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Location 7.6
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Cortesia del personale 7.5
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Sito Web 6
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Qualita/Prezzo Vini 7
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Emozione 7.5
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Le Classificazioni Degli Utenti (0 Voti)
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Dopo 16 anni ininterrotti, quest'anno la 16a edizione di Vinatur 2019, con 180 vignaioli presenti da tutta Europa, si è svolta il 06-07-08 aprile "obbligatoriamente" in una nuova Location, per permettere una maggior fruibilità dei banchi d'assaggio al pubblico sempre maggiore e più attento. La ditta di marmi MARGRAF di Gambellara (VI) è divenuta la nuova moderna ed accattivante location della manifestazione, da sempre svoltasi nella splendida Villa "La Favorita" di Sarego (VI), ma divenuta sempre più sottodimensionata per la mole di pubblico che deve accedervi. Per essere la prima volta in questa suggestiva location, si apprezza la buona organizzazione, come la gentile accoglienza, l'assenza di code all'ingresso, l'assistenza ai banchi d'assaggio precisa e puntuale, l'interessante divisione a settori degli espositori, posizionati a seconda degli anni di partecipazioni alla manifestazione, dei giovani, dei vini senza solforosa ed infine ...delle aziende gestite da donne ...denominate "le vie en rosé". La bellezza della manifestazione è che si respira un'aria diversa, produttori che fanno il vino per passione, credendo nei valori a loro cari, valori non solo legati al mondo del vino, ma ad una vita vissuta a modo proprio a 360 gradi. Non vogliamo essere intrappolati in uno stereotipo banale di vini naturali uguale a poesie nel calice a tutti i costi, perché non sempre i vini assaggiati erano piacevoli, ma la maggior parte dei piccoli vignaioli ci mette tanta passione, sudore, e cuore...e questo si percepisce subito comunicando con loro, vivendo nel calice la loro storia di vita.
A nostro avviso con lo spirito che ci contraddistingue, ma con un sano spirito collaborativo, valutiamo sicuramente migliorabile il tendone esteriore con intrattenimento musicale, così come la sala di degustazione per i giornalisti (in alcuni momenti sembrava abbandonata), come sicuramente da ampliare i contenuti del sito web, molto scarno. Degno di nota il catalogo/guida consegnato con il biglietto, sicuramente interessante ma non molto utile per il fruitore, che lo apprezzerebbe maggiormente aggiungendo i vini in degustazione con le caratteristiche specifiche, magari con la quantità di solforosa presente, ed indicando se la cantina è in regime biologico/biodinamico ecc. Ultima cosa, in considerazione della nuova location, che fa pensare ad una svolta di modernità anche per la manifestazione, si auspicherebbe la possibilità di acquistare il biglietto anche on line, come ormai normale in tutte le altre manifestazioni del settore; questo potrebbe sicuramente migliorare anche l'organizzazione interna. Buona l'affluenza, ed interessanti i vini degustati con alcune proposte che vi invitiamo sicuramente da provare, come l'anomala bolla in terra di Franciacorta, non riconosciuta dalla Docg perché non omologata nel gusto previsto dalla commissione di assaggio, e quindi nasce Cà del Vent Memoria Brut Pas Opere 2013 un 48 mesi sui lieviti unico e sempre in evoluzione, per poi passare ad una bolla in terra d'oltralpe, lo Champagne Jeaunaux robin con millesimè les grands nots 2007 uvaggio storico di 1/3 per vitigno per 10 anni sui lieviti una vera chicca, per poi passare ad un' altro francese, di Domaine de la Pinte Jura che con il sav'ur 2017 orange wine colpisce per il suo equilibrato ed elegante stato ossidativo, per chiudere con alcuni vini del territorio come di Piccinin Daniele il muni monte magro 2017 IGT, uva Durella in versione secca che riesce ad esprimere appieno le proprie migliori caratteristiche varietali, per finire con La biancara che con Pico Taibane 2017 da una Garganega in purezza estrae eleganza e piacevole freschezza dall'uva regina dei colli Berici. (Tutti i vini trattati sono recensiti sul sito www.lindovino.it) Interessante la tavola rotonda sui pro e contro dei vitigni resistenti; Con questa nuova e sperimentale tipologia di vigne create dall'uomo, c’è un doppio vantaggio: vino più sano da bere perchè trattato con meno sostanze, e meno costoso da produrre, grazie alle minori spese per irrorare con preparati umani di varia natura. Certo, la tecnica del genoma editing (per silenziare i geni “cattivi” di una pianta) presenta rischi potenziali. Ma non si tratta di Ogm, non si aggiungono geni estranei. Se ne rimuove uno. Ciò permette di ottenere piante che resistono a oidio e peronospora. Di contro nasceranno vitigni nuovi, con caratteristiche organolettiche nuove, e con colori, profumi e gusti diversi............una svolta epocale perché sarà sicuramente "abbracciata" dalle grandi multinazionali del vino per abbattere i costi. Ma questo sarà sicuramente tema di un futuro articolo su "scritti di vino". E tu cosa ne pensi dei vitigni resistenti...saresti a favore o meno........pensaci e ci vediamo al prossimo VinNatur 2020 per vedere tra un anno come si evolverà questo settore............se prevarrà il cuore e la tradizione...oppure............. 27/04/2019 L?Indovino
