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Lusignani – Colli Piacentini Vin Santo DOC 2008 –

 

 
Overview
 

Cantina: Azienda Agricola Lusignani
 
Nome: Colli Piacentini Vin Santo DOC
 
Annata: 2008
 
Uvaggio: 80% Santa Maria e Melara 20% Trebbiano romagnolo, Ortrugo, Berverdino, 7/8 anni di affinamento in barrique usate e botticelle di minor capacità scolme. Circa 2500 bottiglie /anno
 
Gradazione: 11°g
 
Provenienza: Località Case Orsi, 9 -29010 Vigoleno di Vernasca (PC)-Tel. e Fax: 0523895178- eMail:m.lusignani@alice.it Web:www.lusignani.com
 
Prezzo medio: circa € 40,00 bottiglia da 0,50l
 
Colore
8.0


 
Profumo
7.5


 
Gusto
7.6


 
Emozione
7.7


 
Bevibilità
7.0


 
Punteggio finale
7.6
7.6/10


Valutazione utenti
3 valutazioni totali

 

Aspetti positivi


Colore: ambra scuro con unghia particolarmente luminosa; Profumo: caffè, cioccolato, cannella, amaretto; Gusto: ampia apertura, denso, corpo strutturato,spalla acida che sopraggiunge tardida ma elegante e morbida equilibrata con i toni zuccherini, coda spessa, sinuosa, lunga con uva sultanina, caffè, cedro caramellato con note di cannella, e finale con tocchi di cioccolato ; EMOZIONE: ELEGANTE E RAFFINATO


In breve...

Lungo i tornanti della strada provinciale che, tra panorami bellissimi, collega la pianura al magnifico borgo medioevale fortificato di Vigoleno, nel territorio piacentino del Parco Fluviale dello Stirone, palpita il cuore antico dell’azienda Lusignani. In 10 ettari di terreno vocato alla viticoltura, produciamo da tre generazioni uve selezionate che, seguendo attente cure enologiche che coniugano […]

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Pubblicato 31 Gennaio 2020 da

 
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Lungo i tornanti della strada provinciale che, tra panorami bellissimi, collega la pianura al magnifico borgo medioevale fortificato di Vigoleno, nel territorio piacentino del Parco Fluviale dello Stirone, palpita il cuore antico dell’azienda Lusignani.

In 10 ettari di terreno vocato alla viticoltura, produciamo da tre generazioni uve selezionate che, seguendo attente cure enologiche che coniugano l’antica sapienza con la moderna tecnologia, danno origine a vini di qualità superiore.

Ad iniziare la tradizione é Alberto che, nato a Vigoleno nel 1916 da una famiglia di agricoltori, già da piccolo accompagnava il padre quando attraversava le colline con cavallo e carretto per andare a vendere il suo vino alle osterie di Salsomaggiore.
L’incontro con la moglie Luisa fu determinante, perché lei possedeva una piccola azienda agricola e nel 1946, iniziarono insieme quel cammino che prosegue ancora oggi con i loro nipoti. Anche il figlio Emilio cresce con l’attaccamento e l’amore per la terra ereditato dai genitori: così, con il lavoro costante e appassionato, la piccola azienda di collina a produzione mista (cereali, foraggio, piccola stalla, un po’ di vigneto) dagli anni ’70 inizia progressivamente a privilegiare il settore vitivinicolo, ampliando sia la produzione, che la gamma dei vini prodotti.
Successivamente vengono costruite una nuova cantina e una sala degustazione per l’accoglienza ai clienti.

Il Vin Santo di Vigoleno è un vino passito (dal 1996 è stata riconosciuta la DOC) che viene prodotto seguendo un’antica tradizione (le tecniche attuali sono quelle settecentesche tramandate oralmente di padre in figlio).
A determinare i suoi pregevolissimi caratteri concorrono le caratteristiche particolari del terreno (dai geologi denominato “formazione di Vigoleno”), dell’esposizione, dei vitigni che vengono impiegati e della tecnica di produzione.
Santa Maria, Melara e, in minimo uvaggio, Bervedino Trebbiano, Ortrugo, sono i vitigni autoctoni che danno origine a questo vino. Ognuna di queste uve porta al vino particolari caratteristiche di gusto e di aroma che il lungo invecchiamento fonde in un armonico equilibrio. Con una resa di uva-ettaro di 5 tonnellate, vengono raccolti solo i grappoli migliori che, dopo un’accurata scelta, si stendono su graticci in locali aerati, ma asciutti per l’appassimento.

Nel mese di Dicembre/Gennaio (qualche volta febbraio se l’appassimento lo consente) quando gli acini sono completamente appassiti, si procede alla torchiatura con il vecchio torchio verticale . Il denso e concentrato mosto-vino ottenuto, dopo una prima fermentazione in tini aperti, si travasa in piccole botti di legno .

La capacità massima dei recipienti è quella classica della barrique, cioè 225 litri, ma le botti più vecchie, quelle fatte dai vecchi bottai locali che lavoravano il castagno, hanno capacità inferiori. Il legno con cui sono fabbricate le botti non deve essere “tostato”: sarà il lungo invecchiamento a determinare le caratteristiche del vino.

Le botti vengono riempite per circa 2/3, per favorire il massimo scambio tra interno ed esterno, e sistemate in cantina per il lungo processo di invecchiamento. Con un travaso annuale per i primi anni il vino passa dai recipienti di capacità maggiore ad altri inferiori perdendo volume da un anno all’atro: la resa finale dall’uva fresca al vino è di circa il 15-20%.

E’ interessante notare che durante tutto il procedimento di produzione non viene fatta nessuna aggiunta di lieviti o di anidride solforosa : il mosto è protetto dalla grande carica zuccherina accumulata dall’uva nell’appassimento.
L’affinamento in botte deve durare, come indica il disciplinare del Vin Santo di Vigoleno, almeno cinque anni.

(Leggete sul nostro blog anche Vinoleno  d’Inverno 2019 – alla voce Manifestazioni)

EMOZIONE: ELEGANTE E RAFFINATO

Degustazione: Vinoleno D’Inverno 2019 – 07/12/2019 –


Marzio Dal Toso

 


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