Siamo ad Egna, piccolo paese dell'Alto Adige, di antichissime origini; infatti il nome Egna deriva dall’antica mansio Endidae, una mansio o stazione di posta romana, posta sull’allora via Claudia Augusta. Sicuramente da visitare sono gli scavi archeologici che hanno portato alla luce un sito ben conservato, e curato con l'attenzione e la sensibilità altoatesina. In questa piccola realtà da ben 21 anni viene svolta la più interessante e specifica manifestazione italiana sul vitigno: sua Maestà il "Pinot Nero" o come lo chiamano in Alto Adige dal tedesco "Blauburgunder", o più elegantemente dove è “nato” in terra d'oltralpe "Pinot Noir". L'evento si è svolto il 19 e 20/05/2019 nella piccola sala culturale "Haus Unterland" posta nel centro cittadino, ed è stato riservato alla versione di vinificazione più antica, quella in rosso, in particolare riguardante l'ultima annata in commercio, la 2016, con ben 123 cantine in degustazione, sfoggianti solamente i loro migliori destrieri Neri!
Ma le giornate iniziavano il 18/05/2019 con vari eventi, ed in particolare il 18º Concorso nazionale del miglior Pinot nero d’Italia, riservato naturalmente all’annata 2016. Il Concorso, le cui degustazioni (sempre rigorosamente alla cieca e coordinate dal Centro di Sperimentazione Laimburg) sono iniziate a fine febbraio, ed hanno visto in gara 93 Pinot nero, da 11 ragioni italiane, valutati da una commissione tecnica composta in prevalenza da enologi, enotecnici, esperti e stampa del settore vitivinicolo. Complessivamente, per la finale si sono qualificate 26 etichette, tutte provenienti dall'Alto Adige e dal Trentino. Sono infatti entrati in finale i Pinot Nero dei seguenti produttori (in ordine alfabetico):- Alto Adige: Cantina di Andriano, Vignaiolo Ferruccio Carlotto, Castelfeder, Tenuta Ebner, Tenuta Haidenhof, Cantina di Caldaro, Tenuta Klosterhof, Cantina Kurtatsch, Manincor, Malojer Gummerhof, Cantina di Merano, Cantina Muri-Gries, Tenuta Pfitscher, Tenuta Pföstl, Cantina Colterenzio, Cantina San Paolo, Tiefenbrunner, Cantina Termeno, Elena Walch.- Trentino: Bellaveder, Cantina Riva del Garda. Il Pinot nero Riserva Trattmann Mazzon della Cantina di Cornaiano (Girlan) che per la quarta volta, dopo il 2014, 15 e 16, si è rivelato il preferito dalla giuria, confermandosi primo assoluto, anche se con pochissimo scarto dai secondi, e ribadisce con questa affermazione, l’importanza del territorio di provenienza delle uve, ovvero l’unicità del “cru” altoatesino per il Pinot nero, collocato sull’Altopiano di Mazzon, sovrastante il comune di Egna sulla sinistra idrografica della Val d’Adige. Di seguito elenchiamo la classifica ed il relativo punteggio in centesimi dei primi tre posti:
- Cantina di Cornaiano (Girlan), Pinot Nero Riserva Trattmann – 90,5/100 punti.
- Tenuta Kollerhof Mazon - Pinot Nero Riserva Mazon Aegis, Cantina di Terlano - Pinot Noir Riserva Monticol, Tenuta Stroblhof - Pinot Nero Riserva. A pari merito con 90/100 punti
- Cantina San Michele - Appiano con il Pinot Noir Riserva Sanct Valentin – 89,8/100 punti.
Graduatoria però non confermata dal pubblico e nemmeno dal nostro
Blog l?indovino, che votando liberamente e senza preconcetti (abbiamo assaggiato i vini senza visionare preventivamente le classifiche) durante la degustazione si è selezionato come vincitore il
Pinot Nero Riserva Mazon Aegis della Tenuta Kollerhof Mazon, che con una piccolissima produzione di 1.000 perle nere, ha solleticato piacevolmente i nostri sensi.
Parlano della manifestazione, possiamo affermare che i vini erano sicuramente interessanti, con la possibilità di degustarli senza l'ansia che alcuni possano terminare precocemente; come degna di nota la possibilità di degustare alcuni Pinot Neri provenienti da tutto il mondo, dalla Patagonia alla Nuova Zelanda. Ed ora passando all’evento concediamo un plauso al personale di servizio, gentile ed accogliente ed all’ufficio stampa efficiente ed organizzato, come ben fatto e di fruibile comunicazione risulta il sito web; possiamo anche affermare con certezza che il calice fornito risulta sicuramente uno dei più appropriati delle varie manifestazioni che frequentiamo (e sono moltissime), e particolarmente apprezzata la possibilità di sostituirlo a piacimento durante la manifestazione. Positiva anche la scelta dell'orario di apertura che proponeva la degustazione dalle 13.00 alle 21.00, accogliendo le richieste di tanti ristoratori, appassionati, professionisti ed esperti del settore.
Ma come di rito, con solo spirito costruttivo che ormai ci contraddistingue, passiamo alle note organizzative non propriamente positive, e prima tra tutte, non possiamo che evidenziare la totale inadeguatezza del personale di servizio, non solo per la mescita, ma in particolare per la totale assenza di conoscenza di qualsiasi vino servito, o anche delle caratteristiche basilari del vitigno. A nostro avviso risulta migliorabile la scelta della location, molto piccola per la mole di persone presenti, i banchi di assaggio che con sei etichette presenti risultano subito affollati, lo svuotamento delle sputacchiere che spesso erano sature di vino, l'assenza di un minimo buffet (che per il Pinot Nero risulterebbe a nostro avviso necessario) ed infine il pane fornito per la degustazione che risultava particolarmente gommoso e di sapore atipico...... peccato perchè l'Alto Adige è rinnomato per i propri maestri fornai!
Ma passiamo alla parte più interessante……..i vini degustati che ci hanno intrigato particolarmente durante la degustazione come il Pinot Nero Riserva "Faedi" 2016 della cantina Bellaveder con una piacevole spalla acida, e nota speziata, il Pinot Nero "Filari di Mazzon" 2016 di Vignaiolo Weingut Ferruccio Carlotto ampio e fruttato, o il Blauburgunder riserva "Abtei Muri" 2016 di Muri Gries Weingut Klosterkellerei piacevolmente morbido anche nei tannini, come il nostro preferito il BlauburgunderRiserva "Mazon Aegis" 2016 di Kollerhof ampio, strutturato dal frutto equilibrato e delicato, ed infine per la vostra curiosità il Pinot Nero Riserva
Trattmann della Cantina di Cornaiano (Girlan) con una spalla acida iniziale che si ammorbidisce durante la beva per concludersi con note balsamiche. Ma abbiamo assaggiato anche tre chicche straniere come il Pinot Nero 2016 di Altaland dalla lontana terra Argentina di Patagonia, delicato, equilibrato dai piacevoli sentori di marasca associata ad un finale piacevole di erbe aromatiche e di rabarbaro, oppure dalla New Zeland arriva un'interessante Pinot Nero 2016 della tenuta di Mount Riley Central dagli anomali sentori di frutta e spezie esotiche. Ma non poteva mancare il Re dei Re del Pinot Nero, sua maestà il Borgogna, una chicca di Domaine Michel Gros il Borgogna 2016, con ampio corpo, di struttura ed con una spalla acida che associata alla sapidità rende particolarmente armonica la bevuta nel suo complesso. (trovate tutti i vini descritti recensiti sul nostro blog ww. lindovino.it).
Ed allora all'anno prossimo, sognando nuovi e splendidi Pinot Neri da ogni parte d'italia...e ...vinca il Migliore..............
L?INDOVINO