{"id":6999,"date":"2020-05-06T16:44:38","date_gmt":"2020-05-06T16:44:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lindovino.it\/index.php\/2020\/05\/06\/wine-paris-2020-internazionali-argentina-armenia-marocco-vinexpo-2020\/"},"modified":"2022-12-15T22:22:46","modified_gmt":"2022-12-15T22:22:46","slug":"wine-paris-2020-internazionali-argentina-armenia-marocco-vinexpo-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lindovino.it\/index.php\/2020\/05\/06\/wine-paris-2020-internazionali-argentina-armenia-marocco-vinexpo-2020\/","title":{"rendered":"WINE PARIS 2020- Internazionali-Argentina-Armenia-Marocco- vinexpo 2020-"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"6999\" class=\"elementor elementor-6999\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"has-el-gap el-gap-default elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-9dd442b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"9dd442b\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-735b4c09\" data-id=\"735b4c09\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1f084f02 elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"1f084f02\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><div class=\"custom-field-wrapper\"><h5 class=\"vinaccia-color\"><\/h5> <p><p style=\"text-align: center\"><strong>DALLE AMERICHE...\u00a0 ALL'ASIA ... ALL'AFRICA...<\/strong><\/p>\r\n&nbsp;\r\n\r\nULTIMO GIORNO, \u00e8\u2019 tempo di conoscere realt\u00e0 enologiche di altre parti del mondo, e quindi oggi ci rechiamo al Padiglione 7, dedicato ai vini internazionali; edificio pluripiano, moderno con due piani interamente dedicato ai vini e ai distillati, oltre alle grandi sale per le degustazioni.\r\n\r\nSi percepisce subito che tale padiglione \u00e8 in realt\u00e0 un\u2019altra fiera seppur all'interno di Wine Paris 2020, infatti si chiama WINEXPO Paris 2020, e ci tiene ancora molto al proprio marchio di appartenenza, infatti anche le hostess sono dodate di proprie divise e consegnano brochure specifiche del padiglione internazionale. Unica cosa in comune con il resto della fiera, sono il numero esagerato di hostess che chiacchierano alacremente tra loro;\u00a0 se malauguratamente chiedi informazioni, ti rispondono di guardare sulle brochure o su internet; una volta approfondito il problema con alcune di loro,\u00a0 si subito compreso che tale atteggiamento era causato dalla poca preparazione sul\u2019evento e sull'intera fiera -scusate il disturbo-. Peccato perch\u00e9 pensiamo ai costi sostenuti dall\u2019organizzazione per tale \u201cbrigata\u201d di ragazze \u201cnullafacenti\u201d e \u201cnullaconoscenti\u201d\u2026 Come \u00e8 abitudine con il nostro solito spirito collaborativo che ormai ci contraddistingue, consigliamo ai responsabili della manifestazione di assumere met\u00e0 hostess ma formate adeguatamente sull\u2019evento e su come ci si comporta in tali occasioni.\r\n\r\nMa procediamo, dopo aver attraversato il \u201cvallo delle hostess\u201d posto all\u2019ingresso, verso gli stand del piano primo, che catturano la nostra attenzione per il gran numero di paesi esteri presenti; vorremmo fermarci ovunque, ma il tempo come sempre \u00e8 tiranno e ci attende subito una degustazione al piano secondo...\r\n\r\n<em>Expliring Argentina\u2019s \u00a0Diverse Terroirs<\/em> \u00e8 la presentazione della guida che descrive la filosofia di<em> Cellar Voyage <\/em>, agenzia di\u00a0 distribuzione \u00a0di vini Argentini in cui \u00a0\u00a0il direttore e wine maker <em>Daniel Pi (<\/em> laureato in viticultura e Enologia a <em>Mendoza<\/em> \u00a0e <em>Madeleine Stenwreth , Maste Of Wine 2008);<\/em> la societ\u00e0\u00a0 propone vini argentini di territori diversi con altitudini che raggiungono anche i \u00a02000 m s.l.m. .\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>ARGENTINA<\/u><\/strong>\r\n\r\nMa poco o nulla si conosce veramente della viticoltura del sud America, ed ancor meno dell\u2019Argentina, quinto paese al mondo per produzione con 14,50 milioni di ettolitri (dato OIV 2018 \u2013 <em>Organisation Interniationale de la vigne et du Vin<\/em>-) su 21.900 ha di superficie vitata (dato OIV 2018); ed allora scopriamo assieme questo magnifico territorio ricco di storia e cultura vitivinicola\u2026anche italiana.\r\n\r\nSiamo nel 1500, e come ormai tradizione, sembrerebbe che le prime barbatelle di <em>vitis vinifera<\/em> vengano piantate dai prelati del vecchio mondo, probabilmente Gesuiti spagnoli che utilizzano il vino, come d\u2019obbligo, durante le celebrazioni liturgiche. Addirittura un vitigno storico argentino si chiama Mission (Mission) \u00a0e da recenti studi sul DNA californiani si ritiene che sia una mutazione del Listan Prieto o Paolomino nero, antico vitigno spagnolo a bacca rossa per la produzione di Sherry (anticamente la comunione si effettuava con vino dolce rosso, infatti il sangue di cristo sarebbe rosso, ma successivamente sar\u00e0 sostituito dal vino bianco dolce \u2013vin santo- semplicemente perch\u00e8 non macchiava i paramenti liturgici).\r\n\r\nPoi dopo queste colonizzazioni iberiche, dobbiamo attendere la fine del 1800 per avere la presenza massiccia di Spagnoli, Francesi ed Italiani, prevalentemente agricoltori che a seguito si portano le barbatelle delle loro regioni, salvate dalla \u201ctempesta\u201d della Filossera (periodo antecedente la fine del 1800, quando i vigneti europei erano ancora a piede franco \u2013non innestati su vite americana- e furono sterminati dalla \u201cpandemia\u201d dell\u2019afide nord-americano Filossera della Vite (<em>Daktulosphaira vitifoliae)<\/em> che distrusse il 95% delle viti europee colpendo inesorabilmente il sensibile apparato radicale - ricordiamo che l\u2019Argentina ed altri paesi sud-americani non sono mai stati interessati da questo sgradevole parassita della vite- distribuendosi\u00a0 ai piedi delle Ande ove anche oggi si localizzano le zone pi\u00f9 vocate alla produzione di vino.\r\n\r\nLe regioni vinicole pi\u00f9 importanti del paese sono Mendoza (con le sottozone Luj\u00e1n de Cuyo e Maip\u00fa), San Juan, La Rioja e Salta, oltre a quelle meno conosciute come Jujuy e Catamarca, vicino a Salta, e il R\u00edo Negro posta all\u2019estremo sud del paese. Mendoza \u00e8 la regione vinicola pi\u00f9 importante dell'Argentina con circa il 70% della produzione totale del paese.\u00a0 In considerazione del cambio climatico, nell'ultimo decennio, \u00e8 diventato evidente il potenziale per regioni \"non tradizionali\" come\u00a0 la costa atlantica a sud del<em> Mar del Plata<\/em>\u00a0 comprese le colline nel sud di <em>Buenos Aires<\/em> (dove sono in corso grandi investimenti). Altri territori meno conosciuti sono le montagne della <em>Provincia di Cordoba<\/em> e\u00a0 <em>Entre Rios<\/em>, quest\u2019ultimo un luogo difficile a causa del clima caldo e della sua umidit\u00e0 ma famoso nei primi del 900 per i suoi vini. Molto interessante, specialmente per i vini bianchi, <em>l'Altopiano della Patagonia<\/em>, una terra arida, ventosa e dal clima rigido. Nelle nuove regioni, piccole realt\u00e0 familiari o artigianali pionieristicamente sperimentano nuove variet\u00e0 abbinate a nuove tecniche di allevamento e vinificazione, con l\u2019obbiettivo di creare uno stile Argentino riconoscibile nel mondo, ma differenziandosi da quello attuale; a riguardo citiamo una vera perla della Patagonia recensita nel nostro blog www.lindovino.it alla voce vini rossi: <em>Altaland- Limitless Argentina: Pinot Noir 2016.<\/em>\r\n\r\nSicuramente l\u2019Argentina \u00e8 rappresentata internazionalmente dall\u2019uva Malbec la pi\u00f9 diffusa del territorio, con eccellenti produzioni, ma \u00e8 ben rappresentata anche da altri vitigni a bacca rossa, che rappresentano il 60% della produzione, come \u00a0il Cabernet Sauvignon, Merlot, Tempranilla (Tempranillo), Syrah,\u00a0 Bonarda, Corvina, Sangiovese, Pinot Nero, Lambrusco Maestri, Nebbiolo, Dolcetto, Fresia, Raboso oltre alle uve della prima colonizzazione del 1500 come Cereza (Moscato d\u2019Alessandria x Listano nero) , la Criolla Chica ( Pais in Cile e Negra Peruana in Per\u00f9) e la Criolla Grande (Mission x Moscato d\u2019Alessandria) e Mission (Palomino Nero). Per quanto riguarda le uve a bacca bianca troviamo principalmente Pedro Gim\u00e9nez (parente del Pedro Xim\u00e9nez Spagnolo)<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mappa-vini-argentini-02.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2879\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mappa-vini-argentini-02.jpg\" alt=\"\" width=\"271\" height=\"482\" \/><\/a>\r\n\r\nTorront\u00e9s (variet\u00e0 derivata dal Moscato d\u2019Alessandria con altro vitigno non conosciuto derivato dal Mission o Criolla)<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Chardonnay\">,<\/a> Chardonnay, Torront\u00e9s Sanjuanino (mutazione del Torront\u00e9s avvenuta nella Provincia di San Juan) e Sauvignon blanc oltre a variet\u00e0 minori come Chenin blanc (Sauvignon blanc x Trousseau Noir), Pinot gris (Pinot grigio), Riesling renano, Sauvignonasse (Sauvignon vert o Friulano ex Tocai bianco), Semillon (Malaga in Spagna), Ugni Blanc (Trebbiano) e Viogner.\r\n\r\nMa ora vediamo le varie Denominazioni estrapolate direttamente dal disciplinare dell\u2019<em>Instituto-Nacional de Vitivinicultura argentino (INV) <\/em>ente preposto al controllo, studio ed emanazione delle direttive inerenti la filiera produttiva e di vendita del vino del proprio paese. Particolare attenzione \u00e8 dedicata all\u2019etichettatura obbligatoria ed uniformata per tutta la Nazione, che simile alla nostra prevede anche la dicitura se contiene latte o uova oppure anche tracce degli stessi, l\u2019obbligo di specificare la percentuale dei vitigni presenti (almeno i principali), se vino di Riserva o Gran riserva e per questi ultimi la tipologia di contenitore od essenza lignea utilizzata.\u00a0 \u00a0Nello specifico precisiamo le tre denominazioni principali in ordine crescente rispetto alla qualit\u00e0:\r\n\r\n&nbsp;\r\n<ol>\r\n \t<li><strong>I.P.<\/strong> (<em>Indicazione della Provenienza<\/em>): Normalmente sono vini pi\u00f9 semplici senza necessit\u00e0 di autorizzazione di enti o istituti con specificato in etichetta il territorio di produzione. Solo i vini regionali possono avere tale designazione;<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/index.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2880\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/index.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"414\" \/><\/a><\/li>\r\n<\/ol>\r\n&nbsp;\r\n<ol>\r\n \t<li style=\"text-align: left\"><strong>\u00a0I.G.<\/strong> (<em>Indicazione Geografica):<\/em> sono vini riconosciuti dagli enti preposti per la loro specificit\u00e0 territoriale, indicando l\u2019intera zona di produzione, ad esempio, ricevono un'indicazione geografica (IG); La Consulta, nella Valle Uco, Agrelo, a Lujan de Cuyo, Cafayate, a Salta, o la Zonda recentemente approvata a San Juan, e Paraje Altamira, sempre nella Valle Uco. Ad esempio, un Malbec fatto con uve provenienti da Gualtallary e La Consulta avr\u00e0 come origine la Valle dell'Uco, dove si trovano le due IG. Tuttavia, se si usano uve provenienti da Agrelo e Los Arboles, rispettivamente a Lujan de Cuyo e Uco Valley, l'origine del vino sar\u00e0 Mendoza. Seguendo lo stesso ragionamento, se l'uva proviene da pi\u00f9 di una provincia, in etichetta sar\u00e0 presente solamente la dicitura IG Argentina.<\/li>\r\n<\/ol>\r\n&nbsp;\r\n<ol>\r\n \t<li><strong>D.O.C.<\/strong> (<em>Denominazione Origine Controllata):<\/em> Queste sono denominazioni geografiche specifiche che sono assoggettate al consiglio di regolamentazione della provincia di appartenenza e dell\u2019INV, al fine di stabilire il tipo di vino che viene prodotto in un determinato luogo. Nel caso dell'Argentina, al 2014 esistevano solamente due DOC: <em>D.O.C. Lujan de Cuyo, dal 2005<\/em> (Risoluzione INV n. C.15 \/ 2005) e<em> D.O.C. San Rafael, dal 2007<\/em> (Risoluzione INV n. C.31 \/ 2007). Un esempio \u00e8 il Lujan de Cuyo DOC: Malbec, la cui origine \u00e8 Lujan, e la cui elaborazione \u00e8 adattata a una resa inferiore a 10 tonnellate per ettaro, con un invecchiamento di almeno un anno in botte e il resto in bottiglia. Luigi Bosca, Norton e Lagarde, sono alcuni esempi di <em>Lujan de Cuyo Malbec DOC. <\/em>La DOC richiede un tempo minimo di 24 mesi, di cui almeno 12 devono essere in recipienti di legno (usati o nuovi) e il resto in bottiglia prima della loro immissione sul mercato.<\/li>\r\n<\/ol>\r\n&nbsp;\r\n\r\nPoi i vini possono essere definiti anche <em>Reserva<\/em> e <em>Gran Reserva:<\/em>\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em><em>Reserva \u2013<\/em> termine Riserva \u00e8 dato a tutti i vini rossi che sono stati invecchiati in botti di rovere per almeno un anno. Per i vini bianchi o rosati almeno sei mesi;\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em><em>Gran Reserva -<\/em> \u00a0termine Gran Riserva si applica ai vini rossi che sono stati invecchiati per almeno 18 mesi, mentre per i vini bianchi \u00e8 di almeno un anno.\r\n\r\n\u00c8 interessante notare che l'Argentina riconosce in etichetta, la differenza tra i vini che hanno avuto un invecchiamento in botti e l'uso di legni alternativi (altri contenitori o trucioli-doghe interne ecc.) , il tutto per dare maggior importanza alle aziende che investono maggior tempo e sforzi rispetto\u00a0 alle altre.\r\n\r\nSempre in etichetta l\u2019INV prevede obbligatoriamente che se presente il nome del varietale deve essere prevista anche la percentuale:\r\n\r\n<em>monovitigno<\/em>: almeno l 85% del varietale \u2013 esempio - Cabernet Sauvignon\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em><em>due o tre vitigni<\/em>: nessun singolo vitigno deve raggiunge l'85% della composizione, ma assieme devono comporre almeno l\u201985% menzionati in ordine decrescente (\u00e8 facolt\u00e0 specificare i rimanenti) \u2013 esempio Cabernet Sauvignon 50%, Malbec 20% e Croatina 20% oltre altre uve;\r\n\r\n<em>pi\u00f9 di tre vitigni: <\/em>in tal caso se menzionati in etichetta \u00e8 necessario indicare anche le rispettive percentuali. Esempio - Cabernet Sauvignon 50%, Malbec 20%, Croatina 20%, Tempranillo 5%, Merlot 3% e 2% Bonarda.\r\n\r\nPer lo stato \u00e8 importante che il consumatore sia consapevole di ci\u00f2 che acquista proporzionato al costo che deve sostenere.\r\n\r\nUn discorso a parte \u00e8 rappresentata dai vini spumanti che seguono una legislazione specifica, definendoli vini \u201csparkling to dry\u201d vini frizzanti secchi. Infatti hanno un diverso dosaggio di zucchero rispetto al resto del mondo: Nature (senza zucchero); Brut Nature (da 0 fino a 2 grammi di zucchero); Brut extra (da 2 fino a 8 grammi di zucchero); Brut (da 8 fino a 14 grammi di zucchero); Demi Sec (da 14 fino a 25 grammi di zucchero); Dulce (da 14 a pi\u00f9 di 25 grammi di zucchero).\r\n\r\nLe etichette per essere poste in bottiglia dovranno essere preventivamente approvate dall\u2019INV.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Un\u2019ampia sala, con posti ben distanziati, sommelier preparati e cortesi, brochure esplicative e video ci preparano ora alle degustazioni \u2026\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2873\" aria-describedby=\"caption-attachment-2873\" style=\"width: 437px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_114647.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-2873\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_114647-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"328\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2873\" class=\"wp-caption-text\">primi quattro vini degustati<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong><em>Chardonnay \u00a0Costa &amp; Pampa 2019 \u2013 Trapiche Winery ( www.trapiche.com.ar)<\/em><\/strong>\r\n\r\n100% Chardonnay - invecchiamento 7 mesi in botti di rovere francese - bottiglie prodotte : 50.000\r\n\r\nGradazione alcolica 13\u00b0 vol.\r\n\r\nRegione: Mar del Plata- Buenos Aires.\r\n\r\nL\u2019azienda fondata nel 1883, si trova a est di Mendoza, nella regione di <em>Mar del Plata, Buenos Aires,<\/em> attualmente conduce 1000 ettari vitati vitigni autoctoni come il <em>Malbec, il Torrontes<\/em> e vitigni internazionali di origine francese, come lo <em>Chardonnay<\/em> di cui vi raccontiamo. Un vino che appare trasparente nel giallo paglierino dai riflessi tenui. Al naso \u00e8 intenso e rispettoso nel suo varietale, frutta croccante a polpa bianca, succo di pesca, intervallata da agrumate sensazioni di arancia e pompelmo rosa. Fresco e sapido \u00e8 il percorso gustativo che si allunga in una morbida sensazione di ananas che conduce al termine senza eccedere nella persistenza.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Chardonnay Finca El Tomillo 2018 \u2013Trapiche Winery <\/em><\/strong><em>( www.trapiche.com.ar)<\/em>\r\n\r\n100% Chardonnay\u00a0 \u2013 Gradazione alcolica 13\u00b0 vol.\r\n\r\nRegione: Uco Valley\r\n\r\nIl colore paglierino \u00e8 ravvivato da luminose sfumature verdoline, invitano a scoprire i profumi che si rivelano un po\u2019 sottotono, tendenzialmente vegetali in cui il frutto si mostra timido come il sorso in cui appare una sapidit\u00e0 quasi salata dal finale tendente all\u2019 amaricante.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>La Linterna Pinot nero 2014 \u2013 Bemberg Estate Wines\u00a0 \u00a0<\/em><\/strong><em>(www.bembergestatewines.com)<\/em>\r\n\r\n100% Pino nero \u2013 fermentazione legno da 60 hl \u2013 invecchiamento 12 mesi in barrique nuove Francesi- Gradazione alcolica 14\u00b0 vol\r\n\r\nRegione: Uco Valley\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em><em>Los Arboles<\/em>\u00a0 nella <em>Uco Valley<\/em>, \u00e8 la regione natia di questo vino, che ci attrae per la sua estrema bevibilit\u00e0. Un <em>Pinot nero<\/em> sorretto dall\u2019uso del legno moderato che dona profumi dolci e tostati, piccoli frutti neri di sottobosco, ribes, lampone, more di rovo. Il floreale di iris e rosa rossa appena raccolti mostrano un bouquet elegante e modesto, conducono al percorso gustativo nei ricordi di\u00a0 alcuni <em>S\u00fcdtiroler Blauburgunder<\/em> altoatesini. Da bersi anche d\u2019estate, abbassando la temperatura di servizio.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Old Vines 1945 Torrontes 2019 \u2013 Bodega\u00a0 El Esteco Old Vines <\/em><\/strong><em>( www.elesteco.com)<\/em>\r\n\r\n100% Torrontes \u2013. \u00a0altitudine vigneto 1.800 m.s.l.m.-non filtrato- Gradazione alcolica 13.5\u00b0 vol. Regione: Calchaqui Valley\r\n\r\nUn vino d\u2019altura (1800m s.l.m.), nasce a <em>Cafayate <\/em>nella regione della <em>Valle di Calchaqu\u00ec <\/em>da vigne piantate nel 1945, anno da cui il vino eredita parte del nome. L\u2019escursione termica tra il giorno e la notte, dona freschezza ma anche una sapidit\u00e0 marcata che sorregge la struttura e contrasta la setosit\u00e0 del sorso. Un vino dall\u2019estratto equilibrato, mantenuto dalla rinfrescante scorrevolezza che ci colpisce.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2872\" aria-describedby=\"caption-attachment-2872\" style=\"width: 415px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_114650.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2872\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_114650-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"311\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2872\" class=\"wp-caption-text\">i prossimi tre vini degustati<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Malbec Finca Coletto 2015 \u2013 Terroir Series Trapiche Winery\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/strong><em>( www.trapiche.com.ar)<\/em>\r\n\r\n100% Malbec - \u00a0invecchiamento 18 mesi in barriques nuove. - altitudine vigneto 1.150 m.s.l.m. bottiglie prodotte: 20.000- Gradazione alcolica 14.5\u00b0 vol.\r\n\r\nRegione: Uco Valley\r\n\r\nPremiato come il \u201cMiglior Malbec del Mondo\u201d al Concorso Internazionale del Vino \u201cLes Citadelles du Vin\u201d a Bordeaux. Dal 1962 le uve sono coltivate ad un\u2019altitudine di 1127 m s.l.m. nella regione di <em>Uco Valley<\/em> a <em>Tupungato<\/em>. La veste rubino intenso incuriosisce l\u2019olfatto che si pone nell\u2019aspetto vegetale verde, peperone, spinaci, mano a mano che passa il tempo, le note di cioccolato fondente, confettura di prugna e marasca sciroppata aprono un altro scenario che consiglia al gusto. L\u2019ingresso \u00e8 pieno, mentre il tannino emerge nella sua irrequietezza giovanile, lasciando un sorso energico che viene contrastato dalla morbidezza che accarezza delicatamente le guance. Un vino che ci ha stupiti per la franchezza con cui vuole presentarsi al suo pubblico, lasciando la curiosit\u00e0 di come evolver\u00e0 nel tempo.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>La Linterna Cabernet<\/em><\/strong><strong><em> Sauvignon 2014 \u2013 Bemberg Estate Wines <\/em><\/strong><em>(www.bembergestatewines.com)<\/em>\r\n\r\n100% Cabernet Sauvignon -18 mesi botte da 300l- altitudine vigneto 1650 m.s.l.m.-vigneto del 1958- \u00a0bottiglie prodotte : 4.700- Gradazione alcolica 14.5\u00b0 vol.\r\n\r\nRegione: Calchaqui Valley\r\n\r\nLa veste rubina con riflessi vivaci, anticipa la giovent\u00f9 che si rivela all\u2019esame olfattivo ma soprattutto gustativo. Accenni fruttati di ribes, mora, mirtillo appena raccolti, prugna, legno di cedro, pepe verde, cardamomo, in sottofondo note agrumate. Il sorso rivela un\u2019annata sottotono nella citrica freschezza, il tannino non perfettamente maturo nonostante le morbidezze cerchino di\u00a0 appianare il contrasto.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Malbec Sagrado El Pedernal 2015 \u2013 Finca Las Moras\u00a0 <\/em><\/strong><em>(www.fincalasmoras.com)<\/em>\r\n\r\n100% Malbec \u2013 invecchiamento 17 mesi in barrique rovere francese nuove- Altitudine vigneto: dai 1.400 m.s.l.m. \u2013Bottiglie Prodotte: 19.000 - Gradazione alcolica 14.5\u00b0 vol.\r\n\r\nRegione:San Juan\r\n\r\nSaliamo a 1400m s.l.m. a <em>San Juan<\/em> nella <em>Valle del Pedernal<\/em> a ovest di <em>Mendoza<\/em>. Un piccolo vigneto di 2,77 ettari in cui il <em>Malbec<\/em> esprime la finezza supportata dall\u2019utilizzo del legno. Materico gi\u00e0 al colore rubino, al naso conferma l\u2019uso della barrique, cioccolato, caff\u00e8, macedonia di frutta sciroppata, <em>potpourri<\/em> di fiori selvatici. Il tannino si mostra all\u2019ingresso con discreta irruenza, contrasta la nota alcolica mentre la glicerina avvolge le guance e rende il vino corposo in cerca dell\u2019armonia che verr\u00e0 nel tempo.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2871\" aria-describedby=\"caption-attachment-2871\" style=\"width: 289px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_114656.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2871\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_114656-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"385\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2871\" class=\"wp-caption-text\">gli ultimi tre vini degustati<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong><em>Chanar Punco Vinos de Altura 2015 \u2013\u00a0 El Esteco \u00a0<\/em><\/strong><em>(www. Elesteco.com)<\/em>\r\n\r\n60% Malbec 60% - 30% Cabernet Sauvignon -10% Merlot 10% (<em>si precisa che il sito ufficiale non specifica il Merlot nell\u2019 uvaggio<\/em>) - 18 mesi barrique \u2013 Altitudine vigneto: dai 2. 000 ai 2.400 m.s.l.m. \u2013\u00a0 lieviti indigeni \u2013 selezioni delle migliori barrique- Bottiglie Prodotte ed. limitata: 15.000\/10.708 degustata - Gradazione alcolica 14.5\u00b0 vol.\r\n\r\nRegione: Calchaqui Valley.\r\n\r\nChanar Punco \u00e8 una sotto-regione circondata dalle montagne di Quilmes, situata nella valle Calchaqu\u00ec da cui prende nome la regione stessa. La veste rubina \u00e8 ravvivata da luminosi riflessi dati dall\u2019altitudine dei vigneti che si trovano a 2000-2200m s.l.m. indicando un\u2019acidit\u00e0 importante che verr\u00e0 confermata alla degustazione.\r\n\r\nL\u2019olfatto esprime sensazioni fruttate di mora, lampone, prugna, fiori di rosa, viola, spezie piccanti di pepe, rabarbaro, legno di cedro, baccello di vaniglia. Il sorso \u00e8 fresco e ampio, avvolge il palato nel suadente estratto glicerica e dalla nota alcolica che accompagna tutto il percorso gustativo nella piacevolezza. La struttura \u00e8 supportata dal tannino che si pone vigoroso.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Iscay\u00a0 Malbec \u2013 Cabernet Franc 2015\u00a0 -Trapiche Winery\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/strong><em>( www.trapiche.com.ar)<\/em>\r\n\r\n70%Malbec\u2013 30%Cabernet Franc -\u00a0 - 12 mesi barrique e \u00a06 mesi botte grande\u00a0 da 6000l\u2013 Altitudine vigneto: dai 1.300 m.s.l.m. \u2013Bottiglie Prodotte: 15.000- Gradazione alcolica 14.5\u00b0 vol.\r\n\r\nRegione: Uco Valley\r\n\r\nL\u2019aspetto visivo mostra un colore rubino intenso e vivace, accompagna un ventaglio olfattivo intrigante e complesso, nonostante prevale la nota dolce di vaniglia, data dall\u2019uso delle botti piccole. Confettura di ciliegia, prugna, intervallate da violetta in pot-pourri, liquirizia, pepe di Sichuan, foglie di t\u00e8, rabarbaro, cannella, donano complessit\u00e0 fine e appagante, come la degustazione. Giovane e scalpitante nelle durezze, soprattutto il tannino ancora un po\u2019 irruente consente al sorso di liberarsi nell\u2019aspetto morbido ancora in divenire. Un\u2019evoluzione da seguire\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Iscay Syrah- \u00a0Viognier 2015 - Trapiche Winery\u00a0\u00a0 <\/em><\/strong><em>(www.trapiche.com.ar)<\/em>\r\n\r\n97 % Syrah \u2013 3% Viognier \u2013 invecchiamento 15 mesi rovere francese - Altitudine vigneto: dai 1.300 m.s.l.m. \u2013Bottiglie Prodotte: 15.000 - Gradazione alcolica 14.5\u00b0 vol.\r\n\r\nRegione: Uco Valley\r\n\r\nRimaniamo nella <em>Uco valley,<\/em> a <em>Los Arboles<\/em> a 1300m s.l.m. Un vino internazionale, che si mostra gentile e pacato sia all\u2019aspetto olfattivo che gustativo. Il colore rubino, limpido nelle nuances luminose, anticipano piccoli frutti rossi, pesca nettarina, uva spina, petali di fiori rossi freschi, mentre al palato \u00e8 scalpitante nella verticalit\u00e0 fresca e sapida. La spina dorsale \u00e8 sinuosa nell\u2019equilibrio della maturit\u00e0 iniziale del suo stato evolutivo.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>ARMENIA<\/u><\/strong>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2863\" aria-describedby=\"caption-attachment-2863\" style=\"width: 453px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Arat.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2863\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Arat-300x200.jpg\" alt=\"il monte Ararat\" width=\"453\" height=\"302\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2863\" class=\"wp-caption-text\">il monte Ararat<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nLa fame comincia a farsi sentire e dobbiamo fare un piccolo spuntino rigenerante\u2026ah, ok, ora possiamo concentrarci ai banchi di assaggio di una regione posta in un altro continente rispetto all\u2019Argentina, dove si narra sia nato il Vino, o perlomeno dove probabilmente \u00e8 stata scoperta la prima cantina della storia. Parliamo dell\u2019Armenia, (<em>Hayastan,<\/em> in lingua armena - letteralmente \u201cLa Terra di Haik\u201d; Haik era un discendente di No\u00e8 e capostipite della popolazione Armena). Piccola Repubblica resasi indipendente dall\u2019URSS dal 1991, con circa 3.000.000 di abitanti, distribuiti su una superficie prevalentemente montuosa di circa 30.000 chilometri quadrati, all\u2019incirca come la Sicilia ma con 2.000.000 di abitanti in meno. Leggenda vuole che gli Armeni discendano dal monte Ararat (5.165 m.s.l.m., in antico chiamato anche<em> Masis<\/em>, che in lingua armena significa \u201cLuogo di Dio\u201d), montagna sacra dove si aren\u00f2 l\u2019Arca di No\u00e8 (seppur oggi la cima sia stata loro sottratta ed occupata militarmente dalla Turchia). Una popolazione che ha subito negli anni moltissime vessazioni, in particolare dai Turchi, ricordiamo la diaspora accaduta tra il 1915 e 1916 perpetrata dai massacri degli anatolici che sterminarono quasi 2 milioni di persone (come detto ricordiamo che ad oggi gli Armeni sono circa 3.000.000); un genocidio tuttora impunito dalla comunit\u00e0 internazionale. Per tale causa oggi vivono in esilio circa 6.000.000 di Armeni, quasi il doppio di quelli residenti in patria. Per rendersene conto, basta recarsi all\u2019isola di San Lazzaro degli Armeni a Venezia, che dal 1700 ospita uno dei maggiori monasteri e centri di diffusione della cultura e scienza Armena, gestita da secoli dai monaci <em>Mechitaristi<\/em>, un\u2019importantissima istituzione culturale di questo popolo, che ha ospitato personaggi famosi come l\u2019allievo <em>Lord Byron<\/em> e nel 1907 l\u2019allora campanaro <em>Iosif Vissarionovi\u010d D\u017euga\u0161vili<\/em> meglio conosciuto come <em>Iosif Stalin<\/em>. Prima terra Cristiana al mondo gi\u00e0 nel 301 d.c. subir\u00e0 nei secoli svariate oppressioni dagli stati islamici confinanti che la perimetrano totalmente, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui le vie commerciali per l\u2019esportazioni sono essenzialmente svolte mediante le rotte aeree, in quanto le vie carrabili transitando in altri stati, risultano di fatto intercluse.\r\n\r\nMa passando alla culla del vino, per alcuni la terra dove nasce il vino \u00e8 la <em>Tracia<\/em> in Grecia, per altri la <em>Mesopotamia<\/em>, ma \u00e8 probabilmente il Caucaso, nell\u2019attuale <em>Georgia<\/em>, dove a 30 chilometri da <em>Tbilisi<\/em>, universalmente vengono riconosciuti i luoghi di vinificazione pi\u00f9 antichi mai scoperti, che risalgono a circa 8000 anni fa (prevalentemente legata alla scoperta di vinaccioli entro anfore); questo almeno fino a pochi anni orsono, in quanto nel 2017 sono state rinvenute presso la <strong>grotta del <em>Monte Kronio<\/em><\/strong> ad Agrigento (Italia) alcune grandi giare in cotto dell\u2019et\u00e0 del rame, contenenti residui di produzione enologica (principalmente <strong>acido tartarico<\/strong> e <strong>sale di sodio<\/strong>, due residui chimici prodotti dalla\u00a0 <strong>macerazione e vinificazione<\/strong> <strong>degli acini dell\u2019uva<\/strong>).\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2861\" aria-describedby=\"caption-attachment-2861\" style=\"width: 385px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/karasi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2861\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/karasi-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"385\" height=\"289\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2861\" class=\"wp-caption-text\">alcuni Karasi interrati in una moderna cantina. sul fondo si notano alcuni piccoli Karasi fuori terra sotto delle cisterne<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nMa anche l\u2019Armeni ci stupir\u00e0, infatti era il 2011 quando l\u2019archeologo locale <em>Boris Gasparyan<\/em> esplor\u00f2 un\u2019antichissima grotta chiamata \u201cla grotta degli uccelli\u201d, nella remota regione montagnosa di <em>Vayots Dzor<\/em> in Armenia meridionale. In quell\u2019occasione la sua equipe scopre la pi\u00f9 antica cantina del mondo, attrezzata con utensili di vinificazione risalenti a oltre\u00a06100 anni fa; ora la grotta \u00e8 chiamata tecnicamente Areni-1 e si presume che fu principalmente utilizzata come luogo di culto; \u00e8 composta da diverse\u00a0sale destinate a rituali sacri che includevano anche l\u2019utilizzo di vino cerimoniale.\u00a0Sono state ritrovate un gran numero di anfore in argilla cotta seminterrate (denominate\u00a0<em>karasi<\/em>\u00a0in armeno), alcune delle quali contenevano tracce di resti di giovani umani, probabilmente legati a qualche sacrificio rituale. Molto interessante che assieme alle giare funebri, \u00e8 stata trovata una pressa da uva, utensili di vinificazione e di conservazione del vino. I residui di vinaccioli e raspi trovati nel sito archeologico di Areni-1 confermano che in questo sito avvenne la pi\u00f9 antica vinificazione organizzata e conosciuta fino ad oggi. Particolare \u00e8 anche il ritrovamento in grotta di residui di grano e orzo, probabilmente elementi che gli antichi Armeni utilizzavano per facilitare la fermentazione del mosto. A sostegno di questa teoria si posso leggere anche gli scritti dello storico Ateniese <em>Senafonte<\/em>, che nel IV a.c. asseriva che nel vino proveniente dall\u2019Armenia \u201cgalleggiava orzo e grano\u201d.\r\n\r\nMa avviciniamoci ai tempi nostri, infatti dopo le vicissitudini perpetrate dalla Turchia nel 1915 durante \u00a0il dominio sovietico avvenuto dal 1920 fino al 1991, la viticultura armena ha subito una grande battuta d\u2019arresto, in particolare verso l\u2019abbandono di molti vitigni autoctoni, si suppone che ad oggi ne siano rimasti qualche centinaio (si stimano circa 400 variet\u00e0, molte per un territorio cos\u00ec minuto, probabilmente\u00a0 la massiccia diffusione \u00e8 stata opera degli antichi Re Armeni particolarmente attenti a costruire chiese e piantumare vigneti), a favore di nuovi incroci molto produttivi e pi\u00f9 idonei a vini a basso costo ed alla distillazioni di Brandy; dal 1948 fino al 1985, la produzione di vino di bassa qualit\u00e0 in Armenia \u00e8 aumentata nove volte, ma quella di Brandy \u00e8 stata fino a diciassette volte superiore. Durante il regime sovietico, la maggior parte delle uve venivano destinate alla produzione del brandy, che si afferm\u00f2 come il prodotto-simbolo del Paese (30% dell\u2019intera produzione dell\u2019URSS). La storia dei questo distillato d\u2019uva armeno ha lontane origini, infatti nel 1887 il commerciante <em>Nerses Tairov<\/em>, con l'aiuto di suo cugino <em>Vasily Tairov<\/em>, fonda la prima azienda in Armenia per produzione di vino e relativo distillato, successivamente venduta e chiamata <em>Shustov and son<\/em> dal nome del nuovo proprietario <em>Nikolay Shustov<\/em>.\r\n\r\nSpesso sentirete chiamare il Brandy armeno anche Cognac, infatti durante l'Esposizione Internazionale di Parigi del 1900, il distillato armeno di <em>Shustov<\/em> ricevette il Grand Prix e il diritto legale di essere chiamato \"Cognac\", a seguito di una degustazione alla cieca.\r\nIl Brandy armeno etichettato anche come <em>Kanyak<\/em>, \u00e8 considerato tra i migliori al mondo, e viene preparato con acqua di sorgente e\u00a0\u00a0 uve selezione principalmente della piana dell\u2019Ararat. Un simpatico aneddoto rammenta che durante la conferenza di <em>Yalta<\/em> (4\/02\/1945 \u2013 11\/02\/1945 dove presso <em>Livadija<\/em>, in <em>Crimea<\/em> i tre capi di governo dei maggiori stati alleati stabilirono il futuro della seconda guerra mondiale\u2026e non solo\u2026 infatti istituirono anche le basi per la nascita dell\u2019ONU), <em>Iosif Stalin<\/em> offr\u00ec Brandy armeno a <em>Winston Churchill <\/em>che ne fu talmente colpito da richiederne diverse casse ogni anno. Il Brandy armeno pu\u00f2 essere prodotto solo da un elenco prescritto di variet\u00e0 autoctone come <em>Voskehat, Garan Dmak, Mskhali e Kangun<\/em>, oltre alla variet\u00e0 georgiana <em>Rkatsiteli.<\/em>\r\n\r\nDegno di nota \u00e8 precisare che durante il periodo sovietico, dagli anni trenta agli anni settanta, il regime sviluppo anche la produzione di un vino liquoroso molto simile allo Sherry spagnolo, nelle regioni della Moldavia, Crimea, Kazakistan, ed in particolare in Armenia. Tale scelta governativa \u00e8 stata suggerita dalla ricerca avvenuta nel 1931 dai due maggiori esperti di enologia sovietici <em>Prostoserdov<\/em> e <em>Afrikyan<\/em>, che scoprirono nel vino contenuto all\u2019interno dei <em>karasi <\/em>(giare di argilla armena) non ermeticamente sigillati, si presentava una formazione pellicolare superficiale, costituita da lievito <em>Saccharomyces cheresiensis armeniensis<\/em> simile a quello trovato nei vini spagnoli. Lo \u201csherry\u201d armeno \u00e8 principalmente composto dai vitigni <em>Voskehat<\/em> (Kharji) e <em>Chilar<\/em>.\r\n\r\nLa caduta del regime sovietico e la privatizzazione delle terre, una volta propriet\u00e0 d\u2019immense cooperative statali, ha prodotto inizialmente grandissimi problemi; infatti si calcola che tra il 1991 e il 1996, dei 36.000 ettari di vigneti preesistenti ne siano rimasti coltivati circa 8.000.\u00a0 Cos\u00ec nel 1997 grazie ad alcuni viticultori \u00e8 stata fondata l\u2019Unione dei Produttori di Vino d\u2019Armenia, promuovendo la differenziazione dei vini secondo il territorio e favorendo il reimpianto di vitigni autoctoni regionali.\r\n\r\nMa negli ultimi dieci anni, con l\u2019evolversi del mondo enologico, si \u00e8 attualizzata anche la viticoltura armena, nel rispetto delle proprie origini, spesso ritornando all\u2019uso dei <em>Karasi<\/em> (giare in cotto di varie misure che possono contenere dai 200 ai 1200 litri) e al reimpianto dei vitigni autoctoni con forme di allevamento pi\u00f9 moderne, e conseguentemente dando maggior importanza alla qualit\u00e0 che alla quantit\u00e0. A questo si associ la presenza di capitali esteri reinvestiti nelle aziende vitivinicole, spesso provenienti da Armeni residenti all\u2019estero, che utilizzando principalmente enologi Italiani o francesi, che se da un lato hanno valorizzato il patrimonio enologico locale, dall\u2019altro sempre pi\u00f9 \u00a0spesso operano a gusti internazionali per l\u2019esportazione, mediante l\u2019impianto di nuovi vitigni internazionali a prevalenza varietale francese.\r\n\r\nOggi secondo la Fondazione <em>Vine &amp; Wine dell'Armenia<\/em> le aziende complessivamente producono circa 10.000.000 di ettolitri (erano 7,5 mil. nel 2016) di cui tre milioni destinati all\u2019esportazione; hanno catalogato circa quattrocento variet\u00e0 di uve diverse di cui solo una trentina (31) vocate alla produzione di vino. Il 60 percento della produzione di uva proviene dalle regioni di <em>Armavir, Ararat e Vayots Dzor<\/em>, mentre il 70 percento dei vigneti \u00e8 coltivato a bacca bianca (in particolare per la produzione di Brandy che utilizza circa il 60% di uve di tutta l\u2019Armenia).\r\n\r\nParticolare che in Armenia non \u00e8 mai arrivata la Filossera della Vite (<em>Daktulosphaira vitifoliae<\/em>), e quindi i vitigni sono piantati a piede franco (non su radici di viti americane) beneficiando integralmente del proprio patrimonio genetico.\r\n\r\nLe tipologie di vitigno pi\u00f9 coltivate sono per i <u>vini rossi<\/u>: <em>Areni noir<\/em> (nome della localit\u00e0), <em>Madrasa<\/em>, <em>Karmrahyut, Kakhet, Megharbuyr, Tigrani (Areni noir <\/em>per<em> Saperavi)<\/em>, <em>Saperavi<\/em>, <em>Khndoghni<\/em> (anche denominato <em>Sireni<\/em>) ed internazionali come <em>Pinot Nero, Montepulciano, Cabernet Franc,, Cabernet Sauvignon, Merlot<\/em>, <em>Syrah<\/em>, <em>Marlbec o Cot, Tannat, Petit Verdot<\/em>, mentre per i <u>vini bianchi<\/u> <em>Voskehat<\/em> (conosciuto anche come <em>kharji<\/em>,\u00a0 che significa \u201cuva d\u2019oro\u201d, da <em>voski<\/em> e <em>hat<\/em>, cio\u00e8 \u201coro\u201d e \u201cuva\u201d), <em>Kangun, Rkatsiteli, Chilar, Garan Dmak, Mskhali, Lalvari<\/em>, <em>Ararati, Arevar, Burastani, Sateni<\/em> ed internazionali\u00a0 <em>Pinot Bianco, Aligot\u00e9,\u00a0 Chardonnay, Colombard, Folle Blanche , Viognier. <\/em>Tra le uve bianche viene utilizzato principalente il \u00a0<em>Chilar<\/em> per i vini da\u00a0 dessert ed il \u00a0<em>Lalvari<\/em> per gli \u00a0spumanti mentre il <em>Voskehat<\/em> viene anche apprezzato per i vini passiti con vari livelli di dolcezza.\r\n\r\nI due vitigni di riferimento nazionale sono per i rossi <em>l\u2019Areni noir<\/em> con sentori che ricordano una via di mezzo tra il <em>Pinot Noir<\/em> ed il <em>Sangiovese di Romagna<\/em>: eleganza, gusto complesso, fresco, tannini non invasivi, colore scarso ma gran potenziale d\u2019invecchiamento, e il bianco <em>Voskehat,<\/em> considerato vicino allo <em>Chardonnay francese<\/em>, morbido, di medio corpo, con note floreali, sapide, di frutta tropicale e con finale di nocciola tostata; \u00e8 adatto sia per vini di struttura sia per i vini dolci anche passiti.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nCLIMA E TERRITORIO\r\n\r\nUn territorio molto vario, prevalentemente montuoso dove le vigne sono allevate su altipiani tra i 1400 e i 1800 metri s.l.m. (il suo punto pi\u00f9 basso \u00e8 posto a ben 500 metri s.m.l). Il clima \u00e8 principalmente di tipo continentale, con estati molto calde e inverni abbastanza rigidi (in quanto sussiste la protezione della catena del Caucaso). Ma troviamo anche differenze microclimatiche notevoli, che vanno dalle foreste tropicali degli estremi settentrionali e meridionali fino alle steppe o tundre. L\u2019Armenia \u00e8 posta principalmente in suolo vulcanico, quindi sismica, ricca di canyon, fonti termali e soffioni di gas e vapore. Le temperature medie sono intorno a \u20135\u00b0C in gennaio e 22\/30\u00b0C in luglio, mentre le piogge vanno dai 200 ai 500 mm l\u2019anno.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nZONE VINICOLE DELL\u2019ARMENIA\r\n\r\nSeppur non \u00e8 una grande regione in termini di superficie complessiva, l\u2019Armenia avendo climi e suoli diversi, \u00e8 ricca anche di zone vinicole ben diversificate, di cui le principale che v\u2019illustreremo sono in particolare le Provincie di <em>Vayots Dzor<\/em>, <em>Aragatsotn, Armavir, Ararat, Kotayk, Yerevan e la discussa e controversa Provincia di Artsakh o Repubblica di Artsakh o Repubblica del Nagorno Karabakh.<\/em>\r\n\r\n<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/armenia-politica-e-amministrativa-di-mappa-vettoriale-con-bandiera-kmdwe8-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2868\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/armenia-politica-e-amministrativa-di-mappa-vettoriale-con-bandiera-kmdwe8-2-275x300.jpg\" alt=\"\" width=\"438\" height=\"477\" \/><\/a>\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>Provincia di Vayots Dzor<\/strong>\r\n\r\nLa Provincia di <em>Vayots Dzor<\/em> \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche regioni che producono vino nel Caucaso, cuore della viticultura armena, posta a sud del paese, ed in particolare dalla regione di Areni dove si trova il complesso di grotte Areni-1(scoperta della pi\u00f9 antica cantina del mondo) e da cui ha origine il vino <em>Areni<\/em> o <em>Areni noir<\/em>.\r\n\r\nLa gran parte dei vigneti vengono coltivati a 1200-1400 metri di altezza; quota, terreni vulcanici e clima che conferiscono alle uve un\u2019inconfondibile profilo verticale e minerale, in particolare per le principali uve da vino coltivate nella regione come l\u2019<em>Areni<\/em> <em>noir <\/em>per i rossi e il <em>Voskehat<\/em> per i bianchi. Importanti anche i \u201cvini\u201d fruttati a base melograno denominati <em>Matevosyan Pomegarnate Vino (in Armenia \u00e8 consentito denominare vino anche tali bevande fruttate). Vayots Dzor<\/em> comprende il maggior numero di cantine armene e ospita l'annuale festa del vino Areni ormai dal 2009.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>Provincia Aragatsotn<\/strong>\r\n\r\nProvincia ove si trovano i principali vigneti a sud delle <em>Aragats<\/em> nelle montagne e nelle vicinanze di Arteni. Si sono scoperete molte <em>karase<\/em> risalente al VII \u00b0 secolo nei pressi della chiesa <em>Surp Hovhannes<\/em> vicina al villaggio di <em>Voskevaz<\/em>, paese che vanta storia di antica vinificazione. Oggi troviamo anche una realt\u00e0 vitivinicola molto recente, con molte aziende che hanno aperto negli ultimi 10-15 anni, principalmente con vino rosso a base di <em>Areni Noir<\/em> e bianchi a base di <em>Karmrahyu<\/em>t. Interessante per il territorio anche la produzione di \u201cArmenia Champagne\u201d (<em>tale nomenclatura utilizzata anche in etichetta non sappiamo se sia regolarizzata dal diritto internazionale<\/em>) e Brandy.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>Provincia Ararat<\/strong>\r\n\r\nIl vino presente nella Provincia di Ararat \u00e8 principalmente prodotto dai vigneti della pianura di Arara, ai piedi delle cosi dette \u201ccime gemelle del Monte Ararat\u201d oggi in Turchia (luogo dove la leggenda narra che si areno l'arca di No\u00e8). In questa regione troviamo le aziende pi\u00f9 antiche del territorio, alcune attive ininterrottamente da inizio secolo scorso, mediamente di grandi dimensioni, infatti molte utilizzano il vino per la produzione di \u201cBrandy Armeno\u201d, oltre alla commercializzazione di vino principalmente <em>Areni Noir e Saperavi, Kagor, Muscat.<\/em>\r\n\r\nImportante anche la produzione di vodka e vodka di frutta.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>Provincia Armavir<\/strong>\r\n\r\nLa provincia di <em>Armavir <\/em>\u00e8 la regione pi\u00f9 produttiva di vino in Armenia, oltre anche a produrre importanti quantit\u00e0 di Brandy. Il vino prodotto in Armavir \u00e8 principalmente dai vigneti della pianura di Ararat.\u00a0 L'antica citt\u00e0 di <em>Argishtikhinili<\/em> storicamente fu un importante centro per la produzione enologica, infatti all'interno delle fortificazioni della citt\u00e0 antica risalente al 8 \u00b0 secolo a.c. sono state reperite grandi aree di stoccaggio per il vino ed i cereali. Posta a ovest, ai confini con la Turchia, gran parte di questo arido e roccioso terreno, con temperature che da luglio ad agosto sfiorano i 50\u00b0 C senza piogge, \u00e8 irrigato da canali di cemento a celo aperto e diviso da muri in pietra a secco. Ma i terreni vulcanici tra <em>Aragats<\/em> e le vicine montagne dell'<em>Ararat<\/em> danno una buona struttura ai vini.\u00a0 Particolarmente coltivati in questa regione sono i vitigni internazionali ed in particolare a bacca bianca troviamo <em>Chardonnay, Colombard, Chenin Blanc (Sauvignon blanc x Trousseau<\/em>)<em> e Viognier<\/em>, mentre tra i rossi <em>Syrah, Malbech (Cot), Cabernet Franc, Tannat, Petit Verdot, Montepulciano. <\/em>\u00a0Tra i vitigni autoctoni principali a bacca rossa troviamo <em>Areni noir, Khndogni e Kakhet<\/em>, mentre quelli a bacca bianca includono <em>Voskehat, Kangun, Khatun e Qrditchakat. <\/em>Molto importante per la regione la produzione di \u201c<em>vino di melagrano\u201d,<\/em> bevanda ottenuta dalla fermentazione controllata dei chicchi di melagrana disponibile semi-secco o pi\u00f9 abboccato, con una gradazione alcolica di circa 11.5\u00b0 alcolici. Viene prodotto in Israele ma anche in Sicilia con il nome locale di <em>Sciadd\u00e8 (<\/em>il nome deriva probabilmente da una bevanda bevuta dagli antichi egizi e chiamata <em>Shedeh<\/em>)<em>.<\/em> L\u2019utilizzo \u00e8 riservato generalmente alle insalate, formaggi o frutta fresca. Si pu\u00f2 trovare anche un vero e proprio vino fruttato a base vino e melagrana fermentata. <em>(in Armenia \u00e8 consentito denominare vino anche tali bevande fruttate).<\/em>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>Provincia di Kotayk\u2019 - <\/strong>\r\n\r\nLe zone vitivinicole principali sono poste prevalentemente ai confini dell\u2019Armavir, Ararat e Yerevan, normalmente grandi aziende che producono uve da vino ma in particolare variet\u00e0 adatte alla distillazione della vasta gamma di Brandy \u201cCognac Armeni\u201d che si commercializzano in regione e all\u2019estero. Importante anche la produzione di vodka, specialmente fruttate. Si ritiene che da questa Provincia si sia poi diffusa la pianta di albicocca, infatti alcuni archeologi locali hanno trovato noccioli del frutto risalenti a 4.000 a.c..\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>Provincia Yerevan<\/strong>\r\n\r\nLa pi\u00f9 piccola Provincia Armena, coincidente con il territorio della capitale Armena da cui prende il nome. Lo studio di antichi scavi effettuati tra 1800 e il 1900 \u00a0analizzati successivamente \u00a0dall\u2019equipe dello studioso accademico <em>Michail Borisovi\u010d Pyatrovski<\/em>, hanno confermato che nella zona della moderna Yerevan (nominata anche <em>Erevan<\/em>) si vinificava e produceva vino gi\u00e0 nel IX secolo a c. Particolari ritrovamenti vicino alla citt\u00e0 di Yerevan durante gli scavi nei pi\u00f9 antichi insediamenti di Erebuni, in particolare nel sito Karmir Blur entro la Fortezza di Erebuni ( 782 a.c.), gli archeologi hanno trovato 10 stanze adibite a cantine in cui erano presenti oltre 200 karase ben conservate. Questa piccola Provincia \u00e8 importante in particolare anche per la produzione di \u201cChampagne armena<strong>\u201d <\/strong>(<em>tale nomenclatura utilizzata anche in etichetta non sappiamo se sia regolarizzata dal diritto internazionale<\/em>) in particolare da uve <em>Rkatsiteli<\/em> (nella versione secca, dolce ed anche rosso) con aziende che gi\u00e0 negli anni 50 dell\u2019epoca sovietica producevano questo metodo classico, allora commercializzato specialmente negli stati satelliti dell\u2019Urss e nelle grandi citt\u00e0 sovietiche. Zona famosa, come il resto dell\u2019Armenia per i \u201cvini fruttati\u201d con fragola, ciliegia, ribes, melograno, albicocca, ecc, (normalmente base vino con aggiunta della liquido finale prodotto dalla fermentazione della frutta), prodotti particolarmente apprezzati dai locali. <em>(in Armenia \u00e8 consentito denominare vino anche tali bevande fruttate).<\/em>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2889\" aria-describedby=\"caption-attachment-2889\" style=\"width: 477px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mappa-armenia-e-georgia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2889\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/mappa-armenia-e-georgia-300x292.jpg\" alt=\"\" width=\"477\" height=\"464\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2889\" class=\"wp-caption-text\">la porzione in tratteggio verde rappresenta geograficamente la Repubblica del Nagorno Karabakh<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong>Provincia di Artsakh o repubblica di Artsakh o Repubblica del Nagorno Karabakh<\/strong>\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>Inseriamo anche questa regione, compresa tra l\u2019Armenia e l\u2019Azerbaigian, che oggi risulta come stato (indipendente) non riconosciuto a livello internazionale. Tale situazione creatasi dall\u2019enclave armena in territorio azero, con conseguente conflitto per l\u2019indipendenza del Nagorno-Karabach,\u2013 situazione creata artificiosamente in epoca staliniana \u2013 fu rivendicata dalla popolazione dopo la dissoluzione dell\u2019URSS nel dicembre 1991. Tale conflitto che ha coinvolto gli armeni di questa regione e gli Azeri si \u00e8 concluso con un cessate il fuoco nel maggio 1994 ed una autoproclamazione della Repubblica Indipendente del Nagorno-Karabach, ad oggi non ancora riconosciuta a livello internazionale.\r\n\r\nChiamata anche <em>Artsakh <\/em>\u00e8 considerata la decima Provincia dello storico Regno di Armenia ed oggi \u00e8 suddivisa in otto provincie distinte di cui una \u00e8 proprio <em>Artsakh<\/em>; questa provincia meridionale, con un terreno particolarmente fertile, posto mediamente ad 800 m.s.l.m \u00e8 nota per la vinificazione fin dai tempi antichi, in particolare per il vitigno <em>Sireni<\/em> o <em>Khndoghni<\/em> ( nome che deriva dalla parola armena \"khind\", che significa risate) quest\u2019ultimo vitigno a bacca rossa che ha origine proprio in questa \u201cRepubblica\/Provincia\u201d, viene spesso vinificato in purezza ed invecchiato in botti di rovere del Caucaso che provengono dalla stessa area.\r\n\r\n<em>Ma ora addentriamoci nel mondo delle degustazioni\u2026.<\/em>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_1322221.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2867\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_1322221-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"257\" height=\"343\" \/><\/a>\r\n\r\n<strong><em>Trinity 6100 Areni noir 2018 \u2013 Trinity Canyon Vineyards\u00a0 \u00a0(www. trinitycv.com)<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em><u>Vayots Dor<\/u><\/em>\r\n\r\n100% Areni noir \u2013 invecchiamento 6 mesi botti del Caucaso- \u00a0Gradazione alcolica 14,5\u00b0\r\n\r\n<em>Vino Organico Certificato<\/em>\r\n\r\nSiamo molto incuriositi dal primo vino della batteria a base di <em>Areni noir<\/em>, le cui uve sono state coltivate nella regione<em> Vayots Dor<\/em>. Il colore rubino, mostra riflessi purpurei, ci chiediamo se \u00e8 la tipicit\u00e0 o la giovinezza del vino. Al naso, il sottobosco autunnale, i suoi frutti, fiori ed erbe selvatiche appaiono in prima fila; la percezione dell\u2019uso del legno calca la scena nel finale, sino al palato che si rivela con una personalit\u00e0 che non conosciamo. \u00a0Accompagnano il calice alla bocca, l\u2019ingresso si pone verticale ma allo stesso tempo ricco di estratto, quasi voluminoso. La freschezza, supportata dalla sapidit\u00e0, si pone al cospetto della morbidezza alcolica che accarezza le guance, nonostante il tannino richiama l\u2019attenzione nella sua spigolosit\u00e0 immatura. Il percorso gustativo si pone di media lunghezza, dai ricordi fruttati.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>R\u00e9serve Areni 2017 \u2013 Van Ardi Winery\u00a0 <\/em><\/strong>\r\n\r\n<em><u>Aragatsotn<\/u><\/em>\r\n\r\n100% Areni noir \u2013 invecchiamento una parte in botti di rovere francese e botti armene del caucaso\r\n\r\nCi troviamo nelle regione di <em>Aragatsotn<\/em> dove approfondiamo la conoscenza dell\u2019<em>Areni noir<\/em>, dalla buccia molto spessa, adatto alle forti escursioni termiche della regione che in estate durante il giorno sfiorano i 40\u00b0 e la notte scendono a 20\u00b0.\r\n\r\nL\u2019aspetto visivo anticipa il carattere del vitigno nella sua compattezza estrattiva dal colore rubino intenso. La consistenza \u00e8 una danza arabesca, a tratti ferma, a tratti batte il ritmo. I profumi sono tinti di colori scuri, frutti di bosco, ribes, mirtillo, mora di rovo, fiori blu di iris siberiana, iris germanica, mentre la note tostate si colorano di tabacco. L\u2019ingresso al palato \u00e8 secco e deciso, la freschezza e la sapidit\u00e0 rafforzano l\u2019astringenza del tannino che si pone nobile ed elegante, il frutto riempie l\u2019estratto nella suadenza dell\u2019alcol, rendendo il vino di buona struttura. Termina con discrezione, lasciando nel finale sensazioni di mora di rovo.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Areni noir Reserve 2017- Old Bridge Winery\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/strong><em> (<\/em>www.oldbridgewinery.com)\r\n\r\n<em><u>Vayots Dzor<\/u><\/em>\r\n\r\n100% Areni noir \u2013 invecchiamento 18 mesi botti armene del Caucaso da 350l . Gradazione alcolica 14\u00b0\r\n\r\nLa <em>Valle<\/em><em> dell\u2019Arpa<\/em> nella regione di <em>Vayots Dzor<\/em> si trova a 1200-1250 m s.l.m. su un terreno di sabbia, limo, argilla. Le vigne giovani vengono vendemmiate a fine ottobre.\r\n\r\nIl colore rubino pieno, ci mostra archetti di media grandezza che formano lacrime che cadono lente, mentre la vivacit\u00e0 enfatizza uno stato evolutivo ancora in fase crescente. Il naso presenta frutti scuri, ciliegia di Vignola, spezie piccanti di cardamomo, pepe verde, rabarbaro. Al sorso si pone equilibrato, nonostante le durezze si fanno notare. La salivazione rinfrescante dell\u2019acidit\u00e0 coinvolge la sapidit\u00e0 minerale del terreno; il tannino dona sensazioni vegetali, il tutto contrastato dalla parte alcolica ben integrata e una morbidezza fruttata che persiste per diversi secondi e fluttua sino alla deglutizione. Interessante la scoperta di questo vitigno autoctono in questa regione.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2866\" aria-describedby=\"caption-attachment-2866\" style=\"width: 395px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_132956-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2866\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200211_132956-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"395\" height=\"296\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2866\" class=\"wp-caption-text\">i vini armeni degustati<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong><em>Alluria The special 2018 \u2013 Alluria Wine\u00a0 <\/em><\/strong><em>( www.hereswine.com)<\/em>\r\n\r\n<em><u>Repubblica del Nagorno Karabakh<\/u><\/em>\r\n\r\n100% Khndoghni (o Sireni) - invecchiamento acciaio \u2013 bottiglie prodotte 250\r\n\r\nKhndoghni \u00e8 un vitigno autoctono sino a oggi, per noi sconosciuto, proveniente da <em>Artsakh (Repubblica del Nagorno Karabakh).<\/em> Prodotto solamente in 250 bottiglie, prende vita nel 2017 da un terreno sabbioso e argilloso in un lima caldo, con metodi sostenibili e fermentazioni spontanee, senza solfiti aggiunti.\r\n\r\nUna selezione dal colore rubino molto intenso, all\u2019olfazione \u00e8 preciso nel porsi fruttato con ricordi di mora di rovo, ribes nero, gelso, durone di Vignola, profumi che evolvono alla bocca, rivelando un tannino ancora squilibrato. La sensazione morbida cerca di portare equilibrio, nonostante sia gi\u00e0 pronto da bere.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>MAROCCO<\/u><\/strong>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nIl fascino di scoprire culture nuove, gente fiera dal carattere forte, assaporare il mare, il sole che riscalda i loro frutti dolci e succosi, svelando una tipicit\u00e0 marcata, a volte rude, a volte dipinta come\u00a0 i ricchi tessuti colorati estratti delle erbe e venduti nei mercatini\u00a0 che invadono le\u00a0 strade, ci addentriamo in una delle culle della civilt\u00e0 dei paesi arabi bagnati dal Mare Nostrum: il Marocco.\r\n\r\nPaese arabo-berbero situato nel Maghreb, a nord-ovest dell\u2019Africa, stato dai confini e climi molto variegati, infatti a nord si affaccia sul mar Mediterraneo, sull\u2019Oceano Atlantico a ovest, con l\u2019Algeria ad est, e a sud con il gran deserto del Sahara.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2883\" aria-describedby=\"caption-attachment-2883\" style=\"width: 432px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/index-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2883\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/index-1-300x168.jpg\" alt=\"vigneti ai piedi della catena dell&apos;atlante\" width=\"432\" height=\"242\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2883\" class=\"wp-caption-text\">vigneti ai piedi della catena dell'Atlante<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nIl nome deriva da <em>l-Mamlaka al-Maghribiyya<\/em>, ovvero \"Regno magrebbino\" toponimo di <em>Marrakech<\/em>, capitale e citt\u00e0 imperiale tra il 1062 e il 1273 (oggi la capitale \u00e8 Arabat).\u00a0 Abitato fin dalla preistoria dai Berberi (in arabo <em>barbar<\/em> vuole dire anche \"barbaro\" ma per definirsi preferiscono usare il termine berbero <em>Amaziy<\/em> al plurale <em>Imazi\u0263en<\/em>, \"uomini liberi\"), \u00e8 stato colonizzato da numerosi popoli come Fenici, Cartaginesi, Romani, Vandali, Bizantini, Arabi,\u00a0 Portoghesi, Spagnoli e infine dai Francesi nel 1911.\r\n\r\nLa viticultura ha origini molto antiche, che risalgono ai tempi dei Romani, testimonianza di una terra produttrice di vino fin dall\u2019antichit\u00e0. Le viti migliori erano coltivate nella citt\u00e0 di <em>Volubis<\/em>, localit\u00e0 berbera sulle rive del fiume <em>Oued\u00a0 Khoumane<\/em>, oggi nei pressi della citt\u00e0 di <em>Mekn\u00e8s<\/em>;\u00a0 il nettare prodotto fu apprezzato sino al 285 d.C. quando divent\u00f2 una citt\u00e0 indipendente, di impronta latina e berbera. Nel 789 d.C. l\u2019arrivo degli arabi mussulmani, con una nuova cultura, una religione pi\u00f9 rigida ed una politica diversa che vietava totalmente la produzione vinicola, cambiarono improvvisamente usi e costumi, e questo fino alla fine del 1800 e alla successiva dominazione francese, avvenuta dal 1911 sino al 1956, anno d\u2019indipendenza del Marocco.\r\n\r\nDurante la crisi della Fillossera in Europa (periodo antecedente la fine del 1800, quando i vigneti europei erano ancora a piede franco \u2013non innestati su vite americana- e furono sterminati dalla \u201cpandemia\u201d dell\u2019afide nord-americano Filossera della Vite (<em>Daktulosphaira vitifoliae)<\/em>, che non colp\u00ec il Marocco -anche oggi molte viti in Marocco sono a piede franco cio\u00e8 non innestate su radici di viti Americane resistenti al temibile Fitofago), il commercio dei vini locali inizi\u00f2 un periodo florido, soprattutto verso il mercato della Francia del sud, con i mosti che venivano esportati in cisterne e utilizzati per correggere il colore e aumentare il grado alcolico dei\u00a0 vini dei cugini d\u2019oltralpe, apportando al tempo stesso un\u2019immagine mediocre di qualit\u00e0. A met\u00e0 anni quaranta del secolo scorso esistevano circa 80.000 ettari piantumati a vitigni da vino, poi ridotti a 65.000 ettari negli anni cinquanta con una produzione attestata a circa 3 milioni di ettolitri di vino all\u2019anno.\r\n\r\nUn commercio fiorente che dur\u00f2 sino al 25-03-1957 quando il <u>Trattato di Roma<\/u> proib\u00ec il taglio dei vini CEE con vini esteri, di fatto annullando per il Marocco tutti i mercati esteri europei, ad eccezione di quello con la Francia che dur\u00f2 in forma ridotta mediante apposite licenze comunitarie in deroga fino al 1970. Da qui il periodo delle famose \u201c<em>Pinardier<\/em>\u201d, apposite navi cisterna che caricavano vino sfuso per i mercati francesi ed europei, termin\u00f2. Il Marocco cadde cos\u00ec in una profonda crisi vitivinicola, portando ad importanti sovrapproduzioni causate anche da uno stile basato sulla quantit\u00e0 e non sulla qualit\u00e0, costringendo gli agricoltori ad estirpare moltissimi vigneti sostituendoli con altre colture allora pi\u00f9 redditizie; addirittura alcune importanti cantine private furono nazionalizzate con la creazione nel 1972 del SODEA (Soci\u00e9t\u00e8 de D\u00e9veloppement Agricole), ed altre chiusero. Seppur ancora oggi esistente il SODEA si \u00e8 dimostrato un\u2019Ente non molto efficiente, molto burocratico che in tali occasioni chiudeva coltivazioni e produzioni. \u00a0Nel 1979 avvenne una prima ripresa, in quanto il nuovo sultano islamico <em>Hassan II<\/em> ricre\u00f2 dei rapporti commerciali con la Francia, in particolare con il sindaco <em>Jacquet Chaban-Delmas<\/em> ed alcuni tenutari di Bordeaux suoi conoscenti, portando nella propria terra importanti investimenti vitivinicoli stranieri ed in particolare francesi della costa atlantica, e promuovendo conseguentemente nuove legislazioni specifiche per cominciare a valorizzare la qualit\u00e0 a discapito della quantit\u00e0. Interessante precisare, che come spesso accade nei paesi mussulmani, la terra non verr\u00e0 venduta agli stranieri, ma verr\u00e0 ceduta in affitto dallo stato per periodi di 30 anni rinnovabili. Ma come sempre, con il tempo, dopo periodi di alti e bassi, dai primi anni \u201890 la produzione di vino nei paesi arabi come l\u2019Algeria, l\u2019Egitto, la Tunisia e il Marocco, ha intrapreso un percorso di crescita qualitativo con occhio alla modernit\u00e0 e gusto internazionale, grazie a nuovi investimenti di grandi aziende di paesi esteri ed in particolare sempre da parte dei produttori di Bordeaux, seppur ad oggi tali vini restino ancora poco conosciuti e apprezzati nel mondo.\r\n\r\nIn Marocco, attualmente gli ettari vitati sono circa 48.000 con una produzione di 400.000 hl e circa 40 milioni di bottiglie all\u2019anno, portandolo a essere il secondo produttore ed esportatore vinicolo del continente africano, dopo l\u2019Algeria.\r\n\r\nDal 2000, il Marocco \u00e8 membro dell\u2019Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, ed ha avviato importanti studi e ricerche sulla produzione di vino nel paese. Nel 2008, il Ministero dell\u2019Agricoltura del Marocco ha autorizzato per la prima volta un\u2019azienda vinicola a utilizzare la menzione \u201c<em>Chateau<\/em>\u201d, <em>Chateau Roslane<\/em> dell\u2019AOC \u201c<em>Les Coteaux de l\u2019Atlas<\/em>\u201d, uno slancio ulteriore per fare conoscere al mercato mondiale i vini del Marocco.\r\n\r\nLe esportazioni avvengono essenzialmente in Europa, soprattutto Francia, Inghilterra (The Wine Society, la pi\u00f9 antica societ\u00e0 commerciale di vini inglese, risalente al 17\u00b0sec., acquista vino marocchino per rivenderlo sul mercato inglese. Alcuni rari vini marocchini sono presenti anche nella carta vini dell\u2019Hotel Ritz di Londra); e nel mondo, come in Cina.\r\n\r\nNonostante la legge islamica e il precetto del Corano, vietano la vendita di alcolici ai mussulmani, lo stato risulta abbastanza tollerante; si stima che il vino abbia un consumo interno pari a circa l\u201985%, mentre il rimanente viene esportato principalmente in Europa, ed in particolare in Francia. \u00a0Infatti il Marocco \u00e8 il principale paese, tra i Paesi Arabi, in cui non vige l\u2019obbligo integralista della proibizione degli alcolici. La legge non ne vieta tassativamente la produzione e commercio, infatti alcuni negozi e ristoranti dispongono di una licenza particolare che consente la vendita di alcoolici teoricamente con indirizzo prevalente verso turisti e visitatori. I locali possono bere alcolici solamente nella discrezione e all\u2019interno dell\u2019ambiente domestico.\r\n\r\nIl nuovo governo di <em>Abdel-Ilah Benkiran<\/em>, leader del partito islamista \"Giustizia e sviluppo\", dal 2011, ha creato un altro clima politico molto meno favorevole al consumo di vino da parte dei\u00a0 marocchini, aumentando sensibilmente la tassazione sulle bevande alcoliche, vino compreso. \u00a0Ad oggi il patrimonio Vitivinicolo del Marocco \u00e8 gestito principalmente da due grandi Holding, come il gruppo di Brahim Zniber, \"Diana Holding\", che controlla le cantine \"Celliers de Mekn\u00e8s\", \"les Celliers du Ghrab\" e l'ex tenuta \u201cThalvin di Ouleb Thaleb\u201d, con quasi \u00a0il 75% della produzione marocchina, il gruppo Castel, via CMAR (Les C\u00e9pages Marocains R\u00e9unis), una fusione di \"C\u00e9pages de Mekn\u00e8s\" e \"C\u00e9pages de Boulaouane\" \u00a0che rappresenta poco pi\u00f9 del 20% della produzione totale, mentre altre aree piccole realt\u00e0 locali come Zouina, Fattoria rossa, Baccari, Val d'Argan, Due aree, ecc., rappresentano poco pi\u00f9 del 5% della produzione.Oggi i produttori sono riuniti in un'associazione denominata ASPRAM (Associazione dei produttori di uva dal Marocco), che difende gli interessi del settore, promuovendo rapporti con lo stato e la conversione di molti vecchi vigneti a pi\u00f9 moderne tecniche di allevamento, nuove variet\u00e0 internazionali (prevalentemente francesi) vocate alla qualit\u00e0 ed esportazione.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nCLIMA E TERRITORIO\r\n\r\nIl Marocco \u00e8 caratterizzato principalmente da due tipologie climatiche, quella mediterranea lungo la costa, con estati calde ed inverni miti, e le condizioni climatiche estreme, dovute al forte vento del deserto del Sahara che soffia secco nel periodo estivo a temperature particolarmente elevate, foriere di grandi periodi di siccit\u00e0, condizionano la viticultura, orientata soprattutto alla coltivazione di vitigni a bacca nera, con una produzione maggiore di vini rossi dall\u2019apporto alcolico di 12-15\u00b0 vol. spesso affinati in legno. Zone leggermente pi\u00f9 fresche e meno bisognose di grandi investimenti per l\u2019irrigazione meccanica, sono le terre bagnate dall\u2019Atlantico e quelle alle quote pi\u00f9 elevate della catena dell\u2019Atlante. I vini bianchi, poveri di acidit\u00e0 tendono a invecchiare precocemente, con caratteri ossidativi piuttosto importanti.\r\n\r\nUna curiosit\u00e0 che rende interessante questo territorio, sono i vini rosati definiti popolarmente \u201cGRIGI\u201d, dal colore chiaretto molto tenue tendente al cenerino, secchi e fruttati (fra i quali sono noti quelli di <em>Boulaoume<\/em> e di <em>El-Jadida<\/em>), considerati, per questa categoria, tra i migliori al mondo.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nVITIGNI\r\n\r\nSubendo una grande influenza di regime islamico molto integralista fin dal 789 d.c. con il divieto di produzione di vini, purtroppo il patrimonio vitivinicolo Marocchino non presenta vere e proprie variet\u00e0 autoctone da vino, ma prevalentemente vitigni francesi, legati alla colonizzazione iniziata ai primi del secolo scorso. La viticoltura negli ultimi anni \u00e8 molto cambiata, in parerticolare si espiantano vecchi vigneti, in particolate di <em>Cinsault e Alicante Buschet <\/em>per piantarenuove variet\u00e0 internazionali come il <em>Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah.<\/em>\r\n\r\nPrincipalmente troviamo:\r\n\r\n<u>A bacca nera<\/u>: <em>Cinsault<\/em> (il pi\u00f9 coltivato-denominato in Italia Ottavianello), <em>Carignan, Alicante Buschet<\/em> (Petit Bouschet x Grenache- in spagna denominato Garnacha Tintorera), <em>Mourv\u00e8dre<\/em> (anche denominato in catalogna Matar\u00f3 o in Francia anche Monastrell), <em>Grenache, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Tempranillo <\/em>e non francesi come <em>Farhana, Hasseroum,\u00a0 Zerkhoun.<\/em>\r\n\r\nSi precisa che il <em>Cinsault<\/em> e il <em>Carignan<\/em> da soli costituiscono circa il 60% dei vigneti del Marocco; seppur fino a circa 5 anni orsono il <em>Cinsault<\/em> era il primo vitigno del Marocco con il 40-45%, ad oggi visti gli ottimi risultati ed i cambiamenti climatici, si predilige la piantumazione di nuovi vigneti di <em>Carignan<\/em>.\r\n\r\n<u>A bacca bianca<\/u>: <em>Clairett, Muscat, Maccabeo, Pedro Jimenez, Granache blanc, El-Biod, Chardonnay, Sauvignon Blanc <\/em>e non francesi come \u00a0<em>Rafsai<\/em>.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n\r\nLEGISLAZIONE\r\n\r\nPer non annoiare il lettore, citiamo solamente le pi\u00f9 importanti normative di riferimento legiferate e riguardanti il mondo vitivinicolo marocchino:\r\n\r\nIstituzione delimitazioni delle aree geografiche dei vigneti 07 Agosto 1934.\r\n\r\n-Istituzione del SODEA (Soci\u00e9t\u00e8 de D\u00e9veloppement Agricole) 1972. Organo Statale Istituito per la gestione e sviluppare il patrimonio vitivinicolo nazionale, compresa la partecipazione azionaria e di gestione iniziale di una ventina di grandi cantine, ad oggi divenute 6 per problemi finanziari dell\u2019ente, con partecipazioni azionarie che vanno dal 99,50% al 33%. Purtroppo la proposta allo stato del medesimo organismo, probabilmente influenzato da situazioni esterne, di elevare smisuratamente la tassazione del vino a fine anni settanta, ha portato la coltivazione della vite da 48.000 a 10.500 ettari.\r\n\r\n-Il regime delle denominazioni d\u2019origine \u00e8 regolato dal Decreto del 12 agosto 1977 che ne\r\n\r\nregola la vinificazione, la conservazione, la circolazione e il commercio dei vini;\r\n\r\n- Ordine del Ministro dell\u2019Agricoltura e della Riforma Agraria del 15 agosto 1977\r\n\r\nregola il regime delle Appellation d\u2019Origine des Vins;\r\n\r\n- Mentre il Decreto dell\u20198 agosto 1998\r\n\r\nregola le\u00a0 condizioni generali di produzione dei vini dell\u2019Appellation d\u2018Origine Contr\u020fl\u00e9e (AOC).\r\n\r\nIl Marocco vanta alcune denominazioni Appellation d\u2019Origine che rappresentano la produzione di vino proveniente da aree geografiche delimitate.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nREGIONI VITIVINICOLE\r\n\r\nIl Marocco \u00e8 suddiviso in cinque regioni vitivinicole principali, a loro volta articolate in 14 aree denominate \u201cAppellation d\u2019Origine Garantie\u201d (AOG) e tre \u201cAppellation d\u2019Origine Control\u00e9e\u201d (AOC)\r\n\r\nLa classificazione si pu\u00f2 considerare cos\u00ec suddivisa:\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>5 Regioni vitivinicole<\/strong>\r\n\r\nRegione Mekn\u00e8s\/Fes, Pianura del nord, Regione Rabat\/Casablanca, Regione El-Jadida, Est.\r\n\r\n<strong> <a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto-Marocco-AOG.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2878\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Foto-Marocco-AOG-300x293.gif\" alt=\"\" width=\"435\" height=\"425\" \/><\/a><\/strong>\r\n\r\n<strong>14\u00a0 AOG -Appellations d\u2019Origine Garantie\u00a0 <\/strong>(corrispondente\u00a0 alla Igt italiana ):\r\n\r\nPartendo da Nord Est\r\n\r\napprovato. Le cinque regioni del vino, e le loro denominazioni associate, sono:\r\n<ul>\r\n \t<li><u>L'Est <\/u>\r\n<ul>\r\n \t<li>Beni Sadden AOG<\/li>\r\n \t<li>Berkane\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOG<\/li>\r\n \t<li>Angad \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0AOG<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<\/ul>\r\n&nbsp;\r\n<ul>\r\n \t<li><u>Mekn\u00e9s\/F\u00e9s Regione<\/u>:\r\n<ul>\r\n \t<li>Guerrouane \u00a0AOG<\/li>\r\n \t<li>Beni M'Tir \u00a0\u00a0AOG<\/li>\r\n \t<li>Sais \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0AOG<\/li>\r\n \t<li>Zerhoun \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0AOG<\/li>\r\n \t<li><em>Coteaux de l'Atlas \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOC 1er Cru<\/em><\/li>\r\n \t<li><em>Cremant de l\u2019Atlas\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOC <\/em><\/li>\r\n \t<li><em>Les C\u00f4tes de Rommani \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOC <\/em><\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<\/ul>\r\n&nbsp;\r\n<ul>\r\n \t<li><u>La pianura del Nord <\/u>\r\n<ul>\r\n \t<li>Gharb (Rharb)AOG<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<\/ul>\r\n&nbsp;\r\n<ul>\r\n \t<li><u>Rabat\/Casablanca Regione <\/u>\r\n<ul>\r\n \t<li>Chellah \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOG<\/li>\r\n \t<li>Zemmour\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOG<\/li>\r\n \t<li>Za\u00ebr \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOG<\/li>\r\n \t<li>Zenatta \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOG<\/li>\r\n \t<li>Sahel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOG<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<\/ul>\r\n&nbsp;\r\n<ul>\r\n \t<li><u>El Jadida Regione <\/u>\r\n<ul>\r\n \t<li>Doukkala \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 AOG<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>\r\n\r\n<strong>3\u00a0 AOC - Appelations d\u2019Origine Control\u00e9e <\/strong>\u00a0(corrispondente\u00a0 alla DOC italiana ):\r\n\r\nI criteri di assegnazione della denominazione sono pi\u00f9 restrittivi dell\u2019Appellations d\u2019Origine Garantie (AOG) ed ad oggi risultano essenzialmente tre, ed in dettaglio:\r\n\r\n&nbsp;\r\n<ul>\r\n \t<li>\u201c<u>Les Coteaux de l\u2019Atlas<\/u>\u201d - vino tranquillo\/fermo (<em>decreto dell\u20198 ottobre 1998<\/em>)<\/li>\r\n<\/ul>\r\nI vigneti devono essere iscritti all\u2019AOG; le mappe devono essere precisate in tutti i dettagli;\r\n\r\ni vitigni, devono essere quelli autorizzati dal disciplinare; le norme di vinificazione, la tecnologia usata , i vini prodotti sono sottoposti a sistematici controlli) \u2013 regione del Mekn\u00e8s\r\n\r\n&nbsp;\r\n<ul>\r\n \t<li>\u201c <u>Cremant de l\u2019Atlas<\/u>\u201d - vino spumante\/metodo classico (<em>decreto del 12 febbraio 2009<\/em>)<\/li>\r\n<\/ul>\r\n&nbsp;\r\n<ul>\r\n \t<li>\u201c<u>Les C\u00f4tes de Rommani<\/u> \u201c -\u00a0 vino tranquillo\/fermo ( <em>decreto\u00a0 del 4 febbraio 2014<\/em>)<\/li>\r\n<\/ul>\r\nViene specificata la delimitazione dell\u2019area geografica, ma anche i criteri per ottenere la designazione, tra cui: sono autorizzate solo 16 variet\u00e0 di uve; la resa non deve superare i 60hl per ettaro di vite. Sono controllati anche il contenuto di zuccheri e il tenore di alcol.\r\n\r\nPer ogni campagna vitivinicola sono previste tre sessioni per l\u2019attribuzione delle etichette a Denominazione d\u2019Origine, in conformit\u00e0 con le normative vigenti:\r\n\r\n\u201cPrimeur\u201d: ottobre-novembre\r\n\r\n\u201cEccezionale\u201d: dicembre-gennaio (questa sessione \u00e8 impegnata solo su richiesta motivata della professione ASPRAM (Association des Prodecteurs de raisin du Maroc)\r\n\r\n\u201cStagione completa\u201d: marzo-aprile, che consente ai viticoltori e ai produttori di vino di presentare i vini che hanno lasciato nell\u2019ambito di questa campagna e che ritengono opportuno rivendicare la denominazione d\u2019origine.\r\n\r\nEd ora via alle Degustazioni................\r\n\r\n<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200212_1441221-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2890\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200212_1441221-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a>\r\n\r\n<strong><em>Carignan du Maroc 2018- \u00a0Aog Guerrouane\u00a0 - <u>Zayane <\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n100% Carignano (viti piantate nel 1942) \u2013 fermentazione in barriques francesi da 500l con\u00a0 lieviti indigeni\r\n\r\nNel 1930, le principali variet\u00e0 aziendali piantate sui suoli sabbiosi, sono Carignan, Cinsault e Grenache.\r\n\r\nDavanti al calice, il nostro pensiero scorre al Carignano spagnolo, il confronto non sembra essere molto diverso, a partire dal colore rubino con riflessi violacei. Al naso, i profumi tostati ci confermano l\u2019utilizzo del legno, moderato nell\u2019aspetto morbido del tabacco, dolce nella confettura di frutta di amarena, piccante nel cardamomo, balsamico nel finale. Aspetti che invitano il degustatore a scoprire la realt\u00e0 gustativa che racconta di un vino piacevole, dinamico, voluminoso nel suo estratto ricco di frutti e cacao, tannino moderato.\u00a0 Un vino dal gusto internazionale, fatto di piacere e di bei ricordi.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Chateau Roslane -Premier Cru - Aoc les Coteaux de l\u2019Atlas 2017 \u2013 <u>Celliers de Mekn\u00e9s<\/u> <\/em><\/strong>\r\n\r\nCabernet Sauvignon - Merlot \u2013 Syrah \u2013 8 mesi in fusti di legno francesi di Allier e Troncais \u2013 18 mesi in bottiglia\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nIl primo e unico vino classificato \u201cPremier Cru\u201d della denominazione \u201c<em>Coteaux de l\u2019Atlas<\/em>\u201d. L\u2019azienda \u00e8 la pi\u00f9 grande produttrice dei vini del Marocco, grazie al suo fondatore <em>Brahim Zniber<\/em>, che nel 1956 ha iniziato a promuovere il territorio. Prodotto ad un\u2019altitudine tra i 580- 770 m s.l.m, a 120 km da Rabat, ai piedi della catena dell\u2019Atlante nella Provincia di Mekn\u00e9s\/F\u00e9z, per il clima, l\u2019altitudine ed il terreno, il vitigno cresce in una delle zone pi\u00f9 vocate del Marocco per la produzione vinicola.\r\n\r\n<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200212_1446291.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2884\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200212_1446291-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a>\r\n\r\nIl connubio delle\u00a0\u00a0 uve dona un colore rubino intenso, luminoso, armonico nei vari riflessi cremesi. I profumi dei tre vitigni si divertono con il degustatore nel proporsi uno a uno, giocando a nascondino. Marasca, mora di rovo, spezie vanigliate, lampone, legno di cedro, pepe nero, mirtilli, cacao, tabacco biondo, sino a incuriosire l\u2019assaggio. Un sorso morbido all\u2019ingresso, che vira nell\u2019astringenza del tannino, nobile ma ancora da addomesticare. La freschezza aiuta la scorrevolezza che torna all\u2019equilibrio attraverso la nota alcolica. Ancora un po\u2019 di tempo per apprezzarlo sempre di pi\u00f9.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Kinor - Aog Zenata 2018 \u2013 <u>Domaine Ouled Thaleb<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n40% Cabernet Franc, 30% Syrah, 30% Arinanoa, quest\u2019ultimo ottenuto nel 1956 dall\u2019incrocio tra <em>Merlot e Petit Verdot. <\/em>Invecchiamento in vasche di cemento\r\n\r\nIl <em>Domaine<\/em> acquistato nel 2001 da <em>Brahim Zniber<\/em>, lo stesso di <em>Les Celliers de Meknes<\/em> , si trova a nord\/est di Casablanca. Considerata una delle cantine pi\u00f9 antiche del Marocco ancora in attivit\u00e0\u00a0\u00a0 (la\u00a0 prima vendemmia risale al 1927), si estende su una superficie di 3000 ettari.\r\n\r\n<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200212_1449201-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2888\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/IMG_20200212_1449201-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"371\" \/><\/a>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nL\u2019abito rubino con <em>nuances<\/em> violacee, anticipa un naso croccante di frutti piccoli scuri, coriacei, fiori di giaggiolo, violetta di campo, un ventaglio pi\u00f9 intenso che complesso. Il sorso \u00e8 pi\u00f9 convincente, la forza che trasmette gi\u00e0 all\u2019ingresso parla di un vino corposo, dall\u2019estratto importante. Le note vegetali, balsamiche accompagnano la lunghezza al finale, in cui dopo la deglutizione, appare il frutto scuro avvertito all\u2019olfazione. Per chi ama i vini strutturati ma eleganti.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Ouled Thaleb - Aog Zenata 2018<\/em><\/strong> \u2013 <strong><em><u>Domaine Ouled Thaleb<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Cinsault - Syrah -\u00a0 Grenache - invecchiamento in vasche di cemento\r\n\r\nNel 1923 furono piantati 3000 ettari di vigne su terreni scisto-sabbiosi, gli stessi che oggi rappresentano l\u2019Aog Zenata, una denominazione porta bandiera conosciuta a livello internazionale.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nIl colore mostra subito interesse nel porsi rubino intenso con delicate sfumature porpora; il bouquet \u00e8 discreto nel suo essere fruttato, cenni di mora e ribes con sbuffi di fragolina di bosco si intervallano alla spezia piccante del pepe nero e della prugna secca. Al palato conferma la sua piacevolezza immediata data da una freschezza che scorre libera e spensierata. Il frutto avvolge il sorso che si mostra morbido nella nota alcolica ed elegante del tannino, in una fusione che rende la struttura compatta senza esagerare. Un vino che pu\u00f2 essere bevuto in qualsiasi momento della giornata.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nMa ora abbandoniamo questa calda terra, e dirigiamoci in un altro paese che affaccia dalla parte opposta del Mediterraneo, la terra culla della cultura occidentale, dove nascono le arti raffinate, il culto della bellezza e i padri della filosofia\u2026parliamo della GRECIA\u2026e non solo...avremo anche due belle sorprese per voi\u2026\u2026..ma non ve le sveliamo in questo \u201creportage\u201d\u2026.vi aspettiamo nell\u2019ultimo articolo sui vini internazionali, che sar\u00e0 anche quello conclusivo sul Wine Paris 2020!\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nMaura Gigatti e L?INDOVINO\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;<\/p><\/div><\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"has-el-gap el-gap-default elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5a323bf8 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