Tesoro a Bolgheri, San Polo a Montalcino in Toscana e una nuova realtà veneta, “Corte Giara”.
La visita inizia nella cantina storica a Corte Giara, in cui vengono conservati i vini che maturano nelle barriques di rovere francese e nelle grandi botti in rovere di Slavonia. Solo il Valpolicella è vinificato esclusivamente in acciaio. In questa cantina, il “ragno delle botti” , alias Giovanni Allegrini soleva spillare il vino dalle botti ai suoi ospiti, facendoli uscire “allegrini”
Con l’auto raggiungiamo Villa Torre, splendido complesso rinascimentale progettato dal grande Architetto Giulio Romano, ed ispirata alla Domus dell’Antica Roma; oggi sensibilmente restaurata dai titolari e riportata agli antichi fasti, dopo un travagliato periodo di trascuratezza. Nelle varie sale sono protagonisti i particolarissimi camini definiti “Mascheroni” che mantengono l’atmosfera goliardica e di festa, destinazione a cui la Villa era in origine destinata. Una chicca sarebbe riportare all'oorigine anche gli originari giardini all'italiana che circondavano la villa.
Numerosi i proprietari che si sono susseguiti nei secoli, fino all’acquisto della famiglia Allegrini, che l’anno riportata a luogo di ospitalità, accoglienza e rappresentanza .
Prima di iniziare la degustazione, sotto un sole incredibilmente attivo, sui 43° percepiti all’ombra, stupiamo i presenti chiedendo di visitare il vigneto Palazzo della Torre, che circonda la Villa, ove dal 1978 viene prodotto il vino omonimo, con la tecnica della doppia fermentazione; una parte dell’uva viene vinificata e una parte messa ad appassire sino a gennaio, mese in cui è assemblata al primo vino, facendo partire una seconda fermentazione. Un vino spesso citato nella classifica dei Top 100 di Wine Spectator.
Dopo l’affascinante visita, l’accogliente referente commerciale, ci accompagna nella sala degustazioni (sicuramente migliorabile nell’illuminazione), per assaggiare i vini della famiglia Allegrini, trovandoli particolarmente interessanti, in particolare:
Valpolicella Classico Doc 2018
70% Corvina veronese, 30% Rondinella
4 mesi acciaio, 2 mesi in botte grande. Un vino versatile, dal frutto croccante di mora e liquirizia, il tannino educato; ideale da bersi anche nel periodo estivo.
Palazzo della Torre Igt Veronese 2016
40% Corvina veronese, 30% Corvinone, 25% Rondinella, 5% Sangiovese
70% vino Valpolicella Classico e 30% da uve semi-appassite. Impropriamente considerato dagli americani “il baby” Amarone, il vino appare subito intrigante alle sensazioni olfattive, di grande impatto, denotano subito la struttura e l’importanza del nettare intenso anche nel colore. Macedonia di frutta rossa, marasca, mora, foglie di tè verde, spezie dolci di vaniglia, piccanti di cannella e di pepe nero, chiodi di garofano, l’assaggio è morbido, vellutato e lungo, una lunghezza che sembra interminabile nel suo ritorno fruttato e speziato. Un vino che può essere dimenticato in cantina e bevuto tra qualche anno.
La Grola Igt Veronese 2016
90% Corvina veronese, 10% Oseleta
Il vigneto si trova a Sant’Ambrogio, su una collina votata alla viticoltura già ai tempi di Catullo, in cui la leggenda narra sia nata l’uva Corvina. Giovanni Allegrini acquistò il vigneto in stato di abbandono nel 1979, innestando il sistema di allevamento a guyot, innovativo per quegli anni. Il vino desta particolare interesse già alla vista, luminosa nelle sfumature rubino. Al naso si respirano i fiori, le erbe di campo, fiori bianchi, fiori gialli che si trovano negli intercalari dei vigneti, camomilla, ma anche la frutta di prugna, caffè, cacao. Al sorso è vellutoato, succoso, avvolgente, con un tannino astringente ma di classe. Lungo, molto lungo nel suo essere un vino dal carattere carismatico.
La Poja Corvina veronese Igt 2013
100% Corvina
Un Cru di 3ha, situato in cima alla collina della Grola. Giovanni è stato il primo ambasciatore della Valpolicella a credere nella vinificazione della Corvina in purezza. Un vino la cui interpretazione è apparentemente chiusa all’olfatto al momento della mescita, ma che nel tempo grande interesse. Profumi scuri che riconducono al tè nero, china, rabarbaro, la frutta, marasca arriva nel tempo, senza fretta. il sorso mostra la gioventù del vino che non ama farsi bere troppo presto. La freschezza è piacevole, il tannino è giocoso nel porsi astringente, fitto di un alone di mistero. Un sorso ancora duro ma con la complicità del tempo, sarà un grande protagonista.
Amarone della Valpolicella Classico Docg 2015
45% Corvina veronese, 45% Corvinone, 5% Rondinella, 5% Oseleta.
In un momento in cui le aziende discutono la presenza della Rondinella o dell’Oseleta nell’uvaggio, apprezzo molto la voglia di mantenere entrambi i vitigni, con le loro peculiarità. Un grande rappresentante della tradizione, stile e classe sia all’olfatto che alla beva. Profumi speziati di vaniglia, pepe nero, chiodi di garofano, anticipano l’assaggio nelle percezioni eleganti del vino.
Giovanni Allegrini Recioto della Valpolicella Classico Docg 2015
40% Corvina veronese, 40% Corvinone, 15% Rondinella, 5% Oseleta
Un vino dedicato al padre, un vino che Giovanni soleva servire per mettere alla prova i grandi enologi. Colore rubino intenso, all’olfatto si evidenziano profumi fruttati di amarena, confettura di more e di prugna, fiori di viola appassita, spezie piccanti di cannella e chiodi di garofano. L’ingresso in bocca è gentile, ampio nel suo percorso gustativo. La freschezza è il pilone portante di questo nettare che ritengo prezioso. Voluminoso alle guance, mantiene la persistenza durante la conversazione nella nota di frutta dolce. Il tannino è delicato. Un Recioto è pronto alla degustazione, ma non teme il tempo.
I vini descritti, li potete trovare recensiti nel nostro blog: wwwlindovino.it
Guardando l’orologio, ci accorgiamo che sono trascorse alcune ore dal nostro arrivo, ci congediamo con il ricordo di una famiglia che è riuscita a mantenere la tradizione attraverso i vitigni classici della Valpolicella, in particolare la Corvina che Franco ha valorizzato attraverso la vinificazione in purezza. Spinti dalla curiosità, siamo andati alla ricerca della collina la Grola a Sant’Ambrogio. Arrivati, la bellezza della collina, è valorizzata dal calar del sole, dai colori caldi e infuocati, assieme alla Poja, collina che nella propria sommità custodisce il Cru aziendale, voluto con caparbietà e contro ogni parere enologico dal visionario Giovanni Allegrini. Non contenti, terminiamo il nostro viaggio in un wine-bar con un calice di vino della Valpolicella, su una terrazza di fronte alla collina della Grola che domina il paesaggio mentre arriva la sera.

