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    Home » Vini di Vignaioli 03-04/11/2019 – Fornovo di Taro (PR)
    Manifestazioni

    Vini di Vignaioli 03-04/11/2019 – Fornovo di Taro (PR)

    5 Dicembre 2019Aggiornamento:15 Dicembre 2022Nessun commento1 Min Leggere
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    6.9
    • Location 5.5
    • Cortesia del personale 7.0
    • Sito Web 7.2
    • Qualita/Prezzo Vini 7.8
    • Emozione 7.0
    • Le Classificazioni Degli Utenti (0 Voti) 0

    Vini di Vignaioli 2019

    Siamo lungo il fiume Taro, tra Parma ed il Passo della Cisa nel piccolo Comune di Fornovo di Taro, dove si svolse la famosa Battaglia di Fornovo, combattuta tra le truppe alleate formate da una coalizione antifrancese denominata Santa Alleanza, voluta dal Pontefice Alessandro VI, composta da Massimiliano d'Austria Re dei Romani, Fernando d'Aragona, Enrico VII d'Inghilterra, Firenze, Milano, Venezia, guidate da Francesco II Gonzaga e le truppe  francesi Guidate dal Re Carlo VIII di Valois. Per commemorare la vittoria, Sperandio di Bartolommeo de' Savelli detto Lo Sperandio, disegnò una preziosa medaglia rappresentante a Fornovo, Francesco II Gonzaga a cavallo con la fiera iscrizione: Ob Restitutam Italiae Libertatem (A causa della restituita libertà Italiana”; ironia della sorte, Carlo VIII morì a 27 anni, il 7 aprile 1498, per un incidente nel Castello di Amboise (Francia): batté la testa contro l'architrave in pietra di un portale mentre…. montava il suo cavallo. Ma dal 1495 tempo ormai ne è passato fino ad arrivare all'inizio del secolo scorso (1905) quando sempre in questa terra venne costituita la Società Petrolifera Italiana (S.P.I.); poco dopo Fornovo di Taro divenne il maggior centro della penisola per la produzione e la lavorazione del petrolio, arrivando negli anni '30 a coprire circa l'80% del fabbisogno nazionale. Ma la seconda guerra mondiale colpi duramente le raffinerie di Fornovo arrivando all’ultima famosa battaglia campale italiana, denominata successivamente “La Sacca di Fornovo”, ove le truppe tedesche e della repubblica di Salò affrontarono gli alleati….era il 24 e il 29 aprile 1945. E in questo piccolo paese, ma dalla grande storia, non si poteva che aspettarsi un grande evento sul mondo del vino Naturale, la XVIII edizione di Vini di Vignaioli, ove quasi 200 realtà vitivinicole italiane ed estere si ritrovano per presentare i propri vini; si possono trovare dalle micro aziende agricole (definite simpaticamente anche come “Garagisti”) che producano solo poche centinaia di bottiglie all’anno, a medie aziende vitivinicole, ma tutte nello stesso contesto e con lo stesso spazio espositivo. In un altro zona dedicata, trovano spazio varie realtà agrituristiche ed aziendali con i loro prodotti tipici, che possono offrire lumache (realmente la denominazione corretta sarebbe chiocciole),  ostriche, erbe selvatiche,  caffe, oltre agli immancabili formaggi e salumi, ma anche macchinari ed anfore ceramiche per il vino, libri e vestiario naturale. A Foro 2000 (ex foro Boario del Paese), alcune ampie tensostrutture prefabbricate accoglievano l’intero evento, creato in più tendoni formanti un'unica area, con i produttori distribuiti in più file ortogonalmente all’entrata, ogniuno munito di un proprio banchetto e relativa sedia; una sistemazione semplice e probabilmente ricalcante lo spirito pionieristico, semplice e naturale dei vari produttori partecipanti, che presentano i loro vini artigianali, vocati alla naturalezza. Ricordo come spesso faccio, che purtroppo dobbiamo anche diffidare da alcuni di questi vini definiti “Naturali”, perché spesso realizzati non correttamente, con acetiche “alle stelle”, riduzioni impossibili ed ossidazioni estreme, in alcuni casi anche non “particolarmente” salutari per la nostra salute….. che vengono presentanti non come difetti, ma come pregi, come virtuosismi dell’enologia…etichettandoli con i nomi più impossibili. Ecco diffidiamo di questi “commercianti”, che “sbagliando un vino” lo vogliono vendere per eccelso, fatto come una volta, definendolo di casa, del contadino….perchè a nostro avviso, sono solamente “imbrogli” che non danno solo a noi, ma anche ai molti produttori seri e professionali che realizzano delle chicche senza tempo ! Vini di Vignaioli 2019E ne abbiamo trovate, spulciando qua e là, facendoci spazio tra la folla di persone presenti ed i ristretti spazi concessi agli espositori, che a volte si lamentavano, ma iniziamo subito con il presentarvi la nostra selezione: “Durilindanda 2018”- Azienda Agricola Castel del Piano- (Licciana Nardi- Lunigiana- MC) 100% Pollera Nero ( Azienda di 2,5 ha vitati per 12.000 bottiglie) Questo vino, denominato come la spada dell’iconico Orlando Furioso, paladino di Francia al soldo di Carlo Magno,  è vinificato in purezza con  uva Pollera Nero (La prima testimonianza di questo vitigno è di Acerbi nel suo classico volume del 1825 che lo collocava nelle Cinque Terre e a Massa Carrara. Viene descritto come comune anche da Di Rovasenda nel 1877 ed indicato addirittura fra i migliori vini delle stesse Cinque Terre e della zona di Cavazza. I botanici distinguono la Pollera Nero in due ibridi, la Pollera Corlaga e la Pollera Comune), un rarissimo vitigno a bacca rossa, utilizzato normalmente in assemblaggio con altre uve, anche a causa dell’esiguo numero di piante normalmente presenti. L’azienda Castel Piano dopo varie sperimentazioni, lo propone in purezza, vinificato addirittura in bianco (forse unico esempio che si conosca), macerato 4 ore con le bucce, che dona al vino un limpido color ambra chiaro,  che ci ha colpiti per la sua mineralità associata alla delicatezza e scorrevolezza di beva, seppur riscontriamo in etichetta una gradazione alcolica di 13 gradi. Si percepiscono poi  i caratteristici rossi frutti di bosco elegantemente rappresentati da una spalla acida equilibrata e gradevole; Anima 2014 - Cà del Vent - (Campiani di Cellatica – Franciacorta -(BS) 92 % Pinot nero, 5 % Shiraz e 2% Nebbiolo (Azienda di 7,00 ha vitati per 25.000 bottiglie) Emblematica azienda ”olistica” franciacortina, che va oltre il Biologico o il Biodinamico,  prodigandosi nella sperimentazione, a nostro avviso saggia e consapevole di chi siamo e da dove veniamo come “UomoNatura a 360°”, mediante l’introduzione del cavallo nella coltivazione dei vigneti, dell’informazione dell’acqua di irrigazione, della vitalizzazione dei suoli e dell’utilizzo di corroboranti a difesa della vigna (ma in futuro realizzeremo una specifica e lunga recensione aziendale dove vi spiegheremo tutte queste particolari metodologie). Azienda  che noi seguiamo fin dai primi passi, che erano tempi di rossi fermi, come lo storico aziendale Clavis 1996, non dei caratteristici metodi classici affinati in legno, con ricordi alla poca conosciuta DOC Cellatica nata nel 1968, ma soffocata dalla Franciacorta costituita in DOC l’anno precedente.  Anima 2014 vuol essere un vino rosso, ampio e scorrevole nella propria bevibilità ancora giovanile, con una spalla acida incisiva ma non invadente, che in un’annata sfortunata come il 2014 non ti aspetteresti, con i frutti rossi come la mora ed il mirtillo che si sposano in una naturale “consapevolezza” con le erbe aromatiche come la salvia ed il timo. Despina 2018- Azienda Agricola Quarticello - (Montecchio Emilia -RE) 100% Malvasia aromatica di Candia (Azienda di 5,0 ha vitati per 45.000 bottiglie) Un vino con un colore paglierino medio, che al naso predilige note di frutta a polpa gialla e spezie orientali, mentre in bocca la sua lieve sapidità fa spazio ad una piacevole spalla acida che continua in una sottile lunghezza, chiudendo morbidamente con la caratteristica nota ammandorlata del varietale,  dai toni aggraziati e molto equilibrati. Catarratto 2016- Azienda Agricola Franceso Guccione (Monreale – Pa -) 100% Catarrato extra Lucido (Azienda di 6,5 ha vitati per 20.000 bottiglie) Azienda posta nelle vicinanze di una delle più belle opere d’arte italiane “IL duomo di Monreale” splendido capolavoro dai caratteristici mosaici d’oro che rimandano alla cultura bizzantina, come oro giallo è il colore di questo splendido Catarratto, che si presenta subito speziato al naso, ampio e strutturato alla bocca, con una sapidità dalle velate note marine per finire in una complessità di erbe aromatiche frutti gialli e spezie orientali. Un vino ampio e sinuoso dai toni splendidamente complessi.   1213 (Trebbiano) 2012- Azienda Agricola Franceso Guccione (Monreale – Pa -) 100% Trebbiano  (Azienda di 6,5 ha vitati per 20.000 bottiglie) Ma il vino che ci ha particolarmente colpiti è stato sicuramente questo Trebbiano 2012, vitigno coltivato a Cerasa fin dal 1400, che l’azienda propone in una particolare Cuvèe di Trebbiano 2012 e  2013, l’assemblaggio con il mosto fiore ripropone il Trebbiano di Guccione con sentori di uva spina bianca, spalla acida molto vivace, sapidità minerale con accennati sapori marini, ed una coda spessa e dritta che ti colpisce per persistenza donandoti toni di Pera Williams e note agrumate di pompelmo giallo che in bocca risultano avvolgenti e fresche. Un trebbiano unico complesso dall’avvolgente freschezza.   Particella 928 -VI.TI. Cantina del Barone  - ( Cesinale – AV-) 100% Fiano di Avellino (Azienda di 2,5 ha vitati per 12.000 bottiglie) (troverete alcuni vini descritti recensiti sul nostro blog www. lindovino.it). Una particella o mappale sempre secondo il catasto, e precisamente la numero 928, quindi un'idea precisa, un progetto figlio di una esperienza di Luigi Sarno, incentrato sulla volontà di dare vita ad un vino pienamente naturale. Nel 2001 parte della vigna di Fiano della "particella 928", viene reimpiantata con un nuovo sesto di impianto e con un diverso orientamento dei filari, per migliorarne l’esposizione. Nel 2009 le uve vengono vinificate a parte per la prima volta, in modo da creare un “cru” aziendale, con un’identità specifica unica ed irriproducibile. Al naso dominano le spezie come la curcuma e lo zafferano che in bocca si trasmutano in sapidità minerale, gesso, con una persistenza lunga dai sentori fruttati di Pera Abate, dall’elegante spalla acida. Vini di Vignaioli 2019Tornando alla manifestazione affermiamo la positività dell’affluenza che è stata notevole, confermando il grande interesse per questa particolare tipologia di Vini, e la buona pubblicità e organizzazione creata nel pre-vendita dagli stessi organizzatori, in particolare con il sito ben realizzato ed il passa parola via web. Buona ed interessante la proposta dei vini in degustazioni, con spazi dedicati anche alle micro aziende, ed ai loro vitigni autoctoni e spesso poco conosciuti…anche dagli addetti ai lavori (attualmente solo in Italia sono presenti 567 varietà e cloni diversi registrati nel Registro Nazionale Varietà di Vite), buono anche il servizio organizzativo che prevedeva una guida ai produttori all’ingresso, purtroppo già terminata il lunedì in tarda mattinata. Discreta la disponibilità a parcheggi posti nelle vicinanze, un po’ meno la viabilità in uscita, in quanto la fine dell’evento coincideva con l’ora di traffico di punta, con i naturali disagi che potete immaginare. Efficiente e cortese il servizio del personale di servizio. Molto interessante e valevole di menzione l’iniziativa riguardante l’acquisto del porta-calice (€ 2,00), con il quale si sosteneva l’alfabetizzazione delle madri del villaggio di Pire (Senegal) e la scolarizzazione dei bambini di Mont-Ngafula, Kinshasa (RDC). I  porta-bicchieri sono stati realizzati con stoffe ed artigiani africani, in particolare della Costa d’Avorio e della Repubblica democratica del Congo, purtroppo non erano sempre disponibili durante la manifestazione.  Ottimo anche il rapporto qualità prezzo della manifestazione che con 13 euro avvicina sicuramente anche il grande pubblico, specialmente giovane, come il calice proposto, adeguato alla degustazione con vini di varie tipologie, e molto gradite le indicazione dei vari produttori poste all’inizio di ogni “corsia degustativa”. E come sempre, in pura chiave collaborativa, e senza voler togliere nessun merito agli organizzatori, proponiamo alcuni miglioramenti, come un cambio di location, in quanto Foro 2000, semplice tendone con tavolato a terra, se sicuramente può rappresentare un ambiente semplice e spartano come lo possono essere alcuni produttori, sicuramente non contestualizza in modo positivo le varie aziende seppur a volte anche di modeste dimensioni, che al pari dei loro colleghi convenzionali, meriterebbero una struttura più adeguata, servizi igienici compresi.  Un altro investimento da valutare sono le sputacchiere, riteniamo poco fruibile porre un secchio sotto i tavoli come alternativa, noi come tanti altri abbiamo sporcato pantaloni, gonne e scarpe…ma non con i vini assaggiati da noi…..il secchio faceva folclore anni orsono, mi ricordo le prime manifestazioni sui vini naturali svolte in Francia, con il concetto che il vino si deve bere tutto, buono e brutto…..e quindi non si sputa….pensieri a nostro avviso ormai appartenenti ad altre epoche.  Ormai la manifestazione ha connotati internazionali, e dovrebbe guardare maggiormente in prospettiva futura, a discapito di un lieve aumento del prezzo d’ingresso. Un Grazie sentito agli Organizzatori di Vini di Vignaioli, con l’augurio che questo evento cresca sempre più non solo in Italia ma anche all’estero e quindi facciamo mille in bocca al lupo a tutto lo staff per la terza edizione che si terra a Parigi, il 15 e 16 Dicembre 2019 presso l’Espace Charenton…  e quindi, per chi ha la possibilità ed il tempo, ma specialmente la passione …si rechi a Vini di Vignaioli Paris 2019……..   Fornovo (PR)  03-12-2019 L'Indovino

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