{"id":6998,"date":"2020-04-04T17:49:10","date_gmt":"2020-04-04T17:49:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lindovino.it\/index.php\/2020\/04\/04\/anteprima-sagrantino-2016\/"},"modified":"2022-12-15T22:23:12","modified_gmt":"2022-12-15T22:23:12","slug":"anteprima-sagrantino-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lindovino.it\/index.php\/2020\/04\/04\/anteprima-sagrantino-2016\/","title":{"rendered":"Anteprima Sagrantino 2016"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"6998\" class=\"elementor elementor-6998\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"has-el-gap el-gap-default elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3c12383d elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3c12383d\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-40b76e4f\" data-id=\"40b76e4f\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5b48c904 elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"5b48c904\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><div class=\"custom-field-wrapper\"><h5 class=\"vinaccia-color\"><\/h5> <p><p style=\"text-align: center\"><strong>ANTEPRIMA SAGRANTINO 2016<\/strong><\/p>\r\n&nbsp;\r\n\r\nLunedi 24 febbraio, un giorno importante sul calendario, in cui la nostra troupe delL? Indovino si \u00e8 separata per partecipare a due importanti eventi enologici: a Montefalco l\u2019Anteprima Sagrantino 2016, mentre a Faenza, presso Casa Spadoni, l\u2019Anteprima del Romagna Sangiovese. A causa del Corona virus Covit-19, che inizialmente aveva visto colpite solo le regioni del nord (in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), il Consorzio dei Vini di Romagna, in base all\u2019ordinanza Comunale, con effetto immediato, ha dovuto annullare l\u2019evento gi\u00e0 iniziato domenica e il relativo tour del luned\u00ec organizzato per la stampa. Decidiamo quindi di riunirci\u00a0 a Montefalco, ma anche qui si sono organizzati a riguardo, ed \u00e8 infatti necessario firmare un apposito modulo-autocertificazione (specifico per il Coronavirus) per poter accedere all\u2019Anteprima organizzata dal Consorzio Tutela Vini Montefalco.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2814\" aria-describedby=\"caption-attachment-2814\" style=\"width: 294px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG_20200224_102939-2.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2814 \" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG_20200224_102939-2-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"392\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2814\" class=\"wp-caption-text\">L''ingresso della manifestazine<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nAttraversiamo il cuore dell\u2019Umbria per raggiugere gli altri colleghi, pensierosi per quello che sta accadendo, ma arrivati a Montefalco, compilato il modulo,\u00a0 subito ci sentiamo rapiti dall\u2019atmosfera medievale in cui i monaci Benedettini lavorarono queste terre, bonificandole e piantando quei vitigni, considerati autoctoni, che oggi danno un valore aggiunto al territorio. La cittadina, grazie alla sua incantevole posizione, il cui colle si erge maestoso guardando le valli dei fiumi Clitunno, Topino e Tevere, \u00e8 stata definita dall\u2019anno 1568 \u201c<em>Ringhiera dell\u2019Umbria<\/em>\u201d per l\u2019incantevole panorama che spazia a 360\u00b0 da Spoleto a Perugia.\r\n\r\nNon si pu\u00f2 parlare di questa terra senza citare che nel lontano febbraio del 1240, l\u2019Imperatore del Sacro Romano Impero <em>Federico II<\/em> <em>di Svevia<\/em> si ferm\u00f2 a Coccorone (<em>Cors Coronae -<\/em>antico nome di Montefalco probabilmente deriverebbe dal senatore romano Marco Curione), e in quanto appassionatissimo di Falconeria a tal punto da scrivere il pi\u00f9 famoso \u00a0trattato etologico e di caccia con il Falco denominato \u201c<em>De arti venandi cum avibus<\/em>\u201d, scrisse a Napoli chiedendo di avere i propri famosi falchi da caccia, seppur poi, visto il breve tempo di soggiorno, non pot\u00e8 utilizzarli; a questo si associ che essendo collina unica che domina la pianura, l\u2019Imperatore ammir\u00f2 una moltitudine di falconidi librarsi in volo. In onore di questo evento, nel 1249, il paese di Coccorone cambi\u00f2 nome in Montefalco.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2802\" aria-describedby=\"caption-attachment-2802\" style=\"width: 229px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/FEDERICO-II.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2802\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/FEDERICO-II.jpg\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"317\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2802\" class=\"wp-caption-text\">Federico II di Svevia ritratto nel proprio libro \u201cDe arti venandi cum avibus\u201d<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nMa anche la storia locale enologica ha il proprio fascino, in quanto le testimonianze riportano che dall\u2019anno 1088 si scriveva di terre coltivate a vigna, ma \u00e8 nel 1200 che alcuni documenti citano le viti coltivate negli orti del centro del paese, ed a partire dal 1300, negli Statuti Comunali, appaiono le leggi dedicate alla tutela di queste apprezzatissime colture.\r\n\r\nVerso la met\u00e0 del 1400, nel libro degli statuti, numerosi rubriche si dedicano alla vigna e alla protezione delle propriet\u00e0 vinicole, vietando di entrare nei vigneti altrui, di vendemmiare uve acerbe, e limitandone anche la produzione specificandone il numero di grappoli per pianta.\r\n\r\nNel 1622 il Cardinale Boncompagni aument\u00f2 le restrizioni comunali \u201cpena della forca se alcuna persona tagliasse la vite d\u2019uva\u201d.\r\n\r\nFino a giungere ai tempi pi\u00f9 moderni, nel 1925 quando \u201cMontefalco occupa il primo posto nella cultura del vigneto specializzato\u201d, ed il Comune viene definito il centro vitivinicolo pi\u00f9 importante della regione durante la Mostra Enologica dell\u2019Umbria, sia per i propri vini bianchi che per i rossi, ed in quest\u2019ultimi si recensivano gi\u00e0 i Sagrantini sia secchi che abboccati.\r\n\r\nEd ora alcune brevi ma necessarie informazioni sull\u2019organismo promotore dell\u2019evento e sulle denominazioni territoriali:\r\n\r\nil Consorzio nasce nel 1981 per unire le qualit\u00e0 dell\u2019identit\u00e0 e della tipicit\u00e0 dei propri vini, attraverso la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dell\u2019intero territorio di Montefalco e parte dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi, Giano dell\u2019Umbria, in Provincia di Perugia.\u00a0 Comuni che legano tra loro le antiche tradizioni vitivinicole che danno vita a svariate denominazioni che andremo ad elencare:\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em><em><u>Docg Montefalco Sagrantino<\/u><\/em> nata nel 1992 nella versione secca e passito (100 % Sagrantino con 760 ha\/annui totali in produzione) con 2 tipologie:\r\n\r\n<em>Montefalco Sagrantino DOCG<\/em>;\r\n\r\n<em>Montefalco Sagrantino Passito DOCG. <\/em>\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em>\r\n\r\n<em><u>DOC Montefalco<\/u><\/em>\r\n\r\nLa DOC Montefalco (430 ha in produzione), rappresenta tutti quei vini legati al territorio, ma non dipendenti esclusivamente dal Sagrantino e si suddividono in 3 tipologie diverse:\r\n\r\n<em>Montefalco Rosso<\/em> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>DOC <\/em>(principalmente il Sangiovese si unisce al Sagrantino);\r\n\r\n<em>Montefalco Bianco<\/em> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>DOC<\/em> (a base dell\u2019autoctono Trebbiano Spoletino).\r\n\r\n<em>Montefalco Grechetto<\/em> <em>DOC <\/em>(a base del gentil Grechetto)\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<em><u>DOC Spoleto<\/u><\/em> (35 ha in produzione), riconosciuta nel 2011 \u00e8 entrata a far parte del territorio ed \u00e8 dedicata ai vini bianchi (in particolare a base della variet\u00e0 autoctona Trebbiano Spoletino in cui, a ragione, la DOC sta investendo molto), con 4 tipologie:\r\n\r\n<em>Spoleto Bianco DOC<\/em>;\r\n\r\n<em>Spoleto Trebbiano Spoletino DOC<\/em>;\r\n\r\n<em>Spoleto Trebbiano Spoletino Spumante DOC;<\/em>\r\n\r\n<em>Spoleto Trebbiano Spoletino passito DOC.<\/em>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nIl totale dei viticoltori appartenenti alla DOC e DOCG sono oggi 164, mentre i produttori imbottigliatori sono 75. Dalla denominazione del 1992 a oggi, la <em>Docg<\/em><em> Sagrantino<\/em> (sia secco che passito) ha avuto una forte crescita, sia per gli ettari vitati (da 66 ha nel 1992 sono passati a 760 ha nel 2018), sia nella produzione delle bottiglie aumentate da 660 mila del 1992 a circa 1,5 milioni di oggi. In chiara controtendenza nel mercato rispetto agli altri vini passiti, il Sagrantino Passito ha rappresentato nell\u2019ultimo anno il 7% della DOCG, aumentando la produzione del +17% rispetto al 2018.\r\n\r\nL\u2019 incremento nella DOCG ha portato anche ad uno sviluppo positivo nella DOC, infatti nei vini rossi (dati 2019), l\u2019intera produzione ha rappresentato il 90%, con il 5% rappresentato dalla tipologia <em>Montefalco Rosso Riserva<\/em>.\r\n\r\nNei vini bianchi (dati 2019), la produzione ha rappresentato il 10% (8% <em>Montefalco Grechetto<\/em> <em>DOC<\/em> e 2% <em>Montefalco bianco DOC<\/em>).\r\n\r\nIl mercato estero incide il 35%, soprattutto negli Stati Uniti (13%), Germania (5%), Giappone (3%), Inghilterra (3%) Svizzera (3%), Cina (3%) e altri 40 paesi.\r\n\r\nMolto interessante l\u2019ultimo progetto elaborato dal Consorzio: con il nome di <u>SmartMeteo<\/u> ha ideato un sistema basato sul dispositivo DDS (<em>Decision Support System<\/em>), in cui le cantine della <em>Docg Montefalco Sagrantino <\/em>possono monitorare i propri vigneti immettendo dati nel server del consorzio al fine di poterli condividere collegialmente, in modo da eseguire una futura programmazione agro-meteorica pi\u00f9 mirata, migliorando i fattori produttivi aziendali, razionalizzando le risorse non rinnovabili, \u00a0prevenendo rischi aziendali e incrementando la sostenibilit\u00e0 ambientale in rapporto al grado d\u2019innovazione delle imprese agricole collegate. Il tutto sicuramente porter\u00e0 ad un miglioramento collettivo della qualit\u00e0 produttiva e speriamo anche ambientale per tutto il territorio della DOCG.\r\n\r\nEd infine descriviamo i suoli dell\u2019areale produttivo di Montefalco, con le ovvie variazioni sul tema; sono di chiara matrice argilloso \u2013 calcarea, a volte piu\u0300 profondi e a volte piu\u0300 leggeri, con presenza di scheletro in genere contenuta. La fascia altimetrica di coltivazione oscilla dai 220 ai 472 metri dei rilievi collinari piu\u0300 elevati, mentre la pendenza degli appezzamenti vitati e l\u2019esposizione generale e\u0300 variabile, tanto da creare un ampio ventaglio di microclimi e condizioni di coltivazione.\r\n\r\nMa ripartiamo con il nostro cammino e ci dirigiamo presso il Comune, saliamo al piano superiore, ed una gentil signora ci indica alcuni posti liberi nella Sala Consiliare, dove ci attende una degustazione con numerosi giornalisti serviti da altrettanti sommelier.\r\n\r\nAl tavolo di degustazione, il sommelier che segue la nostra postazione, ci consegna tre liste, una dedicata ai vini a denominazione del territorio (DOC), una con il <em>Sagrantino di Montefalco Docg 2016<\/em> e ultima, ma non per importanza, una lista con i medesimi <em>Sagrantino di Montefalco Docg 2016<\/em> ma <u>rigorosamente alla cieca<\/u>, dove i vini vengono serviti coperti da un panno e numerati singolarmente in ordine progressivo, unico riferimento che alla fine ci sveler\u00e0 il nome del vino.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2803\" aria-describedby=\"caption-attachment-2803\" style=\"width: 355px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2803\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index3.jpg\" alt=\"\" width=\"355\" height=\"236\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2803\" class=\"wp-caption-text\">sala degustazione per la stampa del Comune di Montefalco<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nIniziamo con due batterie da sei vini ciascuna, dedicate alla denominazione <em>DOC Spoleto<\/em> nelle sue varie tipologie\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n<p style=\"text-align: center\"><strong>DOC SPOLETO <\/strong><\/p>\r\n&nbsp;\r\n\r\nNata nel 2011, per dare un ulteriore sviluppo economico alla \u201cValle Spoletana\u201d \u00e8 riservata al vino bianco \u201cSpoleto\u201d, nelle sue varie tipologie \u201cDOC bianco\u201d, con l\u2019utilizzo consentito dell\u2019omonimo vitigno Trebbiano Spoletino,\u00a0 che ad eccezione della <em>Spoleto Bianco DOC<\/em> che prevede una percentuale minima di Trebbiano Spoletino del 50%, le altre tre DOC <em>Spoleto Trebbiano Spoletino DOC<\/em>; <em>Spoleto Trebbiano Spoletino Spumante DOC e lo Spoleto Trebbiano Spoletino passito DOC <\/em>ne aumentano la quota all\u201985%. Citato da Marziale nel 1 secolo d.c. in cui \u201cil vino di Spoleto\u201d, lo paragona al Falerno, si differenzia dalla famiglia dei Trebbiani per l\u2019alta acidit\u00e0, che si mantiene nel tempo e agli zuccheri che accumula nella maturazione. Le uve destinate alla produzione, devono essere prodotte nell\u2019intero territorio di Montefalco e parte dei Comuni di Campello di Clitunno, Castel Ritaldi, Foligno, Spoleto, Trevi.\r\n\r\nMa ora passiamo alle nostre degustazioni:\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Spoleto Doc 2018 Trebbiano Spoletino \u2013 <u>Benedetti e Grigi<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(100% Trebbiano Spoletino) - solo acciaio, rimane a contatto con le proprie fecce fini, riposa 3 mesi in bottiglia - prodotte 5.000 bottiglie, gradazione: 12,5\u00b0.\r\n\r\nL\u2019azienda fondata da Umberto Benedetti e Daniele Grigi, si trova sulle colline di Montefalco. Un connubio di tecniche vinicole innovative con la tradizione di una cultivar dalle origini umbre antiche.\r\n\r\nIl colore brillante ravviva la veste tendente al dorato che stuzzica la curiosit\u00e0, invita a scoprire i profumi che vertono su sensazioni in fase di sviluppo. Delicate note fruttate che variano ad ogni olfazione, mela golden croccante e succosa, cedro, mandarino, fiori di arancio, lasciano un respiro fresco di erbe spontanee che crescono in un suolo minerale. Un mineralit\u00e0 che si converte in sapidit\u00e0, la protagonista del sorso, che si rivela in un volume materico dal finale dolcemente\u00a0 fruttato. Un vino che non teme il tempo.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u201cRosso Mattone\u201d Spoleto Doc Trebbiano Spoletino 2018 \u2013 <u>Briziarelli<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(100% Trebbiano Spoletino) - fermentazione alcolica in acciaio per i primi giorni, termina in tonneau francesi di primo passaggio \u2013 prodotte 6.600 bottiglie - gradazione: 13,5\u00b0.\r\n\r\nLa cantina, fondata nei primi del novecento da Pio Briziarelli, ex imprenditore edile, situata nel Comune di Marsciano, oltre alla coltivazione dei vigneti, l\u2019impresario si dedicava all\u2019allevamento bovino \u00a0di razza Chianina, ed alla produzione di olio e seminativi . Il successo consente all\u2019azienda di investire in un podere tra Bevagna e Montefalco, a cui si aggiungono cinquanta ettari di vigneti; nel 2012 si edifica la nuova cantina a Bevagna.\r\n\r\nL\u2019abito giallo intenso, mostra paillettes dorate che \u201ccolorano\u201d l\u2019aspetto olfattivo nella bacca, con profumi di vaniglia che invadono soavemente il nostro naso. Fiori di biancospino, sambuco rallegrano il bouquet, erbe aromatiche di tiglio, menta piperita cercano timidamente di fare capolino. Sensazioni dolci che troviamo anche all\u2019assaggio, troppo presto per dare un giudizio al varietale, che risulta momentaneamente compromesso. Intensa la spina dorsale accompagnata dalla sapidit\u00e0 che tende a coprire la freschezza, che giustamente si propone durante il percorso gustativo.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Spoleto Doc Trebbiano Spoletino 2018 \u2013 <u>Le Cimate<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(100% Trebbiano Spoletino) - breve macerazione di 18 ore dopo la pressatura -6 mesi in acciaio, 6 mesi riposo in bottiglia \u2013 prodotte 4.000 bottiglie - gradazione 13,5\u00b0\r\n\r\nSin dal 1800 la Fam. Bartoloni si dedica all\u2019agricoltura, ma \u00e8 solo nel 2011 che Paolo e la sorella Francesca daranno inizio a un nuovo capitolo basandosi esclusivamente sulla viticoltura. Nel 1993 l\u2019azienda era di propriet\u00e0 della curia, vescovile di Spoleto, custodiva ventotto ettari di vigneto. Il nome \u201cCimate\u201d ha origine dalla zona collinare i cui risiede l\u2019azienda, dal panorama che guarda i monti martani e la cittadina medievale di Montefalco.\r\n\r\nIl vino, gi\u00e0 all\u2019aspetto visivo mostra ancora giovent\u00f9, data dai riflessi che ricordano lo smeraldo chiaro della clorofilla. I profumi di pesca appena matura, agrumi di arancia amara, mandarino, fior di sambuco confermano uno spettro olfattivo in attesa della maturit\u00e0. La nota citrina rinfresca il sorso in un dinamismo scorrevole, la sapidit\u00e0 importante riconduce al terreno limoso- argilloso con inclusioni calcaree, che riportano una leggera nota amaricante nel finale, forse ancora snello il corpo per attenuarla.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>\u201cRiserva del Cavaliere Bartoloni\u201d Spoleto Doc Trebbiano Spoletino Superiore 2017 \u2013 <u>Le Cimate<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(100% Trebbiano Spoletino) - breve macerazione di 18 ore dopo la pressatura - 6 mesi in acciaio, 12 mesi botte di rovere Slavonia nuova - prodotte 1.333 bottiglie - gradazione 13,5\u00b0\r\n\r\nNuovo vino aziendale presentato per la priima volta al VinItaly 2018, dedicato al \u201cCavalier Paolo Bartoloni\u201d, nonno di Paolo e Francesca, in cui compare in etichetta lo stemma araldico famigliare, si differenzia dal vino precedente per l\u2019affinamento in legno nuovo di rovere di Slavonia per dodici mesi.\r\n\r\nL\u2019antagonista del vino classico Trebbiano Spoletino dell\u2019azienda, che si pone gi\u00e0 al colore, giallo intenso dai riflessi dorati. Al naso \u00e8 tropicale, papaja, alchechengi, pesca nettarina dolce e matura, Aloalo Pua (<em>Hibiscus brackenridgei<\/em>), il fiore giallo simbolo delle isole Hawaii (chiamato localmente Ma`o-hau-hele), bacca di vaniglia, in ricordo dell\u2019uso del legno. Sensazioni minerali si avvertono in sottofondo, come a voler disturbare il degustatore. E sono proprio le sensazioni vanigliate e sapide, quasi salate a imporsi durante l\u2019assaggio, donano uniformit\u00e0 iniziale che fortunatamente viene interrotta dalle percezioni fruttate che ci concedono un sorriso. Interessante la struttura, morbida e glicerica, con l\u2019alcol ben integrato. Da riassaggiare fra qualche mese per apprezzarlo nella sua veste pi\u00f9 completa.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Spoleto Doc Trebbiano Spoletino 2019 \u2013 <u>Fratelli Pardi<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Trebbiano Spoletino) - Pressatura soffice delle uve intere. Fermentazione a temperatura costante (18\u00b0) per 20 giorni in acciaio inox- affinamento solo acciaio- prodotte 7.000 bottiglie - gradazione 13,5\u00b0.\r\n\r\nNel 1919 i fratelli Alfredo, Francesco, Alberto Pardi fondano l\u2019azienda sulle basi del rispetto del territorio attraverso le interpretazioni dei vini, soprattutto il Sagrantino, raccontate nelle diverse annate, libere di esprimere emozioni uniche. All\u2019epoca la cantina era situata al piano terra dell\u2019ospedale San Marco, appartenente al complesso di San Francesco a Montefalco. Le uve erano di propriet\u00e0 ma venivano anche acquistate dai vari conferitori per poter accontentare un mercato che grazie anche alla medaglia d\u2019argento, ricevuta nel 1925 alla mostra Oli e Vini Umbro \u2013Sabina, stava incrementando sempre di pi\u00f9 le proprie vendite. Negli anni, alla morte dei fondatori, Rio Pardi , figlio di Alberto continua la tradizione di famiglia, nella piccola cantina sotto casa di via Mazzini a Montefalco, producendo un Sagrantino Passito mentre i cugini aprono un azienda di tessuti. Dal 2002, la terza generazione formata dai pronipoti Francesco, Gianluca Rio ed Alberto Mario, con l\u2019aiuto dei genitori Agostino ed Alberto, ristrutturano lo stabile di Via Giovanni Pascoli a Montefalco per ricostituire l\u2019antica azienda mantenendo la stessa filosofia dei bisnonni.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Il colore paglierino mostra riflessi ancora verdolini, la cui giovent\u00f9 si conferma anche al naso. Sottile e vibrante nelle note di frutta a polpa bianca appena raccolta, le soffuse erbe aromatiche in sottofondo, lemongras, cetriolo, accompagnano il degustatore all\u2019assaggio. Un sorso che non ci si aspetta, la nota fruttata appare gialla e matura, nespola, prugna bianca, pesca. La morbidezza, supportata dall\u2019alcol che non risulta fastidioso, avvolge il palato rendendo il corpo quasi in equilibrio, grazie alla freschezza e alla sapidit\u00e0 che allungano la nota fruttata.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Spoleto Doc Trebbiano Spoletino \u201cSelezione del Posto\u201d 2018 \u2013 <u>Perticaia<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Trebbiano Spoletino) - 12 ore di macerazione a freddo a 8 gradi, per circa 24 ore, successiva pressatura dei grappoli, illimpidimento statico del mosto e successiva fermentazione in acciaio-\u00a0 affinamento 12-18 mesi solo acciaio a contatto con fecce fini- gradazione 13,5\u00b0.\r\n\r\nGuido Guardigli, nei primi anni novanta, arriva in Umbria alla ricerca di un\u2019azienda agricola da acquistare per conto del titolare presso cui lavora. Acquista alcune bottiglie di Sagrantino, le assaggia con i suoi collaboratori, insieme decidono che la zona pu\u00f2 essere presa in considerazione\u00a0 soprattutto per investire nel Sagrantino,\u00a0 un vino ancora sconosciuto ai mercati internazionali, considerato buono ma non eccellente. La sua esperienza nel campo vitivinicolo, fatta di ricerca e di investimenti nelle realt\u00e0 semisconosciute, pronte per essere portate alla ribalta, lo aiuta nella scelta di acquistare una piccola azienda appena va in pensione. Affondato nel terreno un vecchio aratro, \u201cperticaia\u201d nel dialetto umbro, Guido decide di dare il nome all\u2019azienda, simbolo della terra d\u2019origine, al frutto della vite. <a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2815 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index10.jpg\" alt=\"\" width=\"288\" height=\"288\" \/><\/a>\r\n\r\nSubito ci colpisce il bel giallo paglierino dai riflessi luminosi, che al naso si sfuma in note di fiori di gelsomino, salvia, ma anche spezie come lo zafferano ed il pepe bianco. Ma \u00e8 in bocca che ci fa partecipare alla vivacit\u00e0 del varietale che ci permette di degustare una struttura di media intensit\u00e0, con tocchi di vaniglia, cipria, timo, per evolversi con una spalla acida sinuosa ed avvolgente che si riequilibra subito nella sapidit\u00e0 minerale, portando il sorso ad allungarsi mantenendo una freschezza giovane e scalpitante.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\nEccoci addentrarci nel cuore vitivinicolo dell\u2019Umbria \u2026\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n<p style=\"text-align: center\"><strong>MONTEFALCO DOC<\/strong><\/p>\r\n&nbsp;\r\n\r\nApprovata la denominazione d\u2019origine nel 1979, modificato recentemente il disciplinare, presenta le due DOC per i vini Bianchi <em>Montefalco Bianco<\/em> <em>DOC<\/em> (min. 50% Trebbiano Spoletino \u2013 max. da 0% al 50% altre uve a bacca bianca autorizzate), <em>Montefalco Grechetto<\/em> <em>DOC <\/em>(min. 85% Grechetto \u2013 max. da 0% al 15% altre uve a bacca bianca autorizzate) ed una per i vini rossi <em>Montefalco Rosso<\/em> <em>DOC <\/em>(min. dal 60 all\u201980% Sangiovese- \u2013 max. da 0% al 15% altre uve a bacca nera autorizzate); anche nella versione Riserva.\r\n\r\nLa zona geografica autorizzata sono: l\u2019intero territorio di Montefalco e parte dei comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell\u2019Umbria, Gualdo Cattaneo, prevalentemente in collina.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Bianco Doc 2018 \u2013 <u>Colle Ciocco<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Trebbiano spoletino 70% - Viognier 20% - Chardonnay 10%)- acciaio \u2013 maturazione sulle fecce fini in acciaio per 4 mesi- riposa 3 mesi in bottiglia- prodotte 5.000 bottiglie - gradazione 14,4\u00b0.\r\n\r\nColle Ciocco \u00e8 il nome del toponimo del colle dove \u00e8 ubicata l\u2019azienda fondata nel 1935 da Settimio Spacchetti. Attualmente, i figli Lamberto ed Eliseo conducono ventidue ettari vitati, sia a bacca bianca che a bacca nera, soprattutto uve Sagrantino. Interessante anche la produzione di olio EVO a base di cultivar Moraiolo.\r\n\r\nVivace paglierino intenso, la veste convince a portare il calice all\u2019olfazione, per scoprire i profumi fruttati di macedonia matura tropicale, pesca, papaya, nespola, albicocca, spicchi di mandarino. Sentori che proseguono in prima fila, seguiti dai fiori d\u2019arancio, mentre la freschezza delle erbe aromatiche chiudono la scena per dedicare al sorso una struttura decisa, importante. La sapidit\u00e0 calca la scena, accompagna il suo pubblico nella scia fruttata riscontrata nell\u2019olfatto, prosegue il suo lungo atto nell\u2019avvolgenza morbida e bonariamente alcolica che arricchisce l\u2019estratto.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Bianco Doc 2018 \u2013 <u>Scacciadiavoli<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Trebbiano Spoletino 50% acciaio con le bucce- Grechetto 30% acciaio \u2013 Chardonnay 20% botte di legno) maturazione in acciaio sulle fecce fini e botte di legno per 9 mesi, riposa 9 mesi in bottiglia- prodotte 20.000 bottiglie - gradazione 13\u00b0.\r\n\r\nIl nome molto particolare deriva dall\u2019 esorcista che abitava vicino all\u2019attuale azienda, il quale utilizzava il vino per i suoi rituali contro gli impossessati. Nel 1884, il Principe Ludovisi Boncompagni acquista la propriet\u00e0 e fonda lo \u201cstabilimento\u201d del vino, come era definito all\u2019epoca. Nel 1954, all\u2019et\u00e0 di 71 anni, Amilcare Pambuffetti acquista la tenuta, dove da ragazzo aveva lavorato come garzone di bottega.\r\n\r\nIl colore giallo paglierino con riflessi vivaci tendenti ai raggi del sole, anticipa un ventaglio olfattivo inizialmente timido e delicato. Nel tempo si pone speziato, anice, liquirizia, leggeri sbuffi di vaniglia, mentre il frutto emerge nella dolce pesca e nell\u2019agrumato di bergamotto. La sapidit\u00e0 si avverte in sottofondo. Al palato, la rinfrescante acidit\u00e0 del Trebbiano Spoletino viene a tratti coperta della sapidit\u00e0 del Grechetto, quasi amaricante, ma il corpo morbido avvolge la spina dorsale, facendo credere di perdurare nel tempo, mentre purtroppo inciampa a met\u00e0 percorso.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u201cSperella\u201d Montefalco Bianco Doc 2018 \u2013 <u>Tenuta Bellafonte<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(uve aziendali\u00a0 a bacca bianca provenienti da vigne giovani di 5 anni con prevalenza di Trebbiano Spoletino) fermentazione spontanea con illimpidimento naturale senza filtrazioni - 5 mesi acciaio \u2013- prodotte 6.300 bottiglie - gradazione: 12,5\u00b0.\r\n\r\nL\u2019azienda, il cui nome, \u00e8 la scomposizione del nome della famiglia della propriet\u00e0 di \u00a0origine tedesca, \u201c <em>Heil<\/em>\u201d, (benessere, bellezza in senso lato) e \u201c<em>Bron<\/em>\u201d (fonte), si trova a Bevagna, vicino al Borgo di Torre del Colle: Undici ettari vitati, secondo la filosofia del rispetto della natura e dei suoi figli: concime organico, letame, vecchi vigneti uniti ai pi\u00f9 recenti, fermentazioni spontanee, nessuna chiarifica o filtrazione, la cantina sotterranea a stretto contatto con la roccia, con un sistema di canalizzazione per fare entrare l\u2019aria naturalmente dall\u2019esterno, evitando l\u2019uso di ventilatori elettromeccanici, risparmiando energia, sono alcuni esempi di\u00a0 filosofia della propriet\u00e0.\r\n\r\nIl vino appare sorridendo nell\u2019aspetto piacevole, elegante nella veste paglierina piuttosto intensa \u00a0dai riflessi d\u2019orati, dai toni olfattivi agrumati di bergamotto e lime, ma anche cenni di erba di campo coccolata dalla rugiada mattutina. Al sorso appare fresco e dalla mineralit\u00e0 calcarea, con una spalla acida non eccessiva ed una chiusura abbastanza lunga ove riemerge la sapidit\u00e0 iniziale.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u201cGiusy Moretti Sui Lieviti\u201d 2019 \u2013 <u>Moretti Omero<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(50 % Trebbiano Spoletino, 40% Grechetto e 10% Malvasia di Candia)- decantazione naturale di 3 mesi in acciaio inox, non filtrato -imbottigliato con mosto e lieviti indigeni nel settembre del 2019 - gradazione: 12\u00b0.\r\n\r\nAzienda familiare sviluppata su complessive 35 ha di cui 14 ha a vigneto a prevalenza Sagrantino, Trebbiano Spoletino, Grechetto e 17 ha ad uliveto secolare con cultivar moraiolo, frantoio, leccino e san felice (quest\u2019ultima \u00e8 una cultivar autoctona di Giano dell\u2019Umbria), con agriturismo certificata Biologica dal 1992.\r\n\r\nUn vino insolito per il territorio, ma degno di essere recensito, poich\u00e9 a nostro avviso la commistione di Trebbiano Spoletino e Grechetto trovano in questo metodo \u201csurl\u00ec, col fondo o sui lieviti\u201d (dove i lieviti autoctoni naturali vengono immessi e lasciati in bottiglia) una valida e \u201cnuova\u201d espressione varietale, compresa quasi per gioco dalla giovane proprietaria Giusy, ma che in realt\u00e0 ritorna alle origini della \u201cspumantizzazione locale\u201d pre-filossera ( periodo posto alla fine della seconda met\u00e0 del 1800, quando i vigneti erano ancora a piede franco \u2013non innestati su vite americana- e non era ancora arrivata la \u201cpandemia\u201d dell\u2019afide nord-americano Filossera della Vite (<em>Daktulosphaira vitifoliae)<\/em> che distrusse il 95% delle viti europee colpendo inesorabilmente il sensibile apparato radicale). <a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SUI-LIEVITI.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2807\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/SUI-LIEVITI-117x300.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"582\" \/><\/a>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nUn vino leggermente torbido come questa tipologia deve essere, dal bel color paglierino medio, che al naso presenta fiori bianchi di gelsomino, lievito, mandorla tostata e pepe bianco. Al sorso si percepisce la fresca mineralit\u00e0 calcarea, con una media struttura dalla spalla acida interessante ma equilibrata dalla gentile sapidit\u00e0, che si prolunga nella coda abbastanza lunga ove il vino esprime piacevole bevibilit\u00e0 espressa anche dalle note agrumate di mandarino cinese, limone di sorrento, rabarbaro e timo limoncello, con una delicata e piacevolissima nota ammandorlata tipica della Malvasia di Candia.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Rosso Doc 2015 - <u>Adanti <\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Sangiovese 70% - Sangiovese 15% - Barbera 5% - Merlot 5% - Cabernet Sauvignon 5%) - macerazione in vasche di acciaio inox a temperatura controllata a 28\u00b0C, per 15 gg con rimontaggi giornalieri e delestage- (tecnica di rimontaggio mediante svuotatura della vasca senza rottura del cappello superficiale). Macerazione post-fermentativa per 4-5 gg. \u2013 12 mesi botte grande di rovere- prodotte 50.000 bottiglie- gradazione: 13,5\u00b0.\r\n\r\n\u201cIl Sagrantino entr\u00f2 nell\u2019et\u00e0 moderna sul finire degli anni Settanta, quando Domenico Adanti, assunse Alvaro Palini, come capo cantiniere della tenuta di famiglia di Arquata\u201d scriveva Burton Anderson nel libro \u201c101 Grandi vini rossi d\u2019Italia\u201d nel 2000. \u00a0Una realt\u00e0, tra le pi\u00f9 antiche del territorio, che inizia nel 1970, quando Domenico acquista la tenuta e porta con s\u00e9 il suo vino all\u2019amico Alvaro, proprietario di una sartoria a Parigi, il quale avendo affinato il palato su vini eccellenti, a ogni visita, lo buttava nel lavandino. Dopo un chiarimento reciproco avvenuto una notte, davanti ad alcune bottiglie di vino degustate, i due decidono di lavorare insieme. Alvaro aveva imparato dal nonno che aveva la vigna. Nel 1980 il loro primo vino Sagrantino.\r\n\r\nIl vino esprime piacevolezza gi\u00e0 al colore intenso di colore rubino; il ventaglio olfattivo suggerisce note fruttate di ciliegia, lampone, fragola, seguite da violetta di campo, pepe di Sichuan, foglie di t\u00e8 verde. Al sorso un carattere giovane ma non esuberante, direi scorrevole nella freschezza che viene accompagnata dalla sapidit\u00e0 e da un tannino educato. La spina dorsale si rivela in equilibrio, dosata dalla nota alcolica integrata nella parte morbida del vino.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Rosso Riserva 2014 Doc \u2013 <u>Adanti<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Sangiovese 70% - Sagrantino 15% - Merlot 15%) \u2013 macerazione in vasche di acciaio inox a temperatura controllata a 28\u00b0C, per 21-28 gg con rimontaggi giornalieri e delestage- (tecnica di rimontaggio mediante svuotatura della vasca senza rottura del cappello superficiale). Macerazione post-fermentativa per 4-5 gg - 30 mesi botte grande di rovere- riposo in bottiglia per 12 mesi- prodotte 10.000 bottiglie - gradazione: 14,0\u00b0.\r\n\r\nLa veste rubina con vivaci sfumature granate, ci accompagna all\u2019esame olfattivo che vira fin da subito alle note eteree; macedonia di frutta rossa e nera, viola, rosa rossa ibrido di Tea, seguono vibrazioni balsamiche, mentolo, resina di pino. Una successione complessa che ritroviamo al sorso, una fase di evoluzione primaria in cui l\u2019alcol si avverte mentre il tannino cresce nella fittezza nobile che ha bisogno di maturare nel tempo, in cui la fruttosit\u00e0 lascia nel finale spazio alle note sapide e balsamiche.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Rosso Doc 2017 \u2013 <u>Antonelli<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Sangiovese 70% - 15% Sagrantino \u2013 15% Montepulciano) \u2013 prima annata 1979 \u2013 vinificazioni separate, poi l\u2019assemblaggio dei vini, fermentazione sulle bucce con macerazione di circa 2-3 settimane, maturazione 9 mesi botte grande di slavonia ed illimpidimento statico in cemento, prodotte 90.000 bottiglie- gradazione: 13,5\u00b0.\r\n\r\nFilippo Antonelli, oltre a essere uno dei produttori storici del Sagrantino, \u00e8 l\u2019attuale Presidente del Montefalco Consorzio Tutela Vini. Il territorio dell\u2019azienda era una corte longobarda, chiamata \u201cSan Marco de Corticellis\u201d. Nel 1881 l\u2019acquisto da parte del bisnonno Francesco, di professione\u00a0 avvocato, alleva una viticoltura promiscua con le viti maritate agli alberi come in uso a quei tempi, le cui uve servono prevalentemente alla produzione famigliare di Sagrantino Passito. Nel 1981, dopo la denominazione della DOC nel 1979, si inizia a produrre anche la versione secca. L\u2019ingresso di Filippo, nel 1986 porta importanti sperimentazioni sul vitigno Sagrantino; vengono\u00a0 utilizzate tecniche innovative per domare la forte tannicit\u00e0 tipica del varietale; vengono inserite botti pi\u00f9 piccole di rovere francese da 350-550l\u00a0 ma senza cedere alle tentazioni delle barriques tanto in voga in quegli anni, e rinnovate le botti grandi, con nuovi elementi austriaci di rovere di slavonia, dalla capacit\u00e0 di \u00a025,29,45 hl. La costruzione di una nuova cantina su due piani per utilizzare la forza di gravit\u00e0 in modo da poter stressare meno le uve e il vino in caduta durante le varie vinificazioni. Nel 2012 \u00e8 ottenuta la certificazione Biologica certificata delle uve proprie suddivise nei cinquanta ettari vitati. <a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/antonelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2825 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/antonelli-77x300.jpg\" alt=\"\" width=\"126\" height=\"491\" \/><\/a>\r\n\r\nIl vino presenta un colore rubino limpido, i profumi si liberano nel calice, con sensazioni fruttate poste in un cestino di paglia di culmi d\u2019orzo; marasca, fragolina di bosco, lampone, albicocca. Profumi di fiori rossi in pot-pourri seguono una leggera nota mentolata che scompare e lascia il tabacco nella spezia dolce, leggermente piccante dall\u2019uso del legno. Il sorso \u00e8 generoso, largo, mantenuto dall\u2019alcol, complice dell\u2019annata calda, che avvolge e si mescola alla morbidezza che viene contrastata dal tannino, educato ma astringente.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nEd ora le versioni Montefalco Rosso Riserva Doc<strong>: <\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Rosso Riserva Doc 2016 \u2013 <u>Antonelli<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Sangiovese 70% - 15% Sagrantino \u2013 15% Montepulciano) \u2013 prima annata 1998 \u2013 vinificazioni separate, poi l\u2019assemblaggio dei vini, fermentazione sulle bucce con macerazione di circa 3-4 settimane, maturazione 18 mesi botte grande di slavonia ed illimpidimento statico in cemento, riposo in bottiglia per 6 mesi- prodotte 20.000 bottiglie- gradazione: 14,5\u00b0.\r\n\r\nUna Riserva che viene prodotta solo nelle migliori annate. Un vino che comunica classe e stile. Al naso l\u2019uso del legno si avverte nel palcoscenico che accoglie numerosi attori. La nota fruttata di ciliegia in macerazione, fragoline di bosco, lamponi, confettura di prugna lascia la scena ai protagonisti floreali di viola e iris appassiti, mentre i chiodi di garofano e la liquirizia si avvicinano al cambio di scena. Il sorso si mantiene scuro come i suoi profumi fruttati e floreali, la sua pulizia integrata dall\u2019equilibrio \u00e8 esalta dal tannino nobile ma ancora non perfettamente maturo. L\u2019ultimo atto si conclude nella persistenza fruttata.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Rosso Doc 2017 \u2013 <u>Arnaldo Caprai<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Sangiovese 70% - Sagrantino 15% -Merlot 15%) prima annata 1975 -12 mesi legno rovere di Slavonia e barriques di rovere francese - riposo in bottiglia per 4 mesi - prodotte 300.000 bottiglie- gradazione: 13,0\u00b0.\r\n\r\nNel 1971, Arnaldo Caprai acquista un bianco casale che si erge sulla cima del colle di Montefalco, intuendo fin da subito le potenzialit\u00e0 del Sagrantino, all\u2019epoca prodotto solo nella versione passito; prima di piantare i vitigni sperimenta la miglio forma di allevamento per il Sagrantino, a cordone speronato, guyot e spalliera; dopo tale esperienza pianta alcuni ettari del vitigno con una maggiore densit\u00e0 degli impianti, tradizionalmente coltivati a \u201cpalmetta\u201d (guyot a tre doppi palchi sovrapposti). Nel 1973 la sua prima vendemmia avviene nella cantina Tardioli, oggi non pi\u00f9 esistente. L\u2019arrivo del figlio Marco nel 1989, apporta ulteriori modifiche, sempre pi\u00f9 innovative, per dare maggior qualit\u00e0 ai vini. Grazie al successo del vino Sagrantino ottenuto nel 1995 e 1996 premiato dal Gambero Rosso con i tre bicchieri, Marco inizia un processo di studio clonale e di zonazione prima con l\u2019Universit\u00e0 di Milano poi con l\u2019Istituto San Michele all\u2019Adige (TN), dove si stabilisce che il vitigno non ha parenti nel mondo del Dna, \u00e8 unico! Marco \u00e8 riuscito a interpretare un vitigno dalla forte personalit\u00e0 e tipicit\u00e0 in un vino potente ma elegante.\r\n\r\nIl tono rubino intenso, sussurra dolci profumi fruttati di colore rosso, lampone, fragola, che al sorso diventano scuri, ribes, mora, mirtillo. Sentori mediterranei di timo, cappero, erba medica si intervallano al tabacco biondo, al cioccolatino gusto caff\u00e8 a base arabica. L\u2019ingresso fruttato prosegue nell\u2019avvolgenza morbida, dal tannino fitto supportato dalla fresca acidit\u00e0 che asseconda la \u00a0piuttosto lunga chiusura di bocca che ci rammenta la giovinezza di questo vino.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Rosso Riserva Doc 2016 \u2013 <u>Arnaldo Caprai<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Sangiovese 70% - Sagrantino 15% -Merlot 15%) prima annata 1993 -20 mesi legno barriques di rovere francese- riposo in bottiglia per 6 mesi - prodotte 15.000 bottiglie- gradazione: 14,0\u00b0.\r\n\r\nProseguiamo con la Riserva dell\u2019azienda in cui la veste rubina intensa propone sfumature granate. Frutta matura in sotto spirito, prugna disidratata, funghi, tartufo, rabarbaro si dilungano in un concerto in cui il sorso \u00e8 il suo maestro. La freschezza \u00e8 lo strumento principale che accompagna l\u2019estratto, la sinfonia, nell\u2019ampiezza del coro. Il tannino si pone in un assolo, mentre le morbidezze, la glicerina, l\u2019alcol si uniscono in coro alla ricerca del finale perfetto. Un vino che abbiamo voluto paragonare a un\u2019orchestra giovanile che si esibisce davanti a una platea attenta e pretenziosa.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Rosso Doc 2015 \u2013 <u>Perticaia<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Sangiovese 70% - Sagrantino 15% - Colorino 15%)- macerazione separate da una a due settimane\r\na seconda dei vitigni; - \u00a012 mesi affinamento in acciaio e 6 in bottiglia- prodotte 30.000 bottiglie- gradazione: 13,5\u00b0.\r\n\r\nGuido Guardigli, nei primi anni novanta, arriva in Umbria alla ricerca di un\u2019azienda agricola da acquistare per conto del titolare presso cui lavora. Acquista alcune bottiglie di Sagrantino, le assaggia con i suoi collaboratori, insieme decidono che la zona pu\u00f2 essere presa in considerazione\u00a0 soprattutto per investire nel Sagrantino,\u00a0 un vino ancora sconosciuto ai mercati internazionali, considerato buono ma non eccellente. La sua esperienza nel campo vitivinicolo, fatta di ricerca e di investimenti nelle realt\u00e0 semisconosciute, pronte per essere portate alla ribalta, lo aiuta nella scelta di acquistare una piccola azienda appena va in pensione. Affondato nel terreno un vecchio aratro, \u201cperticaia\u201d nel dialetto umbro, Guido decide di dare il nome all\u2019azienda, simbolo della terra d\u2019origine, al frutto della vite.\r\n\r\nIl colore si presenta rubino, intenso al cuore, invade il calice, mentre i profumi si liberano e formano un bouquet intenso dalle discrete sfumature. Il sottobosco appare nei pensieri, piccoli frutti di ribes, lampone, mirtillo, che nascono nella vegetazione boschiva primaverile, in cui le erbe spontanee invadono l\u2019ambiente con i loro profumi freschi. Il sorso si apre con lo stesso scenario, in cui fa capolino la trama tannica, ancora giovane, ma sufficiente per contrastare l\u2019alcol, che invade il palato. Un vino di corpo, in cerca dell\u2019equilibrio che non tarder\u00e0 molto ad arrivare.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Doc Montefalco Rosso Riserva 2015 \u2013 <u>Perticaia<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Sangiovese 70% - Sagrantino 15% - Colorino 15%)- macerazioni separate da una a due settimane\r\na seconda dei vitigni; -\u00a0 18\/24 mesi affinamento in barrique e 12 in bottiglia- prodotte 6.000 bottiglie- gradazione: 14,5\u00b0.\r\n\r\nIntrigante il colore rubino con riflessi che virano al granato, mantenendo la vivacit\u00e0 di chi esprime ancora giovent\u00f9. I profumi virano al terziario, frutti piccoli, mora, ribes, cassis maturi, timo essiccato, spezia piccante del pepe verde, dolci note di vaniglia seguono il percorso olfattivo. La degustazione inizia con spirito nobile, i tannini seppur ruggenti, si oppongono alla nota alcolica. La freschezza che si aspettava, non smentisce l\u2019analisi del colore, \u00e8 vibrante, come la sapidit\u00e0 che non manca di farsi notare. Il corpo \u00e8 generoso, ricco di estratto, mantiene sfumature ancora vegetali.\u00a0 Una Riserva che potr\u00e0 convincere in futuro, ma ora si consiglia di seguire la sua evoluzione, alla ricerca di maggior armonia.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Rosso Doc 2016 -\u00a0 <u>Romanelli<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(Sangiovese 65% - Sagrantino 15% - Merlot 10% - Cabernet Sauvignon 10%)\u2013 fermentazione\r\ncon le bucce per 30\/40 giorni; -\u00a0 12 mesi affinamento in barrique di legno francese da 225l e 2500l e 6 mesi in bottiglia- prodotte 15.000 bottiglie- gradazione: 14,5\u00b0.\r\n\r\nNel 1978 Amedeo Romanelli e il figlio Costantino di nascita allevatori, decidono di creare una realt\u00e0 a San Clemente di Montefalco, basata sulla coltivazione della vite, la produzione di olio e di cereali per il loro bestiame, nel rispetto della conduzione biologica. Interessante, per chi ama la natura e i suoi abitanti, l\u2019inserimento di nidi artificiali per Allocco, Cinciarella e Gheppio, posti nei tralicci elettrici immersi nelle vigne e nei boschi di propriet\u00e0, monitorati h 24 da alcune webcam. L\u2019iniziativa \u00e8 il frutto di un studio europeo ideato dall\u2019Associazione Naturalista Artu\u00e0 For Nature in collaborazione con l\u2019Universit\u00e0 Duisburg-Essen (Germania) e l\u2019University Of Live Sciences a Praga (Rep. Ceca). Il connubio perfetto tra la filosofia naturale della fam. Romanelli e la natura stessa.\r\n\r\nIl vino appare accattivante gi\u00e0 nel luminoso colore rubino, invita a scoprire i profumi che si liberano intensi e composti. Giochi di frutta rossa, ciliegia, lampone, frutti neri, prugna, mirtillo, enfatizzati da sensazioni tostate di caff\u00e8, cremino, date da una maturazione in legno, si lasciano cullare sino alla bocca. Una bocca che fin da subito appare piena di estratto, materica nel dinamismo in cui le durezze fresche, sapide, tanniche si fanno travolgere dalle morbidezze lunghe e persistenti che proseguono oltre l\u2019assaggio. Valutiamo il suo stato evolutivo pronto per essere apprezzato sulla tavola, perfetto fra qualche mese ma accattivante gi\u00e0 da subito.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u201cMolinetta\u201d Montefalco Rosso Riserva Doc 2015 \u2013 Romanelli<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(Sangiovese 65% - Sagrantino 15% - Merlot 20%) \u2013 fermentazione sulle bucce 45-60 giorni- 24 mesi in barriques, 18 mesi in bottiglia \u2013 vinificato solo nelle migliori annate - prodotte 4.000 bottiglie- gradazione: 15,5\u00b0.\r\n\r\nIl nome deriva da un antico mulino situato nelle vicinanze del vigneto che da origine al vino. <a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2818\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index11-154x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"397\" \/><\/a>\r\n\r\nUna Riserva che ci ha convinto molto, probabilmente la migliore della batteria degustata, sia per il colore rubino pieno con qualche accenno di granato, sia per il naso che si \u00e8 posto finemente elegante, dall\u2019abito scuro. Piccoli frutti di bosco, cassis, ribes, mora di rovo, intervallati da iris blu, fiorellini di campo, violette, assecondano le nuances tostate di vaniglia avvolta in un abbraccio di cioccolato al latte. Il pepe verde fa capolino, mentre si accompagna il calice all\u2019assaggio. Il sorso \u00e8 lungo, mantiene l\u2019eleganza olfattiva mentre incorre nella parte tannica che giustamente richiama l\u2019attenzione. L\u2019alcol avvolge il palato nel percorso gustativo suadente di un vino che si pone all\u2019attenzione del degustatore e lo invita a proseguire nel finale della bottiglia.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nDopo una breve pausa, iniziamo ad entrare nel vivo dell\u2019Anteprima:\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Docg SAGRANTINO MONTEFALCO\u00a0 2016<\/strong><\/p>\r\nL\u2019origine del vitigno Sagrantino in base a recenti studi genetici del Dna, sembra non avere nessuna parentela con altri vitigni italiani, ma probabilmente deriva dal <em>Saperavi<\/em> Georgiano (in lingua locale: \u10e1\u10d0\u10e4\u10d4\u10e0\u10d0\u10d5\u10d8; letteralmente \"dipingi, tingi, dai colore\"; vitigno resistente al gelo, a bacca rossa con particolare tannicit\u00e0 ed acidit\u00e0), coltivato da tempo immemorabile aldil\u00e0 del Caucaso, portato in Italia dai frati francescani, i quali arrivavano per condurre una vita di penitenza e di espiazione. Nel 1452, a Camiano, una collinetta di Montefalco, si tenne il Capitolo del Terzo Ordine francescano, una piccola comunit\u00e0 in cui arrivarono frati e monaci da tutto il mondo. Con s\u00e9, avevano semi, piccole piante da frutto e barbatelle provenienti dalle loro terre d\u2019origine. Grazie al suo alto tenore zuccherino e alla resistenza al marciume, il vino Sagrantino, veniva utilizzato per le cerimonie religiose (anticamente la comunione si effettuava con vino dolce rosso, infatti il sangue di cristo sarebbe rosso, ma successivamente sar\u00e0 sostituito dal vino bianco dolce \u2013vin santo- semplicemente perch\u00e8 non macchiava i paramenti liturgici) e le\u00a0\u00a0 feste famigliari, da cui le derivazioni \u201csacro\u201d e \u201csagra\u201d che compongono il nome di Sagrantino. Infatti nel Medioevo e fino ai primi dell\u2019ottocento, si beveva solo la versione dolce del Sagrantino; le uve vendemmiate, venivano appassite per alcuni mesi, per concentrare gli zuccheri che si trasformavano in alcol durante la fermentazione, per arricchire l\u2019estratto e il corpo, in modo da bilanciare i tannini astringenti per natura. Nel 1899, il Sagrantino ottenne un riconoscimento ufficiale come vino \u201cda dessert o da pasto superiore\u201d all\u2019Esposizione Umbra.\r\n\r\nAttraverso alcune indagini, si \u00e8 scoperto che il Sagrantino rispetto alle 25 pi\u00f9 diffuse variet\u00e0 di rossi, presenta una concentrazione di polifenoli senza eguali, che oltre a essere i responsabili del colore, aroma, corpo e asprezza, svolgono anche azioni antiossidanti e antibatteriche. Ne contiene 4174 mg\/kg, mentre le altre cultivar arrivano ad un massimo di 2500 mg\/kg. Un vero paradosso.\r\n\r\nRiconosciuto DOC nel 1979 e DOCG nel 1992, il disciplinare prevede la produzione di Sagrantino di Montefalco nella versione secco, <em>Montefalco Sagrantino DOCG,<\/em> e passito, <em>Montefalco Sagrantino Passito DOCG, <\/em>entrambe obbligatoriamente con il 100% di Sagrantino. Pu\u00f2 essere prodotta nel territorio collinare di Montefalco e in parte dei comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell\u2019Umbria, Gualdo Cattaneo. L\u2019affinamento obbligatorio prevede 33 mesi a partire dal 1 dicembre dell\u2019anno della vendemmia di cui 4 mesi in bottiglia. Per la versione secco, durante la maturazione \u00e8 obbligatorio il passaggio in legno per almeno 12 mesi.\r\n\r\n<strong>2016 Annata a cinque stelle per il Montefalco Sagrantino DOCG<\/strong>\r\n\r\nDopo il giudizio delle Commissioni interna ed esterna e degli operatori nell'ambito di 'Anteprima Sagrantino 2016 la valutazione pressoch\u00e9 unanime \u00e8 stata insignire l\u2019Annata 2016 delle Cinque stelle con un punteggio di 95\/100. Definito gi\u00e0 un millesimo d\u2019oro con un vino che evolver\u00e0 con grandi potenzialit\u00e0, dal colore rubino profondo, con una componente acida vivace ed una struttura ad ampio spettro; il tutto fa presupporre a vini longevi, eleganti dalla grande prospettiva futura.\r\n\r\nQuesta \u00e8 l'eccezionale valutazione ottenuta dall'annata 2016 del Montefalco Sagrantino Docg, sicuramente da tenerne conto per i nostri acquisti in visione futura.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nEd ora la prima batteria di vini degustati \u00e8 stata selezionata secondo il criterio di una produzione limitata di bottiglie. Alcuni campioni erano gi\u00e0 imbottigliati, alcuni erano prove di botte in fase di affinamento.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>\u00a0Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u2013 <u>Terre di San Felice<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino)- Fermentazione e macerazione in vasche inox per circa 15-20 giorni-affinamento 18 mesi in tonneau e poi 12 mesi in acciaio \u2013 prodotte 500 bottiglie (campione in affinamento) - \u00a0gradazione: 14,0\u00b0.\r\n\r\nL\u2019azienda sorge a Castel Ritaldi, in un vecchio casolare ristrutturato nel cuore della propriet\u00e0 gestita da Carlo e Douchanka Mancini, la cui famiglia risedeva gi\u00e0 agli inizi del novecento. I 3,5 ettari sono coltivati prevalentemente con uve autoctone. Curiosit\u00e0: ogni etichetta aziendale raffigura un animale del territorio umbro, testimonianza dell\u2019amore per la propria terra; nello specifico il Sagrantino \u00e8 rappresentato dall\u2019Istrice con gli aculei che idealizzano i tannini, ma che una volta evitati si potr\u00e0 apprezzare la sua carne, che diventa una prelibatezza culinaria.\r\n\r\nInteressante l\u2019interpretazione dell\u2019annata, il colore che vira tra il rubino e il granato dai riflessi molto vivaci ci porta a considerare una perfetta maturazione delle uve. Ciliegia, frutti di bosco, prugna, timo, pepe verde, accenno di rabarbaro; un filo conduttore che esprime giovent\u00f9 da tutti i pori. Al sorso \u00e8 ampio, avvolge con il suo estratto il palato nella suadenza, nonostante il tannino vibrante e maestoso si libera senza indugio, supportato dalla freschezza che consente di berne un secondo sorso.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u2013 <u>Colfalco<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(100% Sagrantino) - Fermentazione e macerazione in vasche inox per circa 15-20 giorni -36 mesi in botte da 25hl in rovere di Slavonia - 4 mesi riposo in bottiglia\u2013 2000 bottiglie prodotte- (campione in affinamento).\r\n\r\nNel 1970 Giovanni Ruggeri realizza il suo sogno di far conoscere il Sagrantino al di fuori del territorio umbro. La tenuta, gestita dalla terza generazione, si trova in Loc. Belvedere sopra uno dei colli di Montefalco, ribattezzato dalla famiglia con il nome Colfalco, da cui prende il nome l\u2019azienda. I\u00a0 5,5 ha di vigneti terminano con la vendemmia a fine ottobre del Sagrantino e la tipica \u00a0festa della \u201c Buona Finita\u201d.\r\n\r\nLa veste luminosa che tende al granato, accompagna il calice verso un ventaglio olfattivo, che si presenta di colore scuro; prugna, mirtillo, ribes nero, viola appassita, cardamomo, sigaro toscano, percezioni che accompagnano la nota balsamica al finale olfattivo ma all\u2019ingresso di bocca. Un sorso elegante, scuro, etereo, che pone la nostra attenzione sulla struttura che \u00e8 alla ricerca dell\u2019equilibrio quasi perfetto, sorretta da una scorrevole acidit\u00e0 che enfatizza il tannino fitto nella propria eleganza. L\u2019alcol si fa sentire in tutto il palato, ma non stravolge le nostre impressioni positive.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Sagrantino \u201cMa.gia\u201d Docg 2016 \u2013 <u>Montioni <\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino) \u2013 macerazione con le bucce per 5 giorni- fermentazione in acciaio senza lieviti indigeni \u2013 maturazione per 30 mesi in barriques nuove -12 mesi di riposo in bottiglia \u2013 1.500 bottiglie prodotte - gradazione: 15,0\u00b0. (campione in affinamento)\r\n\r\nAdeodato Montioni fonda l\u2019azienda nel 1978, iniziando con l\u2019attivit\u00e0 di molitura delle olive, proseguita dal figlio Gabriele, sino al 1999. Oggi, dispone di 26 ettari coltivati sui pendii nella frazione Pietrauta di Montefalco, insieme a uliveti e colture cerealicole. Il Nome Ma. Gia deriva dalla nascita dei due pargoli aziendali Matteo e Giacomo.\r\n\r\nUn Sagrantino che si differenzia all\u2019aspetto olfattivo, in cui appare la pesca gialla e l\u2019agrume di arancia, bergamotto. Il frutto del varietale non si fa attendere, esprime ampiezza, calore, marasca sotto spirito, prugna cotta, confettura di mora, funghi, tartufo, pepe nero, come se la maturazione delle uve fosse stata ritardata in un\u2019annata calda. Sensazioni che la freschezza del sorso ricompone al suo cospetto, mentre il tannino urla il suo status. La rotondit\u00e0 del succo avvolge e accarezza le guance nel materico estratto che ci strappa un sorriso.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>\u201cFortunato\u201d \u00a0Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u2013 <u>Valdangius<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>(100% Sagrantino) -macerazione post-fermentazione per 30 giorni a cappello sommerso - 12 mesi in barriques di rovere da 2,25 ettolitri, 18 mesi in botti di acciaio non utilizzando lieviti, ma solo fermentazioni spontanee, affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi -2100 bottiglie prodotte - (campione in affinamento)\r\n\r\nAgli inizi del novecento, Giuseppe Antonelli acquista la tenuta per coltivare la vite, gli uliveti e il bestiame che forniranno i loro prodotti utili al sostentamento per la famiglia e per le generazioni future che hanno saputo mantenere viva la tradizione. Oggi, Danilo e Sandra sono i conduttori di quella famiglia.\r\n\r\nLa vivacit\u00e0 della veste granata, ci conferma la giovent\u00f9 del vino. Prugna, mirtillo, pepe, si alternano a sensazioni aromatiche di erba medica, fieno appena raccolto, spighe di frumento. Il sorso \u00e8 gentile, entra in punta di piedi mentre il tannino fa il suo ingresso contrastato dall\u2019alcol che si appoggia alle morbidezze. Un vino dalla struttura ricca, lascia piacevolmente il ricordo dei suoi profumi. Un vino che consideriamo didattico.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u201cMedeo\u201d Montefalco Sagrantino Docg 2016 - <u>Romanelli<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(100% Sagrantino) \u2013 macerazione con le bucce per 40 giorni \u2013 24 mesi barriques 1\u00b0-2\u00b0 passaggio, 18 mesi riposa in bottiglia \u2013 2800 bottiglie prodotte- gradazione: 16,0\u00b0\r\n\r\nCreato in onore del fondatore Amedeo Romanelli.\u00a0 le uve provengono da una singola parcella di Colle San Clemente, che si distingue per l\u2019incredibile equilibrio dell\u2019ecosistema naturale e grazie alla collaborazione con l\u2019Associazione Naturalista Artu\u00e0 For Nature (vedi recensione Doc Montefalco rosso).\r\n\r\nGranato all\u2019aspetto visivo, esprime i suoi profumi nelle note affumicate, foglie di tabacco, caff\u00e8 tostato, cioccolato fondente, seguite dalle tipiche note fruttate. In bocca \u00e8 divertente, si muove sinuoso durante il percorso, nonostante l\u2019alcol esce dal coro, mentre il tannino accende i riflettori su se stesso. Un vino che convince per la stoffa grintosa, che pone al centro un\u2019annata quasi perfetta.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Sagrantino \u201cColleallodole\u201d \u00a0Docg 2016 \u2013 <u>Fattoria Colleallodole<\/u> <\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino) fermentazione in acciaio inox senza aggiunta di lieviti \u2013 affinamento 16-18 mesi botte grande di rovere- 4-6 mesi riposo in bottiglia \u2013 1300 bottiglie prodotte - gradazione: 16,0\u00b0. (campione in affinamento)\r\n\r\nLa bellezza dei vigneti collinari che percorrono la via tra Bevagna e Montefalco, sono i promotori di un territorio che verso la fine degli anni sessanta, ha avuto come figura di riferimento, il Cavaliere Milziade Antano. Il Sagrantino Colleallodole prende nome dall\u2019omonimo cru, luogo in cui, come i poggi e i declivi delle colline, sono il passaggio delle piccole allodole nel mese di ottobre. <a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index-9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2816 alignleft\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index-9.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"313\" \/><\/a>\r\n\r\nUn Sagrantino che colpisce per la sua massa compatta, impenetrabile dal colore rubino intenso, forse dovuto anche al terreno argilloso. Al naso \u00e8 una sinfonia orchestrale, frutta rossa di ciliegia, arancia sanguinella; frutta scura, prugna in confettura, spezie pungenti del rabarbaro, sigaro, tartufo. Accompagniamo il calice alla bocca in cui avvertiamo la nota alcolica che si oppone al tannino, un tannino giovane, fitto, in cui l\u2019acidit\u00e0 e la sapidit\u00e0 lo incalzano nel formare la struttura. Un vino generoso, che si lascia bere gi\u00e0 adesso, in cui i ricordi di liquirizia e cioccolato lasciano il degustatore ammaliato.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nNella seconda batteria, sono state scelte sei rinomate aziende che hanno contribuito a rendere importante il Sagrantino e la sua terra d\u2019elezione.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>\u201cCollenottolo\u201d Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u2013 <u>Tenuta Bellafonte<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino) \u2013 fermentazione spontanea in acciaio inox- 36 mesi in botti di Slavonia da 30hl \u2013 12 mesi riposa in bottiglia \u2013 si produce solo nelle annate favorevoli- 13.000 bottiglie prodotte - gradazione: 14,5\u00b0. (campione di botte)\r\n\r\nAbbiamo gi\u00e0 avuto modo di conoscere lo stile aziendale con la degustazione del Montefalco bianco (vedi sopra). Le uve Sagrantino nascono da una vigna di vent\u2019anni a cordone speronato su un terreno argilloso con formazione marnoso-arenacee, senza diserbi chimici. Il vino fermenta spontaneamente grazie ai lieviti indigeni presenti sugli acini. Il colore rubino intenso e impenetrabile presenta sensazioni di frutta sciroppata, liquirizia, cuoio, china, mentre foglie di t\u00e8 verde fanno capolino nel finale. La degustazione apre su note terziarie coerenti con il naso, la struttura tannica conferma uno sviluppo in divenire, mentre la nota alcolica supporta la parte glicerica della morbidezza. Un vino avvolgente che mostra il carattere di un giovane leone pronto a conquistare il branco.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>\u201cValdimaggio\u201d Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u2013 <u>Arnaldo Caprai<\/u> <\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino)\u00a0 - prima annata prodotta 2012- 24 mesi di barriques rovere francese- 8 mesi riposa in bottiglia- 10.000 bottiglie prodotte- (campione in affinamento)\r\n\r\nNel\u00a01971\u00a0Arnaldo Caprai imprenditore tessile di successo, acquista quarantacinque ettari a Montefalco per realizzare il sogno di condurre un'azienda agricola per la produzione di vino.\r\n\r\nDal\u00a01988\u00a0la conduzione aziendale passa nelle mani di Marco Caprai, il figlio di Arnaldo, che con grande passione d\u00e0 l'impulso decisivo per l'affermazione dei vini della tenuta attraverso una conduzione di tipo manageriale e avviando la collaborazione con professionisti del settore e con Istituti di Ricerca, sia in campo agronomico che enologico. La selezione\u00a0'93\u00a0del Sagrantino di Montefalco (che celebra il venticinquennale dell'azienda) inserisce Marco di prepotenza tra i grandi produttori di vino italiano\r\n\r\nPrima annata 2012. Ultimo nato della famiglia Caprai, il Sagrantino Valdimaggio, presenta un colore rubino con sfumature granate. Al naso \u00e8 particolarmente fruttato, confettura di ciliegia e di fragola, susina nera, lamponi; si percepiscono le note dolci dell\u2019uso della botte di legno di piccole dimensioni, probabilmente nuovo, mentre il rabarbaro e il tabacco concludono l\u2019aspetto olfattivo intenso e complesso. Il primo assaggio, ci fa capire che \u00e8 ancora troppo presto decifrare l\u2019enfasi irruente e tannica, mentre la struttura \u00e8 in cerca di equilibrio. Avvertiamo un po\u2019 di petillant.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\nNon potevamo non degustare i tre cru di Sagrantino di Montefalco del produttore storico Tabarrini e fare una comparazione.\r\n\r\nDa quattro generazioni, la famiglia Tabarrini coltiva i suoi 11 ettari di vigneti a Montefalco in localit\u00e0 Turrita. Verso la fine degli anni novanta, Giampaolo inizia a imbottigliare i vini tra cui il Sagrantino, protagonista incontrastato del vigneto umbro, nonch\u00e9 protagonista principale dell\u2019azienda. Da quando ha preso la leadership della cantina a met\u00e0 anni Novanta, Giampaolo ha contribuito in misura determinante a rivoluzionare il vino della sua terra; con Federica, compagna nella vita e nel lavoro quotidiano, \u00e8 riuscito in pochi anni a rendere il marchio Tabarrini un punto di riferimento per Montefalco e l\u2019intera regione.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u201cColle Grimaldesco\u201d Montefalco Sagrantino Docg 2016 - <u>Tabarrini<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino) \u2013 macerazione sulle bucce per oltre 30 giorni- 36 mesi botti grandi di rovere, 12 mesi riposa in bottiglia \u2013 10.000 bottiglie prodotte \u2013 gradazione 15,0\u00b0.\u00a0 (campione di botte)\r\n\r\nPrimo Sagrantino prodotto dalla famiglia Tabarrini, che l\u2019ha resa famosa. L\u2019abito rubino mostra subito interesse nel ventaglio dei profumi. Confettura di prugna, marasca, liquirizia e spezia piccante divertono il degustatore, consigliando di portare il calice alla bocca. Un vortice di estratto materico avvolge il palato, la forza tannica e alcolica formano un connubio giovane e dinamico. Il frutto si ritrova durante il percorso gustativo, che risulta essere lungo e intenso con finale speziato di pepe nero e tabacco Kentucky; un Sagrantino come ci si aspetta. <a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/tabarrini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2826\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/tabarrini.jpg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"292\" \/><\/a>\r\n\r\n<strong><em>\u201cCampo alla Cerquia\u201d \u00a0Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u2013 <u>Tabarrini<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino) \u2013 macerazione sulle bucce per oltre 30 giorni - 36 mesi botti grandi di rovere, 12 mesi riposa in bottiglia \u2013 2000 bottiglie prodotte - gradazione 15,0\u00b0.\u00a0 (campione di botte)\r\n\r\nUn ettaro coltivato in un terreno ciottoloso, pi\u00f9 sciolto e leggero, in cui il Sagrantino esprime eleganza, mantenendo intatta la sua identit\u00e0 territoriale. Ed all\u2019olfatto \u00e8 giocoso, divertente, si pone fruttato, confettura di ciliegia, gelatina di lampone, prugna disidratata, pot-pourri di sottobosco che mostra humus, funghi, spezie dolci e piccanti. Il sorso, nonostante la forza alcolica con cui fa il suo ingresso, mostra eleganza fruttata e fresca, data dall\u2019acidit\u00e0 che consente un percorso lungo, senza fretta di chiudere, dal tannino fitto e teso. Un Sagrantino accattivante ed intrigante.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u201cColle alle Macchie\u201d \u00a0Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u2013 Tabarrini<\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino) \u2013 macerazione sulle bucce per oltre 30 giorni - 36 mesi botte grande da 12,5hl, -\u00a0 12 mesi riposa in bottiglia \u2013 2000 bottiglie prodotte - gradazione 15,5\u00b0.\u00a0 (campione di botte)\r\n\r\ncampione di botte\r\n\r\nL\u2019espressione pi\u00f9 potente delle tre etichette, data dal terreno argilloso e l\u2019esposizione del vigneto rivolto a sud. La forza si percepisce gi\u00e0 al colore rubino dalla compattezza del nettare; scorci fruttati di mora di rovo, prugna, arancia sanguinella, rabarbaro, tartufo, cuoio, lavanda proseguono nel percorso gustativo che rafforza una struttura materica. Un vino che si fa masticare per la pienezza che viene resa scorrevole dall\u2019acidit\u00e0. Il carattere del tannino vigoroso racconta di un\u2019attesa lunga per essere domato, apprezzato, goduto.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nCi concediamo una pausa, i tannini \u201c<em>sagrantiniani<\/em>\u201d ci hanno dato un stop obbligato, tra poco degusteremo altri Sagrantini ma questa volta alla cieca, dobbiamo farci trovare in forma.\r\n\r\nLa degustazione alla cieca \u00e8 stata molto interessante, sia per la didatticit\u00e0 con cui l\u2019abbiamo affrontata, analizzando colore, naso, bocca; sia per mettere alla prova le nostre sensazioni, gli stimoli chimici, i recettori e interpretare il vino nel bicchiere senza farsi condizionare dal nome dell\u2019azienda, dal terreno, dall\u2019et\u00e0 delle vigne e dall\u2019uso del legno. I nostri sensi, nudi, pronti per scommettere con se stessi, una prova davvero stimolante, che consigliamo a tutti.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n<p style=\"text-align: center\"><strong>DEGUSTAZIONE ALLA CIECA<\/strong><\/p>\r\nI campioni, tutti di <em>Montefalco Sagrantino DOCG 2016<\/em>, si basano su bottiglie con numeri progressivi, con vini coperti da un\u2019astuccio in velluto; noi abbiamo una brochure specifica ed elenchiamo i numeri spuntandoli, il sommelier serve quanto richiesto, ed alla fine della degustazione, ci consegna una seconda brochure con numeri abbinati alla cantina e relativo vino di riferimento. Ma adesso partiamo con i campioni degustati:\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2808\" aria-describedby=\"caption-attachment-2808\" style=\"width: 284px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG_20200224_140742.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2808\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG_20200224_140742-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"379\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2808\" class=\"wp-caption-text\">le bottiglie astucciate nel panno color vinaccia<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0N.3 - Montefalco Sagrantino Docg 2016 <\/em><\/strong>\r\n\r\nColore porpora, impenetrabile; fruttato, ciliegia di Vignola, lampone, mora, spezie piccanti e dolci. Sorso fruttato e scorrevole, alcol, tannino, giovent\u00f9 in cerca dell\u2019equilibrio.\r\n\r\n<strong><em>N.7 - Montefalco Sagrantino Docg 2016<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>Campione in affinamento<\/em>. Colore rubino con nuances granate luminose, profumi frutta scura, mora, prugna, sigaro, tabacco, liquirizia. Sorso immediato, l\u2019acidit\u00e0 accompagna la trama tannica elegante, compongono la struttura avvolta nell\u2019alcol e le sue morbidezze.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>N.15 - Montefalco Sagrantino Docg 2016<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>campione di botte<\/em>. Le previsioni sono positive, naso frutto rosso con note vegetali che riconducono all\u2019affinamento. La bevibilit\u00e0 del sorso stimola la freschezza e il tannino ponderato che formano una spina dorsale composta ed educata, grazie anche all\u2019alcol.\r\n\r\n<strong><em>N.16 - Montefalco Sagrantino Docg 2016<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>campione di botte. <\/em>Un Sagrantino di non facile interpretazione. Note affumicate, inchiostro, grafite, fungo, frutta macerata, corpo tannico con discreta acidit\u00e0, hanno condotto al sorso, sensazioni crude, di un vino d\u2019antan, antico. Scomposto nell\u2019equilibrio, forse giovane, forse qualche problema la bottiglia, non sappiamo, non ha convinto il nostro panel.\r\n\r\n<strong><em>N.19 - Montefalco Sagrantino Docg 2016<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>campione di botte<\/em>. Al naso \u00e8 timido con profumi che si liberano piano, piano, carruba, rabarbaro, mallo di noce, mentolato, etereo. Al palato, si avverte la rosa rossa riscontrata all\u2019olfattivo, una discreta acidit\u00e0 mal sopporta il tannino irruente, rendendo l\u2019equilibrio scomposto.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>N.21 - Montefalco Sagrantino Docg 2016\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/strong>\r\n\r\nIl colore rubino pieno, consiglia l\u2019aspetto olfattivo che si pone ampio nel frutto, ciliegia, mirtillo, ribes, mora, prugna, carruba, tartufo, cuoio, liquirizia. Il tannino fitto e astringente stuzzica l\u2019assaggio, contrastato dalla morbidezza glicerica e alcolica, rendendo la struttura corposa, pronta per affrontare gli anni a venire.\r\n\r\n<strong><em>N.25 - Montefalco Sagrantino Docg 2016 <\/em><\/strong>\r\n\r\nRubino al visivo, al naso protagonista \u00e8 frutta rossa dolce e succosa, fragola, ciliegia, lampone. Percettibile nota speziata. Sorso strutturato bilanciato dalle morbidezza che si oppongono alla giovent\u00f9 del nettare enfatizzata dal tannino.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>N.29- Montefalco Sagrantino Docg 2016<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>campione in affinamento. <\/em>Se il colore rubino e le note olfattive fruttate e speziate appaiono stuzzicanti, \u00e8 il palato a emergere. Dinamico l\u2019ingresso nella freschezza supportata dalla sapidit\u00e0, insieme enfatizzano il tannino. Il corpo \u00e8 supportato dall\u2019alcol, un corpo ricco che trover\u00e0 l\u2019armonia tra un po\u2019 di tempo.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>N.37 - Montefalco Sagrantino Docg 2016<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>Campione in affinamento. <\/em>Colorato nelle sfumature odorose, rosso di piccolo frutti, arancione di sanguinella, viola di fiore, marrone di cioccolato, giallo di vaniglia, induce all\u2019assaggio. Attacco fresco con l\u2019avvolgenza morbida che accarezza le guance, stuzzicate dal tannino. Bella struttura.\r\n\r\n<strong><em>N.43- Montefalco Sagrantino Docg 2016<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>campione di botte. <\/em>Granato al colore, il naso mostra timidezza che nasconde i profumi. Passiamo all\u2019assaggio, nell\u2019attesa che l\u2019olfatto possa esprimersi. Al sorso \u00e8 austero, composto, forse troppo.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>N.50 - Montefalco Sagrantino Docg 2016<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>campione di botte. <\/em>Veste rubina intensa, mostra interesse nella composizione di piccoli frutti, mirtillo, cassis, prugna, cannella, tabacco, vaniglia. Il sorso si distingue nel tannino fitto e nell\u2019alcol che compongono una struttura decisa e importante con finale lungo e speziato.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nEd ora i vini degustati alla cieca:\r\n\r\n<strong><em>\u00a0N.<\/em><\/strong><strong><em>3 - Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u2013 Fattoria le Mura saracene \u2013 Goretti-<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>N.<\/em><\/strong><strong><em>7 - Montefalco Sagrantino Docg 2016 <\/em><\/strong><em>-<strong> Tenuta Colfalco -<\/strong><\/em>\r\n\r\n<strong><em>N.15 - Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u00a0 \u2013 Colle Ciocco-<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>N.16 - Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u00a0 \u2013 Fongoli-<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>N.19 - Montefalco Sagrantino Docg 2016\u00a0 \u2013 Fattoria Colsanto -<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>N.21 - Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u00a0\u2013 Perticaia-<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>N.25 - Montefalco Sagrantino \u201cSacrantino\u201d Docg 2016 \u2013 Fr.lli Pardi- <\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>N.29 - Montefalco Sagrantino Docg 2016 \u2013 Romanelli -<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>N.37 - Montefalco Sagrantino \u201cColleallodole\u201d Docg 2016 \u2013 Fattoria Colleallodole- <\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>N.43- Montefalco Sagrantino \u201c il Domenico\u201d Docg 2016 \u2013 Adanti -<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>N.50 - Montefalco Sagrantino \u201c Colle Grimaldesco\u201d Docg 2016 \u2013Tabarrini- <\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Abbiamo avuto il piacere di degustare alcuni Sagrantino alla cieca, chiedendo appositamente al sommelier di servirci anche un vino difettoso (pu\u00f2 capitare!!) ma non troppo, su sei serviti. Abbiamo anche messo alla prova la nostra capacit\u00e0 nel sapere interpretare l\u2019annata, confrontarne la differenza con le annate passate, capire gli stili dei produttori, le operazioni in vigna, di cantina, valutando i metodi pi\u00f9 tradizionali da quelli pi\u00f9 innovativi. Ci siamo trovati come a scuola, pronti per imparare e conoscere un territorio, i suoi vini, le loro virt\u00f9, ed inoltre con soddisfazione seppur con molti occhi puntati abbiamo INDOVINATO l\u2019intruso.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nEd alla fine ci vengono proposti alla cieca anche i Sagrantini Passiti, ma preferiamo apprezzarli direttamente con i produttori, per sentirne la passione e la storia che ogni uno di loro sa esprimere ed allora ci dirigiamo ai banchi d\u2019assaggio del Chiostro Sant\u2019Agostino, dove parte del nostro staff era gi\u00e0 stato la mattina; ed \u00e8 qui che tra quelli presenti, \u00a0ci hanno particolarmente sorpreso:\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Sagrantino Passito Docg 2016 \u2013 <u>Montioni<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino) - Fermenta in barrique con macerazione sulle bucce per circa 50 giorni- matura in barrique nuove (le stesse usate per la fermentazione) per un totale di 30 mesi. Gradazione alcolica 15\u00b0.\r\n\r\nDal 1978 la famiglia Montioni produce nel territorio di Montefalco, nella provincia di Perugia, autentici prodotti della regione umbra come il vino e l\u2019olio, quest\u2019ultimo con una particolare versione di monocultivar di Moraiolo.\r\n\r\nI frutti prodotti dai loro uliveti e vigneti vengono lavorati tradizionalmente da generazioni ma oggi con riguardo, allo stesso tempo, di utilizzare le recenti innovazioni tecnologiche al fine di migliora la qualit\u00e0 restando al passo con i tempi nel rispetto dell\u2019ambiente ed in particolare del consumatore finale.\r\n\r\nIl nostro calice \u00e8 pervaso da un rubino intenso abbastanza luminoso, con sentori olfattivi di viola di sottobosco, te nero, fragolina matura e marasca sotto spirito, che donano al palato avvolgenza e un corpo fruttato di fico nero, ciliegia leggermente candita, ma anche cacao e tabacco Cavendish. La spalla acida \u00e8 lieve ed i tannini risultano ancora in leggera evoluzione, ma la beva \u00e8 sagace e intrigante anche ora, perch\u00e8 impreziosita dal giusto equilibrio che un buon passito di Sagrantino deve avere.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Sagrantino Passito Docg 2015 \u2013 <u>Benetti &amp; Grigi<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Sagrantino) - Fermenta in vinificatori di acciaio con macerazione sulle bucce per circa 30 giorni- matura in botti di rovere di Slavonia per un totale di 18 mesi. Gradazione alcolica 16\u00b0.\r\n\r\nL\u2019Azienda Vitivinicola Benedetti &amp; Grigi\u00a0nasce recentemente, nel 2014, dalla profonda convinzione di realizzare un sogno, e sono Umberto Benedetti e Daniele Grigi i due uomini che si sono addentrati in quest\u2019avventura in tempi non certo facili. \u00a0Con ben 68 ettari di propriet\u00e0, realizzano prodotti che spaziano dal <em>Sagrantino Montefalco DOCG<\/em> al <em>Montefalco Grechetto DOC<\/em> e allo <em>Spoleto Bianco DOC<\/em>.<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/passito-sagrantino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2811\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/passito-sagrantino-109x300.jpg\" alt=\"\" width=\"148\" height=\"407\" \/><\/a>\r\n\r\nIl color Rubino luminoso piuttosto intenso ma dai riflessi scarlatti, ci incuriosisce, avviciniamo il naso al calice, profumi di fragola, te rosso, rosa rossa ibrido di Tea e pepe rosa ci avvolgono e trasportano a sorso; un corpo caldo, setoso, dalle note di frutti rossi maturi, con leggeri sentori sapidi che ci preannunciano l\u2019arrivo dell\u2019acidit\u00e0, delicata, sottile, che ci accompagna fino alla fine donandoci riverberi di rabarbaro, timo, e cannella. I tannini sono presenti e seppur non invasivi ci preannunciano un vino longevo dalle importanti prospettive.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Montefalco Sagrantino Passito Docg 2015 \u2013 <u>Bocale Ennio<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(100% Sagrantino) - macerazione di almeno 25 giorni esclusivamente con fermenti naturali- \u00a0matura in barrique nuove per un totale di 24 mesi-riposa in bottiglia per 6 mesi- Gradazione alcolica 15,5\u00b0.\r\n\r\nPiccola realt\u00e0 artigianale gestita da due fratelli Valentino e Antonello Valentini, inserita nel cuore del Sagrantino, con cinque ettari vitati posti in Localit\u00e0 Madonna della Stella Montefalco a 270 metri s.l.m. Ma \u00e8 a partire dal 2002 che la famiglia Valentini \u00e8 tornata ad interpretare questo patrimonio ambientale e culturale dando vita a Bocale, un\u2019azienda nata per fare tesoro di quell\u2019antica passione per il vino tramandata per generazioni.\r\nBocale \u00e8 il termine dialettale che sta ad indicare il boccale da due litri di vino o olio, ma, soprattutto, l\u2019appellativo con cui viene identificata da sempre questa famiglia di Montefalco. Con una produzione di 30.000 bottiglie la famiglia Valentini, da sempre legata a questo territorio, produce Sagrantino, vino emblema del territorio che trova espressione nella Selezione dedicata ad Ennio Valentini il padre fondatore.\r\n\r\nLa luminosit\u00e0 del rubino coglie subito i nostri occhi, ci immergiamo nel calice per sentire le note della mora matura, della salvia e della noce moscata, che in bocca si trasformano in elegante ampiezza di struttura, la fruttosit\u00e0 di una macedonia di nettarine con fragole e ciliege, con tannini leggermente giovani ma delicati. La sorpresa arriva dalla nota acida che rende molto piacevole l\u2019equilibrio gustativo, e da una lunghezza che ci trasporta ad oriente dove incontriamo il tamarindo, il te nero, la vaniglia ed il pepe rosa.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nE per ultimo un fuori annata di <em>Montefalco Sagrantino Docg <\/em>\u2026\u2026\u2026.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u201cVitruvio\u201d Montefalco Sagrantino Docg 2011 \u2013 <u>Briziarelli<\/u><\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(100% Sagrantino) - Fermentazione sulle bucce per 25 giorni. Fermentazione malolattica separata per tipologia, in barriques di rovere francese - \u00a0affinamento in barriques nuove per 24 mesi circa, successivamente in acciaio per 24 mesi, ed infine in bottiglia per almeno altri 24 mesi. Gradazione alcolica 15,5\u00b0.\r\n\r\nLa storia delle Cantine Briziarelli inizia in Umbria nei primi del Novecento (1906), grazie all\u2019ingegno di Pio Briziarelli, imprenditore locale, filantropo, uomo di grandi ambizioni, dopo aver mosso i primi passi nei campi dell\u2019argilla sceglie di sfruttare le potenzialit\u00e0 della terra fondando la sua azienda agricola. Comincia cos\u00ec la coltivazione dei vigneti e la lavorazione delle uve nella vecchia Cantina di Marsciano, l\u2019allevamento e la selezione di vacche chianine in Localit\u00e0 San Gemini e poi ancora negli anni la coltivazione degli oliveti di propriet\u00e0 e dei seminativi. Nel 2000, le Cantine Briziarelli iniziano un nuovo progetto, in un podere di 50 ettari tra Bevagna e Montefalco. Immerse nella pregiata zona vinicola del Sagrantino DOCG, un\u2019area sinonimo di vitivinicoltura di qualit\u00e0 che negli ultimi quarant\u2019anni ha ampiamente potenziato e rivalutato il proprio territorio.\u00a0L\u2019attivit\u00e0 cresce rapidamente, fino a rendere necessario un secondo impianto di vigneti solo pochi anni dopo, nel 2006. Nel 2012 arriva la nuova cantina.\r\n\r\nNuonces di erbe balsamiche inebriano i sensi per poi sviluppare sentori di marasca matura, timo e tabacco Kentucky, il calice si distacca dal naso per porsi alla bocca mentre l\u2019occhio osserva il rubino intensamente profondo accolto nel cristallo. \u00a0Il gusto \u00e8 intenso, maschio, denso, con i tannini che scalpitano ancora, ma con la grazia di un camoscio, l\u2019acidit\u00e0 in equilibrio armonico con la sapidit\u00e0 annuncia la mora, la marasca, il timo, per apprezzare la maestosa lunghezza che lascia nella propria coda il pepe nero e la noce moscata, per concludersi in una piacevole mandorla appena tostata.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2801\" aria-describedby=\"caption-attachment-2801\" style=\"width: 369px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG_20200224_104448.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2801\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/IMG_20200224_104448-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"277\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2801\" class=\"wp-caption-text\">la sala di degustazione per il pubblico<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nLa manifestazione si \u00e8 gi\u00e0 conclusa, ma noi ci intratteniamo con i produttori, a parlare della loro terra delle loro migliori annate, ma anche delle molte difficolt\u00e0 che la burocrazia ogni anno gli affligge sempre pi\u00f9. \u00a0Una manifestazione che complessivamente \u00e8 stata ben organizzata, con due loghi separati per i giornalisti (molto bella la sala consigliare del municipio) e per il pubblico, con il personale disponibile e cortese (buono lo svuotamento delle sputacchiereed l'integrazione dei crocchetti), con una vasta gamma di vini da poter degustare; e qui ringraziamo il consorzio che ha voluto presenti anche le DOC del territorio, facendoci apprezzare anche vitigni poco conosciuti come il Trebbiano Spoletino, indiscusso leader nei bianchi di Montefalco. Reputiamo corretta anche la distanza dei banchi di assaggio e il rapporto qualit\u00e0 prezzo per il pubblico di questa anteprima. Come \u00e8 nostra abitudine nell\u2019ottica di proporre dei suggerimenti costruttivi, considerando il Montefalco Sagrantino uno dei vini tra i grandi rossi d\u2019Italia, proponiamo di migliorare la location dei banchi di degustazione di sant\u2019Agostino, semplice, spoglia, con servizi igienici datati e da manutentare, a nostro avviso non adeguata al vino che deve promuovere; con i palazzi che adornano la meravigliosa Montefalco sicuramente possono essere scelti ambienti pi\u00f9 adeguati. Altra proposta, seppur quello previsto fosse idoneo, e di realizzare un calice identificativo per questo vino unico, e come nelle altre manifestazioni di rilievo, di affiancare una sala rinfresco per poter spezzare le degustazioni, particolarmente impegnative per vini rossi di gradazione importante e dai tannini in evoluzione; migliorabili i parcheggi.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Ma sicuramente un sentito ringraziamento va al Consorzio Vini di Montefalco e alle 68 aziende aderenti per averci dato la possibilit\u00e0 di partecipare all\u2019Anteprima Sagrantino 2016, specialmente in un momento difficile che ci sta colpendo tutti, e nella speranza che almeno l\u2019annata in corso possa aiutare i produttori a diventare a 5 stelle.\r\n\r\n<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images-6-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2810 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images-6-1.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"231\" \/><\/a>\r\n\r\nMaura Gigatti e L?INDOVINO<\/p><\/div><\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"has-el-gap el-gap-default elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-12b0a1 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"12b0a1\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-82dbb07\" data-id=\"82dbb07\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6bdb36ba elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"6bdb36ba\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><script type=\"text\/javascript\">document.getElementById(\"review-wrapper\").innerHTML += document.getElementById(\"aspetti-box\").innerHTML;<\/script><\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":6859,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-6998","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-manifestazioni"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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