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Location 7.8
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Ambiente 6.0
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Cortesia del personale 7.5
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Competenza del personale 9.0
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Organizzazione 6.5
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Immagine aziendale 6.9
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Qualita/Prezzo Vini 7.0
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Le Classificazioni Degli Utenti (0 Voti)
0
Aspetti positivi:
qualità dei vini, scelte aziendali specialmente in vigneto, ospitalità del produttore, sensibilità del produttore percepibile nei propri vini, la gestione biologica, la libertà mentale del titolare nella visione dei propri vini
Aspetti negativi:
organizazzione per accoglienza pubblico, cura immagine aziendale (non etichette) ma location (seppur oggi in fase di ampliamento), l'assenza di indicazione ed immagine dell'azienda all'esterno (seppur uso locale)
Nome:
Azienda Agricola Skerk
Vini Bianchi
Osgrade Venezia Giulia IGT; Vitovska Venezia Giulia IGT; Malvasia Venezia Giulia IGT;
Vini Rossi
Terrano Venezia Giulia IGT
Vini Rosati
NO
Spumanti Metodo Classico
18.10 Glera (brut nature 36 mesi lieviti) in vendita da giugno 2020
Spumanti Metodo Charmat
NO
Ettari Vitati
8 ettari di cui 1 a uva glera nelle scogliere vicino al castello di Miramare (TS)
Vitigni:
Vitovska; Terrano; Malvasia istriana; Sauvignon; Pinot grigio, Glera.
n° Bottiglie per Anno
circa 22.000-25.000 / anno
Ristorazione :
Osmiza (tipico Agriturismo locache che funziona stagionalmente a tempo determinato con prodotti aziendali/del territorio)
Pernottamento:
NO
Organizzazione:
6.5
Il Carso, terra di confine, è stato per molti anni luogo di battaglie in cui numerosi soldati hanno combattuto. Prima di recarci alla visita presso l’azienda Skerk, a Prepotto in provincia di Trieste, camminiamo in mezzo ai vigneti, percorriamo un sentiero che conduce alla trincea fatta di pietre, lunga e stretta, definita “luogo della memoria 1914-1918”. Dopo qualche minuto di silenzio riflessivo che ci blocca il respiro, verso le 14.30 ci rechiamo presso la cantina di Sandi Sherk, dove aspettiamo qualche istante, mentre è alle prese con un muratore per tracciare i confini del futuro portico che condurrà al nuovo ampliamento della cantina. La terra rossa e la roccia dura sono di nuovo smosse per dare ulteriore spazio alla nuova ala, un grande dolina calcarea che in futuro, una volta coperta, ospiterà preziose bottiglie aziendali.

Nel 1989, Sandi si iscrive come agricoltore, prende in mano l’azienda iniziando la terza generazione della famiglia Sherk, e praticamente rifonda l’azienda che conosciamo, con gli attuali 8 ettari vitati, di cui uno a Glera di recente acquisizione, posto nella ripida scogliera adiacente al castello di Miramare di Trieste, ma il progetto è di arrivare a 10 ettari e tutti ad alberello.
La cantina
Noi conosciamo Sandi da svariati anni, una persona gentile e dal soave sorriso, che quando arriva, sempre in ritardo ed indaffarato, ti aspetti che porti l’ansia ed invece porta serenità e naturalezza come quando osservi una Aglaia volare. E la seconda volta che lo visitiamo, ed ogni volta ci colpisce, per il modo di comunicare ricco di spontanea semplicità profondamente naturale. L’ultima volta ci siamo calati con le corde nel cunicolo di areazione, e lo spettacolo della grotta carsica è stato veramente emozionante, e poi ci ha spiegato e fatto toccare con mano la conversione aziendale da gujot ad alberello a ventaglio. Ma questa volta ci tocca nel vivo, poiché crede profondamente nel proprio progetto Glera, ma non un prosecco Veneto, ne tanto meno Friulano, senza nulla togliere specialmente a splendide realtà come Valdobbiadene-Conegliano ed Asolo, ma una visione tutta propria, frutto di ricerche storiche fatte nei ritagli di tempo, fino ad arrivare ai lustri passati quando le terre erano “proprietà” degli Asburgo.
Sandi Skerk alle prese con un "difficile" grappolo di Terrano
Da queste parti, nel Carso gli Abitanti si sentono ancora molto legati all’Austria e alla Slovenia; sono terre di confine dove, purtroppo quando c’è la Guerra, qui tutto diventa terra di nessuno, dove si preda, si stravolge e si distrugge e poi i politici di turno, secondo gli accordi di pace intercorsi, con il righello, riformano il nuovo confine, ogni volta diverso e che mai accontenterà nessuno. E Sandi così vuol produrre la sua prima bollicina, con uva Glera, che lui ed altri produttori asseriscono originaria proprio di queste zone, del resto il paese Prosecco è a pochi chilometri in linea d’aria da qui. Ma questo non ha importanza e probabilmente mai si saprà la vera origine di quest'uva, ma l’idea di Sandi solo a sentirsi risulta alquanto singolare, e da conoscitori di Prosecco, sicuramente punta ad una riflessione cocente. Siamo di fronte ad una Glera macerata, metodo classico, barricata, poi rifermenta con mosto d’annata ed infine affinata per 36 mesi sui lieviti a dosaggio ZERO! Una vera esperienza Emozionale, non immediata, perché, specialmente per me, l’idea di Prosecco è radicata fin dalla nascita, ma questo è un prodotto nuovo, fresco, con una struttura in progressione, minerale calcareo dalla sapidità leggermente iodata, con una propria delicata spalla acida, che esprime al massimo le potenzialità di un varietale dalle caratteristiche organolettiche non particolarmente complesse.
i terrazzamenti di glera prospicenti al mare
Ma del resto non avevo mai assaggiato una Glera allevata nei terrazzamenti prospicenti al mare, e vinificata con questo naturale coraggio; Sarà sicuramente Amata ed Odiata…specialmente da chi non la conosce...ma con il tempo a mio avviso, verrà presa come esempio anche da altri produttori, non solo di queste terre…..
Un grande portone di legno di forma semicircolare tipica delle costruzioni locali, apre la nostra visita, in cui la pietra carsica regna sovrana. Sandi ci indica una parete che a breve diventerà un corridoio di collegamento con la cantina nuova. Scendiamo un altro piano, veniamo accompagnati nella vera e propria cantina in cemento e pietra, come è tipico vedere in questa zona, le botti di legno di varie dimensioni delle aziende Garbellotto e dell’austriaca Pauscha, accolgono i vini sia nella fase di macerazioni sulle bucce, di circa 10 gg, sia nell’invecchiamento di almeno un anno, prima di decantare naturalmente in acciaio ed essere successivamente imbottigliati.
La temperatura costante è mantenuta da una piccola grotta naturale, posta sotto la cantina, emersa durante i lavori di trent’anni fa, un stretto condotto che grazie a una ventola collocata in superficie, consente di apportare aria fresca in cantina, specialmente durante le ultime calde estati.



