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Location 8
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Cortesia del personale 7.5
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Sito Web 7
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Qualita/Prezzo Vini 6
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Emozione 6
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Nel bel complesso storico di Palazzo della Gran Guardia a Verona, a pochi passi dall' Arena, si è svolta il 2/3/4 febbraio 2019 la presentazione dell'annata 2015 del Valpolicella consorzio tutela vini. Una Kermesse con 65 aziende presenti con i propri prodotti, in particolare l'annata in anteprima ed un'annata meno recente rappresentativa per l'azienda. Premetto che un vino importante come l'Amarone della Valpolicella, non ha avuto la giusta rappresentanza temporale, in quanto quasi la totalità delle etichette presentate per l'annata 2015 rappresentavano vini particolarmente squilibrati. I produttori dopo un enorme lavoro nelle loro vigne e successive complesse lavorazioni in cantina, sono scesi a compromessi con l'aspetto commerciale per presentare l'anteprima del 2015; gli stessi produttori, spesso contrariati dal prematuro evento, si giustificavano comunicando che i loro vini necessitavano di affinare almeno altri 2/3 anni in botte grande e ulteriori 12 mesi in bottiglia... quindi realmente abbiamo assaggiato per lo più campioni di BOTTE!!! L'organizzazione sicuramente è migliorabile, a partire dalla non zonizzazione delle aziende (raggrupparle per territorio evidenziandone la zona ad esempio Negrar, Fumane, Illasi ecc. come da anni si è abituati per il Barolo, Il Chianti Classico, lo champagne ecc.), dei piccolissimi banchi d' assaggio adatti al massimo a due/tre fruitori, al Buffet inadatto per un'eccellenza come L'Amarone (quest'anno prevedeva salame, panino al prosciutto, e panettone -forse più adatto al periodo di Natale che al carnevale-), sicuramente sarebbero più indicati assaggi di piatti espressione di eccellenze del territorio a base di Amarone, magari eseguite da giovani chef locali oppure meglio... il nulla. Probabilmente da migliorare anche l'aspetto delle lunghe code sulle scale per accedere al guardaroba; plauso invece per la scelta del calice da degustazione, ben ideato e realizzato. Buono il servizio, cortese, puntuale ed efficiente nella gestione delle mansioni affidate in particolare delle sputacchiere e dei crostini, buona anche la sicurezza, forse un po dura nei modi (atteggiamento più consono alle discoteche) in prossimità degli ingressi. Passando ai vini, molto squilibrati, dalle acidità e tannicità importanti, non giovani come ci aspetterebbe, ma ancora poco adatti alla beva, trova solamente in poche aziende veri Amaroni giovani da anteprima, con il loro frutto maturo e la loro complessità evolutiva. Particolarmente interessanti L'Amarone Conte Gastone 2015 di Massimago, l'Amarone le Guaite 2015 di Le Guaite di Noemi e l' Amarone 2015 di Tenuta Santa Maria. Altre interessanti proposte degustative, dai toni e dalle emozioni sicuramente più da Amarone della Valpolicella, sono state l'Amarone Classico della Valpolicella 2013 di Zymè, l'Amarone Classico della Valpolicella 2012 di Cà dei Magi, l'Amarone della Valpolicella San Cassiano riserva 2013 di San Cassiano, l'Amarone della Valpolicella riserva 2010 di Pasqua vigneti e cantine spa e per finire una piacevole sorpresa è stato il Marziale Amarone della valpolicella classico 2012 (vini prossimamente recensiti sul nostro blog www.lindovino.it). A conclusione mi sovviene una domanda: possiamo pensare che per una delle eccellenze dei nettari Italiani più conosciuti ed apprezzati al mondo, sia il caso di valutare un posticipo temporale dell'anteprima di alcuni mesi, per dare il giusto plauso che merita, a scapito dell'enfasi commerciale che alla lunga, sicuramente, pagherà pegno? pubblicato 14-02-19 L'Indovino
