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Azienda Agrituristica Ostrouska -Carso (TS)

 

 
Overview
 

Nome: Azienda agricola-agrituristica -Ostrouska Sharon
 
Indirizzo: Sagrado,1 – 34010 Sgonico (Ts) -Tel. (+39) 040 2296672 - cell. +39 348 9214743 Sharon - cell. +39 347 3925867 Antonella
 
Vini bianchi: Vitovska Igt Venezia Giulia-Malvasia Istriana Igt Venezia Giulia-
 
Vini rossi: Terrano Igt Venezia Giulia
 
Vini rosati: NO
 
Spumanti metodo Classico: No
 
Spumanti metodo Charmat: Carpe Diem (60% Malvasia Istriana-20% Sauvignon-20% Chardonnay)
 
Ettari vitati: 2.00
 
Vitigni dichiarati e resa per ettaro: Terrano- Vitovska-Malvasia Istriana-Chardonnay-Sauvignon-
 
N° bottiglie per anno: 7.500
 
Ristorazione: SI
 
Pernottamento: SI
 
Organizzazione: 7.0
 
Location
7.0


 
Ambiente
7.0


 
Cortesia del personale
7.5


 
Competenza del personale
6.6


 
Organizzazione
7.0


 
Immagine aziendale
6.5


 
Qualita/Prezzo Vini
6.9


 
Punteggio finale
6.9
6.9/10


Valutazione utenti
nessuna valutazione

 

Aspetti positivi


Ospitalità, l'organizzazione, la Malvasia istriana (in parrticolare la 2016), la gentilezza della titolare Sharon, il parcheggio

Aspetti negativi


l'immagine aziendale come cantina, la cantina non accessibile, l'assenza di indicazione ed immagine dell'azienda all'esterno (seppur uso locale).


In breve...

 CARSO TRIESTINO   Il nostro viaggio nel Carso triestino prosegue alla ricerca delle tradizioni. Decidiamo di fermarci a Sgonico, frazione di Sagrado (TS), un’oasi in cui possiamo rilassarci nel verde della natura carsica attraverso sentieri segnalati in cui camminare, pedalare in sella a una mountain bike, oppure visitando la Grotta del Gigante, la Casa Carsica, […]

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Pubblicato 9 Maggio 2020 da

 
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 CARSO TRIESTINO

 

Il nostro viaggio nel Carso triestino prosegue alla ricerca delle tradizioni. Decidiamo di fermarci a Sgonico, frazione di Sagrado (TS), un’oasi in cui possiamo rilassarci nel verde della natura carsica attraverso sentieri segnalati in cui camminare, pedalare in sella a una mountain bike, oppure visitando la Grotta del Gigante, la Casa Carsica, l’orto botanico Carsiana e la riserva di Monte Lanaro.

interno della Grotta dei Giganti

A pochi chilometri si può raggiungere il golfo di Trieste, da cui arriva la Bora (vento catabatico, che soffia con particolare intensità di provenienza nord/nord-est), che sferza tra i filari del territorio collinare brullo e sassoso, ricco di calcare e ferro. Vicino al paese si trova  il Comune di Prosecco, significa “bosco tagliato”, “Proseco” in dialetto triestino e “Prosek” in sloveno, aree boschive sradicate per dare spazio alla viticoltura; il suo nome ha dato origine al vino spumante italiano più bevuto e famoso al mondo.

l’Agriturismo Ostrouska

Accettiamo il consiglio di un produttore, e dopo alcuni chilometri la nostra auto si ferma nel parcheggio dell’agriturismo Ostrouska, azienda famigliare che si occupa di produzione e vendita di prodotti locali propri dal 1986. Veniamo accolti dalla giovane proprietaria Sharon Ostrouska, che nonostante il mancato preavviso, con gentilezza e solarità ci fa accomodare nella sala principale in cui alla nostra sinistra, un bancone è pronto per accogliere i clienti/amici per l’aperitivo e alcuni tavoli sono preparati per il servizio del pranzo. Notiamo un’altra sala dalle piccole dimensioni, che avremo modo di apprezzare durante la cena, attraverso le prelibatezze dei piatti tipici, preparati dalla mamma della proprietaria.

Sharon Ostrouska

 

Mentre Sharon è indaffarata, decidiamo di scoprire una realtà contadina del territorio, in cui le persone si aggregano per condividere un buon piatto di salume, derivato dall’allevamento suino di razza Mangalica, con le tipiche uova sode insaporite con semplice sale e pepe, adornate di verdure sott’aceto provenienti dai propri orti, disposte in lunghe tavolate in cui trascorrere il tempo dinnanzi ad una caraffa di vino della casa: è   a Malchina (TS). Condotta dagli italo-argentini Rudi Klaric e Adriana Pipan, originari del Carso; veniamo subito accolti dall’atmosfera famigliare, non possiamo rinunciare alle uova sode, al prosciutto crudo e all’ossocollo (coppa) accompagnati  da una caraffa colma di vino Terrano (come viene denominato il Refosco o Refosco dal Peduncolo Verde nel Carso e nella parte occidentale della Slovenia)  servito in piccoli bicchieri, simili al “Goto Veneto”, i cui  sapori ricordano molto la natura e il frutto rosso ancora non del tutto maturo.

L’Osmiza (in sloveno Osmica, si pronuncia Osmizza), è un locale tipico che si trova tra l’altopiano del Carso e la Slovenia, una vera istituzione da queste parti.  Il suo nome deriva dalla lingua slovena “osem”, ovvero “otto”, in riferimento ai giorni dell’anno in cui, secondo l’editto emanato nel 1784 dall’imperatore Giuseppe II d’Asburgo, i contadini del Carso potevano vendere i loro prodotti direttamente nelle loro case. I generi alimentari, mosto di frutta e vino potevano essere venduti senza una data definita e senza un prezzo imposto; in cambio, per identificare che l’attività fosse aperta, i produttori dovevano esporre come simbolo una frasca, posta lungo la strada e sopra  la porta della casa; singolare poi che alcune località ne abbiano assorbito il nome, come Frascati nel Lazio. Se veniva disobbed

il banco dell’Osmiza di Pipan Klaric con la tipica lavagna-preziario

ito l’ordine, la merce veniva confiscata e l’Osmiza chiusa. Il simbolo della frasca e l’ordinanza, si pensa risalgono addirittura al medioevo, ai tempi di Carlo Magno, quando l’Istria e Tergeste (il nome di Trieste in età romana), dopo essere state abbandonate dai bizantini, vennero annesse al Regno Franco. L’imperatore concesse il diritto della vendita diretta dei propri prodotti esponendo proprio il rametto di latifoglia, edera o alloro. Oggi, l’Osmiza comprende la vendita di vini non imbottigliati con provenienza geografica e colture autoctone, principalmente prodotti a base di carne, anche secca, allestita da un viticoltore a casa propria, o nella cantina o nel “boriaĉ” (cortile). Può rimanere aperta anche per un periodo più lungo di otto giorni, calcolato in base alla quantità di vino prodotto; la scelta del periodo è a discrezione degli agricoltori. Gli ambienti sono spesso rustici immersi nel verde delle campagne e dei vigneti, le sale accolgono lunghi tavoli e panche di legno in cui i clienti si siedono uno accanto all’altro assaporando assieme e spesso senza conoscersi, i piatti delle tradizione e i vini locali Vitovska, Malvasia e Terrano.

Torniamo all’agriturismo Ostrouska, dove Sharon ci ha preparato due calici da degustazione, un tagliere di affettati con prosciutto crudo del carso e pancetta, ottenuti dai rari suini friulani di razza “Nero di Fagagna”, abbinati ad alcuni formaggi ottenuti dal latte delle mucche di razza Black Angus, allevate a pochi passi dalla nostra sala.

Suini “Nero di Fagagnana“. sullo sfondo un ciuchino

 

Alcuni ciuchini e chiocce allietano la nostra visita, mentre il compagno di Sharon, Albert si dedica a loro. Come spesso accade nelle piccole aziende familiari, Albert Rebula gestisce il lavoro in stalla alternandolo alla gestione della vigna e della cantina dove recentemente ha ideato un nuovo prodotto, un Metodo Italiano (Metodo Martinotti) formato da un blend di Malvasia Istriana, Sauvignon e Chardonnay..

 

 

 

Ed ora iniziamo le degustazioni di questa piccola realtà del Carso, con 2 ettari di proprietà, coltivati a Terrano, Mavasia, Istriana, Vitovska, Sauvignon, per una produzione di circa 7.500 bottiglie complessive:

 

le bottiglie degustate

 

Carpe Diem spumante Brut (metodo italiano)

40% Malvasia Istriana – 20% sauvignon – 20%Chardonnay – solo acciaio – 12° vol.

Incuriositi  di assaggiare uno spumante del territorio, soprattutto come antagonista del Prosecco, “Carpe Diem”-cogliamo l’attimo; colpisce per la luminosità del colore paglierino  ravvivato da bollicine di media grandezza che vertono in superficie creando una spuma cremosa invitante. Al naso è delicato nei profumi di crosta di pane, crema pasticcera  e mela golden, in un sottofondo iodato. Sensazioni che si avvertono all’assaggio, l’ingresso si pone in punta di piedi  si allarga in un sorso piacevole, morbido nei suoi zuccheri, ammandorlato e con una sapidità iodata nella chiusura. Un vino piacevole da servire fresco.

 

Vitovska Igt Venezia Giulia 2018

Vitovska 2018

Solo acciaio – 12°vol.

Il vitigno autoctono mostra già all’aspetto visivo il suo carattere carsico, l’abito paglierino con sfumature verdoline, è valorizzato dalla vivace brillantezza.  Alla roteazione del bicchiere, si  liberano profumi composti, giovani di succo d’uva, fiori di zagara, acacia, sensazioni minerali del territorio, che ritroviamo nel sorso, appagante e sapido. La freschezza, verticale all’ingresso, invita a sorseggiare il nettare che si pone con un buon estratto, lineare e pulito.

 

Malvasia Igt Venezia Giulia 2016

Fermentazione acciaio ed affinamento per 6 mesi in botte di rovere da 10 hl – 13,5°  vol.

Questa Malvasia è l’orgoglio del compagno di Sharon, la più rappresentativa dell’azienda. Possiamo confermare la sua gioia, nonostante la vendemmia non sia recente, apprezziamo la lucentezza del colore paglierino intenso; i profumi liberano sensazioni di uva spina, pesca bianca, fior di sambuco, acacia, rosmarino, salvia e menta piperita. Il sorso è fluido nella freschezza che enfatizza la sapidità carsica nel percorso strutturato e di piacevole armonia, mentre il miele d’arancio chiude l’aspetto gustativo. Una Malvasia fresca e di struttura, dove l’eleganza è di casa.

Malvasia 2016

 

 

Malvasia Igt Venezia Giulia 2017

Fermentazione acciaio ed affinamento per 6 mesi in botte di rovere da 10 hl – 12,5° vol.

Espressione differente dal vino precedente, in cui il varietale emerge, nonostante l’annata calda,  evidenzia una maturità immediata nell’aspetto organolettico. La veste paglierina mostra una  vivacità luminosa che ci invoglia a scoprire quali sensazioni olfattive troveremo nel bicchiere. Pesca, mandarino, pompelmo rosa, si intervallano a fiori gialli di campo, margherite, gelsomino. Timidamente si esprimono erbe aromatiche del timo, rosmarino, la loro freschezza ci accompagnano all’assaggio; un sorso dinamico, in certi aspetti, ancora scalpitante nel percorso non eccessivamente lungo, sapido quasi amaricante. Un vino che si sa raccontare ma che può evolvere nel tempo per farsi apprezzare.

  

Terrano Igt Venezia Giulia 2018

Fermentazione acciaio ed affinamento per 6 mesi in botte di rovere da 10 hl -11,5° vol.

I caratteri purpurei ravvivati da ricordi violacei, si mostrano nella compattezza del colore, mentre portiamo il calice al naso, si liberano giochi fruttati di mora, ribes, lampone, prugna, alternati da sensazioni resinose e balsamiche. L’ingresso in bocca è ricco, materico nel frutto che si mantiene in tutto il percorso gustativo, supportato dalla rinfrescante acidità. Il tannino è vibrante ma non aggressivo, è la sapidità a farla da padrona, mentre le morbidezze gliceriche accarezzano il palato nella scorrevolezza. Un Terrano schietto e sincero.

una camera deel’Agriturismo Ostrouska

I piatti della tradizione austro-ungarica di Sharon deliziano il nostro palato durante la cena; ci ritiriamo nelle  stanze arredate con buon gusto,  recentemente restaurate per dare la possibilità ai visitatori di alloggiare e godersi il territorio da vicino.

 

Al nostro risveglio, ci attende la colazione “dei campioni”, ci accomodiamo nello stesso tavolino in cui il giorno prima abbiamo fatto la degustazione, un tavolo centrale è imbandito di biscotti, marmellate, yogurt rigorosamente preparati dalla mani della mamma di Sharon.

 

 

 

Una visita che consigliamo per chi vuole godere la natura, in una struttura dall’anima famigliare in cui ci si sente a casa, assaporando i prodotti tipici.

 

 Per L’Indovino Maura Gigatti

09-05-2020


Marzio Dal Toso

 


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