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Azienda Agrituristica Milič Zagrski – Carso (TS)

 

 
Overview
 

Nome: Milič Società Agricola Semplice
 
Indirizzo: Loc. Sagrado n.2-34010 Sgonico (TS) – ITALIA P.IVA 01315940328-Telefono: 040 229289-Cellulare: 3519515092 Mail: info@agriturismomilic.it
 
Vini bianchi: Vitoska  Igt Venezia Giulia - Malvasia Igt Venezia Giulia - Lu Ne Bezga Amber wine Igt Venezia Giulia (60% Malvasia - 35% Vitovska 5% Chardonnay) - Chardonnay Igt Venezia Giulia (fino ad esaurimento per espianto)
 
Vini rossi: Terrano Igt Venezia Giulia
 
Vini rosati: NO
 
Spumanti metodo Classico: Petroska- Methodo -Rifermentato in bottiglia- per 90 giorni (Vitovska-Malvasia)
 
Spumanti metodo Charmat: NO
 
Ettari vitati: 7 ettari
 
Vitigni dichiarati e resa per ettaro: Vitovska- Malvasia Istriana-Terrano (Refosco dal Peduncolo Verde o Refosco)-tutti a Gujot-sperimentazione di vitigni resistenti ibridi.
 
N° bottiglie per anno: 10.000 più vino sfuso
 
Ristorazione: SI
 
Pernottamento: SI
 
Organizzazione: 7.8
 
Location
7.0


 
Ambiente
6.8


 
Cortesia del personale
7.7


 
Competenza del personale
7.7


 
Organizzazione
7.8


 
Immagine aziendale
6.8


 
Qualita/Prezzo Vini
7.0


 
Punteggio finale
7.3
7.3/10


Valutazione utenti
1 valutazione totale

 

Aspetti positivi


accoglienza e gentilezza- la grande organizzazione- la cucina con piatti tipici del territorio- i salumi aziendali-il recupero di moltissimi materie di scarto per alcune produziuoni aziendali atte alla creazione di prodotti naturali (saponi-detergenti casa-grappe- ecc.)-l'utilizzo di erbe spontanee del luogo per realizzare tisane, infusi e succhi- la coltivazione delle viti in modo naturale con lotta integrata, il rispetto e valorizzazione del vino Terrano (in particolare l'annata 2006).

Aspetti negativi


l'assenza di indicazione ed immagine dell'azienda all'esterno (seppur uso locale), immagine aziendale, migliorabile il parcheggio.


In breve...

MILIČ  ZAGRSKI          L’azienda agrituristica Zagrski è la dimora che ospita dal 1492 la famiglia Milič, i cui  vigneti si espandono nell’immensità verde dei prati, ad un altitudine di 345-360 m s.l.m., guardando il golfo di Trieste e la vicina Slovenia. Siamo nel Comune di Sgonico in località Sagrado dove la strada comunale termina la […]

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Pubblicato 17 Maggio 2020 da

 
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MILIČ  ZAGRSKI       

 

l’ingresso aziendale e dell’agriturismo

L’azienda agrituristica Zagrski è la dimora che ospita dal 1492 la famiglia Milič, i cui  vigneti si espandono nell’immensità verde dei prati, ad un altitudine di 345-360 m s.l.m., guardando il golfo di Trieste e la vicina Slovenia. Siamo nel Comune di Sgonico in località Sagrado dove la strada comunale termina la propria corsa. Entriamo nel cortile, numerose persone accompagnate da alcuni cani di diverse razze e dimensioni, ci fanno pensare che la nostra visita non andrà a buon fine, consapevoli che non sempre le improvvisazioni canine portano a risultati positivi. La sala principale è occupata da una tavolata a ferro di cavallo con un gruppo di persone che stanno festeggiando una ricorrenza, tre tavolini ospitano alcune famiglie che assaporano piatti della tradizione, nonostante siano le 16.30. La cucina è aperta da pranzo continuativamente fino a tarda sera, per dare la possibilità agli escursionisti ed amanti delle bellezze del paesaggio, di poter deliziare il palato al loro ritorno. Alcune ragazze indossano l’abito tradizionale il “noṧa” tipico del Carso e della Slovenia, simbolo della cultura degli avi, che tradizionalmente veniva utilizzato negli eventi importanti.

La famiglia Milič oltre che dell’azienda agricola, era proprietaria anche di una cava da cui si estraeva la “Petrovica” (particolare pietra denominata anche Fior di mare per le inclusioni fossili), una roccia esteticamente bella e poco porosa, utilizzata particolarmente nell’edilizia, e venduta anche a livello mondiale grazie al libero commercio e alla detassazione del porto di Trieste. La richiesta di mercato, aveva portato a un ampliamento delle struttura agricola, diventando una sorta di piccolo Comune indipendente con annessi, vari laboratori artigianali e una mensa per i circa 800 lavoratori.

La  stalagmite maggiore  della vicina Grotta dei Giganti

L’azienda agricola si autososteneva mediante l’allevamento e la coltivazione dei prodotti propri, ed in una terrà così arida, la famiglia poteva godere dell’acqua di due grandi pozzi di proprietà. Durante i periodi invernali, all’epoca molto rigidi, veniva ospitato il bestiame di altri allevatori provenienti dalla Carnia, anche 250 capi, in un’area definita “pod kazouc” (locale posto sotto l’essiccatore del fieno), ed a primavera i pastori ripagavano il tempo di ricovero degli animali da Milič, mediante la fornitura di alcuni capi delle preziose mandrie.

Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, i soldati tedeschi diedero alle fiamme l’intera azienda, lasciando i Milič senza più nulla (una targa commemorativa è esposta sul muro esterno dell’agriturismo). Concluso il conflitto bellico, la famiglia Milič riprese l’attività agricola aprendo  l’ Osmiza” per i clienti locali; successivamente negli anni ottanta del secolo scorso aprirono uno dei primi agriturismi della regione, ampliando i locali esistenti, per accogliere un turismo sempre più ampio e vario.

Lucjia Milic all’interno del locale Agrituristico

L’Osmiza (in sloveno Osmica, si pronuncia Osmizza), è un locale tipico che si trova tra l’altopiano del Carso e la Slovenia, una vera istituzione da queste parti.  Il suo nome deriva dalla lingua slovena “osem”, ovvero “otto”, in riferimento ai giorni dell’anno in cui, secondo l’editto emanato nel 1784 dall’imperatore Giuseppe II d’Asburgo, i contadini del Carso potevano vendere i loro prodotti direttamente nelle loro case. Oggi, l’Osmiza comprende la vendita di vini non imbottigliati con provenienza geografica e colture autoctone, principalmente prodotti a base di carne, anche secca, allestita da un viticoltore a casa propria, o nella cantina o nel “boriaĉ” (cortile). Può rimanere aperta anche per un periodo più lungo di otto giorni, calcolato in base alla quantità di vino prodotto; la scelta del periodo è a discrezione degli agricoltori.

Alcuni eventi fecero rischiare di far perdere ai Milič tutta l’attività, sia le terre con l’agriturismo sia l’azienda di estrazione della pietra; ma grazie alla caparbietà di Andrej Milič e della moglie Bernarda sconfiggendo il destino nefasto, persero la Cava, ma mantennero l’azienda Agricola, che negli anni ampliarono con molte soddisfazioni.

Capitati come nostra “brutta abitudine” senza preavviso, dopo aver chiesto il permesso, ci accomodiamo in un tavolino vicino all’ingresso; Lucija una delle figlie di Andrej mentre ci  propone alcune bottiglie di vino da degustare, si dedica anche alla nutrita tavolata, camminando velocemente tra i commensali con grandi vassoi pieni di cibo e il bancone del bar, dove riempie grandi caraffe di vino alla spina… veramente brava e capace.

Notiamo che il sorriso è il suo dono naturale, non le manca mai, nemmeno al nostro improvvisato arrivo. Tra una portata e l’altra, racconta a tutti i presenti la storia di famiglia, e la passione del loro lavoro che sfrutta  il   90 % di  produzione propria con la collaborazione di tutti i famigliari ed aiutanti.

Dall’allevamento di 100 maialini , di cui il 50% sono di razza  Mangalica (un suino riccioluto simile ad una pecora diffuso nel territorio austro-ungarico per volere di Maria Teresa), si producono gli squisiti salumi serviti, tra cui il  lardo con sale, spezie, erbe, e il “Ciuccio del Carso”, un salame senza nitrati e nitriti, ideato dal nonno Milič, che alla nascita del primo nipotino ha voluto svezzarlo alla vecchia maniera del Carso…ciuccio di salame. Da allora, viene servito a tutti gli ospiti come una vera prelibatezza di casa.

la cantina con le teste delle botti lavorate con altorilievi raffiguranti la  famiglia e  scene rurali. Appesi sullo sfondo i famosi “Ciucci del Carso”

La cucina rispecchia appieno i piatti della tradizione, eseguiti con passione dalla sorella di Lucija; particolare aziendale è il riutilizzo di gran parte delle materie normalmente definite di scarto,  come ad esempio i sali del vino durante la vinificazione quali i tartrati che vengono miscelati con il lievito per sfornare il pane, mentre con lo strutto e la malvasia si ricava un sapone naturale, oppure  dalla prima torchiatura delle vinacce si crea un prodotto per pulire i vetri, mentre con la seconda torchiatura si producono le grappe, come la classica bianca, alle erbe (dell’orto) o al Terrano.

Durante la degustazione, il papà Andrej, unico uomo di famiglia con 5 donne, ci diletta con i suoi racconti.

Andrej Milic davani al proprio vigneto

L’azienda attualmente dispone di 7 ha vitati a Gujot (forma di allevamento normalmente che tende a dare produzioni di qualità) dedicati a Vitovska, Malvasia, Terrano, (esisteva circa 1 ettaro a Chardonnay ma da alcuni anni è avvenuto l’espianto) di cui 1 ettaro è dedicato alla sperimentazione di vitigni resistenti sia a bacca rossa che bianca, in collaborazione con il vivaio di Rauscedo. La produzione è di circa 10.000 bottiglie l’anno, oltre al tradizionale vino sfuso servito a fiumi in agriturismo.

Negli anni ’90 la famiglia, come tanti altri agricoltori, decide di seguire l’esempio di Edy Kante, produttore e   promotore del territorio, iniziando a imbottigliare e commercializzare vino in bottiglia e non sfuso come da tradizione locale. In vigna, negli interfilari, si eseguono i sovesci attraverso   piante di rafano (per dissuadere vermi indesiderati), avena, acacia, camomilla che contrastano naturalmente le patologie e attraggono le api utili all’allontanamento d’insetti dannosi alle viti  (definita oggi giorno Lotta Integrata). Dall’anno prossimo inizierà la produzione del miele proveniente principalmente dalle piante del sovescio.

La cantina ricavata entro un ex cisterna di raccolta di acqua piovana con le botti di affinamento del Lu ne.

Da qualche anno, la vendemmia viene svolta con la partecipazione di ragazzi disabili di alcune Associazioni Onlus del territorio, permettendo a queste persone anche la possibilità di trascorrere piacevoli momenti in un ambiente naturale e sano.

I vini seguono le fasi lunari, i bianchi giovani e freschi vengono imbottigliati durante la luna crescente, mentre i vini rossi durante la luna calante; non vengono filtrati. L’invecchiamento viene svolto in base alla tipologia, ogni vino ha una sua realtà; con papà Andrej abbiamo modo di visitare sia la cantina scavata nella roccia sia la cantina un tempo utilizzata come cisterna per raccogliere l’acqua piovana che ospita il vino bianco macerato denominato “Lune”.

Nel 2019, il cambio generazionale, le due figlie sono entrate a far parte dell’azienda e come giovani  imprenditrici hanno già apportato alcuni cambiamenti, tra cui  il maggior riutilizzo delle materie di scarto  e la grafica delle etichette delle bottiglie.

 

 

 

Seguiamo il consiglio di papà Milič e iniziamo la degustazione con…

I vini degustati

Vitoska  Igt Venezia Giulia 2018

 100% Vitoska –  3 gg di macerazione solo con bucce in tini di acciaio aperti – 6 mesi in botti di rovere sloveno di varie dimensioni da 15 a 25 hl- poi altri 6 mesi in acciaio- non filtrato-chiarifica a freddo – 12° vol.

Il colore paglierino di media intensità presenta uno stile classico di vinificazione, in cui il varietale mostra il suo aspetto caratteriale che si mantiene in tutte le fasi della degustazione. Fresche e fiorite margherite di campo, erbette aromatiche di timo, origano, mentuccia compongono il bouquet olfattivo in cui si unisce l’arancia sanguinella. La dolce nota ammandorlata accompagna il sorso, verticale e dinamico in cui la sapidità del terreno emerge e rimane nella discreta lunghezza sino alla deglutizione. Un vino che si fa apprezzare fin da subito, la piacevolezza immediata e corposa, interpreta una maturazione ottimale nel tempo.

 

Chardonnay Igt Venezia Giulia 2016

100% Chardonnay – 2-3 gg di macerazione solo con bucce in tini di acciaio aperti – 6 mesi in botti di rovere sloveno di varie dimensioni da 15 a 25 hl- poi altri 6 mesi in acciaio- non filtrato – 14° vol.

Abbiamo l’onore di assaggiare una delle ultime bottiglie di questo Chardonnay, la vigna è stata espiantata per dare spazio ai vitigni autoctoni. L’aspetto visivo si pone accattivante nel paglierino intenso con riflessi dorati. La nota dolce di vaniglia è la protagonista di un ventaglio olfattivo ancora chiuso; il frutto giallo maturo di albicocca in confettura si mostra al suo cospetto. La sapidità e la freschezza, sono il trade union di questi vini che si pongono all’assaggio, mentre la presenza glicerica dona morbidezza e corpo al vino. Un sorso lungo in cui l’albicocca, il mallo del suo frutto, melone bianco, curcuma, salvia e origano si avviano al finale nuovamente sapido.

 

Lu Ne  Bezga Amber wine    Igt Venezia Giulia  2016

60% Malvasia – 35% Vitovska 5% Chardonnay– macerazione solo bucce per 28 gg ( rispetto dell’intero ciclo lunare -da quì parte del nome) in tini di acciaio a temperatura controllata a cappello sommerso e tino chiuso– 12 mesi in barrique o tonneau da 250/300l usate – svolge la malolattica- non filtrato-non chiarificato-non travasato – 12,5° vol.

Paglierino intenso nella veste ambrata leggermente velata, dona sensazioni cremose di latte che scorrono nel suo essere macerato con ricordi di campo fiorito, camomilla, erba medica, fieno fresco, susina gialla, pesca nettarina. Sorso dinamico con la nota fresco-sapida che contrasta la morbidezza nella perfetta fusione glicerica e alcolica senza eccedere nelle parti. Una nota piccante di paprika stuzzica il degustatore che chiude l’atto gustativo lungo e corposo. Bezga in sloveno significa anche “fiore di sambuco”.

 

Lu Ne Bezga Amber wine Igt Venezia Giulia 2015

 60% Malvasia – 35% Vitovska 5% Chardonnay– macerazione solo bucce per 28 gg in tini di acciaio a temperatura controllata a cappello sommerso e tino chiuso– 12 mesi in barrique o tonneau da 250/300l usate – svolge la malolattica- non filtrato-non chiarificato-non travasato – 12,5° vol

Oro all’aspetto visivo, le sensazioni balsamiche, anice stellato, mandorla, pesca gialla  matura, uva sultanina rendono piacevolmente complesso il ventaglio olfattivo, invita all’assaggio. Il sorso fin dall’inizio si pone pieno, strutturato, ricco con la freschezza scalpitante, giovane, che non concede all’alcol di eccedere con la sua presenza. La persistenza fruttata si allunga e si dilunga nel battito che scandisce il tempo, chiude nella balsamicità olfattiva.

 

Terrano Igt Venezia Giulia  2017

100% Refosco dal peduncolo verde (Refosco) / nel carso più spesso denominato Terrano – macerazione 10-15 gg in tini di acciaio o di vetro-resina aperti. Maturazione 12 mesi in barrique rovere usate e 12 mesi in legno grande da 15 a 25 hl. 12° vol

Meglio conosciuto come Refosco dal peduncolo verde, durante l’Impero austro-ungarico, veniva venduto come medicinale   nelle farmacie. La vigna è allevata nella parte alta della collina formata dalla terra rossa carsica; i venti mantengono asciutte le uve, consentono meno trattamenti dagli attacchi fungini. Rubino intenso dai riflessi ancora purpurei, presenta sensazioni olfattive intriganti nel porsi giocose, pepe nero, frutti scuri di sottobosco, mora, note affumicate, cacao ed ecco tornare il frutto del ribes appena maturo. Il sorso è fresco, una freschezza che accompagna il percorso gustativo e prosegue nel gioco dei profumi, pepe e mora, poi lampone, ecco la macchia mediterranea, chiude l’arancia sanguinella e il rabarbaro. I tannini sono gentili, educati nella persistenza che sembra non finire mai, mentre è la bottiglia ad arrivare al capolinea. Un vino che si fa apprezzare nella scorrevolezza giovanile tipica del varietale con presupposti di invecchiamento speziati e tostati.

 

Terrano Igt Venezia Giulia  2018

100% Refosco dal peduncolo verde-(Refosco) / nel carso più spesso denominato Terrano- prova di botte dopo 10 mesi di barrique di rovere usati- appassimento in pianta fino al 15 ottobre.  14-14,5° vol.

L’annata 2018 ritenuta eccezionale, è rimasta in pianta sino all’appassimento, vendemmiata a metà ottobre, per avere più struttura e alcol.  Impenetrabile al colore, il naso si fa attendere nel porsi al degustatore. Al sorso si avverte la struttura importante del nettare, supportata dall’acidità che ci si aspetta. L’evoluzione è ancora in fase embrionale, ma ringraziamo Andrea per averci dato la possibilità di approfondire il vitigno Terrano nella sua essenza primaria, un uva che sa trasmettere emozioni e che la famiglia Milič sa trattare con grande rispetto.

Il Terrano 2006-rara bottiglia aziendale-

 

Terrano 2006

100% Refosco dal peduncolo verde (Refosco) / nel carso più spesso denominato Terrano – appassimento in pianta fino al 30 ottobre- macerazione 14 gg in tini di acciaio o di vetro-resina aperti. Maturazione 18 mesi in barrique rovere usate e 18 mesi in legno grande da 15 a 25 hl. 14,5° vol

Andrej Milic ci offre un assaggio delle poche bottiglie rimaste nascoste accuratamente in cantina, una vera esperienza per sentire le potenzialità di questo vitigno allevato in queste terre. La veste rubino impenetrabile nella sua compattezza, mostra riflessi granati. Il naso è intenso e intrigante, lascia scoprire i suoi profumi segreti che lentamente emergono, marasca, lampone, cacao, caffè, cannella, rabarbaro, sensazioni che ci lasciano estasiati e ci accompagnano al sorso. La conferma della longevità del vitigno è confermata dalla sua freschezza, rallegra le papille gustative nel corpo avvolgente e morbido, con il tannino ben integrato e le note fruttate che accompagnano al finale rallegrando l’umore e lo spirito.

 

La nostra visita termina con l’aroma del caffè “Zogoma”, rigorosamente preparato come da tradizione e con la grande moka, composto da caffè miscelato con  cicoria, orzo e un bicchierino di liquore di Terrano, alcolico che  la tradizione vuole prodotto con zucchero, arancia, cannella, chiodi di garofano, rosmarino, il tutto portato in ebollizione e una volta raffreddato si aggiunge “abbondante” grappa.  E per chi non volesse tornare a casa, la serata può concludersi nelle camere dell’agriturismo, arredate e rivestite con prodotti naturali.

Come ogni viaggio che facciamo, siamo giunti alla fase “The End”, la macchina carica di vini si dirige verso l’autostrada che ci porterà davanti al computer pronti a descrivere questa magnifica esperienza, ricca di emozioni pure e sane. Abbiamo avuto il piacere di conoscere persone vere, in cui le guerre hanno dato loro caratteri forti e fieri di vivere in un territorio ricco di storia e storie. Ringraziamo i produttori di averci accolto con i loro sorrisi pronti a raccontare la loro storia.

 

Per L?indovino Maura Gigatti

17-05-2020


Marzio Dal Toso

 


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