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Location 7.2
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Ambiente 6.9
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Cortesia del personale 8.5
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Competenza del personale 8.5
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Organizzazione 8.2
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Immagine aziendale 8.0
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Qualita/Prezzo Vini 7.8
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Le Classificazioni Degli Utenti (0 Voti)
0
Aspetti positivi:
la posizione dei terreni vitati, la scelta aziendale verso il Biologico, la cortesia dei titolari, l'ospitalità, la scelta familiare di vivere nei pressi dell'azienda,
Aspetti negativi:
la cantina era in fase di ristrutturazione con un'ala appena realizzata, da rivedere in futuro ad ultimazione opere.
Nome:
MASO MARTIS
Vini Bianchi
Trentino Doc ChardonnayTrentino Doc Chardonnay l'incantoSole d'autunno chardonnay passito
Vini Rossi
no
Vini Rosati
Moscato Rosa
Spumanti Metodo Classico
TRENTODOCBrutDemi secBrit Rosèdosaggio zero riservaBrut RiservaMadame Martis brut riservaMadame Martis rosè Brut Riserva??? vedremo a primavera 2020
Spumanti Metodo Charmat
no
Ettari Vitati
12 ettari
Vitigni:
Pinot nero, Chardonnay, Meunier, Moscato Rosamediamente non supera i 10.000 kg/ha
n° Bottiglie per Anno
60.000 bottiglie di cui 45.000 a TRENTO DOC
Ristorazione :
no - solo su prenotazione -
Pernottamento:
no
Organizzazione:
8.2
Siamo sicuri che lo Champagne è il più apprezzato?
In Italia per tanti anni, lo Champagne, il cugino d’Oltralpe, è stato considerato la bollicina per eccellenza, bevuto soprattutto nelle grandi occasioni come il Natale, compleanni, anniversari, festeggiamenti.
Lentamente e con discrezione, le bollicine sono diventate importanti anche nella quotidianità, attraverso versioni più beverine e tutto pasto, ma il grande cambiamento è avvenuto nella conoscenza di “bollicine italiane”, oggi vinificate in tutto il territorio nazionale.
Bollicine che grazie ai Consorzi di territorio sono diventate delle icone nel mondo, sono state istituite Doc ( Trentodoc nel 1993) e Docg, ( Franciacorta nel 1995; Oltrepo Pavese nel 2007; Alta Langa nel 2011) a tutela dei produttori ma soprattutto per la valorizzazione delle eccellenze.
Il viaggio che vi raccontiamo inizia in Trentino, regione in cui nel 1902 , il “Sior Giulio” Ferrari, grazie agli studi di enologia presso l’Istituto Tecnico Agrario San Michele all’Adige e numerosi viaggi di approfondimento a Montpellier, Geisenheim e in Champagne, è stato definito il padre, l’antesignano a produrre le prime 200 bottiglie rifermentate in bottiglia scrivendo la storia della spumantistica trentina.
Siamo a Martignano in provincia di Trento, presso l’ azienda Maso Martis che verso la fine degli anni novanta inaugura la sua storia con l’idea di produrre bollicine di montagna e diventare tra le più rappresentative del Trentodoc.
Stile ed eleganza sono i caratteri che contraddistinguono gli spumanti di Maso
Martis,
I Titolari Antonio e Roberta Stelzer, insieme alle figlie Alessandra e Maddalena sono indiscussi protagonisti della loro azienda, e da Antonio stesso veniamo accompagnati nella visita della cantina, una realtà nata senza avere tradizioni contadine e generazioni passate che potessero tramandare il loro sapere. I primi anni, vengono espiantati 5 ettari di vigneto per poi, capita la vera vocazione del territorio, reimpiantarne altrettanti nel 1984; in seguito, le uve vengono vendute alle Cantine Ferrari (… del “Sior Giulio”!!). Qualche anno dopo, Antonio con l’aiuto di un consulente, produce le “sue” bollicine e le propone presso i ristoranti, enoteche del luogo. Un inizio non facile, il mercato, come scritto precedentemente, amava bere Champagne e pochi intenditori conoscevano il territorio vocato trentino. L'azienda nasce nel 1990 e la prima bottiglia di spumante prodotta risale al 1993, anno in cui viene ufficialmente definita con decreto ministeriale la “Trentodoc”.
Il Trentodoc , il cui marchio istituito nel 2007, unisce il nome della città e il suffisso Doc con il nome del vino, è un piccolo territorio racchiuso dalle Dolomiti e dal lago di Garda, i responsabili delle condizioni climatiche ottimali, diventato un monumento naturale, iscritto al Patrimonio Mondiale dell’Unesco nel 2009.
L’unicità che rende lo spumante metodo classico Trendodoc dalla altre bollicine è l’uvaggio composto da uve Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero , Meunier, in territorio esclusivamente trentino, associato al prolungato tempo che i lieviti trascorrono in bottiglia durante il processo della rifermentazione, nelle versioni in bianco e rosè.
Minimo 15 mesi sui lieviti ( a decorrere dal 1 gennaio successivo alla raccolta delle uve)
Minimo 24 mesi sui lieviti ( possono riportare il millesimo)
Minimo 36 mesi sui lieviti (possono riportare la dicitura RISERVA)
Il maso Martis costruito a fine ottocento, il cui nome evoca un vecchio tempio romano dedicato a Marte, acquistato dalla famiglia come luogo di vacanza, negli anni è stato ristrutturato, adattandolo alle specifiche esigenze di produzione, inizialmente di 35-40 mila bottiglie, oggi di 90 mila. Attorno si trovano i 12 ettari di vigneti prevalentemente a guyot, ma anche a pergola trentina, ad un ‘altitudine di 450m s.l.m. posti su terreno calcareo con presenza di argilla su roccia rossa tipica trentina.
A nord, il Monte Calisio, detto anche Argentario protegge dalle avversità meteorologiche i filari ben ordinati; a sud l’Ora del Garda, il vento che soffia nel pomeriggio, puntuale come un orologio svizzero, consente alle uve di rimanere sane e raggiungere la maturazione con pochi trattamenti. 
Condizioni che caratterizzano la filosofia di Antonio e Roberta, rispettare l’ambiente in cui vivono e consentire una produzione di vini biologici, certificati Icea dal 2013. Filosofia rispettata anche dai produttori locali che conferiscono le uve all'azienda.
Entriamo in cantina, in fase di ampliamento, in cui sostano nelle barrique e nei tonneau d vini base e di Chardonnay Riserva prima di essere assemblati e della presa di spuma. Dal 2018, sono state acquistate due botti di rovere francese da 10 ettolitri per interpretare l’evoluzione dello Chardonnay nel legno più grande. Il Pinot nero, fermenta e affina solo in acciaio.
Una piccola produzione di vini fermi da uve Chardonnay ed un Moscato rosa per la versione passito, completano la gamma dell’azienda.
La visita termina in sala degustazione, dove Roberta ci accoglie con il sorriso di una donna che ha perseguito e raggiunto i suoi obbiettivi. E’ grazie a lei, che nel 1990 nasce Madame Martis, un Trentodoc di grande classe e raffinatezza che affina in bottiglia per 9 lunghi anni a base di Pinot nero (l’eleganza) , Chardonnay (rotondità), Meunier (morbidezza e stile). Solo 1000 bottiglie all’anno per 1000 appassionati.
Una perla enologica che è stata proposta quest’anno al Vinitaly a Verona, in una verticale a partire dal 1990 alla 2008, in cui sono state degustate le annate con il numero pari. A novembre, al Merano Wine Festival, molto probabilmente, si terrà la verticale con i millesimi con il numero finale dispari a completare un'esperienza più unica che rara.
I vini degustati sono stati tutti sboccati a marzo 2019.
Brut (70 %Chardonnay – 30% Pinot nero)
Un vino d’ingresso che si presente già equilibrato, nonostante il suo stato evolutivo sia ancora giovane. Le bollicine fini e persistenti , rallegrano l’olfatto che si pone fragrante di lievito e agrumato di pompelmo, delicate erbe aromatiche fanno capolino, lo zenzero stuzzica il finale olfattivo.
Il sorso è piacevole e scorrevole, invita al secondo bicchiere.
Dosaggio Zero Riserva 2015 (Pinot nero 70% - Chardonnay 30%)
Il colore paglierino, mostra sfumature intense. Il ventaglio olfattivo è ricco di dolcezza, dai fiori bianchi alle note di miele d’acacia, arancia candita. Note che si ritrovano alla degustazione, in cui la sapidità è la protagonista principale, la freschezza è delicata, la struttura ancora i fase di evoluzione lascia interpretare un finale di frutta gialla e mela golden.
Rosé Extra Brut 2015 (Pinot nero)
Il colore rame antico dato da una lieve macerazione con le bucce e l’aggiunta di una piccola parte di vino rosso , è ravvivato dalle austere bollicine che salgono in superficie.
L’arancia sanguinella apre il bouquet olfattivo , erbe aromatiche e silice seguono la compostezza verticale olfattiva. Il sorso, al contrario è morbido, vellutato nella composta di frutti rossi, yogurt di ciliegia, con un allungo finale equilibrato e persistente.
Brut Riserva 2015 ( Pinot nero 70% - Chardonnay 30%)
(Alcuni vini trattati sono recensiti sul sito www.lindovino.it)
Questa riserva merita un inchino al suo cospetto. Sensazioni di pasticceria invadono il bicchiere mentre le bollicine danzano sinuose: Zucchero a velo, tostature dolce di mandorla e noccioline accompagnano il sorso nella persistenza velluta e dal buon equilibrio gustativo.
Non abbiamo avuto l’occasione di degustare la Madame Martis ("creatura" voluta da Roberta), ma Antonio e Roberta ci hanno confidato in anteprima che stanno preparando una sorpresa con un new entry di spessore.
L’anno prossimo festeggeranno trent’anni della loro storia, della loro filosofia, delle bollicine fresche e spumeggianti…i “lavori in corso” sono quasi terminati….ci sarà una sorpresa!!!! Una Madame Martis rosè..... !!!
E allora aspettiamo la prossima primavera! Non vediamo l’ora di festeggiare e assaggiare questo Trentodoc a base di Meunier in purezza….alla prochaine fois!!
Per L'INDOVINO
Maura Gigatti




