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    Home » Sangiovese Purosangue 2019 -02-05 Novembre – Siena –
    Manifestazioni

    Sangiovese Purosangue 2019 -02-05 Novembre – Siena –

    14 Novembre 2019Aggiornamento:15 Dicembre 2022Nessun commento1 Min Leggere
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    7.1
    • Location 8.0
    • Cortesia del personale 8.0
    • Sito Web 5.5
    • Qualita/Prezzo Vini 7.0
    • Emozione 7.0
    • Le Classificazioni Degli Utenti (0 Voti) 0

    Siamo in Piazza del Campo a Siena….entrando comincio subito a sentire l’energia unica di questo posto, in me riecheggiano le urla, i nitriti e l’energia delle varie carriere disputate nei mesi estivi, in cui sono col naso sospeso per vedere e sentire  il tricolore della mia nobile contrada sfrecciare nel tufo, nella speranza di una grande vittoria. Piazza del Campo è unica, una delle più belle piazze del mondo, è il cuore di Siena e dei senesi, così chiamata perché un tempo era uno spazio verde destinato ad ospitare mercati e fiere. Ha la forma di una conchiglia divisa in 9 settori a ricordo dei Nove Signori che governarono la città dal 1287 al 1355. La pavimentazione in mattoni disposti a “coltello” risale al 1347 e ricopre uno spazio irregolare che scende verso il basso; è una delle piazze più “vissute d’italia” poiché dal 1644 il 2 luglio ed i 16 Agosto di ogni anno si svolge il famoso Palio di Siena. Ma oggi siamo il due di novembre, e sono qui per un altro evento unico, svolto in una delle due capitali del Sangiovese (ricordate l’articolo Gallo Nero Gallo Bianco….www.lindovino.it sezione scritti di vino), in particolare del sangiovese denominato Grosso, ove massima ne è l’espressione in purezza nel Brunello di Montalcino; ma oggi troveremo il Sangiovese di tutte le varie denominazioni presenti in Italia (dovevamo degustare anche vinificazioni estere, ma problemi organizzativi hanno purtroppo ostacolato questa possibilità), oltre 100 produttori  con 350 etichette nei banchi di assaggio, oltre a degustazioni tematiche, conferenze, , seminari, incontri con gli operatori del settore, il tutto organizzato dall’Associazione EnoClub Siena, promotrice e sostenitrice del mondo del vino di qualità ed in particolare del vitigno principe del territorio il Sangiovese. L’associazione è dedita allo sviluppo del progetto di valorizzazione del vitigno trovando spunti di approfondimento e riflessione, cercando di non banalizzare mai un tema estremamente complesso e importante, affrontando la conoscenza delle molte zone italiane in cui si coltiva. Partendo dal nucleo del Sangiovese Toscano (sempre dettagliato per aree e menzioni, con ulteriori approfondimenti) ma indagando e confrontando anche le altre zone italiane. Attraverso i banchi di assaggio e i seminari si possono valutare le diverse declinazioni territoriali (in purezza o con l’apporto di altri vitigni autoctoni). Il marchio SANGIOVESE PUROSANGUE, usato in più occasioni per dare un senso di appartenenza e unità all’ampio gruppo di produttori toscani aderenti alle iniziative scorse, diventa un nome unificante attorno al quale cercare di scoprire e valorizzare la qualità in quei produttori italiani che hanno deciso, per vocazione e tradizione, di puntare sul Sangiovese. L’evento si svolge nel Palazzo Pubblico di Siena, un edificio fatto costruire approssimativamente tra il 1297 e il 1310 dal Governo dei Nove della Repubblica di Siena, come propria sede. Tale funzione si riflette anche oggi, come sede dell'amministrazione comunale, oltre che del Museo civico (al suo interno vengono orgogliosamente conservati capolavori del periodo d'oro dell’arte locale tra cui il famoso affresco dell'Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo di A. Lorenzetti), e scuderia provvisoria durante il palio; l’ala dedicata all’evento sono i Magazzini del Sale. Purtroppo trovare l’ingresso non è stato semplice ne per noi ne per molti fruitori, poiché esternamente non segnalato da nessun cartello ed internamente i vari custodi ti inviavano nella Piazza del Mercato sottostante Piazza del Campo, facendoti girare a vuoto, comunque giunti finalmente nell’ingresso secondario all’interno del cortile poco illuminato del palazzo, ci accorgiamo di una piccola locandina nera, con la pubblicità dell’evento. Ma una volta entrati la bellezza delle sale e dell’intervento di restauro realizzato alcuni anni orsono ci lasciano letteralmente a bocca aperta, in parte interrato, con queste grandi volte a crociera in mattoni faccia a vista intersecate da scale e soppalchi in acciaio e vetro…bellissima anche l’illuminazione che crea suggestivi effetti di luce ed ombra…..unico neo i servizi igienici….letteralmente impresentabili per vetustà e manutenzione…..consigliamo vivamente il Comune di Siena d’investire piccole risorse al fine di portare i bagni dagli anni cinquanta agli usi e costumi di oggi !!  Scendendo le scale, subito ci troviamo di fronte alla reception, ove due cortesi Hostess ci accolgono e ci fanno riporre i soprabiti nel piccolo guardaroba; ricordo la giornata piovosa e particolarmente fredda. Con un appropriato calice ci accingiamo ad iniziare la degustazione, osservando un buona affluenza ma ben distribuita, con banchi d’assaggio sufficientemente ampi e distanziati da permettere al fruitore un’adeguata degustazione. Distribuito su due livelli, l’evento permetteva un’ampia selezione di produttori e relative denominazioni, giunte da moltissime regioni italiane, con ovvia prevalenza delle realtà Toscane come Chianti classico, Brunello di Montalcino, Chianti, Carmignano, Colli Senesi, Suvereto, Morellino di Scansano ecc.. Come nostra abitudine con il massimo spirito collaborativo al fine di suggerire un miglioramento dell’evento, evidenziamo alcune note a nostro avviso da tener presenti per il futuro come maggiori indicazioni per accedere all’evento, una guida con indicati i produttori e la loro distribuzione all’interno dell’evento, la tracolla porta calice, un sito web più chiaro ed interattivo, lo svuotamento delle sputacchiere,  ed un maggior raggruppamento zonale delle denominazioni e relative territorialità all’interno degli splendidi ambenti. Purtroppo non siamo arrivati la mattina, quindi non abbiamo potuto degustare, come normalmente facciamo, una grande quantità di produttori, ma tra quelli selezionati ci hanno sicuramente colpito i vini che di seguito elencheremo: Terre Nere “Il Ribelle IGT  2017” Montalcino 100 % Sangiovese grosso – solo acciaio – 15 ° Da subito al palato si percepisce il frutto rosso, il tannino vistoso ma elegante con la struttura supportata da alcol importante ma che scivola nella frutta in macerazione, marasca matura, e poi mora per poi far percepire la speziatura di cannella, noce moscata e pepe nero. Una bottiglia di piacevole e semplice beva che termina poco dopo la sua apertura. Poggio Lucina  “Brunello di Montalcino 2014 ”  Docg 100 % Sangiovese grosso – 30 mesi botte grande da 30 hl – 14 ° Sono molto scettico sulla difficile annata 2014 per il Brunello di Montalcino, sicuramente didattico e di beva non complessa, ma mediamente non rappresentativo per la DOCG, e quindi tendenzialmente negli assaggi preferisco passare, ma in questo caso la produttrice ha insistito molto per avere un mio giudizio, e nei suoi occhi percepivo che credeva profondamente nel proprio vino. E devo dire che finalmente ho trovato un Brunello di Montalcino anche dell’annata 2014 che esprime vigore e profondità; probabilmente il segreto sta nella “sovra-maturazione” in pianta per 15 giorni ma  solo per cercare la naturale maturazione dell’uva, e visto il tempo, rischiando di perdere l’intero raccolto, per un’annata decisamente piovosa ed infelice. E tale rischio ha pagato donando struttura e complessità al vino, con una buona spalla acida a centro della beva, una sapidità equilibrata, ed un tannino presente ma non invasivo, anzi lo definirei “maschio cortese” con note di frutto rosso come la mora ed una coda morbida, lunga,  sinuosa, dall’intrigante speziatura finale. Sicuramente un vino da ricordare con piacere in un’annata difficile per i grandi rossi.  Rocca delle Macie  “Ser Gioveto 2015 ”  80 % Sangiovese 20% Merlot e Cabernet Sauvignon – 16-18 mesi botte grande da 35 hl – 14,5 ° Colore rubino medio, intenso profumo di ciliegia  mora della punta, di media struttura alla bocca, con note fruttate di mora matura, cassis, con una prolungata persistenza e con sentori di cuoio, noce moscata, e lievi note balsamiche. Tenuta Vallocaia- Bindella  “Vollocaia Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2015" Docg 90% Sangiovese, 10% Colorino del Valdarno – 24 mesi botte grande e tonnaux – 14,5 ° un bel naso complesso, con sentori mirtillo,  giuggiolo,  e profonde note balsamiche. All'assaggio è progressivo, con una lunga spalla acida, delicata la sapidità, con una tannicità presente ancora leggermente in evoluzione ma dal futuro elegante, con una persistenza lunga ove si pergepiscono erbe aromatiche , leggeri e vellutati agrumi e tocchi di pepe nero, cardamomo e coriandolo, un nobile di tutto rispetto. Bindi Sergardi “Mocenni 89 Chianti Classico Gran Selezione 2015”Docg 100 % Sangiovese – 24 mesi botte grande da 42 hl – 14,5 ° Un vino a me caro, che ho riassaggiato con grande piacevolezza, riscoprendo le note speziate di cannella, cardamomo, cuoio delicato nuovo e amolo rosso, in bocca si evolve un’intrigante carosello di sapori, con un corpo sinuoso dove spicca un’acidità che descrive una giovinezza ancora da vivere, ma denota una sapidità che si armonizza in una speziatura dai sapori orientali, con una coda dinamica e sfuggente rappresentata dai tannini leggermente acerbi ma non fastidiosi, armonizzati da toni di liquirizia e cacao amaro, per concludere in una lunghissima “vibrissa felina” di zenzero e pepe di Sichuan. Un vino che ti apre il cuore!  Il Marroneto  “Brunello di Montalcino selezione Madonna delle Grazie 2015 ”  Docg (Anteprima) 100 % Sangiovese grosso – 40 mesi botte grande da 25 hl – 14,5 ° E sicuramente non ultimo, il Brunello di Montalcino per eccellenza, quel Brunello che si vorrebbe sempre assaggiare, che ti fa percepire al sorso tutta l’intrigante complessità del varietale anche nelle sue sfumature più nascoste, quel Brunello che ho assaggiato da ragazzo e non ho mai più dimenticato, per me punto di riferimento, che mantiene fede alle tradizioni rispettando annata, territorio e vinificazione, senza mode ne fronzoli, che esperti d’oltre oceano hanno scoperto e apprezzato solo negli ultimi decenni. Una selezione di uve del vigneto posto sotto l’omonima chiesa, il più vecchio dell’azienda, di sett’anni allevato a cordone speronato, la tipica forma di allevamento di Montalcino, fermentato in tini tronco-conici di rovere di Allier, ed affinato per 41 mesi in botte grande da 25 hl per una produzione totale di 7.000 bottiglie. Il colore rubino medio si presenta invitante, al naso sentori terrosi e ferrosi si sciolgono con il lampone giallo e la Marinella, per poi al sorso presentarsi ampio e di struttura complessa, dalla tannicità presente “virile” ma equilibrata, una persistenza molto lunga ed intrigante dai sentori di salvia, noce moscata, timo, e tocchi di nocciola tostata. Una vera chicca che merita di essere degustata per comprendere appieno il Brunello di Montalcino. (troverete la recensione di alcuni vini sul nostro blog www.l’indovino.it) Una bella manifestazione, un ringraziamo particolare va a Davide Bonucci e all’associazione Enoclub per la cortese ospitalità, svolta in una splendida location, ideale alla presentazione dei grandi rossi a base Sangiovese, ove si può interagire con i produttori, partecipare ai seminari degustando questo straordinario vitigno toscano…italiano…….e forse dall’anno prossimo anche internazionale!   L?Indovino  

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