Blog sull'emozione del Vino

 


 
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Cantina Odoni – Carso (TS)

 

 
Overview
 

Nome: Azienda Agricola Odoni Daniele
 
Indirizzo: Strada per Longera 501, 34100 Longera - Italy Tel: +39 349-8552127 Email: cantina.odoni@yahoo.it
 
Vini bianchi: Linea HO.RE.CA: Malvasia I.G.T. della Venezia Giulia; Chardonnay I.G.T. della Venezia Giulia; Vitovska I.G.T. della Venezia Giulia; Giada (Vitovska-Malvasia-Chardonnay); Sauvignon Passion vino bianco, Chardonnay Emotion vino bianco, Haurum 15 gioni macerato (fino ad esaurimento); Linea GDO: Malvasia I.G.T. della Venezia Giulia; Chardonnay I.G.T. della Venezia Giulia; Sauvignon I.G.T. della Venezia Giulia.
 
Vini rossi: Linea HO.RE.CA: Refosco dal Peduncolo Rosso I.G.T. della Venezia Giulia; Lignum Ruber -macerato- (fino ad esaurimento) Linea GDO: Refosco dal Peduncolo Rosso I.G.T. della Venezia Giulia
 
Vini rosati: NO
 
Spumanti metodo Classico: NO
 
Spumanti metodo Charmat: Vitovska Spumante
 
Ettari vitati: 7,5
 
Vitigni dichiarati e resa per ettaro: Chardonnay, Sauvignon, Malvasia Istriana, Vitovska, Refosco dal Peduncolo Rosso.
 
N° bottiglie per anno: 25.000-27.000
 
Ristorazione: si
 
Pernottamento: no
 
Organizzazione: 6.5
 
Location
6.2


 
Ambiente
5.8


 
Cortesia del personale
7.5


 
Competenza del personale
7.7


 
Organizzazione
6.5


 
Immagine aziendale
6.2


 
Qualita/Prezzo Vini
7.0


 
Punteggio finale
6.7
6.7/10


Valutazione utenti
nessuna valutazione

 

Aspetti positivi


la gentilezza legata alla grande passione di Daniele Odoni- il rispetto e valorizzazione dei vitigni del territorio, il progetto enologico del produttore (cura dei tappi compresa). il parcheggio comodo ed ampio, (non abbiamo provato la cucina per mancanza di tempo), la visione in rendering della futura nuova cantina, il vino Aurum 15 giorni macerato ed affinato in legno (la vendemmia 2018).

Aspetti negativi


la cantina che necessita di un'ampliamento e restyling (attendiamo la nuova cantina), a nostro avviso le etichette classiche dovrebbero tramettere maggiormente la personalità del produttore, la soppressione della produzione del vino Aurum 15 giorni macerato ed affinato in legno (peccato-speriamo in un ripensamento).


In breve...

Una Piacevole Sorpresa nel Carso Triestino   Girando e girovagando per il Friuli, abbiamo conosciuto molti produttori, persone vere, amanti del lavoro e della natura. E chi se non meglio di loro, possono consigliare colleghi a cui suonare alla porta per una visita? Come nostra “Brutta consuetudine”, ci rechiamo senza preavviso presso l’Azienda Agricola Odoni […]

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Pubblicato 24 Maggio 2020 da

 
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Una Piacevole Sorpresa nel Carso Triestino

 

Girando e girovagando per il Friuli, abbiamo conosciuto molti produttori, persone vere, amanti del lavoro e della natura. E chi se non meglio di loro, possono consigliare colleghi a cui suonare alla porta per una visita? Come nostra “Brutta consuetudine”, ci rechiamo senza preavviso presso l’Azienda Agricola Odoni a Longera nel Carso Triestino, in cui si trova anche “l’agriturismo”, un Osmiza gestita da Pietro Odoni e la moglie con semplicità e gusto della tradizione. E qui la nostra sorpresa, oltre tutto con il buio di un tardo pomeriggio invernale, ed un diluvio che ci seguiva da un’paio d’ore: la signora al bancone chiama Daniele, il figlio di Pietro, che con introspettiva e sospettosa curiosità ci pone alcune domande a brucia pelo riguardanti la nostra attività di Blogger….ma dopo poche e franche risposte, emerge la generosità e cordialità del futuro “erede al trono”, donandoci fin da  subito la sua grande passione per il proprio lavoro.

l’alba nel Golfo di Trieste

Interessante osservare che l’Osmiza (in sloveno Osmica, si pronuncia Osmizza), è un locale tipico che si trova tra l’altopiano del Carso e la Slovenia, una vera istituzione da queste parti.  Il suo nome deriva dalla lingua slovena “osem”, ovvero “otto”, in riferimento ai giorni dell’anno in cui, secondo l’editto emanato nel 1784 dall’imperatore Giuseppe II d’Asburgo, i contadini del Carso potevano vendere i loro prodotti direttamente nelle loro case. I generi alimentari, mosto di frutta e vino potevano essere venduti senza una data definita e senza un prezzo imposto; in cambio, per identificare che l’attività fosse aperta, i produttori dovevano esporre come simbolo una frasca, posta lungo la strada e sopra la porta della casa; singolare poi che alcune località ne abbiano assorbito il nome, come Frascati nel Lazio. Se veniva disobbedito l’ordine, la merce veniva confiscata e l’Osmiza chiusa. Il simbolo della frasca e l’ordinanza, si pensa risalgono addirittura al medioevo, ai tempi di Carlo Magno, quando l’Istria e Tergeste (il nome di Trieste in età romana), dopo essere state abbandonate dai bizantini, vennero annesse al Regno Franco. L’imperatore concesse il diritto della vendita diretta dei propri prodotti esponendo proprio il rametto di latifoglia, edera o alloro. Oggi, l’Osmiza comprende la vendita di vini non imbottigliati con provenienza geografica e colture autoctone, principalmente prodotti a base di carne, anche secca, allestita da un viticoltore a casa propria, o nella cantina o nel “boriaĉ” (cortile). Può rimanere aperta anche per un periodo più lungo di otto giorni, calcolato in base alla quantità di vino prodotto; la scelta del periodo è a discrezione degli agricoltori. Gli ambienti sono spesso rustici immersi nel verde delle campagne e dei vigneti, le sale accolgono lunghi tavoli e panche di legno in cui i clienti si siedono uno accanto all’altro assaporando assieme e spesso senza conoscersi, i piatti delle tradizione e i vini locali Vitovska, Malvasia e Refosco.

Alcuni vigneti della tenuta Odoni

Una realtà famigliare, nata negli anni ’80 direttamente da Pietro, iniziando a produrre il vino nella Bassa Giulia, vinificandolo nella vicina Trieste.

Nei primi anni ’90, acquista alcuni ettari a Trieste e recupera alcuni vecchi vigneti sloveni, di proprietà della famiglia paterna, sino a condurre gli attuali 7,5 ettari, affiancato dal figlio Daniele che inizialmente affronta il mondo del vino un po’ per scherzo, ma in seguito intraprende gli studi all’Istituto Tecnico Agrario di Cividale del Friuli con indirizzo Enologia e Viticoltura.

La tenuta Odoni si sviluppa in una valle che i longerini chiamano “Pod Frnedum”, sotto il Farneto, da dove inizia la grande vallata del Breg che passando per San Dorligo si articola nell’Istria Slovena; due ettari e mezzo sono a Trieste e cinque in Slovenia. Daniele ci descrive perché il padre ha scelto di acquisire questa terra, in quanto posta sul  costone carsico costituito al piede da una zona fertile formata da flysh (voce dialettale della Svizzera tedesca che significa china scivolosa; è una successione di rocce sedimentarie clastiche, di origine sin-orogenetica costituita tipicamente da alternanze cicliche di livelli di arenaria e argilla o marna) che, sfaldandosi, cede minerali essenziali al terreno argillo-marnoso. Al particolare terreno si aggiunga il microclima, che legato alla vicinanza del Golfo di Trieste, apporta al territorio importanti escursioni termiche, con giornate calde e notti particolarmente temperate fredde.

Daniele Odoni

Nel 2006 Daniele, dopo aver ottenuto il diploma di enotecnico, inizia a vinificare e imbottigliare, cercando di valorizzare il vino di famiglia e il territorio, grazie alla passione che si è fatta sempre più forte, fino ad arrivare a un numero crescente di bottiglie vendute.

Daniele, si definisce un vignaiolo che ama sperimentare, il suo lavoro deve anche essere un gioco, un divertimento in cui le tecniche applicate dagli studi nel rispetto dei vitigni sia autoctoni che internazionali, devono sapersi raccontare nel bicchiere, senza metamorfosi o essere eccessivamente puristi. Se un vino non lo convince, finisce nello scolo (naturalmente piccole partite!), nemmeno svenduto.

Non ha paura a dichiarare che la sua condizione in vigna e in cantina è convenzionale, ritiene che se si lavora bene, mantenendo ordine e igiene, si può lavorare senza eccedere nei trattamenti e nell’uso della solforosa; precisa che anche nella conduzione del biologico, l’uso eccessivo di rame, può nuocere al terreno e di conseguenza al consumatore finale.

Le vinificazioni sono quasi esclusivamente in acciaio, le uve bianche vengono criomacerate 24-36 ore prima di fermentare per estrarre maggiori aromi; dal 2019 sono state introdotte due novità: la vendemmia viene effettuata meccanicamente, e nelle bottiglie in commercio è stata inserita in etichetta l’annata di produzione.

Il sistema di allevamento aziendale più utilizzato è il guyot,  ma dopo aver notato nei propri vini un grado alcolico piuttosto alto, Daniele ha iniziato a puntare sulla coltivazioni di vitigni autoctoni, soprattutto la Malvasia Istriana,  (vitigno ritenuto autoctono friulano) preferendo il metodo definito “doppio capovolto”, abbassando così il grado alcolico, ricavando maggiore acidità, meno Ph e profumi più intensi, quest’ultimi molto richiesti dal mercato odierno. I terreni bianchi arenacei e calcarei, hanno la stessa composizione e altitudine sia a Longera che in Slovenia, le uve coltivate sono prevalentemente a bacca bianca con una produzione per pianta di 2-2,5  kg. Grazie a queste uve, la famiglia Odoni, è riuscita a entrare in diverse guide importanti, proponendo vini quasi esclusivamente in acciaio dalle identità varietali e territoriali. Un connubio che ha consentito la creazione di due linee di produzione ben distinte: Ho.re.ca. il settore dedicato alla ristorazione, wine bar,ecc. e Gdo, ovvero la grande

Una parte della Cantina con i Tank in acciaio

distribuzione dei supermercati, quest’ultima oggi meno attiva, sino ad arrivare a produrre  50-55 mila bottiglie all’anno. Per Daniele è importante preservare il proprio vino quando è pronto per essere messo in commercio, dedica molta importanza alla scelta dei tappi utilizzati sia per la linea Gdo sia per la linea dedicata al canale Horeca: solo sughero e  monopezzo, proveniente dal Portogallo, del gruppo Amorin. Il tappo chiude la bottiglia, la bottiglia la vende lui, deve cercare di garantire che il suo vino non abbia problemi di Tca (Tricloroanisolo, molecola responsabile dell’odore –essenzialmente sughero- e sapore di tappo, derivante dai vari   funghi e batteri, Armillaria Mellea, Aspergillus, Penicillium, Candidao,   presenti  nei sugheri  della quercia che si combinano con i composti del  cloro durante i  trattamenti ) altrimenti il consumatore lo scarta e non lo acquista più. Tale considerazione realmente non è poca cosa, poiché spesso si trovano molti produttori anche di famose Maison d’oltralpe, che imbottigliano prestigiosi e costosi vini lesinano sui tappi, che nel tempo rovineranno inesorabilmente almeno parte della produzione.

Entriamo nella piccola parte della cantina, situata al piano inferiore dell’agriturismo, dove assieme ai numerosi Tank in acciaio sono presenti anche dei serbatoi, sempre di acciaio, colmi di vino, che fungono da esperimenti per Daniele, il quale non smette mai di comunicare la sua passione, la sua arte di divertirsi nel creare anche vini unici, che saranno proposti tra un anno, forse due, in base alla qualità e alla soddisfazione personale. Un esempio, che ahimè non abbiamo potuto assaggiare in quanto non è più stato prodotto, è lo spumante a base di Vitovska, un vino premiato più volte anche in concorsi internazionali, ma a suo parere irripetibile.

Mentre prepara alcuni calici per la degustazione, essendo Gennaio, alcune cataste di bottiglie sono  già in attesa di essere riempite, la linea di imbottigliamento è pronta per essere messa in funzione, il mercato non può attendere!

 

Ma ora passiamo ai vini degustati

i vini degustati

 

Sauvignon Emotion vino bianco

100% Sauvignon – solo acciaio – criomacerazione- 12° vol. – vendemmia 2018 (interessante la descrizione dei cloni di Sauvignon utilizzati per la realizzazione del vino: clone F5 + clone R3 + clone R9, quest’ultimo normalmente è quello che rilascia nel vino sostanze che si evolvono creando il famoso sentore di pipì di gatto)

Il nome nasce dall’ Emozione provata e cresciuta ad ogni assaggio, un’emozione comunicata attraverso un’etichetta “moderna” e accattivante, realizzata da un’artista della zona, in cui il Sauvignon si identifica in molteplici espressioni varietali. Dal 2011, anno della prima vendemmia, Daniele, crea un archivio storico di 3000 bottiglie per seguire la sua evoluzione. Sono stati utilizzati diversi cloni (10% di R3 caratteristico sentore vegetale; 50% di F5 e 109 vigne di 6-7 anni di R9; 40% vigne vecchie) provenienti dai vigneti triestini e sloveni, quest’ultimi non idonei alle denominazioni italiane, quindi classificabile come vino generico.

L’aspetto olfattivo fragrante dei fiori bianchi, fresco di zenzero, intrigante nel pepe bianco e confetti rosa si annuncia già alla veste giallo paglierino con sfumature verdoline. Il colore racconta gioventù, evoluzione in divenire confermata dall’acidità avvolgente del sorso, nonostante l’ingresso delicato.  Le sensazioni olfattive si ripropongono nella struttura avvolgente, ampia, rotonda, quasi grassa, il calore alcolico è moderato, senza eccessi. La sapidità, non salata, accompagna la freschezza nel finale lungo e persistente seppur ancora giovane, rende onore al varietale, soprattutto nelle sue sfumature di tradizione.

 

Chardonnay Passion  vino bianco

100 % Chardonnay – acciaio – 12°vol. – vendemmia 2018

La luminosità enfatizza l’aspetto giallo paglierino ravvivato da un ventaglio olfattivo croccante, mela renetta, margherite di campo, pesca, scorza di lime e mandarino. Nel finale, spezie piccanti di ginger e curry accompagnano al sorso che si annuncia fresco nel porsi invitante al bicchiere e sapido, quest’ultima che conduce i nostri pensieri alla vigna. Ma è anche un sorso importante, l’estratto avvolgente e morbido  mantiene il suo status sino alla deglutizione . Un vino pronto per essere apprezzato fino alla fine,

Sauvignon Passion (con la particolare etichetta artistica cara a Daniele)

Chardonnay Passion -vedemmia 2018- (con la particolare etichetta artistica cara a Daniele)

 

Chardonnay Passion vino bianco

 100 % Chardonnay  – Campione di botte (autoclave inox) – 14,2°vol. – vendemmia 2019

Annata considerata qualitativamente bellissima, da fotografare come dice Daniele. Molto diverso dal millesimo precedente, nonostante la gradazione maggiore, non si percepisce l’alcol.

Il calice mostra subito interesse nell’aspetto olfattivo, frutta tropicale, pesca, maracuja, banana, note citrine di pompelmo e mela bianca, ricordi di erbette aromatiche raccontano la gioventù del vino confermata dai riflessi verdolini della veste paglierina. In punta di piedi, fa il suo ingresso all’assaggio, la morbidezza si avverte man mano che invade il palato, accarezza le guance mentre la freschezza accentua la piacevole salivazione che richiama un secondo bicchiere. Un vino corposo che saprà dimostrare un carattere deciso.

  

Malvasia (atto a divenire Igt Venezia Giulia 2019)

100 % Malvasia – campione di botte (autoclave inox) – 12,1 °vol.

Colore paglierino tenue, leggermente velato per il batonnage che viene ripetuto periodicamente. Frutto dolce di albicocca, intervallato dall’agrumato pompelmo, cenni di timo e mentuccia, soffuse note minerali che ricordano il terreno calcareo, mostrano un potenziale di evoluzione molto interessante. Al sorso, la definiamo sferzante, l’acidità è protagonista indiscussa in tutto il percorso gustativo, sorregge la struttura moderata, ricca di frutto, accompagna al finale senza indugi. Una Malvasia da riassaggiare nel tempo, consigliamo a Daniele d’inserirla nel suo archivio storico per monitorarla come sta facendo con il Sauvignon.

  

Aurum 15 giorni vino bianco macerato

100 % Malvasia – 15 giorni di macerazione sulle bucce, 8 mesi in botte da 8hl – surmaturazione – 13°vol. vendemmia 2018

Aurum 15 giorni macerato vendemmia 2018

“Oro” è il significato del nome del vino desiderato e prodotto per il papà Pietro, in ricordo della sua generazione di vignaiolo contadino dal gusto ricco e corposo. Naturalmente una filosofia non in linea a quella di Daniele, amante dei vini che si lasciano bere. Questa è l’ultima annata maturata in legno, le vecchie botti sono state tagliate per fare spazio in cantina.

Il colore intenso come un sole al tramonto, regala subito emozioni che permangono mentre il ventaglio olfattivo si rivela intrigante a ogni olfazione. Frutta matura, succosa di pesca, albicocca, papaya, uva sultanina, noce moscata, nocciola tostata, timo, caramello, un bouquet ampio e divertente. Il miele di castagno accompagna lo sviluppo gustativo nella corposa struttura  ben bilanciata dalla freschezza e delicata sapidità che dona un sorso ampio  e persistente. Un vino che definiremmo Giocoso Fruttato e in costante Evoluzione…unico grande problema…non ce ne sarà mai più!

 

Vitovska  Igt Venezia Giulia 2018

100 % Vitovska – acciaio- criomacerazione- 12°vol.

Vitovska

Vitovska 2018

Il vitigno autoctono a bacca bianca del Carso, si presenta luminoso nell’abito paglierino. Sensazioni olfattive di pesca bianca, fiori di campo, salvia, in sottofondo pietra focaia.

In bocca l’ingresso è delicato e gentile, non ha fretta di esprimere la mineralità iodata che arriva piano piano, supportata da un’acidità leggiadra; la struttura vellutata dona sensazioni floreali di campo e foglie di tè. Un’interpretazione del varietale chiara, leggibile e di piacevole scorrevolezza gustativa.

  

Refosco dal Peduncolo rosso vino rosso (atto a divenire Igt Venezia Giulia 2016)

100 % Refosco dal peduncolo rosso o Rasca rossa a Trieste– macerazione 6-8 giorni-8 mesi in botti di legno da 8hl –  vendemmia 2016

Uve provenienti dalla Slovenia. Un vino rosso rubino brillante con sfumature violacee; al naso è fragrante, composta di frutta, fragola, mora, ribes, uva spina, mirtillo, iris e violetta intervallati da erbe selvatiche di sottobosco, cannella, tabacco dolce. All’assaggio, si rivela giovane nella freschezza vibrante che accompagna l’estratto importante e il tannino ancora spigoloso nel lungo percorso gustativo. E’ un vino che ha bisogno di tempo, gradevole ed elegante in tutte le sue espressioni organolettiche .

Ringraziamo Daniele e la sua famiglia di averci dato la possibilità di conoscere la loro realtà fatta di tanta  passione e sacrificio. I risultati non si sono fatti aspettare, l’azienda Odoni sta ricevendo dei premi dalla critica, come al Certamen Topwine 2018 di Barcellona piazzandosi ai vertici del concorso con la propria Vitovska spumantizzata del 2015, come anche con la Malvasia 2016, mentre Chardonnay 2016, l’uvaggio “Giada” e il Sauvignon hanno ottenuto una menzione speciale. Spronando dagli esiti e motivato a crescere ponendosi nuovi obbiettivi, ci mostra anche la nuova cantina; osserviamo l’importante progetto già sviluppato mediante dei rendering fotografici, dove si nota fin da subito, la moderna fattura della stessa mantenendo nel contempo i tratti tipici dell’architettura locale del territorio. Le opere dovevano iniziare nel mese di aprile, ma purtroppo gli eventi dovuti al corona virus hanno posticipato l’inizio.

 

Nell’ottica di tornare a fare due chiacchere con Daniele, un comunicatore nato, magari nei nuovi

spazi aziendali, Auguriamo  un grande in bocca al lupo per una prossima ripartenza con il Botto!

 

Per L?Indovino: Maura Gigatti e L?INDOVINO

 

24/05/2020


Marzio Dal Toso

 


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