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Location 7,5
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Cortesia del personale 8.0
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Sito Web 5.0
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Qualita/Prezzo Vini 7.0
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Emozione 7.5
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Le Classificazioni Degli Utenti (0 Voti)
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IL CHIARETTO VALTENESE: GENTILE E DI PIACEVOLE STRUTTURA
Siamo a pochi chilometri dalle rive del lago di Garda, nel paese di Pugneago, sul versante Bresciano, prospicenti a San Felice del Benaco, una delle più affascinanti rive della zona. Il nome sembra derivi dal nome latino gentilizio romano Popinius (da cui Popiniacus una volta preso da un indigeno romanizzato e poi il toponimo medievale Puviniaco); In un atto di 1016 è chiamato Piveniago, mentre altrove suona Puniacum o Puveniaca. Particolarmente interessante le vestigia di una villa romana rinvenute nel 1971 risalenti all'epoca romana (primo secolo A.C.), e secondo testimonianze del X secolo, sembra fosse stato eretto anche un attiguo tempio dedicato alla dea Vittoria. E qui che come ogni anno a fine Agosto si svolge la 43esima Fiera di Puegnago del Garda, nell’ambito della quale è stata proposta la 3a edizione di “Groppello&Casaliva Experience”, appuntamento organizzato dal Consorzio Valtènesi, piccola e recente realtà consortile nata nel 2012.
Nella suggestiva cornice vista lago di Villa Galnica, prestigiosa sede del Consorzio Valtènesi oltre che dell’Aipol, l’Associazione Produttori Olivicoli Lombardi, e del Gal Garda Valsabbia 2020, in programma nelle serate del 24, 25 e 26 agosto, dalle 18 alle 23 è stata proposta una serie di banchi d’assaggio sulla terrazza e nel chiostro della villa, dedicato sia ai vini rosa che ai rossi a base Groppello della Doc Valtènesi, gestito dagli assaggiatori dell’Onav che hanno accolto i visitatori illustrando le caratteristiche basilari delle oltre 60 etichette presentate in degustazione libera. Al Piano terra della villa, avvenivano le degustazioni delle migliori etichette di olio d’oliva extra vergine (EVO) della zona, con protagonista unica ed indiscussa, l’oliva Casaliva, un’antica varietà autoctona della zona del Garda, conosciuta in loco anche con il nome di Drizzar in quanto, si riteneva che fosse in grado di raddrizzare le sorti della bacchiatura (raccolto di olive) riuscendo a maturare i suoi frutti più tardivamente delle altre varietà.
Particolare attenzione è stata dedicata dagli associati consortili alla qualità dei propri rosati, sicuramente da non confondere con il Chiaretto-Bardolino della sponda Veronese del Garda, in quanto per disciplinare utilizzano il 50% di uva Groppello.

La vinificazione più “gettonata” in Valtenesi e formata prevalentemente da 4 vitigni, minimo il 50% di Groppello, normalmente per aumentare la tipicità i produttori propongono mediamene il 70-80%, e poi in percentuali diverse secondo le tradizioni di ogni azienda troviamo il Sangiovese, la Barbera e il Marzemino.
La degustazione gestita da Onav proponeva 60 etichette tra vini rosati e rossi, tutti a base di uve Groppello, nella quale si potevano percepire le caratteristiche organolettiche tipiche del vino della zona, con i rosati con caratteristiche prevalenti spiccate nella freschezza e intensità al gusto, mentre i rossi nella scorrevolezza e frutto rosso. Nel coupon d’ingresso del costo di 15 euro era previsto anche l’abbinamento a due piatti, uno di formaggi ed uno di salumi tipici del territorio proposto in collaborazione con il Gal GardaValsabbia2020. Il percorso enogastronomico si concludeva al piano terra della villa con una degustazione di oli extravergine monocultivar di Casaliva curata da Maria Paola Gabusi nota esperta Aipol dalla caratteristica chioma Blu, accompagnata anche da altri colleghi dell’associazione.
La manifestazione era coronata da un’atmosfera esterna festaiola, costituita, da sfilate di carri allegorici molto fantasiosi a tema agricolo, stand gastronomici con piatti tipici, bancarelle con prodotti tipici e non, mostre pittoriche e serate danzanti; insomma non ci si annoiava sicuramente, bellissima la location alle pendici del lago di Garda, buona l’organizzazione che ha saputo valorizzare un prodotto ancora poco conosciuto, azzeccato il bicchiere di assaggio e la possibilità di sostituirlo, cortese e gentile il personale di servizio.
Come ci contraddistingue da sempre, proponiamo dei suggerimenti, a nostro avviso nello spirito costruttivo di valorizzare maggiormente la manifestazione, ad esempio si evidenzierebbe l’idea di una maggior pubblicità dell’evento sui media, mediante un sito specifico dedicato (eventualmente anche all’interno del sito consortile), raccomandiamo di fornire le schede tecniche dei prodotti in degustazione, poiché solamente due degustatori Onav, per conoscenze personali, erano informati sui vitigni, vinificazioni, territori ecc., si suggerisce anche di migliorare la distribuzione di vini per postazione, otto vini per banco risultano a nostro avviso poco gestibili anche a livello di fruibilità.
Ma passiamo al vivo della degustazione il Chiaretto Valtènesi, un vino che sinceramente conoscevamo pochissimo e ringraziamo il Consorzio Valtènesi ed in particolare il gentilissimo Claudio Andrizzi che ci ha invitati. Abbiamo apprezzato molto il Chiaretto Valtènesi, a nostro avviso indiscusso principe della manifestazione, con il suo colore che può variare dall’ambra chiara al cerasuolo chiaro, con i suo tannini delicati, il suo frutto piacevole e non invasivo, dalla lunga persistenza che denota un vino di struttura leggiadro e fresco, insomma una gradevolissima elegante sorpresa.
I vini che ci hanno particolarmente colpiti sono sicuramente il Chiaretto Valtènesi 2018 della Cantina Il Roccolo, piccolissima realtà locale gestita a livello familiare che presenta un prodotto con una spalla acida dai sentori di pompelmo rosa e mandarino cinese, oppure la cantina Podere dei Folli con il Preafète 2018 con piacevole struttura agrumata dall’equilibrata sapidità, o l’Antica Corte ai Ronchi con il Morena 2018 dai toni di frutti di bosco e pepe rosa, oppure la Turina con il Chiaretto di Moniga 2018 dal bel colore cerasuolo chiaro luminoso “con un naso” dai sentori di bocciolo di rosa di tea rosa, salvia e zafferano. Molto interessante è stata una new entry, la cantina Bottenago (Goffi) con Anima 2018 un rosato con sentori olfattivi di delicato lampone e salvia per aprirsi in bocca con un’apprezzabile spalla citrina di arancia bionda per concludersi in un elegante lunghezza di gradevole e fresca struttura.
Un territorio che sta vivendo un momento sicuramento di crescita, con l’investimento di nuove società esterne, come appunto Goffi con la cantina Bottenago ancora in costruzione e Conti Thun, quest’ultima realtà ubicata ad un chilometro da Pugneago vicino al lago, seppur assaggiando il loro primo Chiaretto Micaela 2018 a nostro parere, possiamo affermare che non abbiamo ritrovato le tipicità e caratteristiche del territorio Valtènese, prevalendo invece di scorrevolezza orizzontale poco intensa. Ma siamo certi che Ilona e Vittorio siano solo agli inizi, e proporranno in futuro dei prodotti legati al territorio con stile elegante ed unico che caratterizza il loro brend.
La maggior Parte dei vini sono recensiti sul sito www.lindovino.it
E la manifestazione si è conclusa con il premio “Rosso dell’Anno”, giunto alla terza edizione e dedicato alla memoria di Sante Bonomo, compianto past president del Consorzio Valtènesi: i finalisti sono stati selezionati in maggio durante il concorso enologico della 70esima Fiera di Polpenazze.
Alla selezione hanno partecipato i 13 vini rossi a base Groppello che già avevano conquistato il diploma di eccellenza (con punteggio pari o superiore a 85/100) al concorso enologico ufficiale per la Doc Riviera del Garda Classico-Valtènesi della Fiera del Vino di Polpenazze del Garda. I campioni sono stati nuovamente degustati da un panel di esperti, che hanno decretato come vincitore il Groppello 2018 “Sara” di Due Pini, storica cantina biologica del comprensorio della Valtènesi, oggi condotta dal giovane Marco Coccoli. L’azienda aveva già vinto il premio anche lo scorso anno con la versione 2017 del medesimo vino, un Groppello in purezza da uve bio, vinificato al 50% in acciaio ed al 50% in cemento, e sicuramente uno dei migliori vini rossi assaggiati durante la manifestazione. Molto interessante è una proposta aziendale di Due Pini, ma fuori degustazione, ideata dal giovane ed intraprendente Marco, un Groppello gentile metodo Classico spumantizzato in purezza e affinato 24 mesi sui lieviti, con una bolla fine ed elegante ed una bella spalla acida dai sentori di delicati frutti rossi di bosco. Crediamo che sia una chicca unica del territorio, valevole di essere assaggiata, vissuta e incentivata anche dal consorzio Valtènese.
Nella certezza che questa recente DOC abbia ancora tanto da dare, interessante sarebbe anche una modifica al disciplinare portando il Groppello ad un minimo del 70-80 %, come considerevole a nostro avviso sarebbe un premio sul Chiaretto Valtènese, come un’incentivazione alle bollicine con Groppello in purezza (ricordiamo che siamo al Lago di Garda…e bolle da uve autoctone non ce ne sono)…ma staremo a guardare, sicuri che l’anno prossimo scopriremmo nuove produzioni ancora più interessanti, vista che la vendemmia 2019 si preannuncia…… tra una delle migliori degli ultimi 20 anni.
L?INDOVINO
