{"id":6997,"date":"2020-03-28T17:56:45","date_gmt":"2020-03-28T17:56:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lindovino.it\/index.php\/2020\/03\/28\/wine-paris-2020-borgogna-e-bordeaux-articolo-tecnico\/"},"modified":"2022-12-15T22:23:39","modified_gmt":"2022-12-15T22:23:39","slug":"wine-paris-2020-borgogna-e-bordeaux-articolo-tecnico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lindovino.it\/index.php\/2020\/03\/28\/wine-paris-2020-borgogna-e-bordeaux-articolo-tecnico\/","title":{"rendered":"WINE PARIS 2020 &#8211; Borgogna e Bordeaux- (articolo tecnico)"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"6997\" class=\"elementor elementor-6997\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"has-el-gap el-gap-default elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1754f227 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1754f227\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6f203f17\" data-id=\"6f203f17\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-663606a5 elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"663606a5\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><div class=\"custom-field-wrapper\"><h5 class=\"vinaccia-color\"><\/h5> <p><h5><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 GIROVAGANDO PER LA FRANCIA<\/strong><\/h5>\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n\r\nEccoci a scrivere delle due regioni patria dei grandi vini di Francia, che nei secoli hanno detenuto indirettamente anche un ruolo\u00a0 strategico nella storia, non solo francese ma anche mondiale. Parliamo ovviamente della Borgogna (in occitano <em>Borgonha)<\/em> e di Bordeaux (in guascone <em>Bord\u00e8u)<\/em>, due realt\u00e0 molto diverse, ma con un unico fine, quello di commercializzare i loro vini di qualit\u00e0 in tutto il mondo.\r\n\r\nDue storie uniche, in quanto Bordeaux nome che deriva dall'antica citt\u00e0 romana di Burdigala, viene attraversata dall\u2019 estuario della Gironda e dagli affluenti Dordogna e Garonna, e fa parte della Guascogna oggi Aquitaine; territorio posto ad Ovest della Francia che si affaccia sull\u2019omonimo Golfo di Guascogna nell\u2019oceano atlantico, ed in prevalenza coltiva tre vitigni a bacca rossa, il Merlot, il Cabernet Sauvignon ed il Cabernet Franc oltre ai vitigni a bacca bianca Semillon (47%), Sauvignon blanc (45%), Muscadelle (5%) e al 2% di vitigni minori alcuni ideali per la produzione dello storico Souternes.\r\n\r\nLa Borgogna invece porta il nome dei suoi antichi conquistatori Germani, i Burgundi, giunti nel 400 d.c con il Re Gundicaro, con capoluogo Digione; si trova nel centro settentrionale del paese, non \u00e8 bagnata da nessun mare, ed \u00e8 quasi interamente occupata dal <em>Plateau de Langres<\/em>, modeste alture collinari che difficilmente arrivano a quote di montagna. Ricca di numerosi fiumi e torrenti, tutti immissari del Sa\u00f4ne; i vitigni pi\u00f9 coltivati sono il Pinot Nero (41%) e lo Chardonnay (50%) oltre all\u2019 Aligot\u00e9 (6%) e al 3% di vitigni minori. Precisiamo che nel 1935 Filippo II l'Ardito, Duca di Borgogna, per editto, fece espiantare tutte le vigne di Gamay dalla regione per favorire il pi\u00f9 elegante Pinot Noir; questo antico vitigno \u00e8 resistito solamente nel Beaujolais ove i terreni aridi e granitici non hanno favorito il Pinot Nero, e dove le condizioni sono cos\u00ec favorevoli che ancora oggi troviamo spesso viti ultracentenarie. \u00a0Ed anche nella fiera di Wineparis le due regioni sono dislocate in due padiglioni diversi, la Borgogna assieme allo Champagne e lo Jur\u00e0 nel padiglione 6, mentre Bordeaux con i vini del sud della Francia nel padiglione 4.\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em>Ma prima di descrivere le varie degustazioni, ci sembra indispensabile e doveroso comprende la storia e la suddivisione delle varie <em>\u201cappelation\u201d<\/em> di queste terre uniche. Questa volta l\u2019articolo sar\u00e0 pi\u00f9 tecnico del solito, elaborato in modo schematico ed il pi\u00f9 possibile fruibile, per cercare di far chiarezza in due mondi vitivinicoli molto apprezzati, ma spesso fonte di grande confusione ed approssimazione nelle loro specificit\u00e0 e peculiarit\u00e0 interne, ed ora VIA\u2026 partiamo con il vino rosso pi\u00f9 ricercato al mondo:\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2735\" aria-describedby=\"caption-attachment-2735\" style=\"width: 389px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/images3.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2735\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/images3.jpg\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"368\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2735\" class=\"wp-caption-text\">si osservi la Borgogna in viola e Bordeaux in rosa sulla sponda dell'Atlantico<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>\r\n\r\n<strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 BORGOGNA<\/strong>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>Cominciamo a descrivere la zona oggi pi\u00f9 in voga tra gli eno-appassionati ed addetti ai lavori, la Borgogna! Antico luogo storico di almeno duemila anni, la Borgogna fu dominata dai Romani, che con le loro legioni portarono la viticoltura in questi luoghi, si narra che l\u2019oggi raro vitigno locale <em>Cesar<\/em> prenda proprio il nome da Giulio Cesare. In seguito, l\u2019invasione dai paesi tedeschi port\u00f2 i Burgundi, popolo che diede il nome a questa, i quali nel 400-500 d.c. fondarono il Regno dei Burgundi o Primo Regno di Borgogna. La regione pass\u00f2 poi ai Franchi, per poi divenire stato \u201cindipendente\u201d prendendo il nome di Ducato di Borgogna; successivamente fu annesso al Regno Francese, fino ad arrivare ai giorni nostri e far parte della Repubblica Francese.\r\n\r\nDopo l\u2019apice della viticoltura ai tempi dei Romani, regn\u00f2 un periodo di buio fino ai Monaci dell\u2019Abbazia di Cluny (la chiesa pi\u00f9 grande prima delle nascita di San Pietro in Vaticano) e di Citeaux, che ricominciarono a piantare nuovi vigneti (utilizzando le marze delle viti presenti nella regione) ed ha diffondere nuovamente la cultura della vite. Si racconta che furono loro i primi a scoprire le eccellenze dei terreni, le migliori posizioni dei vigneti, definendo queste parcelle \u201c<em>Climat<\/em>\u201d (inseriti nell\u2019elenco del patrimonio mondiale dell\u2019Unesco dal 2015), attraverso gli assaggi della terra (si, avete capito bene!), seppur in realt\u00e0 si \u00e8 scoperto che i <em>Climat<\/em> sono il frutto di una tradizione di viticoltura risalente a oltre 2000 anni fa, all\u2019epoca gallo-romanica, come attesta un\u2019antica vite scoperta nel 2008 a Gevrey-Chambertin. I monaci furono, inoltre gli ideatori dei \u201cC<em>los<\/em>\u201d, bassi muretti di pietra a secco che recintano i vigneti definendone i confini e proteggendoli dagli animali da pascolo, con al centro la \u201c<em>Cabote<\/em>\u201d, piccola costruzione in muratura, spesso con tetto conico, adibita a deposito\/ricovero, mentre ai margini si trova la \u201cM<em>uerger\u201d<\/em>, caratteristica edificazione rurale in pietra; tutte queste edificazioni fanno parte di un <em>Climat<\/em>. I religiosi Cluniacensi (congregazione nata dall\u2019ordine di San Benedetto) definirono cos\u00ec le differenze territoriali anticipando di secoli la piramide della qualit\u00e0. La produzione enologica in Borgogna \u00e8 per il 61,1% costituito da vino bianco, il 27,5% da vino Rosso, il 10,9% da Cr\u00e9mant de Bourgnogne (Spumante) e solo lo 0,5% da Vini Ros\u00e8.\r\n\r\nMa ora addentriamoci nel vivo della suddivisione della qualit\u00e0 dei vini in Borgogna.\r\n\r\n<strong><u>La classifica della qualit\u00e0<\/u>:<\/strong>\r\n\r\n<em>In Borgogn<\/em><em>a<\/em> troviamo quattro classificazioni che rappresentano la qualit\u00e0 dei vini, immaginiamoci una piramide con posto nell\u2019apice:\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n\r\n<strong>Appelations Grand Cru:<\/strong> l\u2019eccellenza di uve provenienti da singoli \u201c<em>Climat<\/em>\u201d con singolo vigneto che si distinguono per caratteristiche qualitative uniche. Oggi sono solamente 33 AOC (1% dell\u2019intera produzione in Borgogna) ed in etichetta portano solamente il nome del <em>Climat<\/em>.\r\n\r\n<strong>Appelations Villages Premier Cru:<\/strong> complessivamente con 44 AOC con le <em>Appellations Villages (nuova dicitura come da modifica del disciplinare)<\/em>, terreni con migliore posizione, altitudine, pendenza, esposizione, composizione chimico-fisica del suolo; singoli \u201c<em>Climat<\/em>\u201d con pi\u00f9 vigneti. Oggi sono 640 (10% dell\u2019intera produzione in Borgogna) ed in etichetta portano il nome del villaggio seguito da quello del <em>Climat o <\/em>Premier Cru generica se costituito da pi\u00f9 <em>Climat.<\/em>\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>Appelations Villages<\/strong>: ossia i Villages, complessivamente con 44 AOC con le <em>Appellations Villages<\/em> <em>Premier cru<\/em> (36% dell\u2019intera produzione in Borgogna), vigneti ben definiti dal disciplinare all\u2019interno di un territorio comunale, le cui uve possono provenire anche da un singolo <em>Climat<\/em> o <em>Lieu-dit (appezzamento storico accatastato pi\u00f9 generico)<\/em>. In etichetta riportano sempre il nome del Villaggio.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>Appelations Regional<\/strong>: sono il <strong><em>Bourgogne Rouge<\/em><\/strong> e il <strong><em>Bourgogne Blanc<\/em><\/strong><strong>, <\/strong>in 7 AOC distinte (52% dell\u2019intera produzione in Borgogna) <em>Bourgogne, Bourgogne Aligot\u00e9<strong>, <\/strong>Cremant de Bourgogne, Coteaux Bourgoignans, Bourgogne Passe-Tout-Grains,<\/em> <em>Macon, Bourgogne Mousseux<\/em>, con uve provenienti da tutto il territorio regionale, anche da diversi villaggi e poi assemblati, mediamente vini pi\u00f9 generici.\r\n\r\nInteressante che a Beaune, la casa d\u2019aste Christie\u2019s, organizza la terza domenica di novembre di ogni anno, un\u2019asta in cui il mercato mondiale compete all\u2019acquisto di \u201cvin en primeau\u201d, barriques piene di vino atte alle appellazioni di Gran Cru, Premier Cru (che coprono circa il 10% della produzione) che una volta venduti al miglior offerente, dovranno rimanere nel luogo di produzione sino al termine dell\u2019invecchiamento obbligatorio per disciplinare.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2763\" aria-describedby=\"caption-attachment-2763\" style=\"width: 392px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/index1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2763 \" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/index1-1-300x195.jpg\" alt=\"\" width=\"392\" height=\"255\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2763\" class=\"wp-caption-text\">interessante notare le percentuali dei vitigni nel grafico nel 2006, ove si evince che in 14 anni sono aumentati Pinot nero, Chardonnay e Aligot\u00e9 a discapito in particolare del Gamay.<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong>I vitigni\r\n<\/strong>\r\n\r\nLa maggior parte dei vini di Borgogna sono composti dai monovitigni (percentuali dichiarate ufficialmente dal Consorzio vini Borgogna\u00a0 a Febbraio 2020) come lo Chardonnay con circa 50% di superficie vitata, il Pinot nero con circa il 41%; il rimanete 9% \u00e8 costituito da altri vitigni minori a bacca bianca come l\u2019Aligot\u00e8 con il 6%, mentre \u00a0Sauvignon blanc, Pinot bianco, Melon de Bourgogne, Sacy (Pinot e Gouais Blanc - La tipizzazione del DNA non consente l'identificazione della tipologia di Pinot), Pinot grigio ed a bacca rossa come il Gamay, C\u00e9sar, Tressot (oggi quest\u2019ultimo ormai praticamente scomparso se non presente in piccolissimi appezzamenti nello Yonne) costituiscono un complessivo 3%.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>Il suolo<\/strong>\r\n\r\nUn suolo nato duecento milioni di anni fa, il mare tropicale che lambiva le terre, al suo ritiro nel periodo Giurassico, ha dato origine a un sottosuolo ricco di fossili marini amalgamati a marne e\u00a0 calcare. Le successive glaciazioni, le mutazioni delle condizioni pedoclimatiche, hanno consentito la nascita della Borgogna che conosciamo oggi, con dolci colline non molto alte (<em>Plateau de Langres)<\/em> ed una molteplicit\u00e0 di corsi d\u2019acqua affluenti della Sa\u00f4ne. Il territorio ha delle zone pi\u00f9 vocate di altre, definite localmente C<em>limat <\/em>(sono 1247 in tutta la Borgogna), come specificano i Borgognoni sono appezzamenti storici con terreno, clima, pendenze, <u>vigneto<\/u>, in associazione all\u2019unicit\u00e0 del lavoro umano pressoch\u00e9 immutevoli ed unici nel tempo; ricordano come idea di massima le \u201cRive\u201d nella zona di Valdobbiadene (TV). E\u2019 importante capire che senza uomo il <em>Climat<\/em> non pu\u00f2 esistere! \u00a0A questi si affiancano i \u201c<em>Lieu-dit<\/em>\u201d (nome utilizzato anche in Alsazia e Valle del Rodano, ma recentemente anche nello Champagne), parcelle di terreno identificate catastalmente con nomi di localit\u00e0, importanti fatti accaduti, o riferimenti specifici (fienile, fattoria ecc.), non sempre adibiti a vigneto o perlomeno non solo, che possono quindi avere pi\u00f9 colture, o essere in parte costruiti (depositi, fienili, fattorie, ecc.), con caratteristiche di suolo differenti le une dalle altre. Specifichiamo che i <em>Lieu-dit<\/em> non sono da intendere come indice di qualit\u00e0, ma solo come precisa localizzazione territoriale. Spesso viene utilizzato il termine <em>Climat<\/em> o <em>Lieu-dit <\/em>nello stesso modo, ma in realt\u00e0 come avete visto la differenza \u00e8 notevole, e precisiamo che l\u2019estensione di uno o dell\u2019altro sono indifferenti in quanto un determinato <em>Climat<\/em> pu\u00f2 comprendere una parte di un <em>Lieu-dit<\/em>, oppure averne maggiore estensione e inglobarlo interamente, o anche possederne pi\u00f9 di uno, e viceversa.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2731\" aria-describedby=\"caption-attachment-2731\" style=\"width: 351px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/bourgogne_min.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2731\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/bourgogne_min-172x300.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"613\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2731\" class=\"wp-caption-text\">la piantina della Borgogna con le proprie AOC<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong>Zone di Produzione dei vini in La Borgogna<\/strong>\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>La Borgogna \u00e8 composta da cinque aree di produzione principali:\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong><u> 1. LoYonne<\/u><\/strong><strong>:<\/strong> comprende tra i dipartimenti o regioni pi\u00f9 importanti l\u2019Auxerrois, Chablis e Tonnerois.\r\n\r\n<strong>Chablis: <\/strong>nella zona troviamo quasi esclusivamente <em>Chardonnay <\/em>(chiamato un tempo Beaunois), maturati in acciaio dai sentori freschi e con note minerali o barricati dalle strutture pi\u00f9 importanti e complesse. Si trovano quattro denominazioni : <em>AOC<\/em> <em>Petit Chablis<\/em> (nelle zone pi\u00f9 alte, vini delicati, leggeri); <em>AOC Chablis<\/em> (zone collinari e pianeggianti, vigne giovani, vini pi\u00f9 equilibrati) <em>AOC Chablis Premier Cru<\/em> (sono 40 e coltivati in entrambe le sponde del fiume Serein, vini pi\u00f9 complessi, acidit\u00e0 vibrante in giovent\u00f9) e <em>AOC Chablis Gran Cru<\/em> (Blanchot, Bougros, Les Clos, Grenouilles, Les Preuses, Valmur, Vaud\u00e9sir ), dai sentori di pietra focaia, silex (mineralit\u00e0 silicea della Loira), frutta esotica, note ampie e burrose che si legano nel tempo grazie\u00a0 all\u2019uso di\u00a0 <em>pi\u00e9ce<\/em> da 228 litri (tipica botte borgognotta) o delle <em>feuillette<\/em> da 132 litri (tipiche di Chablis), generalmente di legno nuovo.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>Auxerrois:<\/strong> regione che confina con Chablis, la cui produzione dedicata ai vini rossi, rosati e bianchi, possiede alcune appellazioni che possono essere definite uniche, grazie ai vitigni coltivati. Oltre allo Chardonnay e al Pinot nero, troviamo il Sauvignon blanc nell\u2019 <em>AOC<\/em> <em>Saint-Bris<\/em>, il Pinot grigio nell\u2019<em>AOC C\u00f4te Saint-Jacques<\/em> e il C\u00e9sar nell\u2019<em> AOC<\/em> <em>Irancy<\/em>.\r\n\r\n<strong>Tonnerois<\/strong>: si trova ai confini orientali dello Yonne, le vigne a prevalenza Chardonnay e Pinot nero, erano coltivate dai monaci dell\u2019Abbazia di Quincy e Saint-Michel nel IX secolo. La denominazione pi\u00f9 conosciuta \u00e8 l\u2019<em>AOC Bourgogne Epineuil<\/em>. Territorio emergente negli ultimi anni per una pi\u00f9 ricercata produzione di vini di qualit\u00e0.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>2.C\u00f4te d\u2019Or <\/u><\/strong>\r\n\r\nLunga poco pi\u00f9 di cinquanta chilometri, larga tre, comprende la <em>C\u00f4te de Nuits<\/em> e la <em>C\u00f4te de Beaune<\/em> . Interessante conoscere la Bourgogne Hautes C\u00f4te de Nuits e Bourgogne Hautes C\u00f4te de Beaune, due zone tagliate trasversalmente dalle \u201c<em>combe<\/em>\u201d, strette valli caratterizzate dalle maggiori altitudini della zona, in cui i venti e l\u2019escursioni termiche ritardano la vendemmia e donano maggiori profumi e freschezza ai vini.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>C\u00f4te de Nuits<\/strong> : a sud di Digione, si estende da Chen\u00f4ve a Corgoloin, confine naturale dove la vigna \u00e8 assente e inizia la \u00a0C\u00f4te de Beaune.\r\n\r\nConosciuta per il Pinot nero, con numerose \u201cAppellation\u201d, dove si trovano i maggiori Grand Cru della Borgogna: Bonnes Mares, Gevrey- Chambertin, Morey-St-Denis (prima AOC della Borgogna-1936), Chambolle Musigny, Vougeot, Vosne-Roman\u00e9e, Aloxe-Corton.\r\n\r\nSi possono trovare piccole presenze di Chardonnay e Pino bianco; a Musigny sino al 1993, esisteva il Musigny Gran Cru blanc (Pinot Nero) l\u2019unico della C\u00f4te de Nuits, venne estirpato e successivamente reimpiantato, ora il vino \u00e8 denominato Premier Cru poich\u00e9 l\u2019et\u00e0 delle vigne \u00e8 ancora troppo giovane per essere inserito come Gran Cru.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>C\u00f4te de Beaune:<\/strong> si estende da Ladoix-Serrigny sino a Volnay. La maggiore presenza dello Chardonnay si trova nella <em>C\u00f4te des Blancs<\/em>, da Mersault a Puligny-Montrachet; il Pinot nero \u00e8 diffuso nell\u2019area vicino a Beaune sino a Volnay, dove i caratteri fruttati di mora e lampone donano vini pi\u00f9 freschi, beverini a tratti femminili. Due Gran Cru si dividono la collina dell\u2019<em>AOC<\/em> <em>Aloxe- Corton<\/em>,: Corton ( base di Pinot nero e Chardonnay) e Corton- Charlemagne (solo Chardonnay).\r\n\r\nL\u2019 appellazione di <em>AOC<\/em> <em>Pommard<\/em> si distingue per i terreni ferrosi, soprattutto nella vicinanza della Route 74, in cui il Pinot nero mostra potenza e mascolinit\u00e0. La strada prosegue per l\u2019<em>AOC<\/em> <em>Volnay<\/em>, in cui il vitigno a bacca nera assume un carattere fine ed elegante, mentre nella vicina <em>AOC Mersault<\/em>, troviamo l\u2019espressione della potenzialit\u00e0 dello Chardonnay, maturato in piccole botti, sviluppa sentori di burrosit\u00e0 e nocciole.\r\n\r\nPrecisiamo che nella gi\u00e0 citata C\u00f4te des Blancs, l\u2019essenza dello Chardonnay si rivela nei Gran Cru\u00a0 Puligny- Montrachet.\r\n\r\nA voi, questa breve storiella anche memonica (per ricordare i cru di Cot\u00e9 de Beaune) di Jacky Rigaux in onore dei Gran Cru di Puligny- Montrachet:\r\n\r\nIl Signore di <strong>Montrachet <\/strong>era triste perch\u00e9 il suo unico figlio, uno<strong> Chevalier,<\/strong> era partito per le Crociate. Un giorno, mentre passeggiava per un vigneto chiamato \u201cFolatiers\u201d, incontr\u00f2 una \u201cLes Pucelles\u201d (giovane donna) che aveva con s\u00e9 un figlio illegittimo, <strong>B\u0203tard <\/strong>(bastardo) in gergo contadino. Pensando alla morte del figlio Chevalier, decise di adottare le B\u0203tard, lo present\u00f2 al villaggio e tutti lo accolsero con il saluto <strong>Bienvenue<\/strong>. Il Signore di Montrachet fu cos\u00ec felice che pianse\u2026..<strong> Criots <\/strong>(specifico vino).\r\n\r\nVini famosi per l\u2019irruenza iniziale che solo dopo 10-15 anni trascorsi in barriques e in bottiglia, 30 nelle migliori annate, possono esprimere la loro vera natura.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>3.C\u00f4te<\/u><\/strong><u> <strong>Chalonnaise <\/strong><\/u>\r\n\r\nSimile alle condizioni pedologiche della C\u00f4te de Nuits, l\u2019Aligot\u00e9 \u00e8 il vitigno pi\u00f9 coltivato, presente soprattutto nella pi\u00f9 conosciuta <em>AOC Bouzeron<\/em>. Si producono i Cremant de Bourgogne, metodo champenoise della regione.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>4.M\u0203connais<\/u><\/strong>\r\n\r\nMacroregione che divide la Francia del nord con il sud vitivinicolo. Il Gamay sostituisce il Pinot nero, presente in piccole parti. Lo Chardonnay assume un ruolo importante nella famosa <em>AOC Poully-Fouiss\u00e8. <\/em>Vini di alta qualit\u00e0 che si esprimono in un territorio meno conosciuto della C\u00f4te d\u2019Or e dai prezzi pi\u00f9 convenienti.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>5.Beaujolais<\/u><\/strong>\r\n\r\nSituato nella sponda destra del fiume Sa\u00f4ne, tra M\u0203con e Lione. Famoso in tutto il mondo per il \u201c <em>Beaujolais<\/em> nouveau\u201d (rispetto al vino Novello Italiano viene commercializzato il terzo gioved\u00ec di novembre di ogni anno)! il vino novello esclusivamente a base Gamay, ottenuto con una parziale macerazione carbonica, \u00e8 messo in commercio dal terzo gioved\u00ec di Novembre (in Italia dal 30 ottobre fino al 31 Dicembre). Al <em>Beaujolais<\/em> <em>nouveau<\/em> si affianca <em>Beaujolais<\/em> che negli ultimi anni, dopo un calo sul mercato, ha ripreso fama grazie ai dieci Cru (Brouilly, C\u00f4te de Brouilly, Chiroubles, Chenas, Julienas, Moulin-\u00e0-Vent, Fleurie, Morgon, Saint-Amour, R\u00e9igni\u00e8), vini rossi a base Gamay, strutturati che mantengono colori vivaci, profumi croccanti, freschi, di discreta tannicit\u00e0. Il Gamay antico vitigno, nato dall'incrocio naturale fra Pinot Noir e Gouais Blanc, il cui nome ricorda le sue nobili origini \u201cGamay Noir \u00e0 Jus Blanc\u201d, nasce su terreno granito \u2013scistosi ed ha un legame fortissimo con il terroir di quei 6 ettari che costituiscono i 10 cru del Beaujolais.\r\n\r\nPrecisiamo che in Beaujolais le Pi\u00e8ce hanno una capacit\u00e0 di 216 litri\r\n\r\n<u>E ora \u00e8 giunto finalmente il momento di assaggiare i nostri vini, e vi proporremo la stessa scaletta propostaci nella degustazione del consorzio dei Vins de Bourgogne:<\/u>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Bourgogne<\/em><\/strong><strong><em> Coulanges rouge Cuv\u00e9e Nos Origines Coline<\/em><\/strong><strong><em> AOC 2017 \u2013 Domaine Du Clos Du Roi<\/em><\/strong>\r\n\r\n(85% Pinot Nero - 15% Cesar \u2013 fermentazione in tini interrati di pietra di Borgogna \u2013 invecchiamento: botti di legno da 2400 l\u00a0 per 12 mesi).\r\n\r\nUn rosso prodotto nello Yonne, unica regione in cui il disciplinare consente l\u2019utilizzo del vitigno C\u00e9sar. Furono Giulio Cesare (da cui prende il nome) e le legioni romane a portare qui la cultura della vigna, i primi a piantare il C\u00e9sar, la cui struttura dona tannicit\u00e0 e potenza al vino, mentre il Pinot nero, se utilizzato in assemblaggio, apporta finezza fruttata ed eleganza. Da tre generazioni l\u2019azienda, situata a Coulanges-la-Vineuse, \u00e8 gestita dalla Fam. Bernard.\r\n\r\nLa veste rubina mostra <em>nuances <\/em>violacee, i profumi sono rossi e croccanti, amarena, buona compattezza al centro, particolari tipici del varietale secondario, in bocca \u00e8 alla ricerca dell\u2019equilibrio, la generosa freschezza supporta il tannino, ancora un p\u00f2 spigoloso, mentre la parte glicerica e alcolica sono supportate da una discreta struttura.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2764\" aria-describedby=\"caption-attachment-2764\" style=\"width: 391px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200210_153350.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2764\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200210_153350-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"391\" height=\"293\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2764\" class=\"wp-caption-text\">la Borgogna in fiera<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong><em>R\u00e9veiller blanc Bourgogne C\u020fte Chalonnaise AOC 2017 \u2013 Domaine dell\u2019\u00c9v\u00each\u00e9<\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Chardonnay \u2013 invecchiamento: acciaio)\r\n\r\nSylvie e Vincent Joussier propri\u00e9taire-r\u00e9coltant (proprietario e coltivatore) dal 1985 vinificano nelle cantine del XVIII sec. le uve di Aligot\u00e9, Chardonnay e Pinot Nero provenienti\u00a0 dai tredici ettari del comune di\u00a0 Saint Denis de Vaux.\r\n\r\nUn vino che gi\u00e0 al colore giallo paglierino con riflessi verdolini, comunica uno sviluppo giovanile, in cui i profumi acerbi, frutta bianca di mela croccante, fiori di campo, scorza di lime, ce ne danno conferma. Al sorso, l\u2019acidit\u00e0 scalpitante, nervosa, rende scomposto il percorso, con la sapidit\u00e0 che la supporta. Un vino che sicuramente dar\u00e0 soddisfazioni, ma \u00e8 ancora troppo presto per darne un giudizio.\r\n\r\n<strong>Bourgogne C\u00f4tes d'Auxerre\u00a0Blanc Cuv\u00e9e Marianne AOC 2017<\/strong><strong><em>\u2013 <\/em><\/strong>\u00a0<strong><em>Domaine BERSAN Pierre-Louis &amp; Jean-Fran\u00e7ois<\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Chardonnay \u2013 invecchiamento in botti medie per 24 mesi di cui 10% nuove)\r\n\r\nGradazione: 13\u00b0\r\n\r\nCi troviamo a Saint-Bris le Vineux, nell\u2019Auxerrois, a ovest di Chablis, nel dipartimento dello Yonne, a nord della Borgogna. Un tempo il mare copriva queste terre \u00e8 ritirandosi, ha lascitao molti fossili marini intrappolati nel suolo argillo-calcareo, dando vita al terreno <em>Kimmeridgiano <\/em>(da 150 a 155 milioni anni fa -Giurassico superiore). Dal 1453, il Domaine \u00e8 propriet\u00e0 di Bersan Pierre-Louis &amp; Jean-Fran\u00e7ois.\r\n\r\nInteressante gi\u00e0 al colore giallo paglierino che si presenta cristallino nella sua luminosit\u00e0; al naso \u00e8 divertente, appare giovane nei profumi agrumati, lime, pompelmo; evoluto nella rotondit\u00e0 fruttata di ananas, pesca nettarina, fiori gialli di campo, mentre si avverte la sapidit\u00e0 incalzare anche all\u2019olfazione. La sapidit\u00e0 \u00e8 l\u2019approccio con cui entra in bocca, marina quasi salmastra a ricordare la sua terra. Un sorso in cui la spina dorsale si avverte nel corpo morbido, dolcemente speziato di vaniglia che accompagna alla deglutizione e culla il nostro palato.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Bourgogne<\/em><\/strong><strong><em> Hautes-C\u00f4tes de Nuits blanc AOC 2017 \u2013 Maison Ambroise <\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Chardonnay \u2013 invecchiamento in legno, di cui il 40% nuovo)\r\n\r\nGradazione: 13\u00b0\r\n\r\nLa denominazione prende nome dalle \u201c<em>combe<\/em>\u201d, vallate trasversali alla C\u00f4tes de Nuits (presenti anche in Cot\u00e9 de Beaune), con un\u2019altitudine tra le maggiori del territorio, dalle escursioni termiche che ritardano la vendemmia di circa dieci giorni.\u00a0 Le origini della famiglia Bertrand risalgono al 18\u00b0 secolo, ma \u00e8 nel 1987 che Bertrand acquista il Domaine, nel comune di Premeaux Prissey, un village di Nuits-Saint-Georges.\r\n\r\nAbituati a degustare vini a base di Pinot nero vinificato in rosso, il nostro approccio \u00e8 curioso. Il colore paglierino \u00e8 intenso, probabilmente dovuto all\u2019uso del legno e al millesimo in cui il sole e il calore non sono mancati. Il ventaglio olfattivo esprime note fresche di cedro, lime e zenzero, seguono un bouquet di campanule bianche, fior di sambuco mentre la grassezza del terreno, mentre portiamo il calice alla bocca, invade il calice in successioni minerali. Una bocca ricca, avvolgente nel frutto che esprime maturit\u00e0, ma mantiene la freschezza agrumata e rinfrescante della giovinezza. Una spina dorsale ben fatta, in cerca di equilibrio, che il tempo prometter\u00e0 di sviluppare.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Bourgogne<\/em><\/strong><strong><em> Epineuil <\/em><\/strong><strong><em>C\u00f4tes<\/em><\/strong> <strong><em>de Grisey rouge AOC 2017 \u2013 Domaine Alain Mathias <\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Pinot Nero - invecchiamento in legno (barrique) nuovo media tostatura per 12 mesi)\r\n\r\nGradazione: 12,5\u00b0\r\n\r\nNel 1980 Alain Mathias, forte di una passione che lo accompagner\u00e0 sino a oggi, acquista il Domaine; grazie al contributo dei figli Bastien e Carole, laureati in enologia a Lione, converte l\u2019azienda e nel 2013 diventa\u00a0 Biologica certificata. I tredici ettari di vigneti sono distribuiti nei comuni di Chablis, dove prendono vita i migliori bianche della regione e nel comune di Epineuil, zona vocata per la coltivazione del Pinot Nero. Colore rubino scarico con riflessi violacei, al naso ribes rosso, cassis e cacao, al sorso ampio, con importante spalla acida che denota la giovane et\u00e0 e che chiude con note balsamiche di eucalipto e mentuccia romana.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Bourgogne<\/em><\/strong><strong><em> Hautes C\u00f4tes de Beaune Clos de la P\u00e9rri\u00e8re Rouge AOC 2017 - Domaine Parigot P\u00e8re et Fils<\/em><\/strong>\r\n\r\n(100% Pinot Nero \u2013 invecchiamento in\u00a0 pi\u00e9ce da 228l\u00a0 per 12 mesi )\r\n\r\nGradazione: 13,0\u00b0\r\n\r\nRegis e Alexandre Parigot conducono poco pi\u00f9 di diciotto ettari quasi esclusivamente a Pinot nero, il vitigno che ha trovato il proprio habitat naturale nel comune di Meloisey, a sei km dalla <em>AOC Pommard,<\/em> terra di forza e di potenza data dal terreno argillo-calcareo con presenza di ferro, attraverso una coltura sostenibile nella \u201c<em>Hautes-C\u00f4te<\/em>\u201d.\u00a0 Il vino presenta un colore penetrante rubino pieno. Frutta rossa di ciliegia, fragola, piccoli frutti rossi inaugurano il primo atto di una scena che vira su fiori di iris e viola appena raccolti. La forza alcolica si avverte gi\u00e0 all\u2019olfazione, si ripropone all\u2019assaggio, ma questo non ci preoccupa. Forse l\u2019annata calda, forse l\u2019evoluzione troppo breve per ritenerlo equilibrato, convincer\u00e0 il degustatore tra qualche anno. Lo scheletro \u00e8 giustamente corposo, buona freschezza che supporta il tannino, presente, ancora un po\u2019 spigoloso, ma non abbiamo fretta.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nComplice l\u2019amore per la Borgogna, complice la casualit\u00e0, mentre passiamo davanti al banco della <em>Domaine Monts Louisant<\/em>, notiamo la piccola verticale in cui Jean-Marc Dufouleur \u00e8 il protagonista nonch\u00e9 colpevole della nostra inaspettata e piacevole sosta. Il terreno argillo-calcareo, vigne di oltre quarant\u2019anni consentono di conservare un archivio storico delle diciottomila bottiglie prodotte annualmente su una superficie di 3,4 ha nel comune di Beaune, dell\u2019omonima C\u00f4te de Beaune.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2775\" aria-describedby=\"caption-attachment-2775\" style=\"width: 270px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/index-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2775\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/index-6.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"270\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2775\" class=\"wp-caption-text\">purtroppo la 2012 era solo in esposizione<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<strong><em>1er Cru Les Monts Louisant Aoc Morey- Saint Denis 2017\u00a0 - Domaine des Monts Louisant<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>1er Cru Les Monts Louisant Aoc Morey- Saint Denis 2016\u00a0 - Domaine des Monts Louisant<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>1er Cru Les Monts Louisant Aoc Morey- Saint Denis 2014\u00a0 - Domaine des Monts Louisant<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>1er Cru Les Monts Louisant Aoc Morey- Saint Denis 2013\u00a0 - Domaine des Monts Louisant<\/em><\/strong>\r\n\r\nAttraverso il calice notiamo il rubino scarico classico del Pinot Nero in purezza, l\u2019andamento climatico dei quattro millesimi gi\u00e0 al colore.\r\n\r\nIniziamo con il <u>2017<\/u>, il primo a essere servito, nonostante sia usanza dei francesi d\u2019iniziare una verticale con l\u2019annata pi\u00f9 vecchia. Il colore \u00e8 intenso nell\u2019estratto, rubino con riflessi luminosi, profumi fruttati di cassis, mora, viola che si ritrovano al sorso. Un sorso, fresco, dinamico, immediato nella sua interpretazione. Questo ci porta a valutare il millesimo giovane, per freschezza e tannino, ma pronto nella morbida avvolgenza con cui accompagna la degustazione.\r\n\r\nL\u2019annata <u>2016<\/u> ci \u00e8 sembrata molto pi\u00f9 acerba del 2017, nonostante il colore rubino con riflessi tendenti al granato. Sensazioni odorose fruttate di ciliegia, mora di rovo tendenti al vegetale, sottobosco bagnato, radice di liquirizia.La degustazione non ha smentito le nostre aspettative, in cui l\u2019acidit\u00e0 ha sorretto il percorso in ogni sua fase. La spina dorsale intensa nelle sue contrapposizioni delle morbidezze e durezze ha concesso al tannino di emergere nell\u2019astringenza giovane dai modi garbati che evolveranno in futuro.\r\n\r\nEccoci alla tanto chiacchierata, anche in Francia, <u>2014<\/u>, un millesimo in cui le gelate di fine aprile, la quasi assenza di sole in Agosto e le giornate soleggiate di settembre ed ottobre, hanno rivelato un Pino nero di buona prospettiva, inizialmente esile ma di grande eleganza. Un vino che sta evolvendo molto lentamente, dar\u00e0 risultati nei prossimi anni, grazie all\u2019acidit\u00e0 importante che manterr\u00e0 i frutti rossi, fragoline di bosco, cassis, ribes, violetta, roselline di campo in un tessuto compatto pronto a diventare un baco da seta.\r\n\r\nL\u2019annata <u>2013<\/u>, \u00e8 quella che ci ha colpito meno, forse la bottiglia con qualche criticit\u00e0, forse un problema in vinificazione (non vogliamo giudicare il lavoro, non siamo tecnici\u2026), il colore granato discretamente luminoso, ci ha lasciati perplessi. Al naso frutta in macerazione, radice di liquirizia, peperone verde, ci hanno condotto all\u2019assaggio. La massa corposa, ricca di estratto fruttato, prometteva un buon inizio. L\u2019acidit\u00e0 ha supportato il percorso, senza eccezioni, mentre il tannino contrastava la parte glicerica e alcolica in note soffuse, senza emozioni. Peccato.\r\n\r\nE\u2019 arrivato il momento di viaggiare verso il sud della Francia, per scoprire un\u2019altra eccellenza con una realt\u00e0 ancora pi\u00f9 complessa della Borgogna, una regione vitivinicola suddivisa in tanti piccoli regni...<strong><em> \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/em><\/strong>\r\n\r\n&nbsp;\r\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>BORDEAUX<\/em><\/strong><\/p>\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\nLa \u201cville\u201d (citt\u00e0) di Bordeaux si affaccia sull\u2019oceano Atlantico, fa parte della regione francese dell\u2019Aquitagnen (Aquitania), ed \u00e8 attraversata dell\u2019estuario della Gironda e dai suoi due affluenti, Dordogna e la Garonna. Attorno a Bordeaux si apre un\u2019intero territorio dedito alla viticultura, patria del classico uvaggio bordolese,\u00a0 simbolo dei grandi vini rossi maturati nelle classiche barrique da 225 l e dei vini dolci muffati, quest\u2019ultimi ottenuti dai grappoli surmaturi impreziositi dall\u2019attacco della muffa nobile, la famosa \u201c<em>Botrytis Cinerea<\/em>\u201d.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2736\" aria-describedby=\"caption-attachment-2736\" style=\"width: 408px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/images5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2736\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/images5-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"408\" height=\"204\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2736\" class=\"wp-caption-text\">la nuova costruzione ad Alambico all'ingresso di Bordeaux<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nGli Abitanti di Bordeaux \u201cBituriges Vivisques\u201d furono tra i primi in Francia a coltivare il vitigno di origini greche \u201c <em>Basilica<\/em>\u201d, poi denominato \u201c<em>Vidure<\/em>\u201d ed oggi \u201c<em>Cabernet<\/em>\u201d; questo accadde poich\u00e8 ai tempi dei romani vollero diventare indipendenti dal \u201ccartello\u201d Italico-Narbonese del vino, diventarono produttori. Nel 1152, Eleonora d\u2019Aquitania, dopo il matrimonio con Re di Francia Luigi VII, spos\u00f2 Enrico Plantageneto, il futuro Re d\u2019Inghilterra Enrico II, dando inizio a un nuovo ricco commercio di vino verso Londra e l\u2019Inghilterra che fu la fortuna del \u201cClaret o Clairet\u201d, vino composto da uve sia bianche che nere.\r\n\r\nUn periodo florido che termin\u00f2 dopo la ripresa dell\u2019Aquitania da parte dei francesi. Furono gli olandesi a far rinascere la viticoltura bordolese, interessati ai vini bianchi dolci di Bergerac. Grazie a loro, la maggior parte del territorio, fu\u00a0 bonificato dalle paludi, portando\u00a0\u00a0 il vino bordolese al successo soprattutto nel XVIII secolo, quando gli Ch\u00e2teau diventarono un\u2019icona mondiale, in cui i <em>negociant<\/em> inglesi, olandesi e tedeschi vendevano i loro vini, costituiti dai migliori cru, a una clientela internazionale raffinata e danarosa. Per capire Bordeaux \u00e8 necessario fare chiarezza sul territorio di questa famosa regione francese, per comprenderne appieno le differenze e peculiarit\u00e0, al fine di poter scegliere la giusta bottiglia, con il giusto rapporto qualit\u00e0 prezzo, da mettere nella nostra tavola. \u00a0\u00a0Tutto il territorio di Bordeaux \u00e8 suddiviso in 5 macro aree, definite sulla base di fattori geografici (medesima zona e suolo) e degli stili dei vini prodotti (si possono produrre vini rossi-bianchi-rosati, ma con i medesimi vitigni), nominate:\r\n\r\n<em>Le M\u00e9doc<\/em> (M), <em>Blaye &amp; Bourg<\/em> (BB), <em>Le Libournais<\/em> (L), <em>Entr\u00e9-Deux-Mers<\/em> (EDM), <em>Graves e Sauternais <\/em>(GS); a loro volta queste aree contengono, suddivise, 55 appellazioni AOC (possono prevedere solo vini rossi, bianchi secchi o dolci) con relative classificazioni, che possono essere simili, assenti, o completamente diverse una dall\u2019altre, che per maggior comprensione elencheremo partendo da Nord (tra parentesi l\u2019appartenenza della AOC alla macro-area di appartenenza):\r\n<ol>\r\n \t<li>M\u00e9doc<strong>; <\/strong>(M)<\/li>\r\n \t<li>Saint-Es\u00e8phe (M);<\/li>\r\n \t<li>Pauillac; (M)<\/li>\r\n \t<li>Sant-Julien; (M)<\/li>\r\n \t<li>Listrac-Medoc; (M)<\/li>\r\n \t<li>Moulis; (M)<\/li>\r\n \t<li>Margaux; (M)<\/li>\r\n \t<li>Haut-Medoc; (M)<\/li>\r\n \t<li>Blaye (BB);<\/li>\r\n \t<li>C\u00f4tes de Blaye (BB);<\/li>\r\n \t<li>Blaye C\u00f4tes de Bordeaux \u2013blanc sec- (BB);<\/li>\r\n \t<li>Blaye C\u00f4tes de Bordeaux \u2013rouge- (BB);<\/li>\r\n \t<li>C\u00f4tes de Bordeaux (BB) ;<\/li>\r\n \t<li>Bourg\u00a0 &amp; C\u00f4tes de Bourg \u2013blanc sec- (BB);<\/li>\r\n \t<li>Bourg\u00a0 &amp; C\u00f4tes de Bourg \u2013rouge- (BB);\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2732\" aria-describedby=\"caption-attachment-2732\" style=\"width: 382px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cartografia_vini_di_bordeaux.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2732\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/cartografia_vini_di_bordeaux-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"526\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2732\" class=\"wp-caption-text\">la piantina di Bordeaux con le propie AOC<\/figcaption><\/figure><\/li>\r\n \t<li>Fronsac (L);<\/li>\r\n \t<li>Canon-Fronsac (L);<\/li>\r\n \t<li>Pomerol (L);<\/li>\r\n \t<li>Lalande-de-Pomerol (L);<\/li>\r\n \t<li>Pomerol (L);<\/li>\r\n \t<li>Lussac-Saint-Emilion (L);<\/li>\r\n \t<li>Montagne-Saint-Emilion (L);<\/li>\r\n \t<li>Saint-Georges-Saint Emilion (L);<\/li>\r\n \t<li>Puisseguin-Sant Emilion (L);<\/li>\r\n \t<li>Saint Emilion (L);<\/li>\r\n \t<li>Saint Emilion Grand Cru (L);<\/li>\r\n \t<li>Francs - C\u00f4tes de Bordeaux \u2013blanc doux- (L);<\/li>\r\n \t<li>Francs - C\u00f4tes de Bordeaux \u2013blanc sec -(L);<\/li>\r\n \t<li>Castilion C\u00f4tes de Bordeaux (L);<\/li>\r\n \t<li>C\u00f4tes de Bordeaux \u2013 rouge-(L);<\/li>\r\n \t<li>Graves-de Vayres \u2013blanc sec- (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Graves-de Vayres \u2013rouge- (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Graves-de Vayres \u2013blanc doux- (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Sainte-Foy- C\u00f4tes de Bordeaux \u2013blanc sec- (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Sainte-Foy- C\u00f4tes de Bordeaux \u2013rouge- (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Entre-Deux-Mers (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Bordeaux Haut-Benauge \u2013blanc doux- (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Bordeaux Haut-Benauge \u2013blanc sec- (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Entr\u00e9-Deux-Mers-Haut-B\u00e9nauge (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Premi\u00e9res C\u00f4tes de Bordeaux (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Cadillac C\u00f4tes de Bordeaux (EDM);<\/li>\r\n \t<li>C\u00f4tes de Bordeaux (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Cadillac (EDM);<\/li>\r\n \t<li>C\u00f4tes de Bordeaux-Saint-Macaire \u2013blanc sec- (EDM);<\/li>\r\n \t<li>C\u00f4tes de Bordeaux-Saint-Macaire \u2013blanc doux- (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Loupiac (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Sainte-Croix-du-Mont (EDM);<\/li>\r\n \t<li>Pessac-L\u00e9ognan \u2013 rouge- (AOC dal 1987) (GS);<\/li>\r\n \t<li>Pessac-L\u00e9ognan \u2013 blac sec- (AOC 1987) (GS);<\/li>\r\n \t<li>Graves \u2013rouge- (GS);<\/li>\r\n \t<li>Graves \u2013blanc sec- (GS);<\/li>\r\n \t<li>Graves Superior (GS);<\/li>\r\n \t<li>C\u00e9rons (GS);<\/li>\r\n \t<li>Barsac (GS);<\/li>\r\n \t<li>Sauternes (GS).<\/li>\r\n<\/ol>\r\nsi potr\u00e0 quindi comprendere la complessit\u00e0 e vastit\u00e0 di tale argomento, che\u00a0 andremo a semplificare, descrivendo solo le principali e pi\u00f9 famose zone, ma prima spieghiamo necessariamente i criteri di qualit\u00e0.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>\r\n\r\n<strong>La classificazione della qualit\u00e0<\/strong>\r\n\r\nBordeaux, come tutti i territori di Francia, oltre ad essere suddiviso in macro-aree (cinque) e AOC (cinquantacinque), ha anche una propria suddivisione della qualit\u00e0, suddivisa per territorio<strong>. <\/strong>Primo f\u00f9 il Medoc nel 1855, seguito lo stesso anno dal Sauternes e Barsac, che grazie ad un\u2019ordinanza di Napoleone III, il quale voleva presentare i vini di \u201cBordeaux\u201d all\u2019Esposizione Universale di Parigi, ide\u00f2 la costituzione di un sistema che differenziasse i vini della M\u00e9doc dalle altre regioni, per poi proporlo al pubblico mondiale.\u00a0 Chiese quindi ai <em>courtiers<\/em> (compratori e affinatori di vino nominati ufficiali ministeriali con decreto), di eleggere i migliori prodotti del territorio in base alla qualit\u00e0, in virt\u00f9 del fatto che erano i pi\u00f9 esperti conoscitori del mercato.\u00a0 Una classificazione in cui gli Ch\u00e2teau furono selezionati secondo il criterio della loro reputazione, storicit\u00e0 e del costo di produzione, all\u2019epoca principale indice di qualit\u00e0. Quindi una classificazione per qualit\u00e0 e non per \u201cterritorio\u201d pi\u00f9 ampiamente definibile <em>Terroir<\/em>, termine molto amato in Bordeaux. Ma torniamo ai giorni nostri, precisando che nel 2019 il 65% dei vigneti \u00e8 stato certificato con una \u201ccertificazione ambientale\u201d (una maggior responsabilit\u00e0 nel consumo energetico, del territorio, del riciclo, delle emissioni di CO2, ecc.); l\u2019obbiettivo \u00e8 arrivare entro 10 anni al 100%.\r\n\r\nPrecisiamo che in questa regione la graduatoria sulla qualit\u00e0 risulta invertita rispetto alla Borgogna ed allo Champagne, dove troviamo per importanza i Gran Cru e poi Premier Cru, mentre in Bordeaux \u00e8 esattamente l\u2019opposto. Il territorio di Bordeaux \u00e8 costituito da 55 AOC con altrettante classificazioni distinte, simili, ed in alcuni casi anche privi delle medesime, ed in dettaglio elencheremo solo le pi\u00f9 conosciute<strong>:<\/strong>\r\n\r\n<strong><u>M\u00e9doc <\/u><\/strong>\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>Il territorio della <em>M\u00e9doc<\/em> \u00e8 suddiviso principalmente a Nord in AOC\u00a0<strong><em>M\u00e9doc<\/em> <\/strong>(posta a sud dell\u2019estuario della Gironda), mentre la parte pi\u00f9 a sud prende il nome di AOC\u00a0<strong><em>Haut-M\u00e9doc<\/em> <\/strong>le due appellazioni regionali dove troviamo le pi\u00f9 famose etichette.\u00a0 La qualit\u00e0 e il valore erano e sono tutt\u2019oggi i requisiti della menzione dedicata ai vini rossi della M\u00e9doc nelle sue otto appellazioni AOC: <em>M\u00e9doc, Haut-M\u00e9doc, Moulis, Margaux, Listrac, Saint-Julien, Saint-Est\u00e8phe e Pauillac<\/em>. In M\u00e9doc troviamo cinque classificazioni di qualit\u00e0 che elencheremo in ordine decrescente, la storica <em><u>Grands Crus Class\u00e9 en 1855<\/u>, <\/em>l\u2019 antagonista<em><u>Crus Bourgeois<\/u>, <\/em>la rappresentate dei piccoli produttori<em><u>Crus Artisans Aoc du M\u00e9doc<\/u>, la Caves Coop\u00e9ratives e una categoria definita \u201cLe altre AOC\u201d <\/em>dei produttori che non rientrano in nessuna delle precedenti.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Grands Crus Class\u00e9 en 1855 <\/em><\/strong>\r\n\r\nIl sistema in <em>M\u00e8doc<\/em> \u00e8 suddiviso in 60 cru, basandosi per i vini rossi sui <em>Cru Class\u00e8e<\/em>, valutati in ordine d'importanza in 5 categorie, che citeremo dalla prima alla quinta in ordine decrescente:\u00a0 <em>Premiers Cru (5) ,\u00a0 Deuxi\u00e8me Cru (14), Trois\u00e8me Cru (14), Quarti\u00e8me Cru (10) e\u00a0 Cinqui\u00e8me Cru (18), <\/em>mentre per i vini bianchi troviamo 3 categorie:<em> Premier Cru Superieur Class\u00e9, Premier Cru Class\u00e9e, Deuxi\u00e8me Cru Class\u00e8e. <\/em>Precisiamo che in ogni classificazione, sono elencati i singoli Chat\u00e9au (cantine) appartenenti, come ad esempio:\r\n<h4><em>\u00a0<\/em><em><strong>Premieres Cru<\/strong><\/em><\/h4>\r\n<ul>\r\n \t<li>Ch\u00e2teau Lafite, ora Ch\u00e2teau Lafite Rothschild, Pauillac<\/li>\r\n \t<li>Ch\u00e2teau Latour, Pauillac<\/li>\r\n \t<li>Ch\u00e2teau Margaux, Margaux<\/li>\r\n \t<li>Haut-Brion, ora Ch\u00e2teau Haut-Brion, Pessac, Graves<\/li>\r\n \t<li>Mouton, ora Ch\u00e2teau Mouton Rothschild, Pauillac (elevato da Deuxi\u00e8me Cru al rango di Premiers Cru nel 1973 poich\u00e9 escluso nel 1855)<\/li>\r\n<\/ul>\r\nQuesta classificazione \u00e8 attualmente utilizzata per 60 <em>ch\u00e2teaux<\/em> della M\u00e9doc e uno delle Les Graves.\r\n\r\n<strong><em>Crus Bourgeois <\/em><\/strong>\r\n\r\nLe classificazioni sopra descritte includono solamente una parte minima dei vini prodotti nella <em>M\u00e8doc<\/em> (intesa come territorio e non solo come AOC specifica), escludendo invece centinaia di ch\u00e2teaux non meno meritevoli. Per tale ragione nel 1932 fu istituita una speciale categoria i <em>Cru Bourgeois <\/em>(inizialmente esisteva una suddivisione maggiore, recentemente rivista e semplificata dalla commissione europea) per molti degli Ch\u00e2teaux del M\u00e9doc esclusi dalla classificazione del 1855. Nel 1932 i <em>courtiers<\/em> classificarono una lista con 444 <em>Crus Bourgeois<\/em>, una menzione tradizionale le cui origini risalgono al Medioevo. Originariamente \u201c<em>Les Bourgeois<\/em>\u201d erano gli abitanti di \u201c<em>Bourg<\/em>\u201d, di Bordeaux, la citt\u00e0 di mercanti e artigiani. La depositarono alla Chambre de Commerce et d\u2019Industrie ma senza avere l\u2019autorizzazione ministeriale.\r\n\r\nNel 1962 nacque il Syndacat des Crus Bourgeois du M\u00e9doc, con novantaquattro soci aderenti.\r\n\r\nNel 2003 ci fu una sospensione della classificazione, sino al 2008, rivedibile ogni anno.\r\n\r\nLa nuova classificazione dei <em>Cru Bourgeois, <\/em>che vedr\u00e0 la luce nel 2020, ripristina l\u2019articolazione su tre livelli, con<strong> 249 <em>Cru <\/em><\/strong>elencati in ordine crescente \u2013 <em>Cru Bourgeois con 174 Ch\u00e2teau, Cru Bourgeois Sup\u00e9rieur con 56 Ch\u00e2teau e Cru Bourgeois Exceptionnel con 14 Ch\u00e2teau <\/em>\u2013 stabilendone un aggiornamento quinquennale. Potranno usufruire di questa nuova classificazione, come nel passato, i vini rossi delle otto <em>appellations<\/em> della regione: <em>M\u00e9doc (115), Haut-M\u00e9doc (88), Moulis (8), Margaux (8), Listrac (14), Saint-Julien, Saint-Est\u00e8phe (15) e Pauillac (1).<\/em>\r\n\r\nOgni anno, tra 240 e 260 produttori, spesso di propriet\u00e0 familiare, formano l'Alleanza dei <em>Crus Bourgeois<\/em>, che rappresenta oltre il 40% della produzione della <em>M\u00e9doc, <\/em>al fine di valorizzare e pubblicizzare questa classificazione.\r\n\r\nPrecisiamo che i <em>Cru Bourgeois<\/em> hanno generalmente prezzi mediamente inferiori ai <em>Gran<\/em> <em>Cru Class\u00e9 1855, <\/em>mantenendo spesso un miglior rapporto qualit\u00e0\/prezzo.\r\n\r\n<a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/images6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-2737\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/images6.jpg\" alt=\"\" width=\"352\" height=\"264\" \/><\/a>\r\n\r\n<strong><em>Crus Artisans Aoc du M\u00e9doc<\/em><\/strong>\r\n\r\nNel <em>M\u00e9doc<\/em>, il termine \"<em>Crus Artisans<\/em>\" esiste ufficialmente da oltre 150 anni; queste piccole cantine appartenevano spesso ad artigiani, come bottai, carpentieri e fabbri. Questa distinzione ha trovato nuova vita nel 1989 con la fondazione del Syndicat des Crus artisans du M\u00e9doc. Sono \"tenute\u201d autonome, di piccole e medie dimensioni in cui il gestore \u00e8 attivamente coinvolto nelle operazioni del suo vigneto, produce vini AOC e vende la produzione imbottigliata dall\u2019azienda.\r\n\r\nLa qualit\u00e0 e il valore dei vini prodotti su piccole propriet\u00e0 in una delle otto denominazioni <em>M\u00e9doc<strong>.<\/strong><\/em> Nel 1994, i regolamenti europei hanno reintrodotto questa designazione e autorizzato una menzione \"<em>Cru Artisan<\/em>\" sull'etichetta principale del vino. Una classificazione che viene rinominata e rivista ogni cinque anni, in cui le piccole, medie propriet\u00e0 famigliari conducono, vinificano, commercializzano i propri vini nelle otto denominazioni sopra citate. Criteri richiesti che hanno dato la possibilit\u00e0 ai 36 <em>Cru Artisans<\/em> di accedere alla classificazione del 2017, ed in vigore sino a tutto il 2021. Sono principalmente suddivise in tre aree come la <em>M\u00e9doc (15) il Haut-Medoc<\/em> (10) e Communales du M\u00e9doc (10) che raggruppa tutte le zone 8 AOC della macro-area M\u00e9doc.\r\n\r\nPoi al di fuori di queste classificazioni troviamo le <em>Caves Coop\u00e9ratives <\/em>con 400 aziende raggruppate in 6 grandi societ\u00e0 cooperative, e i produttori che non vogliono essere rappresentati da classificazioni, definiti \u201cLe altre AOC\u201d distribuiti su 8 AOC e 4000 ha, ma ugualmente controllati dall\u2019INAO (Institut National des Appellations d\u2019origine) come qualsiasi vino della <em>M\u00e9doc.<\/em>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>Les Graves et Sauternais<\/u><\/strong>\r\n\r\nNel <em>Les Graves et Sauternais<\/em> territorio posto a Sud della citt\u00e0 di Bordeaux, con suolo arenario, argillo ghiaioso in proprozioni variabili, dove troviamo 8 AOC diverse:\r\n\r\n<em>Pessac-L\u00e9ognan \u2013 rouge, Pessac-L\u00e9ognan \u2013 blac sec, Graves \u2013rouge, Graves \u2013blanc sec, Graves Superior, C\u00e9rons, Barsac, Sauternes<\/em>. Le AOC pi\u00f9 conosciute sono:\r\n\r\n<strong><em>Graves<\/em><\/strong>\r\n\r\nIl 1953 fu l\u2019anno in cui nacque il sistema di classificazione per i vini del <em>Graves<\/em>, successivamente revisionato nel 1959, nel quale \u00e8 prevista una sola denominazione, <em>Cru Class\u00e9 de Graves<\/em>, attribuita ai soli vini considerati di qualit\u00e0 e prestigio superiore. Le tre AOC presenti sono <em>Graves rouge, Graves blanc sec e Graves Superior.<\/em>\r\n\r\nSono 16 Crus, tutti appartenenti all'AOC Pessac-L\u00e9ognan: 7 rossi, 3 bianchi, 6 rossi e bianchi.\r\n\r\n<em>Ch\u00e2teau Haut-Brion<\/em>, \u00e8 l'unico vino di Bordeaux ad essere classificato due volte, in quanto \u00e8 comparso sia nella classificazione <em>Graves <\/em>che nei <em>Grands Crus Class\u00e9s<\/em> della <em>Medoc<\/em> nel 1855.\r\n\r\n<strong>Cru Class\u00e9 de Graves<\/strong>\r\n\r\nCh\u00e2teau Bouscaut, Cadaujac, rouge et blanc\r\n\r\nCh\u00e2teau Carbonnieux, L\u00e9ognan, rouge et blanc\r\n\r\nDomaine de Chevalier, L\u00e9ognan, rouge et blanc\r\n\r\nCh\u00e2teau Couhins, Villenave-d\u2019Ornon, blanc\r\n\r\nCh\u00e2teau Couhins-Lurton, Villenave-d\u2019Ornon, blanc\r\n\r\nCh\u00e2teau de Fieuzal, L\u00e9ognan, rouge\r\n\r\nCh\u00e2teau Haut-Bailly, L\u00e9ognan, rouge\r\n\r\nCh\u00e2teau Haut-Brion, Pessac (anche Premier Cru class\u00e9 en 1855), rouge\r\n\r\nCh\u00e2teau Latour-Martillac, Martillac, rouge et blanc\r\n\r\nCh\u00e2teau Laville-Haut-Brion, Talence, blanc\r\n\r\nCh\u00e2teau Malartic-Lagravi\u00e8re, L\u00e9ognan, rouge et blanc\r\n\r\nCh\u00e2teau La Mission-Haut-Brion, Talence, rouge\r\n\r\nCh\u00e2teau Olivier, L\u00e9ognan, rouge et blanc\r\n\r\nCh\u00e2teau Pape-Cl\u00e9ment, Pessac, rouge\r\n\r\nCh\u00e2teau Smith-Haut-Lafite, Martillac, rouge\r\n\r\nCh\u00e2teau La Tour-Haut-Brion, Talence, rouge\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em>\r\n\r\n<strong><em>Sauternes e Barsac\u00a0 <\/em><\/strong>\r\n\r\nI vini\u00a0 in <em>Sauternes e Barsac<\/em> che spesso troviamo classificati in M\u00e8doc in quanto la classificazione risale anch\u2019essa al 1855, \u00a0sono in tutto 27 Cru,\u00a0 suddivisi in 3 categorie; elencati\u00a0 dalla prima alla terza, in ordine decrescente : <em>Premier Cru Superieur Class\u00e9 <\/em>(<em>1)<\/em><em>, Premier Cru Class\u00e9e <\/em><em>(11)<\/em><em>,\u00a0 Deuxi\u00e8me Cru Class\u00e8e <\/em><em>(15).<\/em>\r\n\r\nFurono nominati i seguenti <em>Ch\u00e2teau<\/em>, in ordine di importanza:\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>Premier Cru <\/strong><strong>Sup\u00e9rieur Class\u00e9e<\/strong>\r\n\r\nCh\u00e2teau d\u2019Yquem, Sauternes, AOC Sauternes\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>Premier Cru Class\u00e9e<\/strong>\r\n\r\nCh\u00e2teau Climens, Barsac, AOC Barsac\r\n\r\nClos Haut-Peyraguey, Bommes, AOC Sauternes\r\n\r\nCh\u00e2teau Coutet, Barsac, AOC Barsac\r\n\r\nCh\u00e2teau Guiraud, Sauternes, AOC Sauternes\r\n\r\nCh\u00e2teau Lafaurie-Peyraguey, Bommes, AOC Sauternes\r\n\r\nCh\u00e2teau Rabaud-Promis, Bommes, AOC Sauternes\r\n\r\nCh\u00e2teau Rayne-Vigneau, Bommes, AOC Sauternes\r\n\r\nCh\u00e2teau Rieussec, Fargues-de-Langon, AOC Sauternes\r\n\r\nCh\u00e2teau Sigalas-Rabaud, Bommes, AOC Sauternes\r\n\r\nCh\u00e2teau Suduiraut, Preignac, AOC Sauternes\r\n\r\nCh\u00e2teau La Tour-Blanche, Bommes, AOC Sauternes\r\n\r\n<strong><u>Saint Emilion<\/u><\/strong>\r\n\r\nA Saint Emilion, zona interna a sinistra della Gironda, fu fatta una classificazione nel 1954 con la categoria <em>Premier Grand Cru Class\u00e9e<\/em> suddivisa in due gruppi, utilizzando le lettere: A (per definire vini di qualit\u00e0 superiore d\u2019eccellenza) e B per gli altri (ma non menzionata) e <em>Gran Cru Class\u00e9e. <\/em>\r\n\r\nRisulta il solo \u201cdisciplinare\u201d con una classificazione rivedibile ogni dieci anni; nel 2012 sono stati nominati in tutto 82 <em>Ch\u00e2teau<\/em> tra cui 18 <em>Premier Gran Cru Class\u00e9e<\/em> e 64 <em>Gran Cru Class\u00e9e<\/em>.\r\n\r\n<em>Premier Grand Cru Class\u00e9e A-(B) <\/em>\r\n\r\n<em>Gran Cru Class\u00e9e\u00a0 <\/em>\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em>\r\n\r\n<strong>Premier Grand Cru Class\u00e9e<\/strong>\r\n\r\nCh\u00e2teau Ang\u00e9lus (A)\r\n\r\nCh\u00e2teau Ausone (A)\r\n\r\nCh\u00e2teau Beau-S\u00e9jour (h\u00e9ritiers Duffau-Lagarrosse)\r\n\r\nCh\u00e2teau Beau-S\u00e9jour-B\u00e9cot\r\n\r\nCh\u00e2teau B\u00e9l Air-Monange\r\n\r\nCh\u00e2teau Canon\r\n\r\nCh\u00e2teau Canon la Gaffeli\u00e8re\r\n\r\nCh\u00e2teau Cheval Blanc (A)\r\n\r\nCh\u00e2teau Figeac\r\n\r\nClos Fourtet\r\n\r\nCh\u00e2teau la Gaffeli\u00e8re\r\n\r\nCh\u00e2teau Larcis Ducasse\r\n\r\nLa Mondotte\r\n\r\nCh\u00e2teau Pavie (A)\r\n\r\nCh\u00e2teau Pavie Macquin\r\n\r\nCh\u00e2teau Troplong Mondot\r\n\r\nCh\u00e2teau Trottevieille\r\n\r\nCh\u00e2teau Valandraud\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em>\r\n\r\nLe altre aree vinicole famose di Bordeaux sono Fronsac, Canon-Fronsac, Pomerol e Entre-Deux-Mers, ed alcune non sono mai state regolate da alcun sistema di classificazione.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>Vitigni<\/strong>\r\n\r\nIl territorio di Bordeaux \u00e8 coltivato principalmente da uve bacca nera: Merlot (66%), Cabernet Sauvignon (22,5%), Cabernet Franc - chiamato anche Bouchet a Saint-Emillon- (9,5%), Petit Verdot, Carmenere, Malbec -chiamato anche Cot o Auxerre- (2%).\r\n\r\nSeguono le uve bacca bianca, utilizzate maggiormente nella Le Graves: Semillon (47%), Sauvignon blanc (45%), Muscadelle (5%), Ugni blanc, Colombard (incrocio Gouais Blanc x Chenin Blanc. anche denominato Bardero, Blanc Emery, Blanquette), Sauvignon gris, Merlot blanc (Merlaut o Merlau), e marginalmente Chenin blanc, Mauzac, Bourboulenc\u00a0 denominato anche Ondenc - (2%)-.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\r\n\r\n<strong>Suolo<\/strong>\r\n\r\nIl terreno ha origine terziaria, risalente a cinquanta milioni di anni fa.\r\n\r\nA nord, le sponde della Gironda, nel Medoc e a Blaye : calcare, marnoso-calcareo con incursioni di \u201cgunz\u201d(fossili e rocce) di origine glaciale pleistocenica.\r\n\r\nA sud, nelle Graves, a sinistra del fiume Garonna: ciottoli, sassi e depositi alluvionali, definiti \u201cgrave\u201d.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>Le AOC di Bordeaux<\/u><\/strong>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nBordeaux \u00e8 composto da 5 macro-aree principali: <em>Le M\u00e9doc<\/em> (M), <em>Blaye &amp; Bourg<\/em> (BB), <em>Le Libournais<\/em> (L), <em>Entr\u00e9-Deux-Mers<\/em> (EDM), <em>Graves e Sauternais <\/em>(GS), due zone che costeggiano la sponda sinistra della Garonna a e altrettante che costeggiano la riva destra della Dordogna, mentre una si trova a cavallo tra i due fiumi affluenti della Gironda con composizioni dei terreni, condizioni climatiche, esposizioni e tipologia di vitigni differenti. Poi tutte le macro-aree elencate precedentemente sono all\u2019interno della grande AOC di <em>Bordeaux et Bordeaux Sup\u00e9rieor, <\/em>che conta in tutto 9 AOC generiche come <em>Bordeaux blanc sec<\/em>; \u00a0<em>Bordeaux blanc; Bordeaux rouge; Bordeaux Clairet; Bordeaux Sup\u00e9rieur\u00a0 blanc sec; Bordeaux Sup\u00e9rieur\u00a0 blanc doux; Bordeaux Sup\u00e9rieur\u00a0 rouge; Bordeaux Ros\u00e9; Cremant de Bordeaux Ros\u00e9; Cremant de Bordeaux blanc sec;<\/em>\r\n\r\n<strong><u>\u00a01- M\u00e9doc<\/u><\/strong>\r\n\r\nIl nome deriva da \u201cin media aquae\u201d, essendo una penisola quasi circondata da acqua. I vigneti prevalentemente sono coltivati a bacca nera, di cui il Cabernet Sauvignon ne \u00e8 il protagonista indiscusso (a seguire Merlot e Cabernet Franc ed in netta minor quantit\u00e0 Petit Verdot e Malbec), si snodano su una linea stretta di circa 70 km, larga da 2 a 5 km.\r\n\r\nCorrispondente al Bas-M\u00e9doc, si estende nella parte pi\u00f9 a nord, inizia da Saint Seurin-de-cadourne sino all\u2019Oceano Atlantico dove prende vita il fiume Gironda.La M\u00e9doc \u00e8 formata da otto appellazioni AOC: <em>M\u00e9doc, Haut-M\u00e9doc, Moulis, Margaux, Listrac, Saint-Julien, Saint-Est\u00e8phe e Pauillac<\/em>.\u00a0 Si producono vini rossi, soprattutto a base di Cabernet Sauvignon.\r\n\r\n<strong><u>1.1- M\u00e9doc<\/u><\/strong>\r\n\r\nSi trova nella parte pi\u00f9 settentrionale della M\u00e9doc, in prossimit\u00e0 della sponda sud dell\u2019estuario della Gironda e l\u2019oceano Atlantico, il suolo \u00e8 formato superficialmente da depositi alluvionali di ghiaia e sabbia, mentre in profondit\u00e0 troviamo argilla. I vitigni sono tutti a bacca rossa con prevalenza di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata Petit Verdot, Merlot e Malbec.\r\n\r\n<strong><u>1.2 - Haut-Medoc<\/u><\/strong>\r\n\r\nCorrispondente al Bas-M\u00e9doc, si estende nella parte pi\u00f9 a nord, inizia da Saint Seurin-de-cadourne sino all\u2019Oceano Atlantico dove prende vita il fiume Gironda, il suolo \u00e8 formato superficialmente da depositi alluvionali di ghiaia e sabbia, mentre in profondit\u00e0 troviamo argilla. Si producono vini rossi, soprattutto a base di Cabernet Sauvignon. Comprende sei AOC comunali, e vi troviamo tra gli Ch\u0203teau pi\u00f9 conosciuti. I vitigni sono tutti a bacca rossa con prevalenza di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata Malbec, Petit Verdot e Merlot.\r\n\r\n<strong><u>1.3 - Saint- Est\u00e8phe<\/u><\/strong>\r\n\r\nLa pi\u00f9 piccola AOC della <em>M\u00e9doc<\/em>, con i vigneti ricchi di suolo argilloso e calcareo che segnano il confine dell\u2019Haut-M\u00e9doc, ai bordi dell\u2019estuario della Gironda. I vitigni sono tutti a bacca rossa con prevalenza di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata Cabernet Franc e Merlot. Seppur il Cabernet Sauvignon resti il pi\u00f9 piantato, il Merlot beneficia delle condizioni pedo-climatiche, che insieme al Cabernet Franc apportano ai vini un\u2019elegante tessitura, tannico-sapida con una morbida, lunga chiusura tostata.\r\n\r\n<strong><u>1.4 - Pauillac<\/u><\/strong>\r\n\r\nCapitale vinicola del M\u00e9doc, l\u2019ampia pianura scivola verso l\u2019estuario della Gironda. Sono presenti tre Premier cru Class\u00e9e: Ch\u0203teau Latour, Ch\u0203teau Mouton-Rothschild, Ch\u0203teau Lafite-Rothschild.\r\n\r\nI vini di Pauillac, rappresentati quasi esclusivamente dal Cabernet Sauvignon, si mostrano concentrati con ricchezza olfattiva, dai tannini potenti e con una struttura che evolver\u00e0 anche dopo 10-25 anni. I vitigni sono tutti a bacca rossa con prevalenza di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata Malbec, Petit Verdot e Merlot.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong><u>1.5 - Saint-Julien<\/u><\/strong>\r\n\r\nI vigneti collocati nel punto centrale del M\u00e9doc, rappresentano vini con caratteristiche di potenza, legata a Pauillac e finezza di Margaux, con suolo con lente superficiale ghiaiosa e sub-strato argiloso calcareo con affioramenti rocciosi. I vitigni sono tutti a bacca rossa con prevalenza di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata Cabernet Franc e Merlot. Sono presenti alcuni Deuxi\u00e8me cru, Troisi\u00e8me cru, Quatri\u00e8me cru.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong><u>1.6 - Listrac- Moulis o Moulis en M\u00e9doc<\/u><\/strong>\r\n\r\nLontane dalla Gironda, vicine alla foresta delle Landes, sono le uniche due denominazioni comunali a non avere nessun Premier cru Class\u00e9e. Suolo molto particolare con formato da strati ghiaiosi su base di pietra calcarea. I vitigni sono tutti a bacca rossa con prevalenza di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata Cabernet Franc e Merlot.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong><u>1.7\u00a0 - Margaux<\/u><\/strong>\r\n\r\nDisposta su piccolo collinette con un\u2019altitudine compresa tra i 6-24m s.l.m., i terreni ciottolosi permettono alle radici di scendere a una profondit\u00e0 di circa 5 m s.l.m sul sub strato argillo-limoso o calcareo. Grazie alla natura delle terra permeabile, il Merlot trova il suo habitat naturale e diventa antagonista al Cabernet Sauvignon. I vitigni sono tutti a bacca rossa con prevalenza di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata Malbec, Petit Verdot e Merlot. Qui si trova il Premier cru Class\u00e9e Chateau Margaux.\r\n\r\n<strong><u>1.8\u00a0 - Moulis<\/u><\/strong>\r\n\r\nL\u2019unica AOC della <em>M\u00e9doc <\/em>a non costeggiare un fiume, sviluppatasi su piccoli altipiani di gliaia e limo, su strato sottostante calcareo o argillo-limoso. I vitigni sono tutti a bacca rossa con prevalenza di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata il Merlot.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>2.Blaye &amp; Bourg<\/u><\/strong>\r\n\r\nLa pi\u00f9 piccola macro-area del Bordeaux, localizzata a nord dell\u2019immissione dei due affluenti nella Gironda, la Garonna e la Dordogna,; con 7 AOC <em>Blaye; C\u00f4tes de Blaye; Blaye C\u00f4tes de Bordeaux \u2013blanc sec; Blaye C\u00f4tes de Bordeaux \u2013rouge-; C\u00f4tes de Bordeaux; Bourg\u00a0 &amp; C\u00f4tes de Bourg \u2013blanc sec-; Bourg\u00a0 &amp; C\u00f4tes de Bourg \u2013rouge<\/em>. Le tre appellazioni maggiormente conosciute sono la <em>Blaye<\/em> con suolo collinare argilloso calcare, dove si producono essenzialmente vini rossi a base principalmente di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata Cabernet Franc, Malbec, Petit Verdot e Merlot e la <em>Bourg\u00a0 &amp; C\u00f4tes de Bourg rouge<\/em> con colline con una prima lente di terreno calcareo-argilloso posto su roccia vulcanica e si producono vini rossi a base principalmente di Cabernet Sauvignon ed a seguire in ordine di superficie vitata Cabernet Franc, Malbec, e Merlot \u00a0Nella terza AOC <em>Bourg\u00a0 &amp; C\u00f4tes de Bourg \u2013blanc<\/em> dove si producono vini bianchi a base principalmente di Colombard ed a seguire in ordine di superficie vitata Sauvignon Blanc e S\u00e9millon.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><u>3.Le Libournais<\/u><\/strong>\r\n\r\nDefinita la culla dei grandi Bordeaux di Libourne, situata nella sponda settentrionale della Dordogna principalmente vocata ai vini rossi, \u00e8 suddivisa in due aree non contigue che formano le 15 AOC in cui da pi\u00f9 a nord troviamo <em>Fronsac; Canon-Fronsac<\/em>; ed a sud tutte le altre con <em>Pomerol; Lalande-de-Pomerol; Pomerol; Lussac-Saint-Emilion;Montagne-Saint-Emilion; Saint-Georges-Saint Emilion; Puisseguin-Sant Emilion; Saint Emilion; Saint Emilion Grand Cru;<\/em> <em>Francs - C\u00f4tes de Bordeaux blanc doux;Francs - C\u00f4tes de Bordeaux blanc sec;Castilion C\u00f4tes de Bordeaux; C\u00f4tes de Bordeaux rouge;<\/em>\r\n\r\nZone dominate da rilievi ed ampie vallate cos\u00ec uniche ed affascinanti che le colline Saint-Emilion, considerata la pi\u00f9 antica area viticola del territorio bordolese, sono state classificate come patrimonio mondiale dell'UNESCO, ove in terreni argillo-calcarei il Cabernet Sauvignon cede il trono al Merlot seguito dal Cabernet Franc. Nel 1954, ci fu una classificazione simile a quella del M\u00e9doc: Premier cru Class\u00e9e A e B; Grand cru Class\u00e9e. Rivista ogni 12 anni, l\u2019ultima classifica ha riconfermato i due Premier cru Class\u00e8e A: Chateau Cheval blanc, Chateau Ausone; due Premier cru Class\u00e9e B si sono aggiudicati la prima classifica: Chateau Pavie e Chateau Angelus. A <em>Fronsac <\/em>il suolo di origine alluvionale presenta caratteristiche molto eterogenee con la prima lente argillosa-calcarea, per poi scendere a rocce e strati gessosi per poi trova roccia calcarea in profondit\u00e0, terreni vocati per i soli due vitigni rossi presenti Il Cabernet Franc e il Merlot. <em>Pomerol.<\/em>famosa per i propri rossi a base di Merlot e Cabernet Franc, ha suolo con rocce ghiaiose e sabbiose mescolate con ossidi di ferro, il cosiddetto \"sporco di ferro\". Sono 800 ettari di vigneti collocati su un morbido altopiano di 40 m s.l.m, si trovano tra la citt\u00e0 di Libourne e Saint-Emilion, frazionati tra piccoli produttori.con protagonista il merlot (80%) e il Cabernet Franc che possono competere con i migliori Chateaux del M\u00e9doc, tra i quali: \u201cPetrus\u201d, \u201cLa Conseillante\u201d, l\u2019Evangile\u201d.\r\n\r\nL\u2019AOC di <em>Francs - C\u00f4tes de<\/em> <em>Bordeaux <\/em>\u00e8 l\u2019unica ad avere 3 Appellazioni una per i vini rossi, una per i bianchi ed una per i bianchi dolci.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<em>4.<\/em><strong><u>Entr\u00e9-Deux-Mers<\/u><\/strong>\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>La pi\u00f9 grande e variegata macro-area di Bordeaux, immersa tra la Garonne a Sud e la Dordogna a Nord, rappresenta la patria dei vini bianchi sia secchi che dolci dell\u2019intero territorio Bordolese. Sono presenti ben 17 AOC come <em>Graves-de Vayres blanc sec-; Graves-de Vayres rouge-; Graves-de Vayres blanc doux; Sainte-Foy- C\u00f4tes de Bordeaux blanc sec; Sainte-Foy- C\u00f4tes de Bordeaux rouge-; Entre-Deux-Mers;Bordeaux Haut-Benauge blanc doux-; Bordeaux Haut-Benauge blanc sec-;Entr\u00e9-Deux-Mers-Haut-B\u00e9nauge;Premi\u00e9res C\u00f4tes de Bordeaux; Cadillac C\u00f4tes de Bordeaux; C\u00f4tes de Bordeaux; Cadillac; C\u00f4tes de Bordeaux-Saint-Macaire blanc sec; C\u00f4tes de Bordeaux-Saint-Macaire blanc doux;Loupiac; Sainte-Croix-du-Mont<\/em>. Con terreni prevalentemente argillo-calcarei, troviamo i pi\u00f9 caratteristici vigneti a bacca bianca della zona, come il Muscadelle ed a seguire in ordine di superficie vitata Sauvignon Blanc, S\u00e9millon ed in quantit\u00e0 minore Pinot Grigio; tra i pochi rossi il Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>\r\n\r\n<strong><u>5 - Le Graves e Sauternais<\/u><\/strong>\r\n\r\nLe Grave create da depositi alluvionali, ciottoli, sassi formano i terreni che danno vita a vigneti legati gi\u00e0 nel Medioevo al vino Claret, l\u2019antico vino rosso di Bordeaux. Posto a sud-ovest di Bordeaux, con alla destra il fiume Garonna e alla sinistra la grande foresta delle Landes conta 8 AOC ove si producono prevalentemente vini bianchi ed in particolare dolci e sono <em>Pessac-L\u00e9ognan \u2013 rouge- (AOC dal 1987); Pessac-L\u00e9ognan \u2013 blac sec- (AOC 1987); Graves \u2013rouge-; Graves \u2013blanc sec; Graves Superior; C\u00e9rons; Barsac<\/em>; <em>Sauternes<\/em> alcune come quest\u2019ultima molto famose e ricercate per i loro vini muffati dolci.\r\n\r\nNella parte settentrionale si trova l\u2019AOC <em>Pessac-Leognan<\/em>, il prolungamento naturale del M\u00e9doc; a sud con AOC Sauternes, AOC Barsac, AOC C\u00e9rons. Queste quattro appellazioni si uniscono all\u2019AOC Graves e all\u2019AOC Graves Sup\u00e9rieures in cui i vini rossi sono prevalentemente a base di Merlot e i vini bianchi sono dolci e secchi.\r\n\r\nUna curiosit\u00e0: <em>Ch\u0203teau Haut-Brion<\/em> fu il primo a diventare famoso in Inghilterra, con l\u2019apertura a Londra di una taverna con annessa una piccola cantina. Grazie ad <em>Arnaud Pontac<\/em> fu il primo a proporre un vino Claret pi\u00f9 colorato e strutturato. In tutto troviamo complessivamente 240 Ch\u00e2teau, ed ogni anno vengono prodotti in media 160.000 hl, l'equivalente di 20 milioni di bottiglie; circa 2\/3 rappresentato <em>Greves rosso<\/em>.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong><strong><u>5.1\u00a0 - Sauternais<\/u><\/strong>\r\n\r\nGrazie al fiume <em>Ciron, <\/em>che parte nelle Landes e apporta acqua fresca nella Garonna, i territori sono attraversati dalle sue nebbie mattutine, dall\u2019umidit\u00e0, dal calore secco durante il giorno, tutte caratteristiche che favoriscono lo sviluppo della <em>Botrytis<\/em><em> Cinerea<\/em>, la muffa nobile che disidrata gli acini, arricchendoli di zuccheri e di glicerina, diminuendo l\u2019acido tartarico e malico, sino a creare un vino leggendario: <em>il Sauternes.<\/em>\r\n\r\nIn un terreno di Ghiaia e ciottoli su pietra calcarea con venature di argilla, frutto del Semillon, con una spalla di Sauvignon blanc e una piccolissima percentuale di Muscadelle, il prezioso nettare, viene raccolto a pi\u00f9 riprese, quando la muffa nobile ricopre l\u2019intero acino. Una raccolta che pu\u00f2 durare fino ad 8 settimane, con una selezione acino per acino, in base al grado di maturazione voluto dal suo produttore, con il risultato di ottenere nel piccolo calice un vino dolce, corposo, intenso, fruttato ma dalla piacevole ed intrigante spalla acida. Qui viene prodotto il leggendario <strong><em>Ch\u00e2teau d'Yquem <\/em><\/strong><strong>unico e solo vino che dal 1855 ad oggi ha ottenuto la classificazione <\/strong><em>Premier Cru <\/em><em>Sup\u00e9rieur Class\u00e9e, <\/em>un vino tanto eccezionale da dovergli creare una primo posto unicamente per lui.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nCi accomodiamo in una delle sale di <em>Vinexpo,<\/em> in cui sar\u00e0 presentata una <em>masterclass<\/em> dedicata ai <em>Crus Bourgeois du Medoc;<\/em> siamo curiosi di conoscere la pubblicazione dell\u2019ultima classificazione, avvenuta il 20 febbraio 2020, proprio pochi giorni fa, che avr\u00e0 valore a partire dal millesimo 2018 al 2022. \u00a0Interessante la nuova disposizione del disciplinare della <em>M\u00e9doc<\/em> che abbiamo conosciuto in degustazione con particolare riferimento ai <em>Cru Bourgeois<\/em>: la richiesta di una certificazione ambientale, definita dal Ministero dell\u2019Agricoltura il 30 giugno 2019, con lo scopo di ottenere una viticoltura duratura: pratiche naturali in vigna e in cantina, rigidi trasporti, controlli maggiori, etichette adesive con la tracciabilit\u00e0 sul collo delle bottiglie; menzione della classificazione sull\u2019etichetta frontale.\r\n\r\nLa turbolenza in seno al movimento \u00e8 evidentemente continuata in questi ultimi anni, se i viticoltori hanno avvertito la necessit\u00e0 di ritornare alle vecchie classificazioni. E dopo cinque anni di lavoro, in accordo finalmente tra viticoltori ed enti pubblici locali, \u00e8 stato deciso di varare un progetto di <strong>classificazione quinquennale<\/strong> (2010-2025). Nel rispetto di una serie di criteri, che si possono cos\u00ec riassumere:\r\n<ul>\r\n \t<li><strong>qualit\u00e0 del vino<\/strong> giudicato da una giuria indipendente a seguito di degustazioni bendate su pi\u00f9 millesimi<\/li>\r\n \t<li>valutazione dei <strong>punteggi positivi<\/strong> di ciascuna cantina<\/li>\r\n \t<li>rispetto dell\u2019<strong>ambiente<\/strong><\/li>\r\n \t<li><strong>controlli del prodotto<\/strong> durante la durata della classificazione in presenza dei consumatori<\/li>\r\n \t<li><strong>tracciabilit\u00e0<\/strong> e autenticazione di ciascuna bottiglia.<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<strong>Un programma sicuramente importante e dall\u2019ampio spettro, che non vive sugli allori passati, di un tempo che non torner\u00e0, ma crea le basi per un nuovo futuro in questo secondo millennio.<\/strong>\r\n\r\nEd ora passiamo alla degustazione della masterclass propostaci al WineParis con alcuni Crus Bourgeois tra cui ci hanno maggiormente colpiti:\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>Ch\u0203teau La Branne Cru Bourgeois Superior Aoc M\u00e9doc 2017 \u2013 Videau<\/em><\/strong>\r\n\r\n57% Cabernet Sauvignon, 40% Merlot, 3% Petit Verdot \u2013 barriques nuove 1\u00b0 e 2\u00b0 passaggio.\r\n\r\nFabienne e Philippe Videau sono i testimoni dal 1986 di questa azienda che si trova nel Comune di B\u00e9gadan nell\u2019estuario della fiume Garonna, a 70 km da Bordeaux. Nel 2008 hanno ricevuto la prima menzione \u201c<em>Cru Bourgeois<\/em>\u201d. Oggi la conduzione \u00e8 biologica.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2770\" aria-describedby=\"caption-attachment-2770\" style=\"width: 346px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_142853-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2770\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_142853-1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"346\" height=\"462\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2770\" class=\"wp-caption-text\">il retro dove si osservano anche le nuove etichette con Qr code<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2765\" aria-describedby=\"caption-attachment-2765\" style=\"width: 347px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_142850.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2765\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_142850-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"347\" height=\"462\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2765\" class=\"wp-caption-text\">il fronte etichetta<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nLa veste rubino intenso, con riflessi luminosi leggermente purpurei, indica una fase ancora giovane del vino. Sensazione che al naso si confermano con le note vegetali in evidenza che oscurano i frutti scuri di ribes, mora di rovo, mirtillo, mentre timidamente fanno capolino il cioccolato amaro e la polvere di caff\u00e8. Al palato ha stoffa, corpo, la freschezza accompagna un uomo in frac al ballo delle debuttanti, mentre il tannino scandisce il battere dell\u2019orologio. Un vino \u201cadolescente\u201d nel suo sviluppo.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Ch\u0203teau S\u2019Agassac Cru Bourgeois Aoc Haut-Medoc 2017 \u2013 Groupama<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em>(81% Cabernet Sauvignon, 19% Merlot \u2013 12-15 mesi di cui 60% barriques nuove)\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>Un scrittura latina, trovata nei sotterranei dello Ch\u0203teau, indica la sua costruzione nell\u2019XII sec. Tuttavia, le prime testimonianze storiche datano il XIII sec. nel 1238 la Fam. Gaillard de Gassac \u00e8 la prima proprietaria. Nei secoli, avvengono diverse successioni, tra cui la Fam. Gasqueton, proprietaria dello <em>Ch\u0203teau Calon-Segur<\/em>, sino ai giorni nostri, l\u2019Assurances Groupama dalla filosofia di vini sinceri.\r\n\r\nGrazie alla vicinanza delle <em>Graves,<\/em> i ciottoli misti ad argilla apportano carattere al vino.\r\n\r\nRubino al colore, presenta un naso chiuso che libera nel tempo percezioni di frutta, marmellata di prugne, a tratti arancia sanguinella, mentre l\u2019aspetto floreale \u00e8 un bouquet di fiori appena raccolti.\r\n\r\nLa ricchezza dell\u2019estratto si mostra gi\u00e0 all\u2019ingresso del sorso, con la forza tannica che enfatizza le durezze importanti. L\u2019alcol cerca di entrare in contrasto, supportato da una morbidezza che muove i primi passi. Il vino che ci colpisce positivamente, ma che consigliamo di bere fra qualche anno.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Ch\u0203teau Donissan Cru Bourgeois\u00a0 Aoc Listrac-M\u00e9doc 2016 \u2013 Laporte<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(60% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon, 10% Petit Verdot \u2013 maturazione 1 anno in legno)\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>\u201cUn terrorir, une passion, un savoir -fair inimitabile\u201d\r\n\r\nUna frase di benvenuto di Marie-V\u00e9ronique Laporte che arriva dal Comune di Listrac nel cuore dell\u2019<em>Haut-Medoc<\/em>, inaugura la nostra degustazione giocata sulla filosofia di produrre vini di grande finezza.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2768\" aria-describedby=\"caption-attachment-2768\" style=\"width: 282px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_142901.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2768\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_142901-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"282\" height=\"376\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2768\" class=\"wp-caption-text\">il fronte etichetta<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2769\" aria-describedby=\"caption-attachment-2769\" style=\"width: 277px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_142907.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2769\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_142907-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"277\" height=\"369\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2769\" class=\"wp-caption-text\">il retro dove si osservano anche le nuove etichette con Qr code<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nPiccoli frutti rossi di ribes, mora, lampone sono gli attori principali, lasciando le controparti alle piccanti spezie di pepe di Sichuan, cardamomo, legno di cedro. Il millesimo 2016 aiuta a interpretare meglio il vino, grazie all\u2019evoluzione maggiore e all\u2019equilibrio dall\u2019annata. Percezioni che si avvertono durante la degustazione grazie all\u2019equilibrio che si rivela. La freschezza \u00e8 ancora scalpitante, supportata dalla sapidit\u00e0 e da un tannino vigoroso ma pronto per essere domato negli anni.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Ch\u0203teau Bellevue de Tayac Cru Bourgeois Aoc Margaux 2017 \u2013 Domaines Fabre <\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(70% Merlot, 20% Cabernet Sauvignon, fermentazione in acciaio - 10% Petit Verdot \u00a0fermentazione in barriques \u2013 \u00a0invecchiamento 12-14 mesi barriques di cui 60% nuove)\r\n\r\nLa costruzione dello Ch\u0203teau risale al 1903, un edificio costruito sulle fondamenta del Monastero Lamothe, distrutto dopo un incendio. Perso al gioco, sul tappeto verde del Casino di Biarritz, succedono diversi proprietari sino al 1976 quando Gabriel Fabre da vita a un capitolo nuovo, portato avanti dai suoi discendenti sino ai giorni nostri.\r\n\r\nAbbiamo sempre pensato che il territorio di <em>Margaux<\/em> fosse quello di pi\u00f9 facile interpretazione, forse per il terreno ciottoloso con un\u2019alta percentuale di argilla, forse per la presenza del Merlot nella patria del Cabernet Sauvignon, ma ci siamo sbagliati.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2773\" aria-describedby=\"caption-attachment-2773\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_143841.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2773 size-medium\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_143841-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2773\" class=\"wp-caption-text\">Ch\u0203teau Bellevue de Tayac Cru Bourgeois Aoc Margaux 2017 \u2013 Domaines Fabre<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nNella batteria, il vino \u00e8 stato quello che pi\u00f9 ci ha fatto discutere. Forse complice l\u2019annata calda, al naso si avverte macedonia di frutta macerata, tamarindo, rabarbaro, cioccolata amara calda, sensazioni scure e calde che si confermano al sorso. Austerit\u00e0 all\u2019ingresso, semplicit\u00e0 nel finale. La freschezza non da segni di cedimento, invade il palato, chiude velocemente lasciando una leggera astringenza, come un abito largo indossato sopra una spina dorsale snella.\r\n\r\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>\r\n\r\n<strong><em>Ch\u0203teau Tour Saint Fort Cru Bourgeois Aoc Saint-Est\u00e8phe 2016 - Meng Qu<\/em><\/strong>\r\n\r\n<em>\u00a0<\/em>(Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, % non dichiarate \u2013 invecchiamento 12-18 mesi barriques rovere francese, di cui il 50% nuove)\r\n\r\nSituato nel <em>lieu-dit<\/em> di <em>Laujac<\/em> a S\/E di Saint-Est\u00e8phe, nel XVIII sec. la propriet\u00e0 appartenne al Signor De Pez e alla Fam. Calon. Nel 1852, sub\u00ec un tracollo durante una grave crisi del mercato del vino bordolese; torner\u00e0 alla ribalta con il nome \u201c <em>Cru La Tour\u00a0 Pineau<\/em> \u201c grazie al suo mentore, che lo porter\u00e0\u00a0 nel 1992 a una nuova riclassifica di <em>Crus Bourgeois<\/em>. Testimone della storia recente, nel 2016 alcuni investitori cinesi apportano migliorie attraverso tecniche moderne e funzionali.\r\n\r\nLa luminosa veste color rubino ci stuzzica la curiosit\u00e0 nelol scoprire il ventaglio olfattivo di frutto rosso, ciliegia,\u00a0 lampone, fragolina di bosco, viola, erbe aromatiche che virano al verde scuro, timo, semi di papavero e di \u00a0chinoa. Sentori che conducono al sorso nella muscolarit\u00e0 che si avverte al primo assaggio, si conferma nel tempo con il tannino, educato e gentile come nel film \u201cil Gattopardo\u201d. Un vino che ci ha convinto fin da subito.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nDopo la lunga giornata, finita la masterclass, decidiamo di coccolarci con un sorso di nettare, con la enne maiuscola: un buon calice di Sauternes 1er Grand Cru Class\u00e9 en 1855\r\n\r\n<strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>\r\n\r\n<strong>Petit Guiraud 1er Grand Cru Class\u00e9e Aoc Sauternes 2016 - Chateau Guiraud\u00a0 <\/strong>\r\n\r\n<strong>\u00a0<\/strong>(65% Semillon \u2013 35% Sauvignon blanc \u2013 fermentazione parte in acciao, parte in barriques. Invecchiamento: 12 mesi in barriques)\r\n\r\nNel 1983 l\u2019arrivo di Xavier Planty apre un nuovo capitolo nella storia dello <em>Chateau<\/em>, verso la sostenibilit\u00e0 ambientale, mediante lo studio e conservazione dei vitigni a bacca bianca, sino ad arrivare nel 2011 alla certificazione Biologica grazie anche ai nuovi soci Robert Peugeot, Olivier Bernard, Stephan von Neipperg. Nel 2019 inizier\u00e0 l\u2019approccio verso la <em>permacultura,<\/em> un sistema integrato di pratiche mirate agli ambienti antropizzati che soddisfando le esigenze umane di cibo ed energia mantenendo la resilienza, ricchezza e stabilit\u00e0 degli ecosistemi naturali, un approccio unificato che riguardano gli uomini e le sue connessioni con la natura.\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2780\" aria-describedby=\"caption-attachment-2780\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_182921.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2780\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_182921-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2780\" class=\"wp-caption-text\">il fronte etichetta<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\n<figure id=\"attachment_2779\" aria-describedby=\"caption-attachment-2779\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_182926.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2779\" src=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20200211_182926-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2779\" class=\"wp-caption-text\">il retro etichetta<\/figcaption><\/figure>\r\n\r\nIl nettare dorato, illumina i nostri occhi con cui si muove silenziosamente nel calice, senza scandire\u00a0 il tempo. Al naso \u00e8 profondo, profumi intensi e ampi articolano il ventaglio olfattivo che apre sulle classiche note di apricot, l\u2019albicocca disidratata che gorgheggia nella composizione frutta di maracuja, melone bianco, uvetta sultanina, miele di agrumi, ma anche lo zafferano, il profumo che contraddistingue questo vino botritizzato. La muffa nobile, meglio definita Botrytis Cinerea, la percepiamo anche al sorso, morbido, glicerico, armonioso nell\u2019invadere il palato, accarezzando le guance nella morbidezza assoluta. La dolcezza non \u00e8 stucchevole, l\u2019acidit\u00e0 contrasta in pieno, supportata dalla sapidit\u00e0 che non manca di farsi sentire. Un vino da meditazione ma la cui bottiglia finisce presto.\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nUn finale che a parere nostro, ci rende soddisfatti, un arrivederci da parte di tutto lo staff, che dopo questo testo molto tecnico e di non facile lettura, che solo un vero appassionato o esperto del settore avr\u00e0 letto completamente\u2026bravi\u2026.Vi attendiamo con pi\u00f9 leggerezza al prossimo articolo, in cui parleremo dei vini internazionali\u2026in abbinamento anche a qualche cosa di molto molto particolare\u2026\u2026ma questa \u00e8 una sorpresa\u2026\u2026\r\n\r\n&nbsp;\r\n\r\nL?INDOVINO e MAURA GIGATTI\r\n\r\n28-3-2020\r\n\r\n&nbsp;<\/p><\/div><\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"has-el-gap el-gap-default elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-4e1d9703 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"4e1d9703\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7c2effc5\" data-id=\"7c2effc5\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-2508370e elementor-widget elementor-widget-shortcode\" data-id=\"2508370e\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"shortcode.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-shortcode\"><script type=\"text\/javascript\">document.getElementById(\"review-wrapper\").innerHTML += document.getElementById(\"aspetti-box\").innerHTML;<\/script><\/div>\n\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":6843,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-6997","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-manifestazioni"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>WINE PARIS 2020 - Borgogna e Bordeaux- (articolo tecnico) - L&#039;indovino<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lindovino.it\/index.php\/2020\/03\/28\/wine-paris-2020-borgogna-e-bordeaux-articolo-tecnico\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"WINE PARIS 2020 - Borgogna e Bordeaux- (articolo tecnico) - L&#039;indovino\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.lindovino.it\/index.php\/2020\/03\/28\/wine-paris-2020-borgogna-e-bordeaux-articolo-tecnico\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"L&#039;indovino\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-03-28T17:56:45+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2022-12-15T22:23:39+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.lindovino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/images10.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"286\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"176\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"marcomassimi001\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"marcomassimi001\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lindovino.it\\\/index.php\\\/2020\\\/03\\\/28\\\/wine-paris-2020-borgogna-e-bordeaux-articolo-tecnico\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lindovino.it\\\/index.php\\\/2020\\\/03\\\/28\\\/wine-paris-2020-borgogna-e-bordeaux-articolo-tecnico\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"marcomassimi001\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.lindovino.it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/77aef2c7f16e9de36e47be755187e154\"},\"headline\":\"WINE PARIS 2020 &#8211; 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